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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

Madonna, Vanity Fair, 1986

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

San Fermin - Jackrabbit (2015)

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di Lorenzo Righetto
Sembrava quasi il frutto di un’accurata ricerca scientifica, l’esordio di un paio di anni fa di Ellis Ludwig-Leone: una miscela dalla composizione studiata nei minimi dettagli ed eseguita mettendo insieme gli ingredienti in modo maniacale, quasi un prodotto di ingegneria genetica della musica popolare contemporanea, il suo compimento evolutivo. Musica popolare e colta, indipendente e mainstream, tutta riunita da un deus ex machina giovane e talentuoso, capace di trascinare e di immaginare un brano da Beyoncé in “Sonsick”, forse il migliore di quell’anno, quanto di farsi cantautore e interprete folk in “Methuselah”. In mezzo tanto i National, Sufjan Stevens, i Dirty Projectors quanto Philip Glass.
Forse “era” fin troppo, “San Fermin”: ed è a questo che Ellis ha voluto mettere mano in questo secondo “Jackrabbit”, cercando un’identità sonora, non più mascherando il caos d’idee con un labile concept, come nell’esordio. Così, come nell’artwork, tutto il disco è unito da…

Judge Jury and Executioner - Atoms For Peace

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Giudice, giuria e carnefice

Non preoccuparti, piccola
Mi scivola addosso
Sono come il vento e la mia rabbia si disperderà
Esili persecutori
I vostri sussurri contorti
Un rettile con le corna che striscia sulla terra

Sono uscito per la mia consueta passeggiata
Diciamo solo le cose come sono
Diciamo le cose com’erano
Giudice e giuria, carnefice
Giudice e giuria, carnefice
Giudice e giuria

Quando segue l’oscurità
E non esiste un domani

È stato tutto deciso
Tutte ingannevoli spie
Tutte voci che rimbalzano nella camera di riverberazione

Non preoccuparti, piccola
Mi scivola addosso

Sono uscito per la mia consueta passeggiata
Ho fatto il giro dell’isolato
Non riesco proprio a parlare o a ragionare con il mio carnefice
Giudice e giuria, carnefice
Giudice e giuria

Sto disperdendo le mie tracce
Tu parli a strati

Sono uscito per la mia consueta passeggiata
Non ti preoccupare, ridici su
Non riesco proprio a parlare o a ragionare con il mio carnefice
Giudice e giuria, carnefice
Giudice e giuria

Non preoccuparti, piccola
Mi scivol…

Van Morrison - Into the Music (1979)

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di Silvano Bottaro
Con lo stesso titolo era uscita nel 1975 una biografia dell'artista. Il titolo giusto per l'album sarebbe stato "Into the Music Again", perchè esso segna il ritorno della voglia di far musica dopo la pausa triennale e due tentativi poco felici. La voglia di cantare è anche il ritorno a vivere, come indicano i titoli di alcune canzoni: "Bright Side of the Road", "You Make Me Feel So Free" e "And the Healing Has Begun", in cui ad essere malato era lo spirito e la medicina è, naturalmente, la musica. La voglia di vivere emerge dalla forza della performance canora, mai così convinta e trascinante ("Divertiamoci mentre possiamo/ Non vuoi aiutarmi a cantare questa canzone/ Dal limite scuro della via/ Al lato luminoso della strada"). Per produrre questo disco non si badò tanto alle spese, e possiamo ascoltare ottimi musicisti, fra ospiti e membri della nuova band. Innanzitutto arriva, dal giro di James Brown, il sas…

Curved Air

Formazione inglese di rock progressivo di un certo successo agli inizi dei '70, i Curved Air (nome tratto da un album di Terry Riley) si formano nel marzo del 1970, quando Darryl Way, Francis Monkman e Florian Pilkington, insieme nel Sisyphus, conoscono Sonja Kristina, già cantante nel musical Hair. Lo stesso anno esordiscono con Air Conditioning, che raggiunge velocemente le parti alte delle classifiche.
Discografia e Wikipedia

Pink Floyd – The Endless River (2014)

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Bob Dylan - Blonde On Blonde (1966)

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Probabilmente nella sua testa tutto è chiaro. Ma nella realtà suonare come vuole Bob Dylan, il nuovo Bob Dylan, non è per niente facile. Ci provano The Hawks, quelli che poi diventeranno The Band, e ci riescono solo in parte. Dylan allora se ne va a Nashville, la capitale della musica country, dove i professionisti abituata a non fare troppe domande, non mancano di certo. Ne arruola un po', a tempo pieno (lavorare a piú d'un album contemporaneamente non è insolito per loro), e piazza Al Kooper come ufficiale di collegamento tra lui e la truppa. Lui sta chiuso in albergo per ore, poi esce con i testi e va in studio a improvvisare. Tiene le distanze, ama sorprenderli: quando attaccano Sad Eyed Lady Of The Lovlands, tutti pensano di dover suonare un pezzo normale, di tre, quattro minuti al massimo. Ma a ogni strofa, dopo ogni crescendo, Dylan riattacca a cantare e alla fine i minuti saranno piú di undici, una cosa mai vista, a Nashville e altrove. La canzone occuperà un lato int…

John Fogerty (Creedence Clearwater Revival)

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Otis Redding - Otis Blue (1965)

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Otis Redding è un predestinato: si racconta che da ragazzino l'abbiano allontanato da un concorso di voci nuove dopo che l' aveva vinto quindici volte di seguito. Ma è anche un imprenditore di se stesso: possiede una società di edizioni musicali, un'etichetta discografica e pure l'aereo che lo ucciderà a 44 anni, quando un grande futuro sta sorgendo all'orizzonte. E un cantante straordinario, uno dei pochissimi, a metà degli anni Sessanta, che firma da autore alcuni dei suoi successi, tra cui il piú grande, postumo, The Dock Of The Baye. Ha appreso la lezione di Sam Cooke e beneficia abilmente delle esperienze del suo maestro, piú vecchio di lui di dieci anni esatti: include, non esclude, rilegge con una sensibilità soul (essenzialmente, è il vecchio gospel aggiornato, portato fuori dalle chiese, affidato al fascino e alle fragilità di una voce solista) la musica che gira intorno. Otis Blue, che si dice sia stato registrato in due giorni, nasce sull'onda emoti…

Cyndi Lauper, Details, 1989

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

We No Who U R - Nick Cave & The Bad Seeds

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Sappiamo chi siete

All’albero non importa cosa canta l’uccellino
Spariamo con la rugiada alla luce del mattino
L’albero non sa cosa canta l’uccellino
Spariamo con la rugiada alla luce del mattino
E lo inspiriamo
Non serve perdonare
Inspiralo
Non serve perdonare

Gli alberi resteranno fermi come mani imploranti
Spariamo con la rugiada alla luce del mattino
Tutti gli alberi resteranno fermi come mani imploranti
Spariamo con la rugiada alla luce del mattino

E lo inspiriamo
Non serve perdonare
Inspiralo
Non serve perdonare

Gli alberi bruceranno con le mani annerite
Siamo tornati con la luce della sera
Gli alberi bruceranno con le mani annerite
Non c’è posto per riposare, non c’è posto per poggiarsi

Sappiamo chi siete
Sappiamo dove vivete
E sappiamo che non serve perdonare

Sappiamo chi siete
Sappiamo dove vivete
E sappiamo che non serve perdonare

Sappiamo chi siete
Sappiamo dove vivete
E sappiamo che non serve perdonare

Sappiamo chi siete
Sappiamo dove vivete
E sappiamo che non serve perdonare… di nuovo

Villagers - Darling Arithmetic (2015)

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di Lorenzo Righetto
È difficile non pensare al passo evangelico del figliol prodigo nell’ascoltare il terzo disco di Conor O’Brien, per gli ascoltatori Villagers. Che si creda o no, non perché, dopo la bagarre elettronica e sopra le righe di “{Awayland}”, il cantautore irlandese è tornato a una strumentazione quasi del tutto “organica”, ma perché ha ritrovato quel tocco espressivo che sembrava perso, e in così poco tempo – come se Chris Martin avesse scritto “Mylo Xyloto” subito dopo “Parachutes”.
Ma il mondo della musica è quasi per tutti accelerato, e così, forse, non è pensabile per un giovane artista ripetere pedissequamente non solo le sonorità, ma anche la scrittura dei pezzi, la cosa forse più personale che un cantautore può avere, da un disco all’altro. In tutto questo, “Darling Arithmetic” è solo apparentemente un ritorno alle origini, perché le atmosfere ma anche i riferimenti non sono gli stessi di “Becoming A Jackal” – semplicemente, non si tratta di un salto pindarico ma …

The Cure

Formazione inglese nata alla fine del 1976 nella zona di Crawley, Sussex, i Cure ruotano intorno alla figura del chitarrista e compositore Robert Smith (1959). La prima line-up della band, originariamente nota come Easy Cure, comprende Smith, Laurence "Lol" Tolhurst e Michael Dempsey, prsto scritturati dal produttore Chris parry per la neonata Fiction Records. Alla fine dell'anno il gruppo è alla BBC con John Peel.
Discografia e Wikipedia

Bob Dylan - Highway 61 Revisited (1965)

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La Highway 61 corre da New Orleans al confine con il Canada e tocca Memphis, dove vive Elvis, e Duluth, la città in cui Bob Dylan è nato. Per una volta, l'unica volta trattandosi di Dylan, il significato sembra evidente: questo è l'album delle radici, biografiche e musicali, e insieme la mappa lungo la quale si muoverà (per sempre, ora lo sappiamo, e la consapevolezza fa impressione) il rifondatore del rock'n'roll, Su e giú per l'autostrada del blues, come la chiamano gli americani, nel bel mezzo di quel mondo immaginario mistico e carnale che al blues deve tutti i suoi miti fondanti. Lungo l'Highway 61 della quasi omonima canzone (Highway 61 Revisited) c'è Abramo invitato da Dio a sacrificargli il suo unico figlio (interessante, il vero padre di Bob si chiama Abram), personaggi bizzarri che si chiamano Georgia Sam, Mack il Dito e Louie il Re, e potrebbero essere bluesman oppure gangster. Lungo l'Highway 61 corre il rock'n'roll, quel filo elett…

Van Morrison - Wavelenght (1978)

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di Silvano Bottaro
Quando l’artista nord-irlandese pubblica questo album è il 1978 e ha già alle spalle un decennio abbondante di buona musica, costruita soprattutto attorno ai suoni del rythm and blues. Wavelenght (lunghezza d’onda) è un singolo che dà il nome a un album che ridà energia e slancio a George Ivan Morrison (Belfast, 1945) anche sul versante commerciale. Ma non troppo. Wavelength è la prova che un fuoriclasse riesce a esserlo anche dopo tantissimi capolavori. Morrison ha saputo interpretare la musica nera: forse perché non si è mai dimenticato di quel luogo comune secondo il quale gli irlandesi siano considerati i “neri” delle isole britanniche. Wavelength nasce soprattutto negli Stati Uniti, ed è infatti negli Usa che ottiene un successo, arrivando ai confini del ventesimo posto. Di religione protestante e figlio di genitori amanti del jazz, Morrison scrive e canta e suona chitarra, sax e armonica. Nella sua storia è stata straordinaria l’uscita dai blocchi: la leggenda…

The Byrds - Mr. Tambourine Man (1965)

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«C'era uno spazio enorme tra i Beatles e Bob Dylan. Noi ci siamo piazzati proprio nel mezzo», razionalizzerà anni dopo Chris Hillman parlando dei Byrds, che molti americani considerano infatti una sorta di risposta alla British Invasion di quegli anni. I Byrds sono tutti, per quanto giovani, ex musicisti cresciuti nel folk che hanno capito in quale direzione ha preso a soffiare lo spirito del tempo. Bene, l'idea è giusta: dare al rock'n'roll della nuova era, quella post Beatles, un'energia prettamente americana; ma come? La prima intuizione, decisiva, ce l'ha Roger McGuinn, che nella vita precedente suonava il banjo, quando ascoltando A Hard Day 's Night scopre dai Beatles (in particolare da George Harrison) che cosa è possibile ottenere da una chitarra Rickenbacker. Adotta quella a dodici corde, che diventerà l'elemento piú caratteristico del suono dei Byrds. Non basta ancora: qualcuno, alla casa discografica Columbia, mette le mani su Mr, Tambourine …

Jerry Garcia

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David Bowie, Vanity Fair, 1986

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Happy Pills - Norah Jones

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Pillole della felicità

Sto cercando di prendere il ritmo
Sto cercando di farlo in modo da non vedere mai più il tuo viso
Sto cercando di gettare viva tutto questo
Voglio assicurarmi che tu non mi faccia mai più sprecare tempoCosa si prova?
Oh, cosa si prova ad essere te in questo momento, caro?
Tu ti sei tirato indietro
Perciò prendi il tuo ritmo e vattene da qui
Ti prego, adesso lasciami andare e basta
Ti prego, lasciami andare e basta
Ti dispiacerebbe lasciarmi andare e basta adesso?
Ti prego, lasciami andare e basta

Ti caccerò
Ti caccerò
Ti caccerò dalla mia testa – fuori

Ti caccerò
Ti caccerò
Devo cacciarti dalla mia testa – fuori

Non ho mai detto che saremmo rimasti amici
Sto cercando di tenermi alla larga da te
Perché sei pessimo, una pessima notizia
Con te lontano, sono viva
Mi sento come se avessi preso le pillole della felicità
E il tempo si ferma.

Cosa si prova?
Oh cosa si prova ad essere quello tagliato fuori?
Hai infranto tutte le regole.
Non lascerò più che tu mi prenda in giro, mio caro

Ti prego, a…

Van Morrison - Veedon Fleece (1974)

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di Silvano Bottaro
Tornato in Irlanda nel 1973 e suggestionato nel rivedere i luoghi della propria adolescenza, Van trova l'ispirazione per un album concept estremamente personale. Non vi sono note di copertina o interviste a spiegarlo, ma si capisce che le varie canzoni sono in un ordine preciso, con frasi che si ripetono da un brano al successivo, in modo da formare la storia di un ragazzo che dapprima sogna una vita fantastica, popolata da eroi e da poeti, poi parte deciso incontro alla vita reale come se andasse incontro ad una avventura (la ricerca di un immaginario vello di Veedon). Seguono le esperienze e le disillusioni. Alla fine c'è il ritorno al paese natio ed un amore che curerà le ferite. Ad accompagnare il cantante c'è una versione snellita della Caledonia Soul Orchestra. Il suono è curato, ma rarefatto, ricordando un po' tutti gli album precedenti. Infatti per ogni canzone c'è uno stile diverso, eppure l'opera conserva un carattere fortemente uni…

Crosby, Stills, Nash & Young

Il più celebre supergruppo nell'ambito del folk rock e della canzone americana nasce nel 1968 dall'unione dei tre talenti: Crosby, Stills e Nash. I tre provengono da differenti esperienze musicali, tutte di successo: Crosby è stato membro fondatore dei Byrds, Stills uno dei cervelli musicali dei Buffalo Springfield, già folksinger con gli Au Go Go Singer, Nash fondatore degli Hollies, uno dei maggiori gruppi dell'ondata beat inglese dei '60.
Discografia e Wikipedia

Calexico - Edge Of The Sun (2015)

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di Tommaso Iannini
Chi aveva salutato con interesse e curiosità la comparsa dei Calexico e della loro musica borderline alla fine degli anni ’90 apprezzava una mescolanza di stili piuttosto nuova, almeno per il contesto del rock indipendente; sì, l’alt country, le atmosfere western, Morricone e tex-mex, le suggestioni latineggianti, ma a qualcuno – leggi, il sottoscritto – piaceva pure fissarsi su quel pelo nell’uovo, il piccolo accenno di post-rock (penso per esempio alla title-track di The Black Light, tra jazz e slow core) che contribuiva a rendere l’alchimia ancora più misteriosa e intrigante.
Trovarlo il pelo in Edge of the Sun, che pure è un tripudio, una fiesta dello stile Calexico. Convertino e Burns hanno mantenuto negli anni il concept del sound di frontiera – musicale e geografica, per l’occasione hanno sciacquato ancora di più i panni in Messico prima di ritornare a Tucson – e dell’immaginario desertico, spostandolo sempre più verso un pop elegante; almeno da Feast of Wire…

Punch Brothers - The Phosphorescent Blues (2015)

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di Francesco Nunziata
Fin dal loro primo disco (“Punch”, targato 2008), gli americani Punch Brothers si sono imposti come una delle realtà più intriganti del cosiddetto “progressive bluegrass”, un modo “aperto” di intendere (per il tramite di elementi che fanno riferimento al jazz, alla musica classica e al pop) uno dei generi più importanti della tradizione musicale statunitense.
Con “The Phosphorescent Blues” (quarto parto della loro carriera), il mandolinista Chris Thile, il chitarrista Chris Eldridge, il banjoista Noam Pikelny, il violinista Gabe Witcher e il bassista Paul Kowert rinnovano la graziosa magia di un sound che, a questo giro, la produzione di T Bone Burnett rende ancora più cristallino e “caldo”. Posto proprio all’inizio, “Familiarity” è, con i suoi oltre dieci minuti di durata, il brano più complesso del disco. Attorno al frenetico mandolino di Thile, si polarizzano poco alla volta tutti gli strumenti. Ci si trova, quindi, nel bel mezzo di un eroico fragore di cord…

Led Zeppelin

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Sufjan Stevens - Carrie & Lowell (2015)

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di Gabriele Benzing
“I don’t know where to begin”. Difficile immaginare una confessione più disarmata, per uno che di mestiere fa il cantastorie. Scoprirsi così sopraffatti da aver perso le parole. Da aver paura persino di affrontare il silenzio. Difficile immaginarlo soprattutto per uno come Sufjan l’eclettico, quello del giro dell’America in cinquanta album e delle lettere aperte a Miley Cyrus su Tumblr. Ma in “Carrie & Lowell” le cose sono diverse: “Questo non è il mio progetto artistico. Questa è la mia vita”. E il gioco dei trasformismi lascia il posto alla carne e al sangue dell’esperienza.
Niente architetture barocche, niente trovate spiazzanti. A Sufjan Stevens stavolta non interessa stupire. Gli basta un rincorrersi cristallino di arpeggi, ad accompagnare la fragilità di una voce più indifesa che mai. Una voce pronta a sdoppiarsi come nel riflesso di uno specchio, trasformando all’improvviso la solitudine in coro. Lo si sente sin dalle prime note di “Death With Dignity”, …

Madonna, Time, 1985

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

The Cave - Mumford and Sons

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La cava

E’ vuota la valle del tuo cuore
Il sole, sorge lentamente mentre cammini
Lontano da tutte le paure
E tutte le colpe che ti sei lasciato alle spalle
Del raccolto non è rimasto cibo che tu possa mangiare
Tu, cannibale, carnivoro, vedi
Ma ho visto la stessa cosa
Conosco la vergogna nella tua sconfitta

Ma io continuerò a sperare
Ed io non ti lascerò soffocare
Col cappio intorno al collo

E troverò la forza nel dolore
E cambierò i miei metodi
Riconoscerò il mio nome quando verrà di nuovo chiamato

Perché ho altre cose per riempire il mio tempo
Tu prendi quello che è tu, io prenderò quello che è mio
Adesso lasciami davanti alla verità
Che rinfrescherà la mia mente infranta

Perciò legami a un palo e tappami le orecchie
Riesco a vedere vedove e orfani attraverso le mie lacrime
Perciò conosco il richiamo nonostante le mie colpe
E nonostante i miei timori crescenti

Ma io continuerò a sperare
Ed io non ti lascerò soffocare
Col cappio intorno al collo

E troverò la forza nel dolore
E cambierò i miei metodi
Riconoscerò …

David Crosby

David Crosby (1941) nasce a Los Angeles. Il padre, Floyd, è un famoso regista cinematografico e il giovane David viene avviato agli studi da attore, che ben presto abbandona per la musica, cominciando a frequentare il circuito folk americano. Les Baxter Balladeers è la formazione con la quale registra le prime canzoni prima di approdare, nel 1963, alla sua prima seduta di registrazione con il produttore Jim Dickson.
Discografia e Wikipedia

Stevie Nicks (Fleetwood Mac)

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Pink Floyd

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Pink Floyd by Baron Wolman

Ryley Walker - Primrose Green (2015)

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di Ricardo Martillos
Il secondo disco dell'uomo di Chicago, Ryley Walker, era uno dei lavori più attesi di questo 2015, dopo il suo bellissimo album d'esordio, "All kinds of you". Walker ha un passato, nemmeno troppo lontano, di chitarrista acustico, sulle tracce dei vari Fahey, Basho e di tutta la Takoma family. Nel 2011 erano uscite, in copie limitatissime, 2 cassette, una delle quali in compagnia di Daniel Bachman, altro virtuoso della sei corde acustica. Il suo primo album raccontava di un musicista ancorato ad un suono prettamente acustico, debitore di un suono recuperato da un grande come Bert Jansch, sia strumentalmente che vocalmente. Per il nuovo disco, "Primrose green" il giovane chitarrista ha arricchito in diverse tracce l'impasto musicale, facendosi accompagnare da uno stuolo di strumentisti fra i migliori in circolazione. Una operazione che ricorda da vicino quella effettuata quasi 50 anni prima da Van Morrison ai tempi della pietra mi…

Michael Jackson, Time, 1984

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Lower Dens - Escape From Evil (2015)

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di Riccardo Zagaglia
Hanno giocato bene le loro carte, i Lower Dens di Jana Hunter, alimentando mese dopo mese le attese per quello che è a tutti gli effetti il terzo album in studio, Escape From Evil. Accantonata l’ormai decennale esperienza solista/freak-folk iniziata a metà anni Zero, con l’appoggio di un Devendra Banhart all’epoca all’apice della popolarità, la Hunter è riuscita a reinventarsi icona – a suo modo – cool attraverso le trame di un dream pop chitarristico che ha trovato sfogo prima in Twin-Hand Movement e poi, in una veste ancora più appetibile, nel Nootropics del 2012. Un timbro particolare, spesso accostato a quello di Victoria Legrand dei Beach House (ma dalle venature ancora più androgine), sorretto dalle metriche mai banali dei compagni di viaggio Geoff Graham (basso) e Nate Nelson (batteria). I Lower Dens sono storicamente una band di difficile definizione, priva di quegli spessi tratti caratteristici che rendono un suono facilmente identificabile. In questo sen…

Where Do the Children Play? - Cat Stevens

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Dove Giocano i Bambini

Bhe penso che é carino costruire grandi aeroplani
o fare un giro su di un treno cosmico
Cambiare l'estate da una slot machine
ottenere quello che vuoi se lo vuoi, perché tu puoi avere tutto

lo so abbiamo percorso una lunga strada
stiamo cambiando giorno dopo giorno
ma dimmi, dove giocano i bambini?

Bhe tu costruisci strade su verdi e freschi prati
per i tuoi camion pompi petrolio
e fai lunghi e resistenti
ma lo semplicemente viaggiano e viaggiano e sembra che tu non riesci a scendere

lo so abbiamo percorso una lunga strada
stiamo cambiando giorno dopo giorno
ma dimmi, dove giocano i bambini?

Quando rompi il cielo, si sente l'aria a pezzi
vuoi continuare a costruire sempre piu in alto
fintanto che non ci saranno piu camere lassu?
vuoi farci ridere, vuoi farci piangere?
vuoi dirci quando vivere, vuoi dirci quando morire?

lo so abbiamo percorso una lunga strada
stiamo cambiando giorno dopo giorno
ma dimmi, dove giocano i bambini?

Van Morrison - It's Too Late to Stop Now (1974)

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di Silvano Bottaro
A dieci anni dal suo esordio discografico arriva il primo live, a cui ne son seguiti altri due, sempre rispettando la scadenza decennale. Se qualcuno compila la lista dei 10 migliori live di tutti i tempi e non include questo, due sono i casi: o non l'ha mai ascoltato o era meglio che stesse zitto. Vi è più di un motivo per cui questo album rifulge. Primo: il cantante è un vulcano in eruzione. Secondo: il cantante ha raggiunto il pieno della maturità tecnica e artistica. Terzo: la band di supporto è tanto articolata ed affiatata che non si potrebbe desiderare di meglio. Quarto: le diciotto composizioni son tutte valide. Il titolo origina da una delle pratiche di Van nei suoi concerti: fa crescere in maniera orgiastica l'eccitazione, al cui culmine pronuncia la fatidica frase: "E' troppo tardi per fermarci ora". Invece subito dopo la canzone si interrompe di botto. Si può ascoltare tutto ciò in "Cyprus Avenue", drasticamente diversa da…

Creedence Clearwater Revival

I fratelli Fogerty, John e Tom, nascono a Berkeley in California e alla El Cerrito Higt School conoscono Stu Cook e Doug Clifford. Dal 1959 si esibiscono nei club locali come Blue Velvets e nel 1964 firmano per la Fantasy di Saul Zaentz, a cui John Fogerty dedicherà nel 1985 la polemica Mr. Greed, "Signor Avidità". Col nuovo nome di Golliwogs realizzano vari singoli, fra i quali il solo Brown Eyed Girl ottiene un discreto successo nel 1965.
Discografia e Wikipedia

Jimmy Page

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Steve Vai

"Amo insegnare, ma amo molto di più suonare. Se io suono la gente può imparare da me comunque. In più c'è il vantaggio che chi mi osserva vede in azione un musicista anziché un insegnante."
Steve ha origini italiane, i nonni erano Lomellini, precisamente della cascina Taccona nel comune di Dorno in provincia di Pavia. (Il 22 Luglio 2012 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria presso lo stesso Comune). La sua famiglia emigrò negli Stati Uniti d'America. La sua data di nascita ha fatto sì che compisse sei anni il sesto giorno del sesto mese del 1966, come venne annotato in "The Frank Zappa Guitar Book" di Frank Zappa (questo come a voler sottolineare come si possa tranquillamente parlare di chitarrista, almeno quanto a tecnica e talento, diabolico). Vai è conosciuto per la sua musica strumentale per chitarra, che compone, esegue e produce da sé, ma ha anche suonato nelle registrazioni di diversi altri artisti e gruppi rock. Steve Vai si fece un nome suon…

The Rolling Stones

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1966- photograph by Jerry Schatzberg


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