Basia Bulat - Good Advice (2016)
di Stefano Ferreri Arrivederci timidezza! La vittoria sfiorata con “Tall Tall Shadow” al Polaris Prize e ai Juno Awards, i più importanti riconoscimenti canadesi in ambito musicale, deve aver rappresentato una bella scossa per Basia Bulat. Un sussulto che il nuovo “Good Advice” riflette fino in fondo. Ancora una volta la copertina racconta già molto dell’atmosfera di un suo disco: colorata, accurata, persino maliziosa dietro quel primo, inatteso, tocco di eyeliner, Basia sembra aver dato retta all’implicito “buon consiglio” di chi le imputava la sola pecca di un eccesso di prudenza e mostra di essersi disfatta di una riservatezza che tendeva ormai al proverbiale. Si prenda l’abbrivio di “La La Lie”. Trascinante e luminosa ancora tra Feist e la Merchant, con dalla sua tutto il calore della condivisione, del popolare, del singalong, la Bulat vi tratteggia una nuova ipotesi di pastorale, non esente da congenite tentazioni malinconiche ma al contempo rinfrancata da un tono generale ...