Interpol - El Pintor (2014)
di Diego Ballani Segnali di vita in casa Interpol, che con l’ultimo e omonimo album, sembravano diretti verso una necrosi creativa da cui non pareva esservi ritorno. C’era bisogno di lasciare ad ognuno il tempo di ripensarsi come artista, di dedicarsi a progetti solisti per tornare con un album che sapesse aggiornare una formula logora. Un cosa che nessuno dei campioni dell’indie rock dello scorso decennio ha saputo fare in modo convincente. A ben vedere gli Interpol sono rimasti gli unici a cui pubblico e stampa hanno voluto concedere il beneficio del dubbio. Merito di un esordio che col trascorrere del tempo ha assunto i connotati della pietra miliare e, perché no, di un’immagine che non ha smesso di essere fascinosa e impermeabile allo scorrere del tempo. Oggi la parola d’ordine sembra essere quella del cambiamento nella continuità. Pertanto nessuno stravolgimento; piuttosto si percepisce da subito il ruolo di secondo piano a cui è stato relegato il basso. In questo senso il ...