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Led Zeppelin - Led Zeppelin III (1970)

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Ammetto che il legame tra i dischi di Marzo non è dei più audaci né complicati, ma intorno al numero tre, come il terzo mese dell'anno, si può costruire molto in termini di agganci storico-musicali. Iniziamo quindi da terzo disco di una delle band più leggendarie del rock. Una band che in poco più di un anno era passata dall'anonimato al successo più grande, con un inizio da favola: Jimmy Page voleva continuare a suonare come Yardbirds, di cui fu l'ultimo testimone, ma mette su una nuova band che prende il nome, suggerito da Keith Moon degli Who, di Lead Zeppelin, poi ristilizzato in Led Zeppelin. 1969, due dischi leggendari: Led Zeppelin I e Led Zeppelin II, due pietre miliari della musica rock, che aprono al mondo la potenza sonora del suono che Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham e la voce, inimitabile, di Robert Plant mettono in questa avventura, partendo dal blues ma ammantandolo di potenza, di erotismo, di struggimento. Il successo è clamoroso: basta solo dire ch...

Storia della musica: Led Zeppelin

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di Artaserse Brazo I Led Zeppelin occupano i vertici della scena rock, metal e blues mondiale sin dall'ultimo ventennio del Novecento. Affronteremo, nella seguente guida, i punti principali e gli inconfondibili tratti che sancirono l'immortalità del gruppo britannico nella globale storia della musica. Animarono i palcoscenici di tutto il mondo dal 1968 al 1980 e, persino oggi, suscitano un vivido ricordo nella memoria dei più. Il gruppo dei Led Zeppelin fu composto dal chitarrista Jimmy Page, dalla voce di Robert Plant, dal bassista John Paul Jones e dal batterista John Bonham. Nacquero nel 1968 nel Regno Unito e, tra i generi trattati, spiccano l'Hard rock, l'Heavy metal, il blues rock, il British blues e anche il meno conosciuto Industry rock. Incisero e pubblicarono, immediatamente dopo la formazione, il primo album, omonimo del gruppo, a Londra. I Led Zeppelin riuscirono in un compito prodigioso: contribuire all'evoluzione della musica Rock non introducen...

Stairway To Heaven - Led Zeppelin (1971)

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Cosa si può aggiungere a una canzone che ha segnato la storia del rock? Niente. I Led Zeppelin hanno divelto il concetto di rock song, legando allo scheletro del blues la più succosa carne che si possa immaginare. Non c'è alcun intellettualismo nella loro miscela (cosa che invece si può intravedere nelle canzoni dei Cream, anche loro precursori dell'hard rock e del connubio tra blues e rock), solo adrenalina e furore, l'urlo di Robert Plant che attraversa i muri, la chitarra di Jimmy Page che sega il legno in due, la batteria di Bonzo che comanda il tempo. Il passaporto per l'eternità arriva, splendido paradosso che colpisce a ripetizione le band hard rock, tramite una ballata: Stairway to Heaven è un cerchio di Giotto, Plant mi ha detto che mentre la scriveva aveva la chiara sensazione che si stesse scrivendo da sola.  (M. Cotto - da Rock Therapy)    

Led Zeppelin - Led Zeppelin (1969)

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Come iniziare un nuovo anno di storie musicali? Si inizia con la scelta di 4 dischi che portano lo stesso nome dei loro autori, 4 band molto differenti tra loro, alcune famosissime, altre molto di meno (la scoperta di grandi dischi da artisti sconosciuti vorrei fosse una sorta di cardine di tutte le scelte del 2024). La Storia di Musica della prima domenica di gennaio 2024 parte con un modo di dire inglese: Go over like a lead ballon, che significa “è fallito del tutto” perché un lead ballon è un palloncino di piombo che ovviamente non può volare. Leggenda vuole che fu questo detto ad ispirare Keith Moon e John Entwistle, che suggerirono a Jimmy Page il nome per quella che diventerà una delle più formidabili formazioni di sempre: i Led Zeppelin. La storia è piuttosto nota: Page entra nel 1966 negli Yardbirds (già di Eric Clapton) come seconda chitarra di Jeff Beck. La band era già allo sfascio, e Page aveva intenzione di formare una nuova band con Moon ed Entewinstle. I tre con Jeff Be...

Led Zeppelin - Led Zeppelin IV (1971)

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Quando uscì l’8 Novembre del 1971 sul disco non c’era scritto né il nome della band e nemmeno il titolo (che sarà il filo rosso che legherà le scelte degli album di Gennaio), tanto che l’Atlantic, la casa discografica che lo editò, era sicura che fosse un fiasco colossale, anche perchè la gestazione di questo lavoro fu travagliata e molto più lunga del previsto. La Storia poi dirà che il quarto disco dei Led Zeppelin, che propriamente non ha nessun titolo ma nei cataloghi, considerata la titolazione precedente, è segnato come IV o Four Symbols (ci arriveremo tra poco) diventerà uno dei dischi più venduti di tutti i tempi, anche grazie ad una qualità musicale che ne fa, unanimemente, uno dei più grandi dischi della storia rock. La decisione che i quattro inglesi, Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham, all’apice del successo dopo tre dischi già leggendari (Led Zeppelin I e II, del 1969, e il III del 1970), cioè non firmare i loro ultimo lavoro, fu una presa di posizione ...

Robert Plant

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Storia del rock: il fascino sublime dei Led Zeppelin

Le origini della specie: Led Zeppelin e Led Zeppelin II (1969) Quando, nel gennaio 1969, l’americana Atlantic Records pubblicò l’omonimo esordio di un gruppo inglese chiamato Led Zeppelin, quasi nessuno ne aveva già sentito parlare. Eppure l’etichetta di Ahmet Ertegun non aveva esitato, pochi mesi prima, a metterli sotto contratto per l’inaudita somma di 200.000 dollari. Ritiratasi in uno studio preso in affitto a Londra a spese del chitarrista Jimmy Page, la band aveva registrato in 36 ore il primo album, il cui nastro aveva convinto i discografici americani a non lasciarsela sfuggire. Che cosa aveva colpito la Atlantic al punto da farla agire in un modo così inconsueto nel music business? Il primo fattore era Peter Grant, il vulcanico produttore esecutivo (in realtà molto di più: mentore, amico, protettore, promoter, …) della band nata nella mente di Jimmy Page. Il secondo era senz’altro quest’ultimo, già turnista in centinaia se non migliaia di registrazioni negli studi dis...

Led Zeppelin - Led Zeppelin II (1969)

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Nel leggendario 1969, il mondo della musica vide librarsi in cielo un dirigibile rock. Che in poco meno di 10 mesi, dal gennaio all’ottobre del 1969 irruppe fragorosamente nei cieli della musica popolare. La storia di quel dirigibile è ormai leggendaria, dato che i Led Zeppelin in questi 50 anni passati sono diventati una delle più grandi, imitate, leggendarie (e discusse) band del rock. Dopo il clamoroso debutto con Led Zeppelin (registrato in 2 settimane e con 1700 sterline) la Atlantic cavalcò l’onda di quel successo con un tour forsennato, sia in Europa che negli Stati Uniti. Il successo crescente spinse la stessa etichetta a chiedere a Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e John Bonham (l’unica e formidabile line-up) di registrare un nuovo disco. Il tempo è poco ma la pressione è tanta. Page pesca dalla sua cantina del blues numerosi riff, li rielabora, li rende caldi e irresistibili, li veste di questa nuova armatura hard rock, che tanto fece rumore. L’idea, che accompagn...

14 grandi canzoni dei Led Zeppelin

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Link per ascoltare e vedere i 14 video

Led Zeppelin - How The West Was Won (2003)

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Emozionalmente assistere di persona ad un concerto ha una dimensione emozionale inarrivabile, ma ci sono delle variabili (acustica, posto, tempo meteo, le proprie condizioni psicofisiche) che il live registrato sopperisce. Ma soprattutto sono lo scrigno per “assistere” ad un momento irripetibile, che è una delle poche conseguenze interessanti della riproduzione meccanica delle opere d’arte. Quella di oggi ferma due date del tour americano dei Led Zeppelin nel 1972, che tennero due concerti il 25 giugno al Los Angeles Forum e il 27 alla Long Beach Arena. Dei quattro dei dell’hard rock, è uno dei periodi più alti. Robert Plant (vocalist), Jimmy Page (chitarra), John Paul Jones (tastiere e basso) e John Bonham (batteria) stavano portando in tour le canzoni di quel magnetico capolavoro che fu Led Zeppelin IV, il ruins album (dalle macerie fotografate in copertina) che in verità non aveva in copertina nè un titolo nè il nome della band, tanto era la loro fama all’epoca (e tanto il loro ...

Led Zeppelin - II (1969)

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Per rinnovare e capitalizzare il successo della loro prima opera, la band diede inizio ad una serie infinita di tour che li portò non solo ad affinare ed affilare il loro sound ma anche a pensare in fretta ad un nuova scaletta di brani da portare in studio. Sorprendentemente i Led Zeppelin riuscirono a registrare in brevissimo tempo una straordinaria sequenza di brani, non particolarmente "originali", in quanto marcatamente debitori del canovaccio blues, ma straordinari proprio nella loro reinterpretazione. La plasticità, l'eleganza, la potenza oltre che la tecnica dei singoli esecutori che il suono Led Zeppelin aveva, da quel momento definito hard rock, fu dall'uscita del disco riconoscibile come un classico nella musica del periodo e punto di riferimento per tutto quello che venne nei decenni successivi. Whole Lotta Love, The Lemon Song o Moby Dick definiscono i Led Zeppelin maestri del genere heavy rock, ma quando arrivano pezzi come What Is and What Should ...

Led Zeppelin - Led Zeppelin (1969)

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Il dirigibile del rock deflagra all'alba del 1969 e il mondo non sarà più lo stesso: la lezione del british blues, da cui buona parte della band ha avuto le sue origini, viene sconquassata e condotta alle estreme conseguenze. La leggenda tramanda la nascita dell'heavy rock, seppure le esperienze parallele siano oggi storicizzate, ridimensionando il ruolo dei Led Zeppelin nel contesto dell'epoca. Resta fuori di dubbio che la macchina ritmica formata da John Paul Jones e John Bonham non avesse al tempo rivali e che la vocalità dionisiaca, vertiginosa di Robert Plant rappresentasse una visione quasi parossistica del genere. Jimmy Page, fuoriuscito dall'esperienza fondante con gli Yardbirds, sferza il tutto con una chitarra che ondeggia fra strali elettrici assassini e divagazioni tra il folk più onirico (Babe I'm Gonna Leave You, Black Mountain Side) e la psichedelia sinistra (il capolavoro Dazed and Confused), che prenderanno sempre più forma nei successivi lavori....

Led Zeppelin - House of the Holy

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La copertina di Houses of the Holy è un’opera surreale creata da Aubrey Powell della Hipgnosis. Il paesaggio apocalittico è ispirato al romanzo di fantascienza di Arthur C. Clarke End Childhood. Figure di bambini dai capelli d’oro seguono il richiamo di un fascio di luce mentre scalano la collina. Sono in cerca della luce di una nuova alba, è la fine dell’infanzia. La location del set fotografico si trova nella Contea di Antrim, in Irlanda del Nord. L’artwork è stato realizzato sovrapponendo 30 scatti fotografici di soli due bambini replicati fino ad ottenere undici figure distinte.

Led Zeppelin - IV (1971)

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Tra il '69 ed il '71 i Led Zeppelin pubblicano i loro primi quattro album, uno più bello dell'altro e, soprattutto, uno diverso dall'altro, dimostrando una crescita incredibile. Partendo dal blues dell'esordio, passando all'hard rock del successivo, spiazzando molti con la svolta acustica del terzo, il quartetto britannico completa la sua ascesa con un disco che supera i precedenti, fondendo elettrico ed acustico, hard rock e folk, blues e ballata. Robert Plant ammorbidisce i toni urlati (a volte eccessivi) della sua voce dimostrando una duttilità sorprendente nella ballata Going To California e nel folk visionario di The Battle Of Evermore, dove è affiancato dalla straordinaria Sandy Denny dei Fairport Convention. Per non parlare di Stairway To Heaven, un brano che conoscono anche i sassi, otto minuti celestiali, dolcemente acustica nella prima parte, rabbiosamente elettrica nella seconda con un assolo di Jimmy Page semplicemente perfetto. Ma gli appassionat...

Accadde oggi...

Led Zeppelin, il disco d`oro tra i più venduti della storia Esce “Led Zeppelin”, l’album d’esordio della omonima rock band inglese. Registrato agli Olympic Studios di Londra sul finire del 1968, quello che i più conoscono come “Led Zeppelin I”, diventa disco d’oro nel luglio 1969, dopo 79 settimane di permanenza nella classifica britannica dei dischi più venduti. A suggerire il nome dell’album alla band è Keith Moon, il batterista dei Who. Video nel sito rai

40 copertine di dischi censurate #34

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Led Zeppelin - Houses of the Holy (1973) Considerata una delle copertine più belle di sempre, venne censurata in alcune versioni (con le nudità delle bambine nascoste).

I luoghi di famose copertine dei dischi #12/12

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Led Zeppelin “Physical Graffiti” È un edificio rimasto ancora oggi più o meno identico fra il numero 96 e 98 di St. Mark’s Place, a New York. Gli stessi due edifici si possono vedere anche nel video di “Waiting For A Friend” dei Rolling Stones.

Led Zeppelin - Led Zeppelin IV (1971)

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«E' un bel po' di tempo che non facciamo del rock'n'roll», canta Robert Plant all'attacco di Rock 'n 'Roll, un bluesaccio elettrico del quarto album registrato dagli Zeppelin. «Il quarto album» o «I quattro simboli», o «Quattro» sono alcuni dei nomi che gli verranno dati: arrabbiati per le critiche sollevate dal terzo, considerato troppo folk e leggero, Plant, Page, Bonham e Jones questa volta sono un po' piú pesanti e ironici: «E' un bel po' di tempo che non facciamo del rock'n'roll». Sulla copertina non stampano né il titolo dell'album né il nome del gruppo. Per di piú scelgono un'immagine volutamente dimessa, un quadro che si dice qualcuno, forse lo stesso Plant, ha trovato in un negozietto di cianfrusaglie, appeso su una tappezzeria di quart'ordine e pessimo gusto (è pur vero che la copertina si apre per mostrare cosa c'è dietro il muro sbrecciato, fino a scoprire una torre di appartamenti nei pressi dei luoghi d...

Led Zeppelin - Physical Graffiti (1975)

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Led Zeppelin

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