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Under The Bridge - Red Hot Chili Peppers (1992)

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di Giampiero Ciampaglia Suona la sveglia, intontito ma con idee chiare sulla mattinata. Litrata di caffè, Red Hot, doccia; una sequenza vincente. Lato A: “The Power of Equality” fa risonanza con il bombardamento che avevo in testa; un’altra notte di cui non ricordavo nulla ma con amici che non dimenticherò mai aveva presentato subito il suo conto. Meglio il lato B: “Blood Sugar Sex Magik” ha il suo perchè in qualsiasi circostanza e poi a seguire “Under the Bridge” , “Naked in the Rain”, etc.  più conciliante con post sbronza “Take me to place I love, take me all the way… lonely as I am… Hard to believe that I’m all alone” Eh si difficile a credersi, sono solo? No di certo, amici, famiglia, ragazza… no non lo sono. Ma allora perché mi sento solo? Ma no è solo che sono un pò solitario, io sono l’allegro malinconico con un carattere da orso così come mi conoscono tutti, tutto qui. E se provassi a sorridere? Io non sorrido mai. No non avrebbe senso, perché dovrei farlo? E poi… cambiere...

Red Hot Chili Peppers - Blood Sugar Sex Magik (1991)

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La storia dei Red Hot Chili Peppers è un intreccio continuo di arrivi, partenze, addii e ritorni, complesso almeno quanto lo sono gli stili musicali che si possono rintracciare in tutti i loro album e in particolare in questo, «il migliore che i RHCP saranno mai in grado di realizzare», come dice qualcuno quando esce, profeticamente. Nel 1988 muore Hillel Slovak, il chitarrista che ha co-fondato la band. Jack Irons, il batterista, se ne va: «Non voglio stare in un gruppo in cui i miei amici muoiono». In tempi diversi arrivano dunque Chad Smith, alla batteria, e Jack Frusciante, chitarra. Finora, con la parziale eccezione dell'ultimo (Mother's Milk, 1989), i quattro hanno messo insieme album deludenti, non all'altezza di quello che a tutti pare essere il loro potenziale. Il mix di ritmiche funky (soprattutto grazie al basso di Flea), energia punk, canto fortemente influenzato dall'hip hop (talvolta Anthony Kiedis pare più che altro un rapper) sembra essere esattamente...

40 copertine di dischi censurate #15

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Red Hot Chili Peppers' - Mother's Milk (1989) La copertina mostra una donna completamente nuda (la modella Alaine Dawn) che tiene tra le braccia i 4 componenti del gruppo. Molti negozi si rifiutarono di esporre il disco.

Red Hot Chili Peppers, Rolling Stone, 1992

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

12 copertine di dischi famosi realizzate da grandi artisti #1 Damien Hirst

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Damien Hirst - Red Hot Chili Peppers, I'm With You (2011) Il cantante dei Red Hot Chili Peppers, Anthony Kiedis, ha detto: «Un'immagine. È arte. Non le diamo un significato perché è chiaramente aperta alle interpretazioni». Hirst aveva già disegnato delle copertine per gli Hours, e aveva anche diretto il video di Country Houses dei Blur, ma è stata questa copertina a dargli grande visibilità.

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