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Visualizzazione dei post da Luglio, 2018

Janis Joplin

Janis Joplin (1943 - 1970) nasce a Porth Arthur, una piccola città del profondo sud texano. Personaggio ribelle e inquieto trascorre gli anni della giovinezza con la musica di Bessie Smith e Leadbelly, dedicandosi con eguale metodo alla musica e all'alcol. A diciotto anni viene ricoverata in ospedale per infezione al fegato.
Discografia e Wikipedia

Ovlov – Tru (2018)

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di Cristiano Gruppi
Sono una band particolare gli Ovlov: composti da due fratelli più due loro amici, nonostante non li conosca praticamente nessuno hanno uno zoccolo duro di fan davvero irriducibili, alcuni dei quali, si narra, si sono persino tatuati il nome della band. In giro da poco meno di 10 anni, per loro ‘TRU‘ è solamente il loro secondo LP, dopo ‘am‘ del 2013. Vero, hanno pubblicato anche un po’ di singoli ed EP, ma la particolarità di sciogliersi a ogni calo di tensione interno al gruppo non aiuta certo a incrementare la discografia. Se, tra un disco e un altro, i componenti di una band se ne stanno solitamente tranquilli in famiglia o ricaricano le pile occupandosi di progetti paralleli, per gli Ovlov sembra sopraggiungere periodicamente il bisogno di diffondere un comunicato stampa che ne sancisca la separazione.
I quattro ragazzi del Connecticut, però, sono tra di loro molto legati (il frontman Steve Hartlett e il batterista Theo Hartlett sono – per l’appunto – fratelli)…

Tom Walker - Blessings

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Thelonious Monk

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Ry Cooder - My name is Buddy (2007)

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di Silvano Bottaro
La pubblicazione di un album da parte di un musicista di grande spessore com’è RyCooder, crea sempre un certo “travaglio”. Si perché ormai il nostro Ry ci ha abituato, che ogni sua uscita discografica sia diversa dalla precedente e ogni volta ci svia verso nuove frontiere e quindi nuove visioni, nuove realtà, nuovi orizzonti sonori. Anche in questo caso non si smentisce e ci regala quest’opera di notevole valore, se non altro per il coraggio di intraprendere “sentieri” molto tortuosi, aspri e di difficile percorribilità.
E’ un buon disco questo, anche se, e già il “se” implica un non totale coinvolgimento dell’album, e questo è dato solo esclusivamente dalla musicalità, dalle onde sonore che il mio “sentire”, non riesce completamente a far sue. Ascolto dopo ascolto, riesco a cogliere le varie sfumature che il bravo Ry è riuscito ad imprimere, ma non riesco ancora per il momento a “sentire” quelle vibrazioni che si percepiscono solo a “pelle”.
Ci vorrà del tempo lo so, i…

Nick Drake, Guida per principianti

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Fra i grandi cantautori anglosassoni, sicuramente Nick Drake è stato uno dei più sottovalutati in vita, salvo poi essere riscoperto dopo la prematura scomparsa fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento per il folk più raffinato.
La sua abilità nella scrittura, e il suo tono così tenue e malinconico, lo rendevano infatti estremamente riconoscibile. Tanto che molti lo considerano quasi più un poeta che un cantante.
Nato a Yangon, in Birmania, nel 1948—il padre si era dovuto trasferire lì per lavoro—Nick trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Tanworth-in-Arden, nel Warwickshire. Da sempre appassionato di lettura e di musica—passione trasmessagli dalla madre—dopo il college il giovane cantautore decide di mettere su un gruppo folk con gli amici, suonando la chitarra, e mettendo insieme tutte le sue passioni: il folk, il blues, la musica di Bob Dylan e la letteratura romantica.
Durante questo periodo ha l’opportunità di esibirsi più volte con dei gruppi blues, ma la sua vera…

Joni Mitchell - Blue (1971)

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di Silvano Bottaro
JoniMitchell è la compagna musicale fin dalla mia adolescenza. Era nel ’74, che io allora quindicenne, grazie a Carlo Massarini e ai programmi radiofonici serali della radiorai, ascoltai Blue, da quella volta non la persi più di vista. Ogni qualvolta ascoltavo questo disco eseguivo quasi un rito; lentamente prendevo il vinile, come fosse un oggetto di culto, lo mettevo sul giradischi come pesasse dieci chili, e al rallentatore appoggiavo il pick-up nei suoi solchi, quasi a nonvolerloconsumare. Ricordi, sono ricordi ancora presenti nella mia mente, che però non rimangono solo tali, ma anzi rafforzano il mio presente. Le dieci canzoni di Blue sono dei veri e propri autoritratti, sono racconti quotidiani in forma di canzoni. Esprimono i suoi sentimenti, il suo spirito tormentato, il suo punto di vista tipicamente femminile sulle contraddizioni dell’animo umano. Un disco intimo come le pagine di un diario, sono pensieri e appunti racchiusi in un taccuino di viaggio sulla po…

Majid Bekkas - Sahara Blues

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Cowboy Junkies – All That Reckoning (2018)

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di Blackswan
Sono trascorsi ben sei anni da The Wilderness, quarto volume della Nomad Series, uscito nel 2012, senza che si avessero notizie dei Cowboy Junkies. Un lasso di tempo considerevole, soprattutto per gli attuali standard dell’industria discografica, ma sei anni, a dire il vero, spesi benissimo (suonando molto dal vivo, registrando talvolta in studio), visto che il risultato è un disco splendido, uno dei migliori nella carriera della band canadese. Se l’esperienza con la Nomad Series aveva condotto i Cowboy Junkies su strade diverse, decisamente più sperimentali, At The Reckoning segna, invece, una sorta di ritorno al passato, a un suono che potremmo definire come classico, e a cui la band ha lavorato con lentezza, limando note e arrangiamenti, e prendendosi, come dicevamo, tutto il tempo necessario perché il risultato fosse quello voluto. Non aspettatevi però un disco che suoni esattamente come Trinity Sessions (1988) e The Caution Horses (1990), i due dischi più rappresen…

Joni Mitchell - Hejira (1976)

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Il nono album in studio della cantante canadese Joni Mitchell pubblicato nel novembre del 1976 vanta sulla copertina una delle sue migliori opere d'arte. L'immagine presenta una foto in primo piano dell'artista scattata presso il lago del Wisconsin Mendota dopo una tempesta di ghiaccio. Mitchell sembra fissare lo spettatore mentre un'autostrada aperta si estende misteriosamente sopra di lei suggerendo la libertà e le possibilità illimitate contenute nella sua musica.

Tom Jones

La biografia di Tom Jones (1940) vero nome Thomas Jones Woodw, orgoglio del Galles da oltre quarant'anni, è la storia di un predestinato, cantante sin da bambino, dapprima come la tradizione radicata del sud del Galles nel coro della chiesa, quindi nelle riunioni e occasioni di festa familiari e poi nel coro della scuola.
Discografia e Wikipedia

Mary Margaret O'Hara - Miss America (1988)

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di Silvano Bottaro
La canadese Mary Margaret O’Hara è stata una meteora, è apparsa, ha illuminato il pianeta musica, ed è sparita. Questo purtroppo è l’unico disco da lei inciso. Una delle più grandi cantautrici di tutti i tempi, non ha conosciuto il “bene commerciale”. La sua musica di difficile collocazione contiene un cocktail di folk, jazz, blues e country, tutta condita da un’estrema personalità. Su tutto risalta la sua interiorità, meditata e pura, non costruita ne artefatta. Altra qualità che la distingue è l’uso della voce, che lei usa in maniera estremamente articolata, creando armonie uniche, sensibili, intelligenti e profonde. Le undici canzoni che compongono il disco, non essendo estremamente facili, hanno bisogno di essere ascoltate lentamente, ed è proprio per questo che ascolto dopo ascolto ti rimangono inchiodate nella mente. Ricordo che all'epoca il termine che fu coniato a semplificare il disco è stato: elementare madifficile. La prima parte (lato A per il vinile) …

Jackson Browne - The Road

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Lucinda Williams - West (2007)

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di Silvano Bottaro

Settanta minuti su settanta senza nessuna caduta, la Williams ha fatto tredici! Tredici pezzi uno più bello dell’altro, senza noia, senza discontinuità. Un disco suggestivo, profondo. Anche se i testi introspettivi parlano di “perdite”, perdita di un amore, perdita della madre, perdita di affetti, la Williams non si perde d’animo, i suoi brani diventano un canto liberatorio e fa trasparire anche su delle liriche tristi e drammatiche, un suono emotivo carico di forza, di ottimismo e di speranza. In questo nono album, si sente la straordinaria partecipazione di Bill Frisell, che con la sua chitarra eclettica, traccia un segno ritmico indelebile, in tutto il disco. Quest’opera musicale è un susseguirsi di grandi ballate cariche di grandi emozioni, di grande musica. Ascoltare per credere.

Herbie Hancock

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Angelique Kidjo – Remain In Light (2018)

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Il capolavoro dei Talking Heads in versione world-beat è una sorpresa che non ci aspettavamo e mette in risalto quanto le influenze di artisti come Fela Kuti abbiano avuto importanza nella sua composizione, il tutto con il valore aggiunto della straordinaria voce della cantante beninese.

di Roberto Briozzo
Io il paradiso me lo immagino così: un mixer collegato a un sistema potentissimo che ti permette di giocare con le singole tracce degli strumenti dei tuoi dischi preferiti. Scegli un album o la canzone che vuoi e, togliendo cose o aggiungendone altre, ricrei il tuo mix secondo quello che ci senti dentro e, magari, in uno di quegli esperimenti ti capita di scoprire la vera natura del tuo artista del cuore. In una situazione del genere, con un disco come “Remain in Light” dei Talking Heads ci sarebbe davvero da divertirsi, considerando la fusione di stili che contribuisce alla sua unicità e quello che arriva a ciascun ascoltatore. Di certo l’influenza della musica afro-beat e di artist…

Hùsker Dù, Guida per principianti

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La musica rock storicamente ha avuto moltissime varianti, fra cui il punk: alla fine degli anni Settanta grandi band come Sex Pistols, Clash e Ramones partorirono un genere basato sui ritmi rabbiosi e sui testi di denuncia sociale.
Questa corrente, poi, si è evoluta in numerose alternative: fra cui un sottogenere nato in California alla fine degli anni Ottanta, l’hardcore melodico, che fra i suoi esponenti di spicco annovera anche gli Hüsker Dü.
Gruppo estremamente creativo e controcorrente, anche all’interno di questa sottocultura, riuscì a crearsi uno spazio di nicchia in cui differenziarsi rispetto ad altri artisti. Il loro suono, infatti, era estremamente particolare messo a confronto con altri gruppi punk. E alla fine si distaccarono dal genere per sperimentare altre sonorità.
Formatisi a Saint Paul, in Minnesota, nel 1978, il trio degli Hüsker Dü si cimenta in una lunga gavetta di concerti e cover prima di riuscire a mettere insieme abbastanza brani per pensare di poter realizz…

Angus and Julia Stone - Big Jet Plane

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Cowboy Junkies - The Trinity Session (1988)

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di Silvano Bottaro
Questo secondo disco dei tre fratelli canadesi Timmins; Margo alla voce, Peter alla batteria, John alla chitarra, più A. Anton al basso e J. Bird al mandolino e armonica, resta senza dubbio il disco più bello e suggestivo che abbiano inciso. The trinitysession è inciso dal vivo, in presa diretta, in una chiesa di Toronto (HolyTrinity) nel novembre del ’87.
La principale peculiarità che il disco riesce a trasmettere è l’atmosfera tenue e rarefatta. Il suono prodotto è esclusivamente acustico, gli strumenti; chitarre, steelguitar, armonica, violino e fisarmonica, la voce quasi flebile di Margo (è una donna) fanno di quest’album un’opera splendida, da avere nella nostra raccolta musicale. Il primo brano “Mininforgold” crea subito una atmosfera magica, che già ci fa capire con che “genere” musicale abbiamo a che fare. Il secondo “Misguidedangel” leggermente più country, ma molto personale, con armonica in evidenza, comincia già a farci “scaldare”. A seguire la famosa “Blu…

Janis Joplin - Pearl (1971)

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"Pearl" è il quarto e ultimo album della cantante statunitense Janis Joplin pubblicato il 4 ottobre del 1971, tre mesi dopo la sua morte all'età di 27 anni per overdose di eroina. L'immagine ritrae Janis in una posa festosa nei suoi caratteristici variopinti abiti hippie, su di un divanetto cullandosi con un drink e un enorme sorriso, segno dell'atmosfera allegra che caratterizzò il periodo di registrazione dell'album. L'immagine è agrodolce in quanto l'alcol ebbe un ruolo importante nell'overdose fatale di Janis, eppure il suo radioso sorriso sembra trascendere la tristezza della tragedia imminente.

Beechwood – Inside The Flesh Hotel (2018)

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di Giovanni Capponcelli
Due album in dieci mesi, una grande urgenza creativa. Foto rubate sui marciapiedi di Long Island. Abiti cool, trench, cappelli flosci, occhialetti rossi rotondi che farebbero invidia a Roger McGuinn: gangster o cherubini androgini? E poi quel suono di chitarra. Proprio quello che piace tanto ai cuori dei vecchi rocker, quelli che non dimenticano i Byrds, Tom Petty; che sono rinati con i Dream Syndicate, che amano i REM. I Beachwood interpretano quel sound come fossero degli Strokes annebbiati dalla ganja. E mentre l'esordio, “Songs From The Land Of Nod” ancora languiva e si attardava in qualche zuccheroso momento mid-tempo, in alcune titubanze di troppo, questo secondo capitolo, "Inside the Flesh Hotel", viaggia ben più robusto verso il bersaglio grosso. Non manca il “chunk-chunk” delle paillettes di Marc Bolan (Bigot in My Bedroom), non manca lo scricchiolio del palco del CBGB di fine ‘75.
Ci sono gli Stones (imprescindibili per chiunque si fac…

Rickie Lee Jones

Raffinata cantautrice di Chicago (1954) a diciannove anni si trasferisce a Los Angeles e si esibisce nei club con singolari performance essenzialmente vocali. La leggenda vuole che alla fine del 1977, al Tropicana Motel, un'ancora sconosciuta Jones incontri Tom Waits, che rimane affascinato dalle composizioni e dalla personalità della ragazza.
Discografia e Wikipedia

Dave Matthews Band – Come Tomorrow (2018)

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di Daniele Corradi
La Dave Matthews Band allunga la propria già navigata carriera con Come Tomorrow, nono album in studio, che si va ad aggiungere agli innumerevoli live album pubblicati. L’abbondanza sonora legata a doppia mandata ad una qualità eccelsa è da sempre il marchio di fabbrica di un nome che, se qui in Italia è solo vagamente considerato, oltreoceano è uno dei capisaldi della cultura pop e folk.
Era dal 2012 che i fan di Dave Matthews attendevano nuova musica. Dopo sei anni dal precedente Away From the World, l’attesa ha portato il nuovo Come Tomorrow in cima alla classifica Billboard 200, registrando il record di album più venduto nella prima settimana di vendita di tutto il 2018.
dave-matthews-band-come-tomorrowCome Tomorrow segna una svolta stilistica e ha dei macro caratteri evidenti già al primo ascolto. In line-up troviamo musicisti eccezionali, tra cui il chitarrista Tim Reynolds, il batterista Carter Beauford, percussionisti e violinisti: la DMB è da sempre una ja…

Dave Matthews Band - Mercy

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Louis Armstrong

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Edward van der Elsken (1925 - 1990) Untitled / Jazz, late 50s Gelatin silver prints

Ali Farka Toure & Ry Cooder - Talking Timbuktu (1994)

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di Silvano Bottaro
Un blues dal cuore della terra. Nel 1994 con la collaborazione di Ry Cooder grande “musa” musicale di tutti i tempi, esce questo Talking Timbuktu, e naturalmente come è immaginabile, per essere stato inserito tra i miei dischi preferiti, rimango deliziato.
La cosa che viene subito alla luce è l’equilibrio che nasce dalla combinazione di due “mondi” diversi. Dove per mondi si intende non solo le provenienze naturali dei due musicisti, ma anche la loro diversità di esperienze, culture, vite e suoni.
Il disco composto da dieci brani, crea un’atmosfera semplicemente magica e nota dopo nota avviene questo scambio sonoro. Qualunque sia lo strumento in evidenza, si ha modo di “respirare” la musica in una maniera lenta e profonda.
Il terreno dove avviene questo scambio sonoro è il blues. E se pur non suonato con i soliti strumenti, la venatura malinconica rimane in evidenza. C’è un qualcosa che traspare dal disco che ricorda una ciclicità: l’amaro e il dolce, gli spazi brevi…

Nico, Guida per principianti

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Modella, attrice, frequentatrice dei backstage dei concerti dei Rolling Stones, di Jimi Hendrix, dei Doors senza mai trasformarsi in groupie, musa “ingombrante” nel primo album dei Velvet Underground prodotti da Andy Warhol e guidati da Lou Reed, poi cantante solista stravagante e fondatrice occulta del genere “gothic-rock”. Ti parliamo di Christa Päffgen, in arte Nico.
Nico, chanteuse e virago teutonica, è stata indubbiamente una delle cantanti più cool di sempre. La sua voce cavernosa, programmaticamente indifferente alle nozioni di bello e di brutto in musica, ne fecero un personaggio del tutto esotico nella New York musicale degli anni ’60. Prima di morire nel 1988 a soli 49 anni, ha avuto una carriera densa, sospinta dalla ricerca continua di novità e da impulsi nichilistici, che l’hanno trasformata in un’icona.
Gli inizi di Nico fra la fotografia di moda e il cinema
Nata a Colonia nel 1938, trasferitasi nell’enclave americana di Berlino con la madre per sfuggire all’occupazione rus…

The Dream Syndicate - Medicine show (1984)

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di Silvano Bottaro

Medicine show uscito nella primavera dell’84, è il miglior disco dei Syndicate. Limate le asprezze degli esordi, senza intaccare per questo la rabbia e la determinazione, il gruppo atipico californiano crea un grande disco. Il basso di Dave Provost, il piano di Tommy Zvoncheck, la chitarra di Karl Precoda, ma soprattutto la presenza di Steve Wynn, riescono a incidere (in parte live) il disco più completo della loro non fortunata carriera, un album chitarristico per eccellenza. Non ci sono cadute di tono o brani minori, solo quattro perle “John Coltrane Stereo Blues”, “Still Holding On To You”, “Medicine Show”, “Merritville”, si elevano sulle altre ottime restanti “Daddy’s Girl”, “Burn”, “Armed With An Empty”,”Bullet With My Name On It”. Le chitarre forti, le sonorità lancinanti, gli strumenti che si sovrappongono sono l’apice creativo dell’album. Che i D.S. siano degli anticipatori musicali, lo dimostra il fatto che l’album non risente dei ventitreanni dalla sua pubblica…

Nick Cave... dodici brani

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Nick Cave è un sacco di cose: cantautore, compositore, scrittore, sceneggiatore e attore. Con i Bad Seeds ha pubblicato quindici dischi e ne ha fatti altri due con il suo altro gruppo, i Grinderman, ma ha anche composto cinque colonne sonore, oltre a scrivere due romanzi, due raccolte di poesie, e tre sceneggiature. Ha recitato in otto film (di cui uno è Il Cielo sopra Berlino di Wim Wenders, dove compariva nella parte di se stesso). Nel 2000, tra le altre cose, ha vinto il Premio Tenco.
Nick Cave and the Bad Seeds (1957,Wangaratta, Australia) Se lo trova la famiglia Addams, lo adotta. Magro, tetro, nero, con vocione lugubre e affascinante, piace parecchio alle ragazze e fa il cantautore australiano trapiantato prima a Berlino e poi in Inghilterra, ma anche il poeta e romanziere. Ha una band importante quasi quanto lui, i Bad Seeds. In giro nessuno sa una sua canzone, e nessuno mai la saprà. Però ne ha scritte, e belle: tutte molto lugubri.
The mercy seat (Tender prey, 1988) “Tutto è…

Van Morrison - No guru, no method, no teacher (1986)

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di Silvano Bottaro
L'estate del 1986, vede la luce il ventunesimo album solista di Van Morrison, The Man. Il titolo è un vero e proprio "manifesto filosofico": No guru, no method, no teacher, estratto dalle liriche della canzone “In the Garden”. The Man ha 41anni, quando incide questo album dalla pregevole copertina. La vocalità del vecchio leone è, come sempre, a grandi livelli: voce forte, calda, suggestionante, carica di purezza e di profondità. Le canzoni sono superbe, sgorgano naturalmente dagli strumenti e dalle corde vocali, una corrente emotiva che sa fondere in un insieme unico: la melodia, la poesia, il soul, il rock, la musica antichissima della tradizione celtica ed il jazz.
L’originalità di Morrison è nel suo liberissimo modo di affrontar la musica, nel suo muoversi al di fuori di schemi prefissati e seguire soltanto le correnti del cuore, le emozioni di una poesia che riesce a farsi musica nella maniera più completa ed affascinante.
Nonostante la tripla negaz…

The National - Runaway

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