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Visualizzazione dei post con l'etichetta Bill Callahan

Bill Callahan – My Days of 58 (2026)

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 di Alberto Campo Bill Callahan continua a fare dischi e noi insistiamo a occuparcene. Come mai? Perché le qualità che esprime in termini narrativi e musicali lo rendono autore raro nel panorama contemporaneo. Alla soglia dei sessant’anni, nel nono album a suo nome, dopo quelli marchiati Smog, racconta – dichiara il titolo – i suoi giorni da 58enne in una dozzina di brani appena oltre l’ora di durata complessiva. In “Pathol O.G.”, descrivendo la “creatività come patologia”, confida con rassicurante voce baritonale: “Sapete, scrivo canzoni e le canto da quasi trent’anni, mi piace!”. E nell’iniziale “Why Do Men Sing” ne indaga il movente, fra un avvertimento rivolto a Van Gogh (“Occhio all’orecchio!”) e l’immagine di un incubo notturno nell’aldilà: “Lou Reed mi stava aspettando, tutto vestito di bianco” (del resto, intervistato da “Uncut”, ha detto di lui: “Mi ha mostrato la via, per me è come Gesù”). Il pensiero della fine affiora nitidamente in “The Man I’m Supposed to Be”, ombrosa...

Bill Callahan - Ytilaer (2022)

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 di Alberto Campo A 56 anni compiuti e avendo alle spalle oltre tre decenni di attività, nell’ottavo album a suo nome, dopo l’abbondante decina realizzata sotto la dicitura Smog, Bill Callahan raffigura – suggerisce il titolo – la realtà al contrario. Probabile sia una rifrazione del trauma causato dalla pandemia, tanto più considerando il movente da lui premesso: “Mi sembrava fosse necessario risvegliare le persone, volevo suoni e parole empatici”. Affermazione sorprendente in bocca a chi era considerato misantropo, benché poi ravveduto sull’onda della paternità, come avevano dimostrato i due dischi precedenti, Shepherd in a Sheepskin Vest (2019) e Gold Record (2020), insieme ai quali YTILAER compone una sorta di trilogia. Con voce baritonale, versi immaginifici e guizzi di humour (folgorante quello in “Everyway”: “Sento che sta arrivando qualcosa, una malattia o una canzone”) offre uno sguardo sull’esistenza in cui al disincanto subentra la compassione. Esordisce, in “First Bird”...

Bill Callahan – Gold Record (2020)

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di Alessio Belli "Hello, I'm Johnny Cash". Citando il celebre saluto, scalfito su un cristallino giro di chitarra acustica, inizia “Gold Record”, nuovo disco di inediti di  Bill Callahan . A un solo anno dallo splendido ritorno sulle scene con “ Shepherd In A Sheepskin Vest ”, l'album è stato presentato rilasciando un brano per volta, con cadenza settimanale, fino alla data di pubblicazione, fissata al 4 settembre. Se l'iniziale “Pigeons” cita subito L'Uomo in Nero del folk americano, il commiato non è da meno, con la firma in calce di “Famous Blue Raincoat”: “Sincerely, L. Cohen”. Un brano ancora una volta sul tema del matrimonio, ma in una prospettiva diversa: se nel predecessore Callahan era direttamente chiamato in causa, adesso è l'autista di limousine intento a scortare due novelli sposi verso la nuova vita. E lo fa dispensando riflessioni ora caustiche ora più pensose: "When you are dating you only see each other/ And the rest of us can go to h...

Bill Callahan - Shepherd In A Sheepskin Vest (2019)

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di Alessio Belli Sì, è passato parecchio tempo, qualcosa è cambiato, ma forse conviene ancora entrare. Bill Callahan ha sposato Hanly Banks, è diventato papà del piccolo Bass, si diverte su Twitter, non sembra voglia spostarsi dalla cara Austin e tutto il suo repertorio discografico è su Spotify. Vista la puntuale cadenza con cui l'ex-Smog ci aveva abituato fin dal lontano 1990 con “Sewn To The Sky”, il lungo silenzio creatosi dopo "Dream River” iniziava a farsi pesante. Fortunatamente ecco arrivare alle nostre orecchie “Shepherd In A Sheepskin Vest”: riguardo la pausa, il Nostro ci tiene subito a chiarire le cose in “Writing”, poiché la vita potrà anche cambiare, la missione/vocazione no: Le venti tracce di “Shepherd In A Sheepskin Vest” (in uscita il 14 giugno, sempre sotto la fedele Drag City) sono vividi e intensi scorci d'una nuova realtà: se nei precedenti lavori Callahan era un inscalfibile baluardo a difesa dalla solitudine, dell'intimità e della purezz...

E T I C H E T T E

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