John Martyn - Solid Air (1973)
I dischi di Agosto, in controtendenza con l’esuberanza di questo mese, li ho pensati come un viaggio nelle meraviglie acustiche, dischi suonati e registrati in prevalenza con strumenti non elettrici. E iniziamo da una voce, fumosa ma vellutata, ammaliante, parte dolce e finisce in esplosioni di toni e “gusti” che non possono lasciare indifferenti, proprio come un whisky torbato, bevanda con la quale John Martyn condivide i natali. Scozzese di Glasgow, si appassiona alla chitarra folk grazie a studi con il revivalista Hamisch Imlach divenendo un esecutore di fingerpicking (come dimostra il suo primo disco, per la neonata etichetta Island di Chris Blackwell, London Conversation). Nel 1968 la seconda prova discografica nel più convincente The Tumbler, che ha accenti quasi proto-progressive, ma pesca anche nel blues e nel folk americano (l’album fu prodotto da Al Steward, l’autore di The Year Of The Cat). Martyn conosce una giovane cantautrice, Beverly Kutner, che sposa dopo pochi mesi...