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Visualizzazione dei post con l'etichetta Velvet Underground

I'll Be Your Mirror - The Velvet Underground (1967)

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 Secondo leggenda, Nico si avvicinò a Lou Reed e gli disse: «Oh, Lou, I'll be your mirror». E lui ci scrisse sopra una canzone che lei non riusciva a cantare nel modo giusto. Scoppiò a piangere disperata. Le chiedevano di essere dolce e suadente e lei cantava da regina ariana dei ghiacci. Lou disse: «Prova un'ultima volta e poi, se non va, lasciamo perdere». Nico smise di piangere, cantò un'ultima volta e fu capolavoro. Non sapeva, Nico, che Lou aveva scritto quel brano pensando non a lei, ma al suo primo amore Shelley Albin. Andy Warhol suggerì che il brano prevedesse una piccola crepa, «che facesse saltare il solco ripetendo le parole I'Il Be Your Mirror in eterno». L'idea fu poi giudicata irrealizzabile in fase di registrazione. Non avrebbe aggiunto niente a un brano così superbo e immacolato da rasentare la perfezione. «Ill be your mirror / Reflect what you are, in case you don't know / I'll be the wind, the rain and the sunset / The light on your door t...

The Velvet Underground & Nico - Omonimo (1967)

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di Silvano Bottaro «L'unico problema è che non hanno un cantante», commenta Paul Morrissey di ritorno dal Cafe Bizarre, dove ha ascoltato i Velvet Underground per conto di Andy Warhol. La soluzione viene trovata subito: canterà quella ragazza tedesca, Nico, che si è presentata al giro di Warhol una settimana prima, e cosí per di piú si avrà qualcosa di bello da guardare «in mezzo a tutta quella bruttezza». Lou Reed, il motore creativo della band, accetta, e i Velvet Underground diventano l'espressione sonora della Factory warholiana. «Non credo piú nella pittura, e un gruppo rock è un modo interessante per mischiare arte, musica e cinema», dice ai giornalisti Warhol. Lou Reed fa il furbo, e in studio a Nico affida solo tre pezzi: Femme Fatale, che si ispira a Edie Sedgwick, diva regnante in quei mesi alla Factory, All Tomorrow's Parties and l'Il Be YourMirror, che nasce da un'idea della stessa Nico. Gli altri otto li canta lui, in tre giorni di studio che costano ...

I'm Waiting For The Man - The Velvet Underground (1967)

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Vincent Cassel si riempiva sempre le tasche di noccioline. Quando i fan diventavano troppo invadenti, gliele lanciava addosso e diceva: «Ecco, ora fate voi le scimmiette». Questa storia sarebbe piaciuta a Lou Reed, che non ha mai amato il circo del rock 'n' roll. Lou era un'anima nera e candida allo stesso tempo. Camminava sul lato selvaggio, ma preservava una purezza assoluta nei confronti delle storie di strada che raccontava. Lou si immergeva nella sporcizia ma non ne rimaneva contaminato. Era come un angelo con le scarpe pesanti e il giubbotto di pelle. I'm Waiting for the Man è una short story metropolitana condotta a ritmo di rock 'n' roll, con un suono sporco, ossessivo e percussivo e un piano in stile barrelhouse che diffonderà echi fino alla Detroit di Stooges e Mc5. Contenuta nell'opera prima del 1967, The Velvet Underground & Nico, racconta il viaggio di un tossico che si avventura ad Harlem, all'incrocio tra Lexington e la Centoventicinqu...

Venus In Furs - The Velvet Underground (1967)

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Come il Baudelaire di Canzone di pomeriggio («Io metto tutta la mia gioia / il mio genio, il mio destino e la mia anima / sotto le tue scarpe di raso / sotto i tuoi piedi di seta affascinanti, / perché tu così mi guarisci, / tu, mia luce e mio colore»), come il romanzo omonimo di Leopold von Sacher-Masoch da cui prende il titolo («se vi schiaccerò sotto i piedi, dovrete, senza lamentarvi, baciare il piede che vi schiaccia»), Venus in Furs porta esplicitamente in scena, per la prima volta nella musica rock, il rapporto tra padrona e schiavo: «Bacia lo stivale di pelle lucida / cuoio lucido nell'oscurità / lecca le cinghie, il laccio che ti attende / colpisci, diletta Padrona, e cura il suo cuore». Il bordone di viola elettrica di John Cale, il suono primitivo di Maureen Tucker, il cantato di Lou Reed che flirta con il talkin' e la sua ostrich guitar accordata su una sola nota sono i quattro angoli retti di questo film in bianco e nero cupo e agghiacciante, ma, a dispetto di que...

All Tomorrow’s Parties - The Velvet Underground & Nico (1967)

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 di Nico Sambo La prima volta che ho ascoltato questo pezzo fu a casa di un amico, al ritorno da un interrail dopo la nostra “maturità”. Era il ’98 e durante quel viaggio lui aveva preso il cd alla Virgin di Parigi. All’epoca i prezzi attaccati ai cd avevano una banda magnetica che faceva suonare l’allarme se uscivi dal negozio senza averli pagati, ma togliendo il prezzo e lasciandolo lì da qualche parte uno si poteva mettere il cd nello zaino e uscire indisturbato (a meno di qualche telecamera che avrebbe potuto rivelare all’occhio di un guardiano tutta la manovra). L’eccitazione era molto alta e un cd tira l’altro, così alcuni dei miei compagni di viaggio ne presero diversi, evidentemente troppi perché quando si avviarono all’uscita due vigilantes si misero davanti alla porta sbarrando loro la strada. Fu così che si ritrovarono in una stanzetta grigia nei sotterranei della Virgin in un’atmosfera che raccontata dopo anni è arrivata ad assumere le sembianze di un interrogatorio del...

Heroin - The Velvet Underground (1967)

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"Non c'è molto da dire. Non è possibile rimanere folgorati dal suono, delicato, ma primitivo, dalla tensione che si alza e abbassa in continuazione. E' un brano scioccante, di quelli che non lasciano indifferenti. Voglio dire, non esistevano molte canzoni degli anni sessanta che non avevi il coraggio di far ascoltare a tua madre. Heroin è una di queste. I Velvet Underground erano geni assoluti". Basterebbero queste parole di Nick Cave a fotografare Heroin . Aggiungiamo quelle di Lou Reed, che scrisse Heroin nel 1964, come provocazione e ribellione alla casa discografica per la quale lavorava come songwriter che gli aveva chiesto di scrivere dieci brani in stile: "Considero Heroin e le canzoni del primo album come una sorta di esorcismo". (M. Cotto - da Rock Therapy)  

The Velvet Undeground & Nico - The Velvet Underground & Nico (1967)

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La Verve è l’etichetta del jazz fondata da quel genio di Norman Granz a metà anni ‘50. Nel 1967 era una delle etichette più famose e rispettabili del panorama musicale quando si ritrovò a contratto una band di 4 giovani, che avevano due precettori niente male: Tom Wilson, l’uomo che scoprì Dylan, e Andy Warhol, il quale ingaggiava la band durante i party alla Factory, il suo laboratorio artistico, proiettando letteralmente addosso ai quattro musicisti delle immagini: da questo presero l’abitudine di suonare sempre con gli occhiali scuri da sole. La band in questione era composta da due studenti di letteratura, Lou Reed e Sterling Morrison, un giovane gallese con un bagaglio musicale classico e una viola elettrica, John Cale e una giovane batterista, dalla tecnica piuttosto basica, Maureen Tucker. Scelsero come nome il titolo di un libro del giornalista Michael Leigh, pubblicato nel 1963, che indagava per la prima volta le oscure e inconfessabili abitudini sessuali dei newyorkesi, tra c...

The Velvet Underground

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Lisa Law - The Velvet Underground, Los Angeles, CA 1966 The Velvet Underground at The Trip in LA,CA, backed by a light show done by Andy Warhol where he used screen tests he had done at the Factory.

The Velvet Underground & Nico - The Velvet Underground

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The Velvet Underground & Nico anche detto il banana album è il celebre lavoro illustrato da Andy Warhol. In origine la copertina dell’album dei Velvet Underground non riportava alcuna indicazione del nome della band e della casa discografica ma solo la firma dell’artista. Le prime copie distribuite riportavano la scritta sbucciare lentamente e vedere con un adesivo che celava una banana rosa shocking.

The Velvet Underground - The Velvet Underground and Nico (1967)

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Alla metà degli anni '60, mentre nella West Coast fermentava la Summer of Love e il flower power, nei cafè "underground" del Lower East Side della grande mela nascevano i Velvet Underground. Nessuno se ne accorse a parte Andy Warhol, il guru della pop art, che lì tirò fuori dall'anonimato inserendoli nei suoi spettacoli totali. Una storia affascinante quella dei Velvet, che con l'ausilio della voce glaciale di Nico debuttarono con VU & Nico cambiando per sempre la percezione di fare musica, con quel blend di folk acido elettrico composto da Sterling Morrison, Lou Reed (alle chitarre), Moe Tucker (e il suo drumming ossessivo e tribale) e John Cale (viola). Un debutto folgorante con suoni ed atmosfere che si ripercuoteranno per sempre nel rock a venire, dal punk al glam, dalla new wave al Detroit sound, che aveva ben poco a vedere con il pop e il rock dell'epoca e con testi che inneggiavano alla diversità sessuale e alla tossicodipendenza. Registrato in...

The Velvet Underground - The Velvet Underground & Nico (1967)

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Il 1967 fu l'anno dell'arrivò sul mercato di "The Velvet Underground & Nico", primo disco del gruppo rock statunitense dei Velvet Underground con la collaborazione della cantante tedesca Nico. La copertina di questo album fu realizzata da Andy Warhol, l'artista più importante del movimento denominato Pop-Art e una delle figure più prestigiose del XX secolo. Warhol con il suo famoso stile di pittura realizzò una banana matura con accanto la sua firma, il tutto riportato su uno sfondo bianco. L'immagine oltre ad essere considerata all'epoca un'icona dissacrante, nelle prime copie dell'abum l'artista si spinse persino oltre realizzando una banana sbucciabile. Accanto riportava la dicitura "Peel Slowly and See" (sbucciare lentamente e vedere)… togliendo lentamente l'adesivo, al di sotto compariva una banana color carne metafora del membro maschile. La copertina oltre ad essere stata un vero proprio shock, visto che mai prima un s...

20 nomi di musicisti famosi, spiegati #20 Velvet Underground

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Alla storica rock band venne mostrato da un amico un omonimo libro del giornalista statunitense Michael Leigh sulle fantasie sessuali, pubblicato nel 1963. Il nome gli era piaciuto a tal punto che decisero di chiamarsi così. (AP Photo/Denis Paquin)

12 copertine di dischi famosi realizzate da grandi artisti #9 Andy Warhol

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Velvet Underground, The Velvet Underground & Nico (1967) Le prime copie vendute del disco avevano una linguetta con scritto “Tira via e guarda”, che se rimossa mostrava una banana colorata di rosa. Per produrre questa copertina speciale servì una macchina speciale, ma la MGM Records capì che qualsiasi legame con Andy Warhol avrebbe significato ottime entrate.

Nico

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Accadde oggi…

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12 Marzo 1967: Esce "The Velvet Underground & Nico", il primo album dei Velvet Underground. Oggi è considerato una pietra miliare della storia del rock, tanto che Brian Eno una volta disse: "Soltanto cento persone acquistarono il primo disco dei Velvet Underground, ma ciascuno di quei cento oggi o è un critico musicale o è un musicista rock"

Accadde oggi...

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11 novembre 1965: i Velvet Underground debuttano dal vivo suonando alla Summit Hig School, New Jersey. Il loro onorario è di 75 dollari e il rumore che fanno sul palco li vale tutti.

E T I C H E T T E

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