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Visualizzazione dei post con l'etichetta 2001

Tool - Lateralus (2001)

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Ho scelto di dedicare la serie di album di Agosto ad un pensiero che nella musica popolare (nel senso più puro del termine) spesso non è il primo sentimento che passa per la testa dell’ascoltatore. Sto parlando di album “impegnativi”, che capisco benissimo che come concetto è qualcosa di aleatorio, ma che nella mia idea di scelte questa volta vogliono rappresentare un certo stato dell’arte dal punto di vista tecnico musicale, e spero che da queste scelte ne possa scaturire un bel dibattito al riguardo. Il primo di oggi ci porta negli Stati Uniti ad inizio anni ’80. Maynard James Keenan nato a Ravenna (quella in Ohio) e che era compagno di corso all’Università di Grand Rapids con il padre di una mia pen friend americana, è un tipo dai mille interessi, fa due anni a West Point, la prestigiosa accademia militare americana. Li con il termine tool si intende un cadetto che segue senza nessuna esitazione qualsiasi tipo di ordine dai superiori, che spesso li usavano anche per episodi di nonni...

Rufus Wainwright - Poses (2001)

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Nascere in una famiglia di musicisti è il presupposto per i dischi di questo mese: nel caso di oggi, Rufus Wainwright ha addirittura entrambi i genitori famosi musicisti. Il padre, Loudon III, uno dei più grandi personaggi del folk rock canadese (ascoltate se potete il live A Live One del 1979 o lo splendido Fame And Wealth del 1983) e la madre Kate McGarrigle gli danno la spinta per iniziare dubito a innamorarsi della musica. Suona il piano già a sei anni, è adolescente quando, insieme con la madre, la zia Anna e sua sorella Martha suonano in un gruppo, McGarrigle Sisters And Family, con tour in tutto il paese. Ha quindici anni quando una sua canzone, I’m Running, è presente in un film canadese, un episodio della serie fantasy intitolata Tales for All, che gli vale la nomination per il Genie Awards per la migliore canzone originale e per il Juno Award, l’oscar della Musica canadese nel 1990, come vocalist maschile più promettente. Tuttavia Rufus sviluppa quasi in contrapposizione con ...

Trilok Gurtu ‎– The Beat Of Love (2001)

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di Silvano Bottaro Trilok Gurtu è un sessantunenne percussionista di Bombay (India) molto richiesto come session man dagli esponenti del jazz e della fusion dall'Inghilterra e dagli Stati Uniti. Notevole quindi è la sua partecipazione ai dischi e ai concerti di grandi della musica degli ultimi quarant'anni, da Don Cherry a Charlie Mariano , da Lee Konitz ad Archie Sheep , da John McLaughlin a Ralph Towner , da Jan Garbarek a Nana Vasconcelos . Anche nei suoi dischi da solista, di solito alla testa di piccoli gruppi, Trilok Gurtu ha optato un mirabolante impasto sonoro dalle culture di svariati continenti. Basterebbe ascoltare la sua antologia " The Trilok Gurtu Collection (1997) " per constatare, attraverso una serie di brani incisi a suo nome tra il 1987 e il 1996, la vastità di spunti e l'efficacia del suo percussionismo. In questo disco però il leader torna alle radici, ossia guarda soprattutto all'India in cui è nato e cresciuto: lo fa però non ...

Gillian Welch - Time (The Revelator) (2001)

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di Silvano Bottaro A veder la copertina non attira per niente questo album della Welch. Seduta di traverso su un divano da quattro soldi, lo sguardo se ne va da un'altra parte e il vestito a fiori sembra un insulto, voluto e volontario, a chi insiste ancora sull'importanza del look, dell'apparire, del mostrarsi. Nessuna concessione, neanche uno sfondo a nascondere quella che sembra la parete di una baita dietro di lei. Dentro, è lo stesso: i suoni sono rarefatti, acustici e legati alla sonorità della chitarra e del banjo, oltre alla voce di Gillian Welch, che però è un capitolo a parte. Una struttura scheletrica, minimale, scarnissima. Poco importa: in Time (The Revelator) scorrono bluegrass, old time, ballate, canzoni che sembrano leggere leggere nella strumentazione, ma evocano paesaggi gotici. Dieci canzoni e la musica è quella: prendere o lasciare. Spiccano, sopra le altre, Revelator, My First Lover, Elvis Presley Blues (che è uno dei più bei omaggi all'onni...

Ryan Adams - Gold (2001)

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Gli Allman Brothers di Ramblin' Man trasfigurati nel classic-rock irresistibile di New York, New York, Van Morrison e la Band evocati durante Answering Bell, gli Stones a rotolarsi nello sferzare hendrixiano di Tina Toledo's Street Walkin' Blues, il Neil Young fragile e sentimentale di When The Stars Go Blue e Sylvia Plath, il roots-rock per armonica di Firecracker, il banjo rurale di Sweet Black Magic, il feeling disincantato e metropolitano di The Bar Is A Beautiful Place (con gli echi springsteeniani di tromba e sax), gli up-tempos alla John Mellencamp di Rosalie Come And Go e Cannonball Days, il soul formato Tom Petty della ruggente Touch, Feel & Lose, l'hard-rock scartavetrato di Enemy Fire, la maturità folkie di Wild Flowers, l'apoteosi di assoli e schitarrate della lunga Nobody Girl, il country eccentrico di Someday, Somehow e la canzone d'autore purissima di Harder Now That It's Over, il pop rockista del primo Elton John affiorante in The ...

Gorillaz - Gorillaz (2001)

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Qualcuno ha parlato di postmoderno? Di icone comunicative? Di situazionismo (società dello spettacolo come nuova forma di oppressione)? Di factory creativa? Di trip hop, reggae, dub, hip hop, rock'n'roll, punk rock? Di tutto ciò in unico album? Qualcuno ci ha provato, ma nessuno l'ha fatto meglio dei Gorillaz. Il loro segreto? Probabilmente quello di non essere un vero gruppo. Anzi, di non essere nemmeno del tutto umani. Di non esistere, insomma. La band nasce nel 1998, quando Damon Albarn, che di mestiere fa il cantante dei Blur, e Jamie Hewlett, che si guadagna da vivere creando storie a fumetti, vanno a vivere insieme. Nel loro appartamento londinese concepiscono una band composta da quattro individui disegnati a cui danno anche i nomi: Russel, Noodle, 2D e Murdoc. Non solo: i Gorillaz hanno anche una storia, paradossale e in fondo non troppo diversa da quelle raccontate nei comunicati stampa veri delle case discografiche. Soprattutto, i Gorillaz hanno un suono, che è...

E T I C H E T T E

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