Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Son Volt

Son Volt - Day Of The Doug (2023)

Immagine
 di Paolo Baiotti  Pubblicato in vinile per il Record Store Day e in cd qualche settimana fa, Day Of The Doug è un tributo alla musica di Doug Sahm con dodici canzoni che abbracciano i diversi periodi della carriera del musicista texano, sia come solista che come leader del Sir Douglas Quintet e dei Texas Tornados. Nato a San Antonio nel ’41 e morto a Taos nel ’99, Sahm è stato una figura fondamentale della musica Tex-Mex, ma non solo poichè ha assorbito anche influenze del British Pop e della scena hippie californiana dopo il suo trasferimento nel ’65 a San Francisco dal Texas, dove è tornato nel ’71. Figura di culto, ha raggiunto un successo di massa solo con alcuni singoli del Sir Douglas Quintet tra il ’65 e il ’68. Jay Farrar ha conosciuto Sahm nei primi anni Novanta, quando collaborarono alla cover di Give Back The Key To My Heart incisa dagli Uncle Tupelo nel ’93 (nell'ultimo disco della band, Anodyne). Ma questa volta ha voluto dedicare un intero album al musicista tex...

Son Volt - Electro Melodier (2021)

Immagine
di Jacopo Meille Chissà se Jay Farrar, leader e fondatore dei Son Volt, se la vive bene a essere considerato tra i padrini del genere “Americana” e “Alternative Country”. Tutte le vote che ascolto un nuovo disco della band, io mi ritrovo solo a godere delle loro canzoni senza troppo soffermarmi a definirle. “Electro Melodier”, fuori su Thirty Tigers il 30 luglio 2021, non è da meno; un disco solido, onesto e ricco, con una forte dose melanconica che non frena il ruggire delle scalette. E non poteva essere altrimenti visto la scelta di chiamare l’album utilizzando due nomi di famosi amplificatori degli anni ’50 e ’60. Le canzoni dei Son Volt raccontano l’America, come tante altre, ma hanno il pregio di soffermarsi sui particolari: è come se, entrando in un qualsiasi bar posto lungo una delle innumerevoli interstatali, potessi leggere nella mente di chi si trova al suo interno, ora seduto al bancone, o che gioca a biliardo in fondo alla sala o che è appena andato al cesso. La voce di Far...

Son Volt – Union (2019)

Immagine
di Fabio Cerbone Lo stato dell’Unione secondo Jay Farrar, anno di grazia 2019. Dopo il nostalgico riposo nella tradizione country di Hony Tonk, uno dei lavori più fiacchi della loro carriera, e le Notes of Blue di vaga ispirazione "mississippiana", la voce per eccellenza del rock provinciale americano torna alla fonte che ha animato la sua scrittura fin dagli anni giovanili, a quell’anima folk ribelle e proletaria che covava sotto le ceneri negli Uncle Tupelo, e che nel corso delle stagioni è sempre riaffiorata nelle pubblicazioni a nome Son Volt. Facile riannodare i fili di Union, per esempio, con la fierezza di un album sottovalutato come Okemah and the Melody of Riot (2005), perché dietro si allunga ancora l’ombra imponente di Woody Guthrie, guida spirituale di molte delle nuove composizioni, faro per illumunare la lunga traversata di un’America dissociata, divisa e in tumulto, assediata da fantasmi che non se ne sono mai andati dalla scena. Inciso in parte, con l’...

Son Volt – Notes Of Blue (2017)

Immagine
di Fausto Gori Jay Farrar non lo scopriamo certo oggi ma ripensare in modo sintetico all’intero suo percorso artistico è, vista la qualità fornita nel corso dei decenni, quanto meno doveroso. Gli Uncle Tupelo sono stati probabilmente la miglior roots rock band americana (e non) degli ultimi trent’anni. Già questo potrebbe bastare. La loro originale miscela, che di fatto inaugurò un’intera corrente musicale (l’alternative country), era assolutamente luminosa, in certi casi sembrava di ascoltare gli Husker Du in preda ad una conversione country. Pezzi come Still Be Around, Whiskey Bottle, Slate o la bellissima cover di Moonshiner sono rimasti brani di riferimento generazionale, supportati da quattro album altrettanto grandiosi. Dopo la separazione da Jeff Tweedy il percorso successivo ha portato altri grandi dischi con i Son Volt (Trace, Okemah and the Melody of Riot) e altri da solista molto interessanti (Sebastopol o il magnifico live Stone, Steel & Bright Lights), progetti in...

E T I C H E T T E

Mostra di più