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Captain Beefheart: il testamento del capitano

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Un bel cofanetto della Rhino raccoglie le incisioni della Magic Band nei primi anni Settanta; dopo i capolavori giovanili e prima del controverso finale di partita  di Riccardo Bertoncelli Se qualcuno non manda un fulmine a incenerirmi from the outer space, mi verrebbe da dire che Captain Beefheart è stato per il rock e il blues quello che Sun Ra è stato per il jazz; un geniale visionario scambiato per ciarlatano, un profeta di lingue nuove mortificato a vita dall’ottusità e miopia di tanti addetti ai lavori. Non mi spingo oltre con il parallelo, non è il caso; dico solo che entrambi avevano una comunità di fedeli musicisti apostoli ma il Ra li rispettava e proteggeva, con saggezza e saturnina umiltà, mentre Beefheart da egoico prepotente li vessava, quando non li metteva ai ceppi, e con la sua arte non si poneva questioni di cosmica filosofia ma di molto terrena soddisfazione. Pur con quei modi esagerati e imbarazzanti, Beef sapeva vedere, scrutare «oltre le porte della percezione...

Captain Beefheart & His Magic Band - Trout Mask Replica (1969)

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Quando ascoltai per la prima volta questo disco ne rimasi schifato. Presi a parolacce l'enciclopedia del rock di Piero Scaruffi che la metteva al primo posto tra i dischi più importanti di tutti i tempi (e da quel giorno tutto ciò che sostiene quell’uomo io lo prendo con le pinze). Io ero un giovane adolescente quando, felicissimo di avere tra le mani qualcosa di così prezioso, decisi di dare retta a quel tipo. Con il passare degli anni il mio giudizio su quest’opera è radicalmente cambiato. Ma andiamo con ordine. Don Van Vliet è un tipo stravagante che vive a Lancaster, in California. Ha una grande passione e predisposizione per le arti visive, tanto che diventerà un apprezzatissimo artista visuale. Alle scuole superiori incontra un certo Frank Zappa, che all’epoca prima di diventare un rivoluzionario della musica si dilettava nella creazione di film a basso costo. In uno di questi coinvolge Van Vliet. che sceglie il nome d’arte di Captain Beefheart, e formano un gruppo musical...

Captain Beefheart

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Barrie Wentzel - Captain Beefheart (Don Van Vliet) 1967

Captain Beefheart & His Magic Band - Trout Mask Replica (1969)

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E' un vecchio amico, l'ex compagno di scuola Frank Zappa, che 10 tira fuori dal vicolo cieco in cui si è cacciato. Gli propone di raggiungerlo, a Los Angeles, e lo mette sotto contratto per la sua nata casa discografica. Don Van Vliet non se lo fa dire due volte: mette insieme una band e la trasforma in una sorta di setta dedita al culto del suo alter ego, Captain Beefheart. Lui dirà poi di aver scritto le 29 tracce di Trout Mask Replica in poche ore, ma questo appartiene al folklore beefheartiano, a quel gusto per la provocazione un po' infantile che gli fa dire di non aver mai toccato le droghe, o di aver abbandonato le scuole alla conclusione di quella materna. La verità è che lui ribattezza i suoi musicisti con nomi come Zoot Horn Rollo, Rockette Morton, Drumbo, Antennae Jimmy Semens, e che li costringe a provare e a vivere insieme per otto mesi, controllando ogni aspetto della loro vita, compresa la dieta. Lo stile è appunto quello di una setta hippie, non del tutto...

Captain Beefheart

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E T I C H E T T E

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