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Visualizzazione dei post da luglio, 2014

Bob Dylan, Sing Out!, 1962

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Bob Marley

E’ la notte la vera musica che sento: rane, grilli, i suoni della natura. La musica è il canto della terra.

George Ezra - Wanted On Voyage 2014

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di Michele Saran La carriera di George Ezra, nativo della campagnola Hertford, dintorni di Bristol, ha avuto una velocità che la rende virtualmente inesistente. Ancora quasi ragazzino, dopo essersi diplomato in un istituto di “modern music” di Bristol, impressiona tutti con la sua scioltezza alla chitarra e soprattutto la voce possente. L’ascesa è fulminea: live, partecipazioni, passaggi in radio e social network delle sue prime canzoni. Tratta dal suo primo Ep “Did You Hear The Rain?” (2013) è la sua maggiore hit, la “Budapest” ululata e gorgheggiata che ha avuto l’indubbio merito di riportare la canzone d’autore semi-acustica alle vette della classifica di vendita nell’era di Pitbull, David Guetta e Skrillex. Questo nuovo enfant prodige rimane, comunque, anni luce da obblighi contrattuali di sorta. Ezra dimostra, alla prova dell’album lungo “Wanted On Voyage”, di avere una sporta d’idee efficaci e pure affascinanti, e una coerenza di ferro nell’imporle. La produzione elettr

White Fence - For The Recently Found Innocent (2014)

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di Ruben Gavilli Tim Presley, aka White Fence, giunge con “For The Recently Found Innocent “ al sesto album in quattro anni di carriera e sembra aver rinforzato sempre di più la venatura cantautoriale del suo pop lo-fi psichedelico: si è fatto più preciso, il Nostro, meno rude, più limpido e meno confusionario. Perciò via i suoni stravaganti e i mille pedali che hanno caratterizzato per anni il suono della sua chitarra, ma solo strumenti che servono al jangle- psych californiano: chitarra acustica, chitarra elettrica, basso e batteria. C’è meno urgenza in For The Recently Found Innocent e si percepisce di più la forza crescente della composizione di White Fence. Rispetto agli stessi due dischi precedenti, “Family Perfume Vol. 2“ (2012) e “Cyclops Reap” (2013) c’è più chiarezza e sicurezza nello scrivere canzoni, che inevitabilmente predispone all’ascolto. Detto questo, non che l’immaginario di riferimento cambi, siamo sempre in odore di Byrds, folk-rock, Syd Barrett, il Bob Dyla

Help Save the Youth of America - Billy Bragg

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Che il cielo salvi la gioventù d'America Che il cielo li salvi da loro stessi Che il cielo salvi i ragazzi abbronzati che fanno surf E le ragazze della California Quando le luci si spengono nel resto del mondo Che cosa dicono i nostri cugini Giocano al sole e si divertono tanto tanto tanto Sino a che il papà mette via la pistola Dalla Grande Chiesa al Grande Fiume E fuori fino al Mare Splendente Questa è la terra dell'Opportunità E c'è Monkey Trial alla televisione Una nazione dai freezer sempre pieni Sta ballando in poltrona Mentre fuori un'altra nazione Sta dormendo nelle strade Non raccontatemi la solita vecchia storia Ditemi la verità questa volta L'uomo Mascherato o l'Indiano E' un nemico o un amico Che il cielo salvi la gioventù d'America Che il cielo salvi la gioventù del mondo Che il cielo salvi i ragazzi in uniforme Le loro madri e le loro fedeli ragazze Ascolta la voce del soldato

Ray Charles, Jazz Magazine, 1961

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Doors

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Nick Cave

Conclusa l'esperienza dei Birthday Party nell'estate 1983, Nick Cave (1957) dà l'avvio alla carriera solista in quel di Berlino. Con il batterista Mick Harvey forma i Bad Seeds, sorta di super-gruppo che comprende Barry Adamson al basso e il berlinese Blixa Bargeld alla chitarra. Discografia e Wikipedia

Mikal Cronin - MCII (2013)

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di Michele Passavanti A Mikal Cronin sono bastati un album di debutto del 2011, varie collaborazioni con svariate formazioni (Okie Dokie, Epsilons, Party Fowl e Moonhearts) e alcuni lavori al fianco di Ty Segall (che appare tra gli ospiti di questo nuovo lavoro), tra cui lo strepitoso “Slaughterhouse” (2012, In The Red R.) e l’ultimo “Reverse Shark Attack”, (2013, In The Red ) per diventare subito un artista di culto. Ora possiamo dirlo tranquillamente: in Mikal Cronin ci avevamo creduto sin dall’inizio. Fin dalle prime note del suo album di esordio si percepiva che il giovane musicista americano, nato alla metà degli anni 80, aveva tutte le qualità per confermarsi tra gli artisti più interessanti di questa nuova decade. “MCII” è stato registrato alla fine del 2012 a San Francisco, città divenuta la location ideale per Mikal Cronin, sin dall’uscita del suo primo album, dai suoi tours con Ty Segall e con la sua band. I dieci brani poco si discostano dalle sonorità del precede

Vinicio Capossela - Marinai, Profeti e Balene (2011)

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di iSimone Bisogna resistere. Resistere alla tentazione di iniziare la recensione di capitan Capossela usando parole abusate, mai come ora, come abissi, profondità, leviatani... Tutte parole estranee al mondo della musica. Tutte parole inusuali per una recensione musicale che tuttavia scorrono a fiumi, come rum per marinai, in questi ultimi giorni. E sicuramente questo è uno dei tanti pregi dell’ultima fatica di Capossela. Riconosco in “Marinai, profeti e balene” lo stesso soffio di grandezza che pervade “Ovunque Proteggi”, quell’album che fino ad ora consideravo il migliore nella mia personale bacheca delle eccellenze. Il testimone passa a questo ultimo lavoro che consolida l’esperienza dell’artista e la condensa rendendolo ancora più stupefacente. Le storie che si susseguono traccia dopo traccia hanno il sapore del già noto, quasi dell’ovvio. Chi non conosce Achab, Moby Dick, Ulisse, Polifemo o la Bibbia… Chi non conosce le sirene, i marinai, il mare… Tutte cose sotto gli occhi

Kurt Vile - Wakin On A Pretty Daze (2013)

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di Lorenzo Righetto Se “Smoke Ring For My Halo” era il tuffo dalla rupe (per vari motivi), “Wakin’ On A Pretty Daze” si svolge interamente, e per settanta minuti, nei pochi secondi che passano dall’entrata in acqua al riaffioramento. In questo breve e dilatatissimo lasso di tempo, i raggi di sole rifratti illuminano un universo subacqueo imperturbabile, una pletora di meduse e filamenti d’alghe ondeggianti con la corrente. Il nuovo disco di Kurt Vile non è certamente il disco prepotente che era il precedente, ma lo supera probabilmente in fascino col suo andamento rallentato, post-sbornia appunto, come sembra suggerire il titolo. Il drawl scazzato di Kurt è centrale nell’interpretare le molli divagazioni elettriche, Young-iane di “KV Crimes” e “Shame Chambers”, nel riscoprire l’esistenza di cose e persone quando ci si sveglia dopo una lunga notte, con la bocca impastata e gli occhi semiaperti (“Wakin’ On A Pretty Day”). Un momento di confusione totale, di perdita completa del

Little Richard, Hit Parade, 1959

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Foals - Holy Fire (2013)

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di Francesco Giordani I Foals sono senza dubbio, tra tutti i giovani gruppi inglesi emersi nell'ultimo decennio, una delle realtà più caratteristiche e naturalmente dotate di estro. Il quintetto capeggiato dal visionario Yannis Philippakis ha tradito sin dai singolarissimi esordi una spiccata personalità e un gusto tutto suo, quasi sempre encomiabile, per una sperimentazione aperta e completamente libera nelle intenzioni, “a tutto campo”, per così dire. Dopo il fulminante minimalismo di “Antidotes”, tutto sincopi math e ipnotiche dissimetrie avant-pop, la band oxfordiana è approdata alla definizione “classica” dell'opus magnum “Total Life Forever”, un lavoro di notevole impegno realizzativo, volutamente monumentale e atteggiato nelle sue movenze, spesso all'insegna di un sofisticatissimo “tropical-prog” (auto-definizione coniata dalla stessa band), innervato di complesse trame architettoniche e vertiginosi slanci neo-romantici. L'ombra lunga del vecchio (e comu

Alt-J - An Awesome Wave (2012)

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di Franz Bungaro Personalmente credo che una delle soddisfazioni più grandi per chi ama scoprire ed ascoltare musica nuova, sia ritrovarsi con l’imbarazzante bisogno di comunicare al “magico cerchio” di amici “music addicted” l’entusiasmante scoperta. L’alienante mondo dei social network ha oggi potenziato tale possibilità, ma al contempo ne ha deturpato l’aurea missione, costringendoci a condividere con Chicchessia musica che il signor Chicchessia potrebbe non apprezzare mai. Spesso si usa aggiungere la raccomandazione che si tratta di qualcosa che scotta, che devi assolutamente ascoltare perché le tue corde stanno vibrando e sei sicuro di far vibrare pure quelle dei destinatari della tua favolosa (o presunta tale) scoperta. Altre volte, senza troppi preamboli, basta dire: senti un po' qua. Questo, molto semplicemente, vi inviterei oggi a fare. Sentite un po' qua. Dopo giorni di ininterrotti ascolti e continui tentativi di provare a classificare la musica degli Alt-

That Ain't My America - Lynyrd Skynyrd

Quella non è la mia America Qualche volta voglio mettermi a fumare sotto il cartello 'non fumare' Qualche volta vorrei che mi dicessero, come la giustizia sia così cieca Vorrei che mi lasciassero solo perché mi sto comportando bene Puoi effettuare il tuo cambio laggiù in strada e lasciami qui col mio Perché quella non è la mia America Quelle non sono le radici di questo paese Vorresti fare a pezzi il vecchio Zio Sam Ma non ti sto mollando Sono pazzo come l'inferno e sai che sanguino ancora Rosso, Bianco e Blu Quello non siamo noi Quella non è la mia America Me ne stavo lì, a Dallas Aspettavo su un aereo Ho ascoltato involontariamente un vecchio uomo Dire ad un giovane soldato 'grazie' Il giovane soldato vergognandosi disse è difficile da credere Che tu sei l'unico che si è preso la briga di dirmi una parola? E il vecchio uomo disse: Quella non è la mia America Quelle non sono le radici di questo paese Vorresti fare a pezzi il vecchio Zio

Morrissey - World Peace Is None of Your Business (2014)

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di Chiara Felice Il decimo lavoro in studio di Morrissey, “World Peace Is None Of Your Business”, segna il passaggio dell’artista all’etichetta Harvest e vede Joe Chiccarelli (U2, Beck, White Stripes) alla produzione. L’album arriva a poco più di nove mesi di distanza dalla pubblicazione della sua “Autobiography” uscita per la casa editrice Penguin, la quale aveva immediatamente inserito il libro nella collana “Classics” attirando qualche polemica. La figura di Morrissey ha da sempre diviso pubblico e critica: a partire dai suoi Smiths, un’intera generazione cresciuta durante gli anni ottanta – che in Inghilterra vedevano la Thatcher al comando – si è rispecchiata nell‘anticonformismo di una band che solo nel nome si allineava con la maggioranza. La poetica di Morrissey e gli arrangiamenti di Johnny Marr sono stati da subito una simbiosi perfetta e gli album che ne derivarono avrebbero contribuito a plasmare parte della cultura britannica. Non è un caso che ancora oggi si trovin

Francesco De Gregori - Amore nel pomeriggio (2001)

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Fabian, Dig, 1959

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

John Hiatt - Terms of my Surrender (2014)

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di Massimo Orsi Hiatt è ormai considerato da anni un autentico maestro nello scrivere canzoni ed uno story-teller pieno di satira e humor; con questo nuovo lavoro ci fa ascoltare racconti che passano da argomenti quali la redenzione e le relazioni, sempre più legati a protagonisti suoi coetanei, quindi più anziani ed arrendevoli. Il nuovo disco è musicalmente ancorato al blues acustico, accentuato dalla voce soul e grintosa di Hiatt, che rispecchia la gravità delle liriche riflessive. Per la produzione di questo disco, Hiatt si è rivolto al suo chitarrista storico Doug Lancio (in passato con Patty Griffin, Jack Ingram). Anche se inizialmente le registrazioni erano composte da un set elettrico, Lancio sfidò quasi subito Hiatt a suonare in acustico, cosa che sembra essere stata ben gradita, in quanto gran parte del disco è inciso in questa maniera; inoltre Hiatt dopo diverso tempo si cimenta a suonare anche l’ armonica. L’ album è stato inciso dal vivo in studio, fatto del tutto n

Lester Young

Sax tenore, clarinettista (1909 - 1959). Quando emerse dall'anonimato a metà degli anni '30, il suo stile strumentale appariva già completamente sviluppato. Nel 1936 incise il suo primo disco con un complessino battezzato per la circostanza Jones-Smith Inc. Discografia e Wikipedia

Old Crow Medicine Show - Remedy (2014)

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di Davide Albini Non sono forse stati i primi ad accendere la miccia, parlo della rivisitazione di certe sonorità old time, ma certamente hanno assunto un ruolo guida in poco tempo, tanto da diventare uno dei pochi significativi fenomeni offerti della musica tradizionale americana degli ultimi dieci anni. Tanto è passato dall'esordio omonimo degli Old Crow Medicine Show nel 2004, che li svelò con il successo travolgente del brano Wagon Wheel, e cinque dischi dopo il quintetto (di base, oggi allargati in tutto a sette membri) guidato dai fondatori Critter Fuqua e Ketch Secor ha trovato la forza di non sedersi sugli allori, anzi di rinnovarsi pur restando dentro la loro collaudata formula acustica, di fare insomma un ulteriore passo avanti. Remedy, diciamolo subito, è uno dei loro dischi più brillanti e ispirati, un album che conferma la produzione lungimirante di Ted Hutt (alla guida anche nell'ottimo capitolo precedente, Carry Me Back) trovando nuova linfa in quell'imm

Glass Animals – Zaba (2014)

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di Mauro Carosio I Glass Animals sono l’ennesimo prodotto di un filone britannico che strizza l’occhio a un genere spesso definito art pop, che ha avuto un grande successo all’inizio degli anni zero. La band di Oxford ha debuttato nel 2012 con un decoroso EP, Leaflings, e con tutta calma ha atteso due anni per presentarsi alla grande con il primo album. Zaba è un disco corposo e di buon livello nonostante gli eccessivi richiami ai promotori del genere, primi fra tutti gli Alt-J. Undici brani ben costruiti in uno stile senz’altro compiuto e coerente col rischio di risultare ripetitivo. Alcuni momenti particolarmente riusciti si trovano in due tracce dalla linea melodica indubbiamente azzeccata: Flip e Pools. Il resto è un agglomerato compatto, di facile ascolto, talvolta interessante per la complessità ritmica e i delicati passaggi di atmosfera. Salutati dalla stampa britannica con grande favore e coccolati da nomi celebri, hanno aperto i concerti dell’ultimo tour di St. Vincent;

Elvis Presley, Dig, 1958

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Accadde oggi...

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10 luglio 1980 - Bob Marley incomincia a Dublino la prima data di quella che sarà la sua ultima tournée in UK prima della sua morte. L’estate del 1980 è l’ultima estate che vide Bob Marley in tour. Dopo l’uscita del suo ultimo capolavoro, Uprising, Bob incominciò la sua ultima tournée mondiale, prima di incontrare la morte nel 1981. Mentre scriveva e produceva le canzoni per l’album Uprising, Bob Marley sapeva già di essere malato: nel 1977 scoprì di avere un melanoma maligno all’alluce. I dottori consigliarono di amputare il piede, ma la sua religione (la religione rasta) prevede tra i suoi precetti di non apportare modifiche al corpo, compreso quindi l’amputazione di un arto.Questa malattia porta Bob Marley ad inserire in chiusura dell’album due canzoni dalla forte impronta religiosa: Forever Loving Jah (Jah è il nome di Dio) e soprattutto Redemption Song. Redemption Song fu anche l’ultima canzone che Bob Marley suonò dal vivo: nella sua ultima data a Pittsburgh, a fin

Bob Marley

La mia musica vivrà in eterno. Forse è stupido dirlo, ma quando sono sicuro delle cose, io le dico. La mia musica vivrà per sempre.

Phish - Fuego (2014)

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di Giacomo Baroni Dai campus delle università ai palchi di tutto il Nord America sull’onda del passaparola di milioni di fedeli seguaci, i Phish sono diventati a metà degli anni ’90 una delle jam band più note e amate degli Stati Uniti. Sostanze nel calderone: improvvisazioni pantagrueliche, straordinaria complicità con il pubblico e la garanzia di offrire sempre un evento unico. I loro concerti di Halloween sono una tradizione attesissima dai fan. I Phish indossano un “costume musicale”, calandosi nei panni di un gruppo storico e interpretandone un album per intero. Nel 2013 ad Atlantic City, i quattro hanno invece deciso di fare uno scherzetto da vigilia di Ognissanti, impersonando se stessi nel futuro e presentando in anteprima il dodicesimo album della band, pubblicato poi il 24 giugno per la loro etichetta, la Jemp. Accantonate le ore passate a tentare di estrarre idee da smisurate jam in studio, Fuego (Jemp, 2014) è un album che parla un linguaggio diverso. Prodotto da

U2 - The Joshua Tree (1987)

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di Musica dal Pianeta Terra La consacrazione di una band divenuta un vero fenomeno sociale. Con la supervisione di Daniel Lanois e il solito Eno, gli U2 vengono ripuliti da una vitalità artistica troppo grezza. In The Joshua Tree risiede tutto lo scibile del rock e del pop. Bono e compagnia sono meno inquietanti e più scaltri nelle scelte tra energia e lirismo melodico. Un'opera cruciale che si distingue immediatamente in mezzo a venti di novità e cambiamenti, per la smania creativa che pervade questi brani esaltandone il lato più melodico. E' un fluire inarrestabile di sensazioni tra suoni energici, schemi corposi, riff sinuosi. The Joshua Tree invade il mondo, fa rivivere antiche gesta e soprattutto la magia del grande rock torna ad esaltare gli amplificatori. Un evento magico, maturato proprio lì, a Joshua Tree, dove in mezzo a una delle zone più desertiche un arbusto è diventato un albero secolare. Dopo questo album la musica della band irlandese assumerà un caratte

Andrew Bird - Things Are Really Great Here, Sort Of... (2014)

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di Gabriele Benzing “La storia è una sola. La più vecchia di tutte”, mormora Rust Cohle nelle scene finali di “True Detective”. “La luce contro le tenebre”. A pensarci bene, è la stessa materia di cui sono fatte le canzoni degli Handsome Family. E forse è proprio per questo che la loro musica si è intrecciata così profondamente all’immaginario della serie ideata da Nic Pizzolatto, dando voce alle tinte spettrali di una sequenza d’apertura già diventata di culto. Ma non è certo per cavalcare qualche forma di hype che Andrew Bird ha deciso di dedicare un intero disco alla rilettura di brani degli Handsome Family (compresa quella “Far From Any Road (Be My Hand)” che ha conquistato la ribalta come sigla di “True Detective”). Il suo amore per la musica dei coniugi Brett e Rennie Sparks, Bird l’ha manifestato a più riprese in tempi non sospetti: prima includendo una cover di “Don't Be Scared” nel suo esordio solista “Weather Systems”, poi interpretando “The Giant Of Illinois” nella

Temples - Sun Structures (2014)

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di Stefano Macchi Punto primo: la dissonante sensazione di ammettere che la musica, per essere apprezzata e apprezzabile, possa anche essere scorrevole, piacevole, semplice, orecchiabile, radiofonicamente azzeccata è presente. Punto secondo: lo scetticismo del pre-ascolto, vuoi per la montatura creatasi attorno a una band che crea circuito comunicativo da inizio 2013 oppure per una sorta di continuo piacere al riciclo psichedelico di inizio anni Dieci è svanito. Punto terzo: i Temples sono una band valida. Lo sono perché nell'ascoltare il loro esordio "Sun Structures" su Heavenly Recordings emerge quel valore discografico da collettivo pronto ad affollare stadi e arene, per i giri armonici che s'incollano con estrema facilità alle pareti otorine, per le capacità melodiche del frontman James Edward Bagshaw: indubbiamente debitore delle composizioni indiane degli "scarafaggi", il giovane non pecca di presunzione, infilando uno dopo l'altro ri

Frank Sinatra, Hit Parade, 1958

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Parole

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di Michele Pizzi* Frank Zappa amava sostenere che l’unica ragione per abbinare delle liriche alla sua musica fosse che “viviamo in una società dove la musica strumentale viene giudicata irrilevante”, concludendo che i suoi testi potevano essere classificati in tre sole categorie: “Quelli davvero stupidi, quelli appena meno stupidi e una minoranza semplicemente divertenti”. Sarà, ma è così difficile credergli. Altrimenti perché avrebbe consumato la sua vita nel gioioso affanno di scrivere centinaia di ‘storie cantate’, straboccanti di doppi e tripli sensi, citazioni, rivisitazioni di materiale classico, persino soggetti teatrali. E che dire dei suoi spettacoli, in cui la parte ‘narrata’ degli immancabili siparietti diventa indiscutibilmente parte integrante e fondamentale dello show, concepito da Frank come ‘teatro musicale’ a tutto tondo fin dai tempi gloriosi e fecondi delle serate al newyorkese Garrick Theatre. La realtà dice che Zappa è stato, oltre che un geniale com

Nothing compares to you - Sinead O' Connor

Sono passate sette ore e quindici giorni Da quando hai portato via il tuo amore Esco tutte le sere e dormo tutto il giorno Da quando hai portato via il tuo amore Da quando te ne sei andato posso fare quello che voglio Posso vedere chiunque io scelga Posso cenare in un bel ristorante Ma niente Ho detto niente può portare via questa tristezza Perché niente può essere paragonato Niente può essere paragonato a te E’ stato tutto così solitario senza di te qui Come un uccello senza il suo canto Niente può fermare queste lacrime solitarie dal cadere Dimmi piccolo in cosa ho sbagliato Potrei abbracciare ogni ragazzo che vedo Ma non farebbero che ricordarmi te Sono andata dal dottore e indovina cosa mi ha detto Mi ha detto ragazza sarebbe meglio che ti divertissi un po’ Non importa quello che fai Ma è un pazzo Perché niente può essere paragonato Niente può essere paragonato a te Tutti i fiori che hai piantato, mamma In giardino Tutto è morto

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