Bonnie Prince Billy - We Are Together Again (2026)
di Stefano Solventi Sono più di trent’anni che Will Oldham distilla la sua personale idea folk declinata al presente. Sulle prime – agendo come Palace Brothers e Palace – rivestendolo con una buccia scabra di ascendenza post-, una specie di esoscheletro spettrale col quale sembrava voler dare corpo al bisogno di recidere quelle stesse radici a cui ostinatamente si rifaceva, scavandosi la terra sotto i piedi, quasi a ribadire la spettrificazione del passato nel momento stesso in cui il passato iniziava a rovesciarsi sul mondo in maniera vasta e sistematica, di nostalgia in nostalgia, revival dopo revival, ristampa dopo ristampa. Nelle canzoni di Oldham a cavallo tra i due secoli, a quel punto già ribattezzatosi Bonnie “Prince” Billy, potevi avvertire il rimbombo cupo di un’epoca morente, ovvero la forma sonora del vuoto che albergava al centro stesso della cosiddetta retromania: come se quel suonare e quel cantare accadessero a pochi passi dalla propria dissolvenza, così vicino a una qu...