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Creedence Clearwater Revival

Biografia Il trio originario, The Blue Velvets, costituito da John Fogerty, Cook e Clifford, si forma nel 1959 a El Cerrito, California. Reclutato Tom Fogerty, a metà degli anni ‘60 la band firma per la Fantasy Records, che cambia il nome del gruppo in The Golliwogs, con riferimento a Golliwog, un pupazzo-menestrello di un libro per bambini. Vengono pubblicati sette singoli, tra cui Brown Eyed Girl, che tuttavia non ricevono alcuna attenzione da parte del pubblico. Nel 1967 la band cambia nome in Creedence Clearwater Revival. John Fogerty diventa il vero leader del gruppo, scrivendo la maggior parte delle musiche e dei testi. L’album omonimo d’esordio, in cui spiccano Susie Q e la ben nota I Put a Spell on You riceve un’ottima risposta commerciale. Nel 1969 esce “Bayou Country”, che delinea l’originale genere dei Creedence: un solido swamp rock che affonda le radici nel country e nel blues. Con i due album successivi, “Green River” e “Willy and the Poorboys” (Bad Moon Risi...

Proud Mary - Creedence Clearwater Revival (1969)

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 I Creedence sono stati la quintessenza del rock 'n' roll, l'unica band che, in quanto a importanza, potrebbe per me rivaleggiare con Beatles e Stones. Avevano una capacità straordinaria di condensare gli elementi chiave del rock e di unirli in modo anomalo e spettacolare. Proud Mary condensa la parte meno cupa del blues (ma non per questo meno inquietante), quella festosa del folk-rock, la dolcezza del country, lo spirito delle paludi della Louisiana e l'orecchiabilità di chi sa macinare hit a tutto spiano. È febbricitante, ma non isterica; fa muovere i piedi, ma non è pop, fa alzare le braccia al cielo, ma non è apocalittica. Proud Mary è il manifesto della band di John Fogerty, che ha saputo davvero scrivere la grammatica del rock. Ecco perché sono così importanti. Magari non hanno raggiunto vette di grandezza sonora o abissi di profondità letteraria, però sono stati insuperabili nel dettare le regole. C'è un po' di Creedence in quasi tutto il rock che è venu...

Have you ever seen the rain - Credence Clearwater Revival (1970)

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Siamo alla fine della corsa. Have you ever seen the rain proviene da Pendulum , penultimo lavoro prima dello sciogliemento, ma, a tutti gli effetti, un testamento. Non è il loro disco migliore, però paradossalmente, è quello che vende meglio. Al suo interno spicca su tutte Have you ever seen the rain , che aggiunge al suono classico dei Creedence qualcosa di inedito: c'è il blues rivisitato, il country chitarristico del Sud e qualche suggestione lisergica portata dal vento di San Francisco, ma, più di tutto, c'è un senso quasi biblico nel testo, che avvicina John Fogerty a Bob Dylan. Appena un anno prima, Fogerty cantava del cielo che non riusciva a smettere di piangere, ora racconta la calma prima della tempesta e poi la pioggia che scende violenta in un giorno di sole. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Creedence Clearwater Revival - Bayou Country \ Green River \ Willy And The Poor Boys (1969)

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Se il 1969 è stato un anno leggendario, per loro lo è forse ancora di più. Quasi per caso infatti nel 1967 Saul Zaentz, che comprò la casa discografica Fantasy, chiese a questo gruppo di ragazzi californiani di incidere un disco: la Fantasy già aveva messo sotto contratto John Fogerty (chitarra e voce principale, e strumenti a fiato e percussioni), Doug Clifford (batteria) e Stu Cook (basso e cori), a cui poco dopo si aggiunse il fratello di Fogerty, Tom (chitarra ritmica e cori) che si chiamavano The Blue Velvets. Incisero un brano, Cast Your Fate To The Wind, che fu un successo perchè divenne sigla di un programma della National Educational Television e cambiarono nome in The Golliwong (dal nome di una bambola protagonista di show televisivi alla NET) . Poi John Fogerty e Stu Cook partono per il servizio militare e la band si scioglie. Zaentz si ritrova sotto contratto i Golliwong, che però una volta riunitisi cambiano nome definitivamente: dal nome di un caro amico di John Fogerty...

John Fogerty. Southern Proletarian

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John Fogerty e i Creedence Clearwater Revival rappresentarono l’eccezione “blue collar” del rock degli anni Sessanta. E in questo senso furono fedeli all’origine operaia del primo rock n’ roll, che nacque nel dopoguerra come conseguenza della mutata composizione etnica e culturale della classe operaia statunitense di Michele Dal Lago «Gli Stati Uniti, la più grande nazione capitalista al mondo, dal punto di vista della distribuzione della ricchezza è più vicina che mai all’ideale di prosperità per tutti in una società senza classi» affermava Richard Nixon, allora vice presidente degli Stati Uniti, il 24 luglio del 1959, nel suo discorso inaugurale alla American National Exhibition. L’esposizione, allestita all’interno del Sokolniki Park di Mosca, intendeva illustrare ai sovietici gli usi, i costumi e le condizioni di vita materiale del popolo statunitense, per promuovere la reciproca conoscenza e, allo stesso tempo, sottolineare i benefici che l’economia capitalista offriva ...

Creedence Clearwater Revival - Cosmo's Factory (1970)

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Cosmo's Factory, il quinto e migliore album dei Creedence, è la quintessenza del Sound Americano; la band californiana riesce non solo a mescolare le sue radici, dal soul al country, dal blues al più sanguigno rock'n'roll ma riesce anche a creare una miscela esplosiva, un suono inconfondibile diretto e spontaneo. Il loro essere fuori dal tempo e dalle mode (camice a quadri, occhialoni con grosse montature contro i vestiti sgargianti degli hippie dell'epoca) è stato il loro punto di forza facendoli diventare i veri precursori dell'american music per tutte le band a venire. Cosmo's Factory è il punto più alto raggiunto nella loro discografia: la magia del singolo Travellin' Band, l'interpretazione da capogiri di Before You Accuse Me (Bo Diddley) insieme alle esuberanti versioni di classici della Sun Record (OobY DooBy di Roy Orbison e My Baby Left Me) sono solo alcuni esempi di una raccolta che non ha nessun calo di tono. I CCR sono capaci anche di ipno...

Creedence Clearwater Revival - Cosmo's Factory (1970)

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I Creedence, o CCR, sono rock'n'roll allo stato puro. Due chitarre, un basso, una batteria. Un leader e tre comprimari, una fiammata di pochi anni e il resto della vita a tentare inutilmente di rivivere l'epoca d'oro. Nell'estate del '70, quando esce Cosmo 's Factory, hanno pubblicato quattro album in due anni. Ne pubblicheranno ancora uno prima che si concluda il 1970, poi se ne andrà Tom Fogerty e tutto sarà finito. A dimostrare che la band funziona finché segue senza discutere ogni idea di John Fogerty, il fratello minore di Tom, e che sarebbe bastata una piccola crepa per far crollare tutto. Per Cosmo's Factory John impone prove quotidiane e lunghe sessioni nel magazzino di Berkeley, California: il batterista Doug Clifford, che tutti chiamano Cosmo, si lamenta spesso dicendo di sentirsi come in fabbrica («factory»). Da qui il titolo dell'album che, d'altra parte, rimane nella storia come il disco dei CCR per eccellenza. «E non è un greates...

John Fogerty (Creedence Clearwater Revival)

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Have You Ever Seen The Rain - Creedence Clearwater Revival

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Qualcuno mi ha detto molto tempo fa che c’è la calma prima della tempesta Lo so: verrà per un po di tempo Quando sarà finita, così dicono, pioverà in un giorno di sole Lo so, splendendo mentre scende come l’acqua Voglio sapere, Hai mai visto la pioggia? Voglio sapere, Hai mai visto la pioggia venire giù in un giorno di sole? Ieri, e l’altroieri, il Sole era freddo e la pioggia era forte Lo so, è stato così tutto il tempo Per tutta l’eternità, va avanti, Sebbene il circolo, lento o veloce, Lo so, non può fermarsi, mi domando

Proud Mary - CCR

Mary L'orgogliosa Ho lasciato un buon lavoro giù in città Lavorare per il Capo giorno e notte Ma non ho mai perso un minuto di sonno Preoccupandomi di come le cose avrebbero potuto essere. La grande ruota continua a girare Mary l'Orgogliosa continua a bruciare Rotola, rotola, rotola sul fiume. Ho lavato un sacco di piatti a Memphis Ho fatto il benzinaio giù a New Orleans Ma non ho mai visto il lato buono della città Finché ho scroccato un passaggio sulla regina del fiume. La grande ruota continua a girare Mary l'Orgogliosa continua a bruciare Rotola, rotola, rotola sul fiume. Se scendi giù al Fiume Ti conviene trovare della gente che ci vive Non stare a preoccuparti se non hai soldi La gente sul fiume è felice di dartene. La grande ruota continua a girare Mary l'Orgogliosa continua a bruciare Rotola, rotola, rotola sul fiume.

E T I C H E T T E

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