Brigid Mae Power – Head Above The Water (2020)
di Gianfranco Marmoro Ci sono attimi che hanno le sembianze dell'eternità, incontri che cambiano il rapporto con l'arte, fugaci sguardi che svelano più di un intero discorso. Accadde questo il 4 giugno di tre anni fa quando, durante il concerto tenuto al Godot Art Bistrot di Avellino, ho intercettato la potente spiritualità e il delicato misticismo quasi gothic di Brigid Mae Power. Era già stato amore a prima vista quando le note di "It's Clearing Now" avevano svelato un talento vocale unico, particolare, un incrocio tra Elisabeth Fraser e Mary Margaret O'Hara dal fascino penetrante, perfino disturbante, ma autentico, raro, viscerale. La produzione del musicista e compagno Peter Broderick non provava minimamente ad alterare l'energia e il fragile respiro poetico della musica dell'artista: la natura ancestrale del folk e l'affascinante liturgia pagana degli arrangiamenti erano tutto quello di cui necessitava per mettere in luce il talento ...