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Visualizzazione dei post con l'etichetta Mary Chapin Carpenter

Mary Chapin Carpenter – The Dirt And The Stars (2020)

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di Silvano Bottaro Questo ultimo album, di Mary Chapin Carpenter, The Dirt and the Stars, registrato nel Real World Studio di Peter Gabriel, può sicuramente unirsi alla lista dei dischi del 2020 che funzionano perfettamente per la nostra comune crisi "mentale" dovuta ai fatti epidemici mondiali. Il disco della Carpenter funziona particolarmente bene come balsamo calmante, con le sue parole di saggezza scelte con cura che si fanno strada verso di te attraverso una musica assolutamente priva di ansia. Con un sacco di esperienza di vita e di carriera alle spalle: quindici dischi, quindici milioni di copie vendute, 5 Grammy Award, di cui ben quattro consecutivi, su un totale di 15 nomination, Mary Chapin Carpenter è adeguatamente attrezzata per dispensare lezioni di vita e, in un certo senso, è quello che fa in The Dirt and the Stars. Infatti, questo album caldo e pieno di cuore, la vede spesso invocare l'idea del tempo che passa; e come quel tempo possa sia darti...

Mary Chapin Carpenter – Personal History (2025)

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 di Gianni Zuretti Se avessi avuto una sorella minore, avrei voluto fosse Mary Chapin Carpenter! Perché la sessantasettenne singer songwriter di Princeton (NJ) è tutto ciò di desiderabile, in termini di sensibilità, eleganza e qualità artistiche, possano trovarsi in un’unica persona e poi perché da quasi quarant’anni sono legato in maniera quasi indissolubile al suo percorso umano e artistico. Ascoltare le sue canzoni, sviscerare i suoi testi, specie degli ultimi dischi, equivale a ricevere le confidenze da una amata sorella. Con Personal History, Mary Chapin realizza il diciassettesimo album in studio, e lo fa con una consapevolezza artistica che affonda le radici in oltre trent’anni di scrittura raffinata e coerente. Dagli esordi tra folk e country di Hometown Girl (1987) al successo planetario degli anni Novanta con Come On Come On e Stones in the Road, Carpenter ha saputo trasformare il racconto personale in un gesto collettivo, mantenendo sempre una postura discreta, riflessiv...

Mary Chapin Carpenter, Julie Fowlis, Karine Polwart – Looking for the Thread (2025)

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 di Maria Macchia  Dieci canzoni come altrettante perle di una raffinata collana, inanellate in un filo che collega idealmente gli Stati Uniti alla Scozia e le sonorità celtiche a quelle del cantautorato americano: ecco, in sintesi, “Looking for the Thread”, preziosa release dell’inedito trio composto da Mary Chapin Carpenter, Julie Fowlis e Karine Polwart. La genesi dell’album risale ai tempi della pandemia: durante il lockdown, a causa della lontananza forzata dai palchi, la pluripremiata songwriter statunitense era alla ricerca di un nuovo progetto in cui canalizzare la propria energia creativa. Si è così rivolta a Fowlis e Polwart, due apprezzate cantautrici scozzesi che seguiva da tempo, per uno scambio di idee musicali a distanza. Spinte dall’ammirazione reciproca, le tre artiste si sono poi incontrate non appena possibile a Kinlochmoidart House, nel nord della Scozia, per iniziare a comporre insieme. Dopo una seconda sessione di scrittura all’inizio del 2024, le dieci c...

Mary Chapin Carpenter – The Dirt And The Stars (2020)

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di Bruno Conti Credo che la nostra amica non potrebbe fare un disco brutto neanche volendo: forse solo Songs From The Movie, un album del 2014 dove rivisitava il suo vecchio repertorio con una orchestra di 63 elementi ed un coro di 15, era troppo ridondante, mentre la stessa operazione di rivedere una dozzina di perle del suo repertorio nell’eccellente disco del 2018 Sometimes Just The Sky, grazie forse ad un approccio più meditato e su una scala sonora più scarna e meno lussureggiante, anche per merito della produzione di Ethan Johns, era risultato tra i migliori degli ultimi anni. Per questo nuovo The Dirt And The Stars, il quindicesimo album della sua splendida carriera, Mary Chapin Carpenter si affida nuovamente a Ethan Johns, per l’occasione presentando undici nuove composizioni, che confermano che la sua vena compositiva non si è certo inaridita, anzi, e che la sua voce è una delle più limpide ed espressive dell’attuale panorama cantautorale, magari lontana dagli accenti più ...

E T I C H E T T E

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