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The Knife - Shaking The Habitual (2013)

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di Andrea Hawkes Un capolavoro, ma non uno di quelli facili. Sono passati sette anni da Silent Shout e la fama di The Knife è andata via via aumentando, ma i due fratelli svedesi invece di capitalizzare il successo con un disco almeno in parte accessibile al grande pubblico scelgono la via più impervia, pubblicando quasi cento minuti di pura musica d’arte che offre pochi appigli immediati e ancor meno punti di riferimento. Quasi la versione europea ed elettronica di The Seer degli Swans. Un disco che è diffi cile da comprendere subito anche per gli appassionati di musica elettronica: quasi un terzo dell’album è costituito da drone dissonanti, i suoni sono diffi cilmente identifi cabili, i ritmi sono sempre spiazzanti, non esistono vere melodie e la voce è frammentata in ritagli che spesso s’interrompono nel momento risolutivo con urla ed effetti teatrali, ma una volta superato lo shock e il disagio iniziale Shaking the habitual si rivela in tutta la sua indiscutibile bellezza. I...

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