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The Sky Is A Landfill - Jeff Buckley (1998)

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 Una sorta di Psychedelic Highway Revisited, dai Pink Floyd ai giorni nostri. Una perfetta pasticca di acido che assicura suoni e visioni nei secoli dei secoli, una sfera che rimbalza ossessiva sulle pareti della forma canzone, ma non mira a sfondarle. Non uno stralunato diario di bordo di un millennio che fugge, ma l'unica bussola possibile per il domani: una canzone che recupera tutto l'alternativo del passato inserendolo però nel contesto formale di base. Jeff Buckley, dopo aver gettato nel primo disco l'atomica sulla rock song propriamente detta, edifica su quelle macerie la nuova canzone rock. Chissà dove sarebbe arrivato senza quel fiume a inghiottire lui e suo talento. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Jeff Buckley

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E' probabilmente il più apprezzato e amato dei cantautori degli anni Novanta, figlio del leggendario Tim Buckley, anche lui tragicamente scomparso in giovane età. Jeff aveva un modo creativo di affrontare la canzone. Affascinato in egual modo dai Led Zeppelin come dal garage rock, dal punk e dalla disco, riusciva a essere un interprete romantico anche quando la progressione musicale era devastata dal suono di una chitarra elettrica distorta. Era bello, giovane e forte di un album, Grace, del 1994, di cui tutti dissero un gran bene, sia la stampa specializzata sia quella istituzionale. E' morto nel maggio del 1997 in circostanze mai chiarite fino in fondo. C'era abbastanza materia emotiva per fare di Jeff Buckley un eroe "guevariano" agli occhi dei ragazzi e delle ragazze che seguono le cose del rock, e altrettanta per imbastire una speculazione discografica, visto il grande bagaglio di registrazioni postume che si sono riversate nel corso degli anni sui fan....

Jeff Buckley - Grace (1994)

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di Silvano Bottaro Grace è l’unico disco completo che Jeff Buckley ci ha lasciato in sua memoria, prima che un destino dannato lo prendesse con se. Morì infatti, annegato nel maggio del 1997. Dal padre Tim , uno dei più grandi cantautori del secolo scorso, oltre alla morte prematura, ha preso in eredità la grandissima dote vocale. Il disco è composto da dieci brani di forte impatto, non solo vocale ma anche spirituale. La canzone d’apertura “ Mojo Pin ” è un’alternanza variegata che va dai sussurri alle grida, senza violenza e con sentimento Buckleyiano . "Grace" ci fa sentire le doti musicali di cui il nostro è in possesso. E lo si percepisce soprattuto dalle sue performance vocali. “ Last Goodbye ” è l’esempio di come un brano “leggero”, cantato da Jeff diventi di spessore. “ Lilac Wine ” è tra i brani più spirituali del disco, la malinconia e la dolcezza dell’interpretazione lo fa avvicinare allo stile del padre. “So Real” ci porta agli antipodi rispetto al...

Grace - Jeff Buckley (1994)

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Muoversi come un personaggio in cerca d'autore, tra demonio e santità, inseguendo qualcosa di cui si ignorano i lineamenti, convinto comunque che la tua missione sia continuare a cercare. La maledizione dell'artista, vagare per sentieri e calli guardando cose e persone per specchiarsi un giorno in qualcosa o qualcuno che cancelli la solitudine. Jeff Buckley saliva sul palco dell'Olympia di Parigi, nel luglio del 1995, meno di due anni prima della fine, e in ginocchio davanti alla platea, profeticamente cantava: " Ricordatevi di me, dimenticate il mio destino ". (M. Cotto - da Rock Therapy)

Jeff Buckley - Grace (1994)

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Per la leggenda basta a volte un unico, grande, disco. Questo sarà il filo rosso delle storie di musica del mese di Giugno. In inglese vengono chiamati “one wonder” e sono legati a momenti creativi particolari, ad esordi clamorosi, a dischi di fuoriusciti da band che non hanno più avuto seguito, per i motivi più vari. Quello che impedì a Jeff Buckley di continuare la sua carriera dopo la folgorazione dell’esordio fu un beffardo e tragico destino di morte: infatti stava lavorando al suo secondo quando, in circostanze romanzesche, annega durante una nuotata in un fiume, un affluente del fiume Mississippi, nel maggio del 1997. Aveva solo 31 anni, e il destino ha legato la sua morte giovane e tragica a quella del padre, Tim, morto a 28 anni. Buckley aveva un grande dono: era davvero innamorato della musica, in senso generale. Quando giovanissimo si trasferì a Los Angeles, affiancò al suo impiego come cameriere quello di chitarrista in un piccolo circuito di locali, dove alternava tutti i g...

Jeff Buckley - Grace

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Jeff Buckley - Grace (1994)

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Fu un fulmine a ciel sereno l'esordio nel 1994 di questo figlio d'arte, che aveva ereditato dal padre Tim una vocalità quasi angelica e spinta fino a quattro ottave di estensione. Fu un fulmine a ciel sereno perché nessuno pensava che in un disco solo si potesse sintetizzare lo spirito di un decennio di fuoco (in ambito musicale, ovviamente) come gli anni Novanta, con il lirismo di Cohen e Van Morrison, la grazia di Edith Piaf e Nina Simone e le tessiture classiche di Benjamin Britten. Il risultato di questa miscela, al quale va aggiunta la chitarra di Jeff, uno dei chitarristi più grandi e sottovalutati degli ultimi vent'anni, è un disco che sembra quasi privo di collocazione spaziotemporale, etereo e corposo allo stesso tempo, sospeso fra raffiche del torrido vento di Seattle, ma elevato a livelli celesti dal volo della voce di Buckley. Il resto lo fanno canzoni come Grace, Lover You Should've Come Over o Last Goodbye, oltre all'ormai inflazionatissima cover d...

Jeff Buckley - Grace (1994)

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La Generazione X, quella dell'omonimo romanzo di Douglas Coupland ma anche quella del grunge, ha due santi protettori, ascesi al cielo giovani e belli, a pochi anni di distanza: uno è naturalmente Kurt Cobain (1967-1994), l'altro è Jeff Buckley, nato nel 1966, che morirà annegato nel 1997 durante le registrazioni del suo secondo album in studio. Il primo disco, Grace, esce nel 1994, quando Jeff è a suo modo già quasi un veterano: ha suonato molto dal vivo nei locali di New York, ha fatto anche parte di una band, Gods and Monsters, ha cantato qualche pezzo al concerto in onore di suo padre, sorprendendp tutti per la bellezza della voce e la qualità delle interpretazioni. E il figlio di Tim Buckley, cantautore e vocalist morto per droga nel 1975, quando Jeff ha solo nove anni. Può dire di averlo visto una sola volta, l'anno prima, ma qualcosa deve essergli rimasto dentro, se sceglie di recuperare anche ufficialmente il cognome del padre biologico, e se fin da ragazzo a tut...

Hallelujah - Jeff Buckley

Hallelujah Beh, ho sentito che c'era un accordo musicale segreto che David suonò e che piacque al Signore Ma tu non ti interessi veramente di musica, vero? Beh, funziona così: La quarta, la quinta, la minore cala e la maggiore cresce Il re perplesso compose l'Hallelujah Hallelujah Hallelujah Hallelujah Hallelujah ... Beh, la tua fede era forte ma avevi bisogno di prove L'Avevi vista fare il bagno sul tetto La sua bellezza e la luce della luna tutto intorno E lei ti ha legato alla sua sedia della cucina Ha rotto il tuo trono e ti ha tagliato i capelli E dalle tue labbra ti strappo l'Hallelujah Hallelujah Hallelujah Hallelujah Hallelujah ... (Sì, ma) Baby sono già stato qui prima Ho visto questa stanza e ho camminato su questo pavimento, (lo sai) Ero abituato a vivere da solo prima di conoscerti Ed ho visto la tua bandiera sull'arco di marmo e l'amore non è una marcia di vittoria È un freddo ed un stonato Hallelujah Hallelujah Hallel...

Accadde oggi...

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29 maggio 1997 - Muore a Memphis Jeff Buckley, a soli 31 anni. Figlio del cantautore americano Tim Buckley, la sera de 29 maggio, mentre stava raggiungendo gli studi dove la sua band lo stava aspettando per la registrazione, chiese al suo roadie di fermarsi sulle rive del Wolf River, un affluente del Mississipi, perchè aveva voglia di fare un bagno. Scese dalla macchina, e canticchiando Whole Lotta Love dei Led entro in acqua. Ma sfortunatamente nello stesso momento passo un battello, che creò un mulinello nell’acqua, risucchiando così il giovane Jeff, che sparì dalla vista del suo roadie. Il corpo venne ritrovato solamente il 4 giugno, impigliato in un albero. Non venne riscontrata nel corpo alcuna traccia di alcool o di droghe, e il caso venne archiviato semplicemente come incidente. Lasciava così uno dei più grandi cantautori americani del decennio, come lo definì Bob Dylan, lasciando solamente due album ai posteri: il più bello, pubblicato nel 1994 con il nome di Grace, ...

Jeff Buckley

Come sei ora nel tuo cuore. Illuminati! Non vergognarti di ciò che sei. Sentiti come fosse una cascata. Illuminati! illuminati!  Cresci nella luce.

Last Goodbye - Jeff Buckley

  Questo è il nostro ultimo addio  Odio sentire che l'amore tra noi due finisca  Ma è finito  Ascolta solo queste parole e poi me ne andrò  Mi hai dato qualcosa in più per cui vivere  Molto più di quanto tu possa immaginare   Questo è il nostro ultimo abbraccio  Devo sognare e vedere per sempre il tuo volto?  Perché non possiamo superare questo muro?  Ecco, forse è proprio perché non ti conoscevo per niente  Baciami, per favore baciami  Ma baciami senza desiderio, bimba, e non un bacio di consolazione  Sai che mi fa così arrabbiare perchè so che tra un po'  Ti farò soltanto piangere, questo è il nostro ultimo addio   Hai detto no, questo non può succedere proprio a me  E sei corsa al telefono per chiamare?  C'era una voce fastidiosa nella tua testa che ti diceva che forse non lo conoscevi per niente? Non lo conoscevi per niente, oh, non lo conoscevi   Ecco, le cam...

Jeff Buckley - Everybody Here Wants You

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Bellissimo documentario datato 2002 della BBC dove si ricorda la breve vita di Jeff Buckley. Per un breve periodo sembrava che Jeff Buckley potesse diventare l'erede apparente di Bob Dylan e Bruce Springsteen - il prosecutore di una linea di prolifici musicisti americani. Quando nel 1994, Buckley pubblicò il suo album di debutto: Grace , tantissimi, dagli ascoltatori radiofonici, ai musicisti e ai dirigenti musicali e discografici, capirono che un nuovo talento era emerso. Poi la tragedia. Prima che potesse pubblicare il suo secondo album, Buckley, all'età di 30 anni, mentre faceva una nuotata in una zona tranquilla del fiume Mississippi, annegò. La versione che fu la scia di un motoscafo che  passava, è la più accreditata ma in realtà non è l'unica. Lo scrittore Mike Springer dice: " Il un'ora, il film presenta rari filmati di esecuzioni degli esordi di Buckley e interviste, insieme ai commenti di Jimmy Page, Patti Smith, Chrissie Hynde e molte delle p...

Jeff Buckley

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E T I C H E T T E

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