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The Band & Robbie Robertson

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The Band - Una sola formazione merita l’appellativo di “band più importante della musica americana degli anni Settanta” ed è stata quella di R. Robertson, R. Danko, L. Helm, G. Hudson e R. Manuel, ovvero la Band, il massimo riconoscimento al più nobile artigianato della musica. Tra il 1958 e il 1963 la Band entrò nella storia del rock suonando alle spalle di un Bob Dylan alla ricerca dell’elettricità. La Band arrivava da un repertorio forte, ballabile e nero. Dylan portava con sè il proprio repertorio folk e country: l’insieme fu straordinario, dal vivo come in studio (basta riascoltare i Basement Tapes). Prima di Dylan i musicisti del gruppo non componevano le proprie canzoni, dopo l’incontro con il folksinger Manuel, Robertson e Danko iniziarono a mettere mano alle composizioni con risultati eccellenti. E’ con “ Music from Big Pink ”, del 1968, che la band mostra davvero se stessa al mondo. Il gruppo cantava e suonava come cinque distinte individualità che lavoravano insieme per ...

Portare il peso di una stagione che non tornerà più: Robbie Robertson

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«Una volta», racconta Bob Dylan in Chronicle (Feltrinelli 2005), «ero in macchina con Robbie Robertson, chitarrista del gruppo che poi sarebbe diventato The Band. Mi dice: “Dove pensi di portarla, Bob?” “Portare cosa?” chiesi io. “Lo sai, l’intera scena musicale.” L’intera scena musicale! […] Non so cosa gli altri avessero per la testa, ma quello di cui stavo fantasticando io era una vita con un lavoro dalle nove alle cinque, una casa in un quartiere con le case fiancheggiate da alberi, con una staccionata bianca e le rose nel cortile sul retro». Robbie Robertson, scomparso ottantenne a Los Angeles qualche settimana fa, pensava in grande, anche a costo d’irritare Bob Dylan, col quale aveva inciso dischi immortali, e di cui fu complice, insieme al resto della Band, nello scantinato di Big Pink, la leggendaria casa rosa nei boschi intorno a Woodstok, dove furono incisi su registratori di fortuna i Basement Tapes, una miniera di classici song americani, di scherzi musicali mozartiani, di ...

Robbie Robertson

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Robbie Robertson – Sinematic (2019)

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di Cico Casartelli La leggenda di uno dei più grandi gruppi del creato rock, naturalmente The Band; il concerto e il film-concerto ritenuti da molti i più belli di sempre, naturalmente The Last Waltz; le colonne sonore sempre perfettamente assemblate a partire da Toro scatenato fino al nuovissimo The Irishman, naturalmente al servizio di Martin Scorsese. Minimo comune denominatore di tutto ciò sempre lui, naturalmente Robbie Robertson – che oramai da decenni vive un’aristocratica esistenza che lo vede periodicamente rigenerare il mito del suo antico gruppo, frequentare amici altolocati come l’inseparabile David Geffen e fare da ascoltatissimo consultant per la Rock & Roll Hall Of Fame. E ogni tanto il canadese se ne esce con opere soliste che a volte hanno davvero rinverdito antichi fasti come l’omonimo debutto (1987) e lo straordinario concept album Storyville (1991); a volte sono rimasti un po’ in mezzo al guado, tipo i 2 album dedicati alle sue radici Pellerossa, Music For T...

Robbie Robertson – Testimony (2016)

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di Domenico Tiburzi Tra coloro che hanno contribuito a scrivere la storia della musica popolare americana del Novecento, alcune pagine di rilievo spettano certamente a The Band. Giunti alla celebrità come gruppo di supporto di Bob Dylan (col quale composero e suonarono l’imprescindibile “The Basement Tapes”) a partire dal disco d’esordio “Music From Big Pink” (1968) – che vanta la partecipazione del riluttante neo premio Nobel in veste di autore in tre canzoni, tra cui la celebre I Shall Be Released – la loro cangiante miscela di contry-rock, folk, blues e soul li portò a diventare una delle band più rispettate e influenti d’oltreoceano. I loro album sono considerati dei classici e canzoni come Tears Of Rage, The Weight, Life is a Carnival e The Night They Drove Old Dixie Down vanno considerate quale patrimonio della musica moderna. Per testimoniare l’importanza rivestita da The Band è sufficiente elencare alcuni dei musicisti che il 25 novembre 1976, in occasione dello sciogl...

Robbie Robertson - Robbie Robertson (1987)

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Quando, nel 1976, chiude la storia di The Band convocando per un «ultimo walzer» il gotha del rock mondiale (e Martin Scorsese a riprendere il tutto), Robbie Robertson spiega che lui suona il rock'n'roll da quando esiste, dai tempi di Elvis Presley. Ragazzino prodigio, poi guida non ufficiale di The Band, si è stufato del circo che l'ha eletto tra le sue principali attrazioni. Oppure, semplicemente, ha finito le idee. Il suo gruppo ha d'altra parte reinventato il linguaggio del rock'n'roll, rimettendolo a contatto con i suoni e i modi della tradizione popolare del nuovo continente, e ha contribuito in misura non secondaria alla «svolta elettrica» di Bob Dylan, portandola in giro per il mondo in un tour che ha fatto epoca. Per tornare a farsi sentire, a piú di dieci anni da quel concerto d'addio, le motivazioni hanno da essere forti. Come la riscoperta delle proprie radici di mezzosangue, per esempio, per metà ebreo (da parte di padre), per metà moicano. N...

Bob Dylan & Robbie Robertson

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E T I C H E T T E

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