Post

Visualizzazione dei post da dicembre, 2023

Franco Battiato

Nato nel 1945 a Jonia, nei pressi di Catania, Franco Battiato si trasferisce a Milano intorno alla metà degli anni '60. Il musicista siciliano esordisce nel 1965 registrando un paio di singoli a nome Francesco Battiato, L'amore è partito e E più ti amo , allegati alla rivista "Nuova Enigmistica Tascabile" e destinati a passare inosservati, dedicandosi poi al cabaret e scrivetendo canzoni con Giorgio Gaber. Discografia e Wikipedia

I Try - Macy Gray (1999)

Immagine
Crescere con una voce come la sua non deve essere stato facile: buffa, strozzata, simile a quella dei personaggi di Walt Disney nei cartoni animati. A Canton, ohio, le compagne di scuola la prendevano in giro non appena apriva bocca. Così, lei decise di non aprirla più. A meno che non fosse strettamente necessario. In attesa di capire come convivere con quella voce assurda, Macy rimaneva zitta e ascoltava musica: Aretha Franklin, Stevie Wonder, James Brown, Sly Stone, una spruzzata di hip hop. Sempre senza parlare. Un giorno, la decisione: via dall'Ohio, verso Los Angeles, California, la terra promessa. Conosce alcuni musicisti che le chiedono di scrivere canzoni peruna cassetta dimostrativa. Una sera, la cantante non arriva. Gli amici le chiedono di sostituirla. Macy pensa alla sua voce a la silenzio, poi dice: perché no? In fondo le sue compagne di scuola sono lontane. Nasce così la favola di Macy Gray, un canto unico, irripetibile, diverso. (M. Cotto - da Rock Therapy)   

Wayne Shorter - Speak No Evil (1966)

Immagine
Il novembre davisiano è stato tutto dedicato alle magie del secondo quintetto, la formazione che dal 1963 al 1968 incantò gli amanti del jazz di tutto il mondo, grazie ad un percorso creativo e compositivo davvero senza pari, per uno dei gruppi più indimenticabili di tutti i tempi. Per l’ultimo appuntamento di questo piccolo excursus, l’attenzione cade sull’innesto più tardi del quintetto, quello che diede davvero la spinta ultima e decisiva al cammino della band. Wayne Shorter ha 31 anni quando Miles Davis lo chiama per questo nuovo progetto, nel 1964. All’epoca, Shorter rispetto a Herbie Hancock, Tony Williams e Ron Carter, era un musicista già affermato: aveva suonato con i grandi e dal 1959 era il sassofonista principale dei Jazz Messengers di Art Blakey. Quando Davis lo convince ad unirsi al suo nuovo progetto, la Blue Note lo ingaggia, in tempismo perfetto, per delle sessioni di registrazione, sia nel 1964 che nel 1965, le quali diventeranno dei dischi capolavoro negli anni succe

Miles Davis - Miles Smiles (1967)

Immagine
Il traguardo delle 250 storie di musica lo festeggio con una delle sue rare foto in cui ride: probabilmente ne esistono altre, dato che è stato uno dei musicisti più fotografati di sempre, ma nelle copertine dei suoi dischi, dove compare sempre accigliato e “serio”, è un punto di svolta (unico tra l’altro). Il 24 e il 25 ottobre 1966, Miles Davis è con il suo formidabile Secondo Quintetto nei leggendari studi della Columbia sulla 30.ma strada a New York. Sotto gli occhi vigili del suo produttore principe, Teo Macero, arrivano i musicisti di questa nuova avventura, iniziata 3 anni prima: Herbie Hancock al pianoforte, Ron Carter al basso e contrabbasso, Tony Williams alle batterie e Wayne Shorter al sax. Quel periodo storico è una fase centrale della musica jazz, probabilmente anche poco conosciuta, perchè compressa dalla frenesia eccitante del bop degli anni ‘50 e l’arrivo delle avanguardie free form che dall’inizio del decennio successivo iniziavano ad incalzarla. Davis, non nuovo a in

Mary Margaret O'Hara - Miss America (1988)

Immagine
di Silvano Bottaro La canadese Mary Margaret O’Hara è stata una meteora, è apparsa, ha illuminato il pianeta musica, ed è sparita. Questo purtroppo è l’unico disco da lei inciso. Una delle più grandi cantautrici di tutti i tempi, non ha conosciuto il “bene commerciale”. La sua musica di difficile collocazione contiene un cocktail di folk, jazz, blues e country, tutta condita da un’estrema personalità. Su tutto risalta la sua interiorità, meditata e pura, non costruita ne artefatta. Altra qualità che la distingue è l’uso della voce, che lei usa in maniera estremamente articolata, creando armonie uniche, sensibili, intelligenti e profonde. Le undici canzoni che compongono il disco, non essendo estremamente facili, hanno bisogno di essere ascoltate lentamente, ed è proprio per questo che ascolto dopo ascolto ti rimangono inchiodate nella mente. Ricordo che all'epoca il termine che fu coniato a semplificare il disco è stato: elementare ma difficile. La prima par

Anthony Williams - Spring (1966)

Immagine
La grande musica si fa con grandi musicisti. Si può avere successo, si può anche fare per un periodo la storia senza essere bravi musicisti, ed è capitato molte volte nella storia della musica popolare. Però per rimanere nel tempo, in senso musicale, si deve saper suonare. Il tipo di oggi oltre alla maestria aveva un talento smisurato, anche in maniera divertente per quanto era mingherlino fisicamente, e ha segnato il battito musicale per decenni. Quando Miles Davis lo vide, erano gli inizi degli anni ‘60, non poteva credere ai suoi occhi: un 17enne che non solo padroneggiava la tecnica a quel modo ma aveva quella scintilla di talento che un tipo sveglio come Davis non poteva non notare. Anthony Williams, per tutti Tony, era di Chicago ma crebbe a Boston. Di famiglia di musicisti, il padre lo presenta prima a Sam Rivers, che lo mette a suonare a 13 anni nel suo gruppo e poi a Jackie McLean, quando ha solo 16 anni, dove suona nel grandioso One Step Beyond. È il 1963 quando Miles Davis,

Herbie Hancock - Maiden Voyage (1965)

Immagine
Le storie di Novembre avranno un carattere celebrativo, poiché questa piccola mia rubrica sorpasserà a fine mese il traguardo dei 250 dischi (!!!). Come qualcuno immagina, il traguardo verrà festeggiato con un disco di Miles Davis, per caso numero #1 e numero #50, poi scelto appositamente per i traguardi dei #100, #150 e #200. Stavolta però mi è venuta l’idea di esplorare a fondo i protagonisti del suo secondo leggendario quintetto. Tutto inizia nel 1963, quando la sezione ritmica del primo, inimitabile quintetto, Paul Chambers, Winton Kelly e Jimmy Cobb, abbandonano il gruppo. Davis, che nel 1963 ha 37 anni, sceglie un gruppo di giovani di talento, che diventeranno la nuova sensazione del jazz, in un periodo complicato per quel genere musicale, gli anni ‘60. Chiama subito Ron Carter, al basso, che diventerà grazie al successo del quintetto il sessionman più cercato della storia, con oltre 2 mila registrazioni ufficiali certificate, un sassofonista, George Coleman, e due giovani, uno

Bandabardò

La Bandabardò nasce nel marzo 1993 a Firenze: ne fanno parte il chitarrista e cantante Enrico "Erriquez" Greppi, bilingue dalle origini franco-lussemburghesi, il chitarrista Alessandro "Finaz" Finazzo, un terzo chitarrista, Andrea Orlandini, un contrabbassista, Andrea Bachi, e il batterista Alessandro Nutini. Il gruppo sposa una cultura "fricchettona" e libertaria, rispecchiata da una musica che unisce certa poetica stradaiola. Discografia e Wikipedia

What A Wonderful World - Joey Ramone (2002)

Immagine
Satchmo (al secolo Loius Armstrong) è stato il primo grande solista jazz nel senso moderno del termine, oltre che una delle figure più eclettiche e carismatiche del suo secolo. Trombettista dal dinamico slancio lirico, ma anche (e soprattutto, per noi rockofili) cantante dalla voce roca e inconfondibile, una sorta di nonno di Tom Waits, Se il suo strumento ha duettato con le voci più mirabili del jazz blues (da Bessie Smith a Clara Smith, da Ella Fitzgerld a Billie Holiday, da Clara Bertha Chippie Hill a Maggie Jones), la sua voce ha accompagnato in modo sublime e indimenticabile le immagini struggenti di Good Morning, Vietnam. What A Wonderful Worldè stata forse l'ultima grande produzione di Bob Thiele, storico produttore jazz, prima di lasciare la Impulse. La popolarità di questo brano è presto tracimata nel rock, nel soul e persino nel punk, grazie a infinite riletture, tra cui quelle di Robert Wyatt, Rod Stewart, Diana Ross, Flaming Lips e, più di ogni altra, di Joey Ramone. (

Grateful Dead - Live\Dead (1969)

Immagine
L’apice della musica di San Francisco si ha con un ossimoro, perlomeno linguistico. Avviene nel momento massimo di popolarità, nei teatri simbolo, con la band che incarna quasi tutti le caratteristiche di questo periodo. Nel 1969 i Grateful Dead sono ospiti per alcuni concerti al Fillmore West e all’Avalon Ballroom, tra il gennaio e il marzo del 1969. Chiedono al loro mecenate e tecnico del suono, Owsley "Bear" Stanley (il quale molto prima di famose serie tv era anche un chimico clandestino, produttore di LSD, nominato Acid King dai media) di registrare con il meglio che si potesse avere, in termini di tecniche musicali, delle esibizioni live: Bear con l’aiuto di un altro ingegnere del suono, Ron Wickersham, perfezionerà le tecniche di registrazione con un nuovo tipo di microfono, e nuovi tipi di preamplificatori, tanto che Bear e Wickersham fondarono una società, la Alembic, che diventerà regina di questi componenti e in seguito meravigliosa liuteria per chitarre raffinatis

Sly & The Family Stone - Stand! (1969)

Immagine
San Francisco è stata anche la città dell’inclusione razziale: sin dagli anni ‘50 il crescente fervore culturale, la presenza di grandi università pubbliche, tra cui le due Università di San Francisco e, appena fuori città, quella di Berkeley che fu teatro delle spinte culturali giovanili di tutto il paese il decennio successivo, tutta la baia era la zona più eccitante della parte occidentale degli Stati Uniti. Così la pensò anche la famiglia di Sylvester Steward, che nei primi anni ‘50 si trasferisce lì. Sylvester studia teoria, composizione e tromba al Vallejo Junior College, e come esame finale compone un pezzo, Long Time Away, che a sedici anni lo fa conoscere al pubblico locale. Con il fratello Freddie, forma il primo gruppo, gli Steward Brothers, e amplia i suoi esperimenti musicali a San Francisco facendo il Dj per un’emittente specializzata nella musica soul, la KSOL. Intorno alla metà degli anni ‘60 entra come produttore nella Autumn Records fondata da uno dei grandi personag

Van Morrison - Wavelenght (1978)

Immagine
di Silvano Bottaro Quando l’artista nord-irlandese pubblica questo album è il 1978 e ha già alle spalle un decennio abbondante di buona musica, costruita soprattutto attorno ai suoni del rythm and blues. Wavelenght (lunghezza d’onda) è un singolo che dà il nome a un album che ridà energia e slancio a George Ivan Morrison (Belfast, 1945) anche sul versante commerciale. Ma non troppo. Wavelength è la prova che un fuoriclasse riesce a esserlo anche dopo tantissimi capolavori. Morrison ha saputo interpretare la musica nera: forse perché non si è mai dimenticato di quel luogo comune secondo il quale gli irlandesi siano considerati i “neri” delle isole britanniche. Wavelength nasce soprattutto negli Stati Uniti, ed è infatti negli Usa che ottiene un successo, arrivando ai confini del ventesimo posto. Di religione protestante e figlio di genitori amanti del jazz, Morrison scrive e canta e suona chitarra, sax e armonica. Nella sua storia è stata straordinaria l’uscita dai blocchi: la leggend

Steely Dan - Aja (1977)

Immagine
Il tema delle Storie di Musica di marzo me l’hanno dato i Daft Punk (che si sono sciolti dopo quasi trent’anni). Quindi per queste domeniche marzoline storie di duo musicali. Il primo di cui scriverò oggi nasce a fine anni ’60, quando due ragazzi innamorati del Jazz, Walter Becker e Donald Fagen si incontrano al Bard College, a nord di New York. Tra i primi a unirsi agli esperimenti musicali dei due c’è Chevy Chase, poi futuro grande comico. Dopo qualche serata nei locali, vanno in tour con il gruppo di Jay & The Americans, che erano prodotti da Gary Katz, fondatore dell’etichetta ABC Records. Katz è affascinato dai due, dalle idee che hanno in mente, e li spinge a formare un gruppo per dar sviluppo alle loro composizioni. Fagen e Becker come nome scelgono quello del “rivoluzionario” dildo a vapore che William Burroughs descrive ne Il Pasto Nudo: Steely Dan. Inizia qui la storia di una delle più geniali e eccezionali coppie della musica degli anni ’70, immeritatamente oggi poco con

Miles Davis - Milestones (1958)

Immagine
La storia musicale di oggi taglia un bellissimo traguardo, quello delle 200 avventure musicali. La numero uno, scelta puramente a caso, fu un disco dello stesso signore del suono di oggi, protagonista anche della numero 50, 100, 150. E non potevo che continuare a raccontare i numeri celebrativi con lui anche oggi, per la duecentesima storia di musica. Per celebrarla degnamente, ho scelto quello che è considerato uno dei dischi più importanti del jazz. Miles Davis allarga a sei componenti, per una sola incisione, il suo leggendario quintetto, dopo aver imposto a John Coltrane di disintossicarsi: insieme al suo sax tenore ci sono Julian Cannonball Adderley al sax alto, una squadra ritmica formidabile con la potenza di una Formula 1 composta da Red Garland al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria, guidati dal carisma e dalla potenza magnetica del Signor Davis con la sua tromba. Il quale aveva già sperimentato con un altro genio, Bill Evans, le strane alchim

Banda Bassotti

La Banda Bassotti nasce nel 1987 nei cantieri edili della periferia romana, come emanazione musicale dell'omonimo gruppo di operai attivo fin dal 1981 con iniziative di solidarietà e l'organizzazione di manifestazioni antirazziste. Il gruppo propone un punk con aperture hardcore e ska, fortemente legato alla sinistra antagonista, facendosi inizialmente conoscere negli spazi occupati e in occasione di manifestazioni antirazziste. Discografia e Wikipedia

Classifica 2023

Immagine
1 - Van Morrison - Moving on Skiffle -  Leggi 2 - Sissoko, Segal, Parisien, Peirani – Les Égarés -  Leggi 3 - Peter Gabriel – I/ O -  Leggi 4 - Mark Erelli - Lay Your Darkness Down -  Leggi 5 - Jaimee Harris - Boomerang Town -  Leggi 6 - Daughter - Stereo Mind Game -  Leggi 7 - The National - Laugh Track -  Leggi 8 - The National - First Two Pages of Frankenstein -  Leggi 9 - William the Conqueror - Excuse Me While I Vanish -  Leggi 10 - Drayton Farley - Twenty on High -  Leggi 11 - Meg Baird - Furling -  Leggi 12 -  Kimi Djabaté - Dindin -  Leggi 13 - The Rolling Stones - Hackney Diamonds -  Leggi 14 - Baaba Maal – Being -  Leggi 15 - Van Morrison - Accentuate the Positive -  Leggi 16 - The Golden Dregs - On Grace & Dignity -  Leggi 17 - Jason Isbell and the 400 Unit - Weathervanes -  Leggi 18 - Dean Owens – Pictures -  Leggi 19 - Sufjan Stevens – Javelin -  Leggi 20 - John Mellencamp - The Eyes of Portland -  Leggi 21 - Withered Hand - How To Love 22 - Margo Price - Strays -  Leg

Neil Young - Before and After (2023)

Immagine
di Lorenzo Montefreddo Il buon vecchio Neil è un impulsivo, uno che dice di non seguire logiche commerciali e di affidarsi esclusivamente all’unica musa che lo comanda, l’ispirazione. E se un giorno decide di riproporre una parte del suo infinito repertorio in scheletriche versioni per piano o chitarra e voce scegliendo tra quelle che ritiene siano le tracce che hanno avuto meno popolarità, noi non ci dobbiamo scervellare a chiederci quale siano i motivi di una scelta del genere, anche se la vicinanza di Natale e la conseguente corsa al regalo potrebbe trarre in inganno. “Before and After” è Il frutto dell’operazione, oltre a essere anche la testimonianza del Coanstal tour di quest’anno, in cui Neil si presentava sul palco in perfetta solitudine, svestendo tutti brani di ogni arrangiamento, per presentarli unplugged, alternando chitarra o piano, più l’inseparabile armonica. Certo niente di nuovo nella sua infinita discografia, e infatti la forza di “Before and After” risiede soprattutt

U2 - Achtung Baby (1991)

Immagine
La storia di oggi inizia il 25 Settembre del 1976. Quel giorno nella bacheca della Mount Temple School di Dublino, uno dei più progressisti licei della città, un giovane quindicenne affigge un annuncio che dice: Ho speso un po’ di soldi in una batteria e cerco persone interessate che hanno speso soldi in chitarre, etc. Ci vediamo a casa mia questo sabato. Quel ragazzo si chiama Larry Mullen Jr. E all'annuncio rispondono in 6: i fratelli Dick e Dave Evans, proprietari di una chitarra, Adam Clayton, che ha un basso ed un amplificatore, Peter Martin, Ivan McCormick e Paul Hewson. Strimpellando qualche classico, dopo varie settimane il gruppo si limita a 4 membri, ed appena arrivati ad una decente intesa, iniziano le prima esibizioni. Nel frattempo Dave Evans diventa The Edge, Paul Bono Vox e insieme a Larry ed Adam chiamano il gruppo The Feedback, per poi cambiare in The Hype. Qualche giorno prima del San Patrizio del 1977, Steve Averill (che diventerà un grande grafico) che era il le

Lucinda Williams - West (2007)

Immagine
di Silvano Bottaro Settanta minuti su settanta senza nessuna caduta, la Williams ha fatto tredici! Tredici pezzi uno più bello dell’altro, senza noia, senza discontinuità. Un disco suggestivo, profondo. Anche se i testi introspettivi parlano di “perdite”, perdita di un amore, perdita della madre, perdita di affetti, la Williams non si perde d’animo, i suoi brani diventano un canto liberatorio e fa trasparire anche su delle liriche tristi e drammatiche, un suono emotivo carico di forza, di ottimismo e di speranza. In questo nono album, si sente la straordinaria partecipazione di Bill Frisell, che con la sua chitarra eclettica, traccia un segno ritmico indelebile, in tutto il disco. Quest’opera musicale è un susseguirsi di grandi ballate cariche di grandi emozioni, di grande musica. Ascoltare per credere. 

Dean Owens – Pictures (2023)

Immagine
di Silvano Bottaro Dean Owens, cantautore scozzese di grande talento, ci regala un altro album straordinario con "Pictures". Questo lavoro dimostra ancora una volta la sua abilità nel creare canzoni coinvolgenti e toccanti. "Pictures" è un album che affronta temi universali come l'amore, la perdita e la ricerca di senso nella vita. Le canzoni sono scritte con una profondità emotiva che riesce a catturare l'ascoltatore sin dalle prime note. Owens dimostra una grande abilità nel raccontare storie attraverso le sue parole, creando immagini vivide che si insinuano nella mente dell'ascoltatore. L'album si apre con la traccia "Pictures in My Mind", una ballata malinconica che mette in evidenza la voce calda e coinvolgente di Owens. La canzone cattura immediatamente l'attenzione e stabilisce il tono emotivo dell'intero album. Altre tracce degne di nota includono "Lost and Found", una canzone che parla della ricerca di un senso di

Van Morrison - Accentuate the Positive (2023)

Immagine
di Silvano Bottaro Van Morrison, leggenda vivente della musica, ci regala un altro lavoro straordinario con il suo album "Accentuate the Positive". Secondo album pubblicato nel 2023, l'album dimostra ancora una volta la maestria e l'abilità di Morrison nel creare musica che tocca l'anima. Il titolo stesso dell'album, "Accentuate the Positive", riflette il messaggio di speranza e ottimismo che permea le canzoni. Van Morrison ci invita a concentrarci sugli aspetti positivi della vita, nonostante le sfide e le difficoltà che possiamo incontrare lungo il cammino. Questo tema ricorrente si manifesta in modo vibrante in ogni traccia dell'album, creando un'atmosfera di gioia e gratitudine. Dal punto di vista musicale, "Accentuate the Positive" presenta una varietà di stili e influenze che abbracciano il vasto repertorio di Morrison. L'album spazia dal blues al jazz, dal soul al folk, offrendo un'esperienza sonora ricca e coinvolgen

E T I C H E T T E

Mostra di più