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Julian Cope – Drunken Songs (2017)

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di Carlo Bordone A una certa età, si sa, le abitudini cambiano. Anche per Julian Cope. O’ pazzariello quest’anno ne fa 60, e ha deciso di mettere la testa a posto. Nel senso che dall’LSD è passato a sfondarsi di birra, o almeno così dice. Il nuovo album si chiama "Drunken Songs", ed è esattamente quello che il titolo annuncia: un (mini) concept sul luppolo e i suoi derivati. Trattandosi di Julian Cope ci viene rifilata anche una giustificazione storico-politica-sociologica: la birra come bevanda d’elezione del ruvido e genuino paganesimo nordico, contrapposta alla decadente mollezza delle popolazioni mediterranee impregnate di cristianesimo cattolico e di vino. Trattandosi sempre di Julian Cope, c’è anche il sospetto che tutto ciò sia al solito una formidabile presa per il culo. Sta di fatto che le sue passioni il buon Julian le vive sempre al massimo grado di immedesimazione, e le traspone ovviamente in musica. Che siano Scott Walker, il kraut-rock, il jap-rock, le cu...

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