Piero Ciampi, il randagio della musica italiana
di Francesco Agrelli Chissà se Piero Ciampi se lo sarebbe mai immaginato, mentre moriva in un letto d’ospedale a soli 46 anni, o mentre beveva sull’ennesimo fallimento discografico, che un giorno sarebbe stato idolatrato o che avrebbero creato un Premio musicale proprio con il suo stesso nome. Lui che tra i cantautori era quello più bistrattato, lui che i canoni classici del cantautorato li aveva sempre bistrattati per rimanere fedele a se stesso e libero come un randagio. Ciampi nacque nel ’34 a Livorno, in un’abitazione dirimpetto a quella di un altro famoso livornese, Amedeo Modigliani. Nel 1957, così come il suo vicino di casa Amedeo, subisce il fascino di Parigi e vi si trasferisce. Lì conosce Céline e per sbarcare il lunario inizia a cantare le parole che scrive, è sempre in quel periodo che intraprende uno stile di vita da bohémien, stile di vita che non abbandonerà mai. Infatti Ciampi, forse è stato l’unico cantautore di quegli anni a vivere davvero l’esistenza...