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Laurie Anderson - Homeland (2010)

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di Silvano Bottaro Laurie Anderson con i suoi 40 anni di carriera, mancava dalla scena musicale da un decennio. L’uscita di un nuovo disco da parte dei suoi fans, come il sottoscritto, era quindi molto attesa. Per chi non conoscesse la sua musica e volendo catalogarla con dei generi, i tag: avanguardia e sperimentazione sono quelli più appropriati. Come sarà ovvio pensare, i suoi dischi quindi, non sono mai stati di facile ascolto ma, ascoltati diverse volte e soprattutto con un orecchio attento riescono a fare breccia anche agli ascoltatori più ostili. Anche questo suo ultimo “Homeland” rientra in questo “quadro”. Per semplificare in breve le canzoni di Homeland possiamo dire che sono una sommatoria di: parole, suoni, testi, polemiche, poesie e riflessioni. L’opera è assai altalenante. Momenti di profonda arte sonora vengono affiancati a “parlati” di marcata noia. Le liriche affrontano temi sociali assai attuali e importanti come la politica e le problematiche relat...

Laurie Anderson - Strange Angels (1989)

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di Silvano Bottaro Strange Angels fu fonte generosa di mille sorprese che, alcuni delusero ed altri fecero saltare di gioia. Ma cosa combinò la nostra per suscitare reazioni così contrastanti? Semplice: si è ingeniata a costruire dieci meravigliose canzoni (pop)olari. Chi ha storto il naso ascoltando "Language is a virus" farà meglio a tapparsi ora i canali auricolari: non più il gelido (splendido) esotismo tecnologico di "Mr Heartbreak", ma un linguaggio sonoro diverso, più caldo, immediato, che parla in egual misura all'intelligenza e al cuore. Nessun taglio netto con il passato: la Anderson di oggi (1989) è la stessa di sempre, solo discorre con maggior semplicità, con dolcezza e malinconia. Accarezza le tradizioni musicali del centro e del sud America, le culla con sguardo ironico (ma non cinico), le riveste d'eleganza europea e ce le porge cantando con grazie inaudita. Si Laurie canta e lo fa divinamente, abbandonandosi senza freni ad un'ondat...

Laurie Anderson - Big Science (1982)

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Laurie Anderson

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Originaria di Chicago, L.A. nasce nel 1947 e già da giovane, studia e poi insegna storia, arte, scultura, a New York. Scrive pezzi teatrali e articoli per riviste sempre sull'arte. Poco dopo, i suoi interessi si spostano verso la fotografia, la musica d'avanguardia e l'uso dell'elettronica applicata all'arte. Volendo etichettare la sua musica, cosa per altro non facile, si può dire che L.A. crea una fusione tra avanguardia colta e tecnopop. I suoi dischi. Il suo primo album BIG SCIENCE raggiunge il secondo posto della classifica Inglese e la fa conoscere al grande pubblico. La critica specializzata non le risparmia parole di stima, e così anche il pubblico. Il secondo disco MISTER HEARTBREAK dell'84 raccoglie brani scartati in precedenza da BIG SCIENCE e altro materiale, ispirato da Shakespeare a Burroughs. Questo disco rimane sempre sull'onda del primo, con brani di ottimo livello, ma non lo eguaglia. UNITED STATES LIVE dell'85 è una racco...

Laurie & Lou

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Ho conosciuto Lou a Monaco, non a New York. Era il 1992, e stavamo entrambi suonando con John Zorn al Kristallnach festival in ricordo della Notte dei Cristalli del 1938, che ha segnato l’inizio dell’Olocausto. Ricordo che guardavo alle espressioni confuse delle facce degli ufficiali di dogana mentre un flusso continuo di musicisti di Zorn attraversava la dogana tutti con indosso delle magliette rosse con scritto “Abbiamo ritmo e siamo Ebrei”. John voleva che ognuno di noi incontrasse gli altri e suonasse con gli altri, contrariamente a come si usa nei festival. Ecco perché Lou mi ha chiesto di leggere qualcosa insieme al suo gruppo. L’ho fatto, ed era forte e intenso e molto divertente. Dopo lo spettacolo, Lou mi ha detto “lo hai fatto nello stesso identico modo in cui lo faccio io!”. Perché aveva avuto bisogno di me per fare un qualcosa che poteva benissimo fare da solo ancora non l’ho compreso, ma era sicuramente inteso come un complimento. Mi è subito piaciuto, ma rimasi sorpresa c...

Laurie Anderson - Amelia (2024)

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 di Gianfranco Marmoro La carriera artistica di Laurie Anderson è da tempo divisa su due fronti differenti eppur paralleli: un primo più affine al lessico rock, inaugurato da "Big Science" e tenuto flebilmente in vita dall'album "Homeland"; un secondo fronte più sperimentale, visionario, multimediale, un ambito decisamente più congeniale alla complessa statura artistica della musicista americana. Ho avuto il privilegio di intercettare l'artista su entrambi i fronti in due diversi eventi live. La prima volta nel 1990 durante il tour di "Strange Angels" (il suo album forse più "pop"), concerto reso unico dall'utilizzo della lingua italiana da parte di Laurie, scelta spiazzante di cui si è avvalsa in tutti i paesi toccati dalla tournée, concentrando l'attenzione anche sui contenuti lirici oltreché musicali. Il secondo appuntamento live è legato allo spettacolo multimediale "Moby Dick", un sorprendente mix di visual art, mus...

Laurie Anderson - Big Science (1982)

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di Silvano Bottaro Laurie Anderson, tra le mie preferite, è stata più volte segnalata in questo blog, con il capolavoro "Strange Angels", e con la non certo entusiasmante ultima prova "Homeland". Quello che rimane comunque, il suo manifesto sonoro è Big Science. Musica d'avanguardia, apparentemente priva di potenzialità commerciali, che scala fino ai vertici le classifiche commerciali di vendita americane: Big Science , conciso riassunto della ben più imponente performance multimediale United States I-IV , è un caso pressoché unico nella storia pur concitata e ricca di colpi di scena del suono dei nostri tempi. Giochi di voci filtrate, tastiere solenni ma mai invadenti, imprevedibili soluzioni di arrangiamenti e ritmi appena accennati, con il sostanziale contributo del "tape-bow violin" - uno strumento inventato dalla stessa artista naturalizzata newyorkese, un violino in cui l'archetto è un nastro pre-inciso e le corde una testina magnet...

Laurie Anderson

Lou ed io suonavamo insieme, diventammo migliori amici, e poi compagni, abbiamo viaggiato, ascoltato e criticato il lavoro dell’altro, studiato cose insieme (la caccia alle farfalle, la meditazione, andare in kayak). Facevamo battute ridicole; smesso di fumare 20 volte; combattuto; imparato a trattenere il fiato sott’acqua; andati in Africa; abbiamo cantato arie d’opera in ascensore; fatto amicizia con persone improbabili; ci siamo seguiti in tour quando è stato possibile; abbiamo avuto una dolcissima cagnolina che suonava il piano; condiviso una casa che era diversa dai nostri rispettivi appartamenti; abbiamo protetto e amato l’altro. Andavamo spesso a vedere arte, musica, spettacoli, teatro e ho osservato come amava e apprezzava altri artisti e musicisti. Era sempre così generoso. Sapeva come fosse difficile l’ambiente. Amavamo la nostra vita nel West Village e i nostri amici; e, in tutto ciò, abbiamo sempre fatto tutto nel miglior modo che ci riuscisse. Come molte coppie, ognun...

Laurie Anderson & Lou Reed

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Laurie Anderson - Big Science (1982)

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Lei è un artista della scena newyorkese dei primi anni Ottanta, quelli in cui anche Andy Warhol è risorto da un oblio prematuro: tutta l'avanguardia del mondo si è rifugiata sull'isola di Manhattan dove, dirà poi lei stessa anni e anni dopo, pare che tutti stiano lavorando a un'opera multimediale, è ovvio. La sua si chiama Uniteci States e si occupa dell'Impero del Bene, di una guerra — per quanto fredda — che nessuno vuole piú combattere e di un paese che, visto dalle cantine di New York, sembra decisamente sull'orlo di una colossale crisi, forse anche di nervi. Anderson mette insieme performance in cui la musica (la musica della parola) predomina. Tanto che una piccola casa discografica che vende per corrispondenza le fa incidere un singolo, un 45 giri che va a 33 e 1/3 per poter contenere su un solo lato gli otto minuti abbondanti di O Superman. Come fosse un'artista pop. Ma Laurie Anderson è capace di tutto, anche di diventarlo, un'artista pop. Un dj ...

Laurie Anderson

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E T I C H E T T E

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