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Visualizzazione dei post con l'etichetta Smile

The Smile - Cutouts (2024)

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 di Giovanni Davoli Possiamo anche smettere d’invocare il ritorno dei Radiohead. Che poi torneranno pure, almeno finché Yorke e Greenwood stanno così a palla e ispirati. E sarò curioso di vedere cosa un loro nuovo disco ci porterà che non ci abbiano già portato tre dischi dei The Smile negli ultimi 29 mesi. Recensendo il precedente “Wall of Eyes” mi spingevo a dire che la band è la “più importante di questi anni ’20”. Quel che non ha mancato di suscitare l’ironia di qualche “collega” che li ritiene sopravvalutati. Mentre sono felice di essere letto da chi ha la mia stessa ossessione per le parole applicate alla musica, non starò certo a replicare. Alla fine, queste parole che verghiamo per descrivere ciò che amiamo sono soggettive, come ogni parola d’amore.  E io non riesco a non amare anche The Smile oltre a, ovviamente, i Radiohead. E’ un piacere sentire i nostri due geniacci così a loro agio in questo nuovo outfit. Accompagnati soltanto (si fa per dire) da Tom Skinner, uno ...

The Smile - Wall of Eyes (2024)

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di Giovanni Davoli Mentre il grosso di “A Light for Attracting Attention” si basava su sketches lavorati a due da Greenwood e Skinner, combinati con canzoni che da tempo sedevano nel cassetto di Yorke, “Wall of Eyes” alza l’asticella. Questa seconda prova dei The Smile gode del vantaggio di un lavoro a tre fin dall’inizio. Skinner sembra – attenzione: solo sembra – fare un passo indietro. Il disco non si basa sul beat, ma sull’atmosfera. E sul contributo preponderante, in metà delle tracce, della London Contemporary Orchestra. La voce di Yorke è a tratti irriconoscibile, matura, capace di interpretare se stesso, piuttosto che un qualunque cantante pop o r&b. Non c’è il solito Nigel Goldrich in produzione e chissà perché. Ma fosse solo per dimostrare che Greenwood e Yorke non ne hanno bisogno, andrebbe bene così. Ci sono tracce che stregano letteralmente fin da un primo ascolto. Capolavori istantanei come Teleharmonic e a Friend of a Friend. Quest’ultima evoca i migliori Beatles, qu...

The Smile – A Light For Attracting Attention (2022)

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Come è accaduto su larga scala, e non soltanto in ambito musicale, la pandemia e i conseguenti lockdown hanno modificato dinamiche e abitudini quotidiane. Il progetto The Smile, probabilmente, non sarebbe esistito senza le misure per la protezione della sanità pubblica: Jonny Greenwood e Thom Yorke hanno infatti cominciato a lavorare “a singhiozzo“, come ricorda il chitarrista, “su una serie di canzoni che avremmo voluto portare a termine“. Le difficoltà di spostamento e di riunione hanno fatto sì che non venisse coinvolto nessun altro Radiohead se non loro due, che è anche la ragione della denominazione inedita, ispirata da una poesia di Ted Hughes e intesa (precisa il frontman) “non come il sorriso che fa ‘aha’, piuttosto quello di un tizio che ti mente ogni giorno“. Insieme a loro, un batterista virtuoso come Tom Skinner (del collettivo jazz Sons Of Kemet) e l’immancabile Nigel Godrich, unico altro solido legame con la loro band principale. In realtà, le canzoni scritte da Yorke e G...

E T I C H E T T E

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