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Visualizzazione dei post con l'etichetta Madrugada

Vocal - Madrugada (1999)

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La levità dei Madrugada, il colore degli impressionisti, il tepore rassicurante della musica che guarisce l'anima, il profumo antico dei dischi che ti salvano al vita. I Madrugada sono stati una meravigliosa alba di Norvegia, anche se nella loro musica non c'era nulla di nordico. In vocal (che qui vince al fotofinish sull'egualmente splendida Higher) si respira a pieni polmoni l'aria d'America. L'epico opening di chitarra introduce suggestioni carismatica di Silvert Hoyem (che a tratti evoca il Re Lucertola) guida come fari nella notte attraverso atmosfere superbamente oblique, aperte, eppure con un senso immanente di possibile tragedia, a metà tra i vecchi Triffids e il Wicked game di Chris Isaak. (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Madrugada - Chimes At Midnight (2022)

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 di Valentina Natale Sembrava finita dopo la morte del chitarrista Robert Burås la storia dei Madrugada, quartetto norvegese che da metà anni novanta in poi aveva ottenuto una sorprendente notorietà grazie ad album di ottima fattura e grande intensità come “Industrial Silence”, “The Nightly Disease”, “Grit” e “The Deep End” che sapevano unire melodia e chitarre aggressive, con uno sguardo alla scena alternative americana e uno ai tramonti nordici. Una parabola tristemente interrotta dopo la pubblicazione dell’ultimo lavoro (“Madrugada” del 2008) che aveva il sapore di un giusto, malinconico saluto. Quattordici anni dopo, fatte le prove generali con il tour celebrativo dei vent’anni di “Industrial Silence” nel 2019, i Madrugada tornano con dodici brani registrati tra Los Angeles, Oslo e Berlino che hanno reso più forte l’affiatamento tra Sivert Høyem, Frode Jacobsen, Jon Lauvland Pettersen, i chitarristi Cato Thomassen, Christer Knutsen e il produttore Kevin Ratterman (My Morning Ja...

E T I C H E T T E

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