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Roland Kirk - We Free Kings (1962)

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 L'ultima storia musicale marzolina che racconta dischi di musicisti con una disabilità termina oggi con un musicista francamente eccezionale. A Roland Kirk, nato Ronald (e vi dirò presto perché cambia nome) la sua disabilità, la cecità, arrivò dopo una cura oftalmica sbagliata a soli due anni. La disabilità non gli impedì di studiare musica e di diplomarsi a pieni voti alla Ohio High School For Blind. È mentre frequenta la scuola che ha uno dei primi sogni "impositori" che segneranno la sua vita e la sua carriera di musicista: sogna a 14 anni infatti che uno spirito gli impone di dover suonare più sassofoni contemporaneamente. Quella che sarà una delle sue caratteristiche fondamentali, presentarsi cioè sul palco con vari strumenti al collo lo spingerà a imparare una tecnica di respirazione particolare, la respirazione circolare o respirazione continua: questa consiste nell'essere in grado di soffiare in uno strumento e di aspirare simultaneamente (usando le guance co...

Leonard Cohen - I'm Your Man (1988)

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di Silvano Bottaro " Sono nato così, non ho mai avuto scelta, sono nato con il dolore di una voce d'oro ", canta Leonard Cohen nell'ultimo brano del disco, Tower Of Song, cronaca poetica e ironica del tormentato percorso che da Various Positions del 1984, il suo primo album "elettronico", l'ha portato a I'm Your Man. Nel mezzo, c'è stato Famous Blue Raincoat, in cui l'ex corista Jennifer Warnes ha interpretato le sue canzoni più celebri: un successo che ha rimesso Cohen sulla mappa della casa discografica di sempre, la Columbia. I'm Your Man gode dunque di rinnovate attenzioni, non è più il solito disco del solito Cohen. E I'm Your Man non delude, fin dalle prime battute. L'inizio è bizzarro, forse provocatorio: batterie elettroniche e tastiere introducono a versi enigmatici che sanno di guerra: " Mi hanno condannato a vent'anni di noia, per aver tentato di cambiare il sistema dal suo interno. Sto tornando per ri...

Johnny And Edgar Winter - Together (1976)

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L'albinismo è un raro disturbo genetico ed ereditario caratterizzato dalla parziale o totale assenza di melanina in pelle, capelli e occhi. Non esiste una cura, ma la gestione prevede la protezione solare estrema per prevenire ustioni e tumori cutanei, oltre a controlli oculistici frequenti per gestire fotofobia (intolleranza anomala alla luce, caratterizzata da fastidio o dolore oculare, che costringe a chiudere gli occhi o a cercare l'oscurità), nistagmo (movimento involontario, ritmico e oscillatorio degli occhi che impedisce una fissazione stabile e ridotta acuità visiva) e altri problemi. Per il loro albinismo genetico, Johnny e Edgar Winter per tutta la vita non hanno mai suonato concerti all'aperto nelle ore centrali delle giornate. I due Winter nacquero tra l'altro in uno dei posti più soleggiati del mondo, in Texas. Fin da piccoli furono indirizzati alla musica dal padre, che suonava il sassofono nelle feste private e religiose. Dei due, Edgar segue le orme pat...

Black Sabbath - Master Of Reality (1971)

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 Quando Frank Anthony Iommi, per tutti Tony, già provetto chitarrista, a 20 anni fu scelto come chitarrista dei Jethro Tull, doveva solo completare pochi turni nella fabbrica di Birmingham dove era un metalmeccanico addetto alle presse: malauguratamente un incidente gli amputò le falangi superiori del medio e dell'anulare della mano destra. Provò quindi a imparare a suonare da destro ma non ci riuscì e cadde in un periodo di profonda depressione, decidendo di abbandonare la chitarra; un giorno, però, ascoltò la musica di Django Reinhardt, celebre chitarrista belga di origini sinte che continuò a suonare pur essendo rimasto menomato ad una mano a causa di un incidente e considerato uno dei più grandi maestri della tecnica chitarrista. Al liceo incontro un tipo dal carattere "alternativo", Ozzy Osbourne, e rimasero in contatto anche quando lavorava in fabbrica. A fine anni '60 assieme al batterista e suo compagno di scuola Bill Ward, risponde ad un annuncio che Osbourne...

Joy Division - Closer (1980)

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  L'epilessia è una condizione neurologica caratterizzata da una scarica improvvisa di una popolazione di neuroni che contraggono tra loro sinapsi reciproche, le crisi epilettiche. Sebbene oggigiorno si possa convivere con la malattia, è considerata una malattia sociale dall'OMS e nei casi più gravi può compromettere la vita di chi ne soffre. Conosciuta fin dall'antichità (il nome epilessia deriva dal verbo greco epilambanein che significa “essere sopraffatti, colti di sorpresa”) era vista da un lato come un segno della lotta tra uomini e demoni, tanto che in molte culture antiche chi ne soffriva veniva considerato uno sciamano, ma anche come stigma sociale per cui i malati epilettici venivano segregati o addirittura allontanati dalla società.  A Ian Curtis fu diagnosticata nel 1978 una epilessia tonico-clonica, che ha una componente di fotosensibilità, per cui le luci stroboscopiche, i flash improvvisi possono causare attacchi molto forti. Sebbene apparsa improvvisamente, ...

Vic Chesnutt - North Star Deserter (2007)

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 Le storia musicali di marzo le voglio legare ad un grande evento che inizierà venerdi 6, le Paralimpiadi di Milano Cortina. I Giochi paralimpici sono l'equivalente dei Giochi olimpici per chi ha disabilità fisiche e mentali e tra pochi giorni inizierà la loro quattordicesima edizione invernale (la prima in assoluto si ebbe per i Giochi Olimpici di Roma 1960). Per questo il legame tra i dischi sarà quello di essere stati creati da artisti con una disabilità. Vi prometto che cercherò di non scrivere dei due più ovvi contendenti, Stevie Wonder e Ray Charles (tra l'altro già protagonisti di Storie di Musica) e di cercare storie belle e soprattutto bella musica. Credo che una musica bella e toccante la facesse l'artista di oggi. Vic Chesnutt aveva 19 anni nel 1983 quando dopo una serata di bagordi alcolici ha un incidente stradale: la sua auto finisce in un canale e rimane paraplegico, costretto su una sedia a rotelle per il resto della sua vita. Parzialmente ripresosi, da Zebu...

Cassandra Wilson - Silver Pony (2010)

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di Silvano Bottaro Grazie a Cassandra Wilson , si sta chiudendo molto bene questo duemilaedieci. Silver Pony, infatti, è un ottimo disco. L’album, il ventesimo per la cronaca, è composto da undici brani, alcuni dei quali sono registrati dal vivo durante il suo tour estivo del 2009. Figlia di un musicista jazz e di un’insegnante appassionata di rhythm and blues, la cinquantacinquenne Cassandra Wilson è tra le più brave e belle voci del panorama musicale internazionale. Dotata di tecnica impeccabile e di una grande comunicatività emotiva, questo Silver Pony ne conferma la veridicità. Il titolo dell’album prende spunto da un fatto successo alla cantante quando era piccola e lo racconta lei stessa: " Un giorno arrivò un uomo nel mio paese, a Jackson nel Mississippi, con un pony e una macchina fotografica " e continua " Pagando potevi farti fare una foto sul pony ". La Wilson riuscì a fare la sua foto nonostante la madre non fosse molto d’accordo " Sono c...

Joni Mitchell - Turbulent Indigo (1994)

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La serie dei dischi di Febbraio che si ispirano nella copertina a quadri famosi la voglio far finire con l'album di oggi ma anche con una piccola appendice che posterò poi, perchè ho scoperto cose che vale la pena condividere con chi, pazientemente e con tanto affetto, segue questa rubrica.  La copertina di oggi si ispira ad uno dei molti autoritratti con benda che Vincent Van Gogh dipinse dopo che, il 23 Dicembre 1888, la sua convivenza con Paul Gauguin finì, mutilandosi il lobo dell'orecchio sinistro con un rasoio, che leggenda vuole fosse poi consegnato dallo stesso Van Gogh o ad una prostituta, Rachel, o ad una giovane cameriera sua conoscente, Gabrielle.  Joni Mitchell scelse non a caso questo riferimento per scrivere un disco molto personale dove si toglie molti sassolini dalle scarpe, soprattutto per quanto riguardo il rapporto del pubblico verso l'arte e l'artista, in una non tanto celata polemica, sincera e autorevole, con il pubblico. Per oltre un decennio, da...

Franz Ferdinand - You Could Have It So Much Better (2005)

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Il riferimento artistico della copertina del disco di oggi (il filo rosso che lega gli album di Febbraio) si rifà ad un famoso ritratto opera di Alexander Rodchenko, padre del costruttivismo, che ritrae nell'originale Lilja Jur'evna Brik, scrittrice, attrice e scultrice sovietica, musa ispiratrice di Vladimir Majakovskij. L'opera originale è del 1924, e 80 anni dopo fu usata da una emergente band scozzese per il suo secondo lavoro in studio. Il gruppo di oggi si forma a Glasgow, ad inizi anni 2000, quando il chitarrista Nick McCarthy, dopo aver studiato musica in Germania, tornò in Scozia e incontrò Alex Kapranos. Nel maggio 2003 firmò per la Domino Records e verso la fine dello stesso anno pubblicò il suo primo EP, intitolato Darts of Pleasure, che arriva persino in classifica. Il singolo vinse il Philip Hall Radar Award agli NME Awards del 2004. Ai due si aggiungono Robert Hardy (voce e basso) e Paul Thomson (batteria), e con questa formazione, forte del contratto di McCa...

David Crosby - Croz (2014)

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di Silvano Bottaro David Crosby non ci ha abituato a frequenti uscite discografiche, a oltre quarant'anni da If I Could Only Remember My Name del '71, in mezzo ci sono stati solo due dischi: Oh Yes I Can del '89 e Thousand Roads del '93. Se è facile pensare che questo sia il suo commiato musicale le canzoni non lo sono affatto. Undici brani quasi tutti a sua firma, l'aiuto del figlio Raymond, di Mark Knopfer e di Wynton Marsalis, danno un tocco di notevole presenza ad alcuni pezzi dell'album. Quello che fa "grande" Croz è il suo "spiazzare" che, ancora una volta, è parte integrante della sua vita. David Crosby abituato a continue cadute e continue rinascite non poteva anche questa volta sorprendere critica e fan. L'album infatti, non era previsto e se poteva sembrare come un'operazione commerciale il risultato è invece tutt'altro. " ...avevo ancora delle cose da dire " è la sua affermazione all'uscita del...

Hüsker Dü - Warehouse: Songs And Stories (1987)

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di Silvano Bottaro Prima dei R.E.M., dei Sonic Youth e dei Nirvana, un altro grande gruppo del circuito alternativo a stelle e strisce fu ingaggiato da una major, per provare a dimostrare che certo rock nato e maturato nei bassifondi poteva diventare un business: si trattava di un trio originario di Minneapolis, con un nome assurdo - "ti ricordi?" in svedese - e trascorsi di rilievo nell'ambito dall'hardcore più feroce e senza compromessi, la cui leadership era divisa tra due compositori e cantanti impegnati anche alla chitarra (Bob Mould) e alla batteria (Grant Hart). Finì nel peggiore dei modi, quel sodalizio che pure aveva fruttato sette album e mezzo, di cui due doppi, in appena sei anni: con furibondi litigi e tanta amarezza. E finì, ironia del destino, poco dopo l'uscita del capolavoro che ne rappresentò lo zenit qualitativo e che quindi, suo malgrado, interpretò il ruolo un po' sinistro dell'epitaffio. Secondo lavoro marchiato Warner, dopo...

Alice In Chains - Unplugged (1996)

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Per oltre 20 anni dagli inizi degli anni '80 la commercializzazione dei dischi ha avuto un nuovo componente: i videoclip dei singoli. Si avvicinarono tutti, persino artisti ben lontani dalla generazione MTV: ne ricordo due, il Peter Gabriel che con Sledgehammer fa uno dei video più belli di sempre (fatto con la tecnica della claymotion dalla Aardman Animations,  il prestigioso studio di animazione di Bristol che diventerà tra i più famosi del mondo) nel 1986 e l'anno successivo addirittura i Grateful Dead con Touch Of Grey. Ai videoclip MTV dedicherà un premio, gli MTV Video Music Awards, per premiare i migliori prodotti (creando anche quelli Europei e Latin Music man mano che il gruppo di broadcaster cresceva). Si stanzieranno fondi enormi per i videoclip, spesso girati persino da famosi cineasti, legati alle colonne sonore dei film, con la punta d'eccesso di Michael Jackson che per Scream, il suo tentativo musicale di tornare alla ribalta, spenderà quasi 10 milioni di dol...

The Traveling Wilburys - Omonimo (1988)

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di Silvano Bottaro Questo improvvisato quintetto nato quasi per gioco, altri non sono che Bob Dylan, Jeff Lynne, Tom Petty, Roy Orbison e George Harrison. Un disco nato per scherzo, un nome creato ad arte, ed i protagonisti che non vogliono apparire nella loro reale identità: infatti, si fanno chiamare Lucky, Nelson, Otis, Lefty e Charlie T. Junior. Disco divertente e poco prevedibile, mette a confronto il lavoro di grandi talenti che, una volta tanto, caso abbastanza raro, funziona molto bene. L'album è bello e molto godibile, con arrangiamenti ad hoc e grandi voci, tra le più belle del panorama "rock classico". Forse il suono della band richiamerà alla memoria stagioni passate da molte lune. Gli anni '50 si mischiano ai rivoluzionari sixties: voci esili e coretti doo-woop insieme ad atmosfere liverpooliane. Rock, calipso, fifties, beat ed altre meraviglie è quello che questo disco propone insieme ad un moderato uso di chitarre elettriche. Vediamo le canzo...

Prefab Sprout - Steve McQueen (1985)

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Tutto inizia a Witton Gilbert, un piccolo paesino della contea di Durham, nord est dell'Inghilterra, nel 1978, quindi in piena furia punk. Paddy e Martin McAloon sono due fratelli, e dopo che Paddy a 17 anni lascia il seminario per iscriversi all'Università di Newcastle, inizia a scrivere canzoni con il fratello. Non so come abbiano fatto, ma esiste un singolo a firma McAloon Bros dello stesso anno, Lions In My Own Garden e Radio Love che i due autoproducono insieme ad una etichetta indipendente piccolissima, la Candle Label. Sin da subito mostrano il loro punto forte: un suono semplice e pulito, ma riconoscibilissimo, e testi surreali e pieni di citazioni, anche colte, tanto che una sussidiaria della CBS, chiamata Kitchenware, li scrittura. Forti di un contratto discografico, Paddy e Martin ingaggiano la cantante Wendy Smith e, dopo una lunga serie di batteristi part time, Michael Salmon. Come nome scelgono una variazione spiritosa ad un verso di Jackson, una canzone di Nancy ...

Neil Young - Le Noise (2010)

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di Silvano Bottaro Sorprendente, questo è l’aggettivo più appropriato o per lo meno il primo aggettivo che mi viene in mente dopo l’ascolto di “Le Noise” l’ultimo lavoro di Mr. Neil Percel Young. In questo disco il sessantacinquenne (il prossimo 12 novembre) cantautore canadese si fa aiutare per la prima volta dal produttore Daniel Lanois, canadese pure lui, che in questo caso è anche strumentista. Non è un’opera semplice, ovvia, "La Noise", ci sono otto brani, di cui due ballate e per l’esattezza; Love and War e The Hitchhiker, canzoni acustiche di rara bellezza, e altre sei decisamente elettriche, molto elettriche! Il disco è un fiume in piena, i suoni trasmettono la rabbia, la passione e l’amore di Neil per la vita. A voler marcare ancor di più questi sentimenti, Young scaraventa sulla sua chitarra tutta l’energia possibile, come voler raggiungere il più profondo, come volesse solleticare le viscere di ognuno di noi, il fatto è che ci riesce e ci riesce anche ben...

Violent Femmes - 3 (1989)

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di Silvano Bottaro Dopo due anni di silenzio, l'esperimento di Gano con i Mercy Seat, dopo il solo di Brian Ritchie, dopo che voci della stampa americana li davano per defunti, i Violent Femmes escono con questo disco che porta il nome di "3". In realtà questo è il loro quarto disco, ma Gano e co. contorti come al solito, hanno voluto divertirsi con la matematica. Gano è tornato in gran forma, compone bene, e la band lo segue a menadito, colorando le sue canzoni con argute sonorità, talvolta grezze e dure come la roccia, talvolta raffinate e circonstanziali. Avevano inciso tre dischi, belli, il primo addirittura è un capolavoro (Omonimo del 1982), con quel suono spartano, elettroacustico, duro, quasi feroce, il secondo ed il terzo più studiati, curati, quasi levigati, ma taglienti come una lama affilata. "3" ha forza ed impeto, non è un disco facile, non piace al primo ascolto anzi, ne ha bisogno di diversi, ci sono degli accenni free, grazie all...

Pere Ubu - The Modern Dance (1978)

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  L'intento dei dischi di Novembre non è semplicemente quello di raccontarvi dei dischi "strani", ma di raccontarvi dei dischi strani che musicalmente hanno avuto un impatto dirompente nella storia della musica, almeno dal punto di vista qualitativo. Per questo motivo non saranno dei nostri i "leggendari" Hatebeak, band death metal statunitense che ha in formazione un pappagallo, Waldo, per le parti vocali e che si prefigge di suonare qualcosa che assomigli "ad un martello penumatico in un compattatore"; ma ci sono questi di oggi, una delle più grandi band del rock alternativo degli ultimi 50 anni. Tutto incomincia a Cleveland nel 1975, che probabilmente non era il posto migliore che si potesse immaginare sulla Terra: in una realtà "inquinata e innaturale" (che in verità segnerà molto la creatività dei nostri) due ragazzi che vorrebbero fare i giornalisti, David Thomas e Peter Laughner, avevano già una band, i Rocket From The Tombs, formazion...

Bruce Springsteen - High Hopes (2014)

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di Silvano Bottaro Le pubblicazioni discografiche nell'ultimo decennio del Boss sono un susseguirsi altalenante di discrete e buone confezioni sonore. Con High Hopes, Springsteen si assesta su posizioni di tutto rispetto, anzi più che buone, ottime direi. Il rock è il suo disperato amore e lo interpreta con grande anima e passionalità e, alla faccia di tutti i suoi detrattori, prosegue imperterrito sulla sua linea ortodossa riuscendo a dare ancora ottime vibrazioni e feeling. A sessantaquattro anni, Bruce Springsteen ha imparato che "la vita ha i suoi paradossi", così come il rock'n'roll, che "porta con se una certa gioia, una felicità che è ciò per cui vale la pena vivere". Ma parla anche sempre di gelo e della solitudine che abbiamo dentro". In questo diciottesimo album in studio, riesce a farci stare dentro tutto, la felicità e la solitudine, l'oscurità ai bordi della città ma anche l'energia che trasforma i suoi concerti in q...

The Jesus And Mary Chain - Darklands (1987)

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di Silvano Bottaro Quando ascoltai per la prima volta i “ The Jesus And Mary Chain ” ebbi nei loro confronti un atteggiamento estremamente conservatore, lo stesso che manifestai - lo ammetto - nel ‘77 quando vennero fuori i Sex Pistols: che diamine - consideravo tra me e me - come si permettono questi sfacciati di bistrattare il vecchio rock di papà Elvis? Ripensandoci, ho commesso lo stesso imperdonabile errore: dietro a quell’atteggiamento cinico, come sovente accade, si nasconde il vero amore e l’atteggiamento giusto, in grado di “preservare la specie”; nel senso di rock, quello genuino e privo da qualsiasi contaminazione che non abbia bisogno di scaricare le proprie sensazioni, frustrazioni, urgenze. Dietro a quel rumore apparentemente “maleducato”, dunque, ecco la stoffa, il sincero e sentito bisogno di recitare la propria parte per il gusto di conservare l’attitudine, di non snaturare il vecchio significato di una musica adulta che rifiuta la maturità; il rock’n’roll, dunqu...

Villagers - Darling Arithmetic (2015)

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di Lorenzo Righetto È difficile non pensare al passo evangelico del figliol prodigo nell’ascoltare il terzo disco di Conor O’Brien, per gli ascoltatori Villagers. Che si creda o no, non perché, dopo la bagarre elettronica e sopra le righe di “{Awayland}”, il cantautore irlandese è tornato a una strumentazione quasi del tutto “organica”, ma perché ha ritrovato quel tocco espressivo che sembrava perso, e in così poco tempo – come se Chris Martin avesse scritto “Mylo Xyloto” subito dopo “Parachutes”. Ma il mondo della musica è quasi per tutti accelerato, e così, forse, non è pensabile per un giovane artista ripetere pedissequamente non solo le sonorità, ma anche la scrittura dei pezzi, la cosa forse più personale che un cantautore può avere, da un disco all’altro. In tutto questo, “Darling Arithmetic” è solo apparentemente un ritorno alle origini, perché le atmosfere ma anche i riferimenti non sono gli stessi di “Becoming A Jackal” – semplicemente, non si tratta di un salto pinda...

E T I C H E T T E

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