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Daniel Lanois - Flesh And Machine (2014)

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di Marco Boscolo Carne e macchina, fisico e astratto, analogico e digitale: queste le coppie di opposti entro cui si muove questo sesto disco in solo di Daniel Lanois. Per il producer e sound engineer reso celebre per le collaborazioni degli anni Ottanta con Peter Gabriel e U2, la forma canzone non è mai stata una casa, per cui in questo Flesh and Machine ha puntato tutto sull’atmosfera e il suono. Il risultato è un disco ambient, ma ambient come lo poteva pensare uno che ha lavorato con Brian Eno a Ambient 4: On Land (1982) e Apollo: Atmospheres And Soundtracks (1983): a partire da registrazioni sue, manipolazioni e continue trasformazioni/trasfigurazioni del suono, fino a ottenere scenari liquidi (The End, Aquatic), moti cinetico-cinematici (gli episodi probabilmente migliori Opera e Sioux Lookout), riflessioni spirituali (Rocco, Iceland). Non è un disco che segnerà la storia della musica, ma è certamente lo sforzo in solo migliore mai compiuto da Lanois che – guarda caso – a...

Daniel Lanois - Acadie (1989)

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di Silvano Bottaro "Volevo un disco di canzoni popolari ma anche di musiche insolite, misteriose, di istantanee e brani minori, e qualche strumentale psichedelico che portasse in viaggio chi ascolta. Trovo che sia bello quando si riesce a elevare lo spirito del prossimo, e tanto ho voluto fare, fornendo uno sfogo per l'immaginazione". Esiste dentro il suo DNA, il produrre musica. Daniel Lanois, giovane e affermato produttore di gruppi variegati provenienti dalla sua terra fredda chiamata Canada. Viene scoperto dal tam tam sonoro che circola nell'emisfero musicale, da Brian Eno, che a sua volta lo apre e lo esporta in terre più calde e internazionali. Ci mette poco a farsi conoscere, a breve produce: “The Unforgettable Fire” e "Joshua Tree" degli U2, "Birdy" e "So" di Peter Gabriel, "Robbie Robertson" dell’omonimo leader della Band, "Yellow Moon" dei Neville Brothers, tantissimi dischi di Brian Eno, "O...

Daniel Lanois – Heavy Sun (2021)

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 di Gianluca Dessì Pochi personaggi possono vantare una carriera di produttore come il settantenne musicista e compositore canadese: U2, Dylan, Peter Gabriel, Neville Brothers, Wille Nelson e, buon ultimo, Neil Young sono solo alcuni dei nomi che a Daniel Lanois si sono affidati per dare un sound alle loro idee (sono parole dello stesso artista). Ma non meno interessante è la sua carriera da musicista: una dozzina di album a suo nome, dagli esordi in cui mescolava americana-music e radici francofone, a una successiva costante ricerca sonora sempre tesa al perseguimento di un originale sound elettro-acustico (che ha l’apice nel magnifico album strumentale “Belladonna”), con la cura maniacale per un suono definito anche nei minuscoli dettagli, al tentativo, sempre riuscito, di abbattere barriere fra i generi musicali, come nella commistione reggae e soul del progetto Black Dub con la bravissima Trixie Whitley, all’ardito e inconsueto mix di improvvisazione e elettronica di “Flesh and...

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