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Visualizzazione dei post con l'etichetta Jonathan Wilson

Jonathan Wilson - Eat the Worm (2023)

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di Blackswan Indaffarato come pochi (più o meno come l’altro Wilson, Steven) nell’attività di produttore, chitarrista e arrangiatore per una svariata serie di musicisti, Jonathan Wilson trova però sempre il tempo per stupire con le sue uscite, sia che si tratti della magnificenza di Fanfare oppure delle rilassate sonorità southern di Dixie Blur, per citare due capitoli della sua breve ma inusuale discografia. La sua ultima uscita Eat The Worm è un disco ancora più avventuroso, un viaggio caleidoscopico e trasognato che si presenta un po' strano, un po' esoterico, e un po', verrebbe da dire, fuori controllo. Prima di tutto, l'album suona meravigliosamente, è rigoglioso, imprevedibile e multistrato. Una semplice melodia di chitarra, per fare un esempio, può essere improvvisamente interrotta da contrappunto di archi, e le canzoni, spesso, cambiano di stile, melodia e tempo quasi in un batter d'occhio. Attenzione, però: non si tratta di un guazzabuglio caotico, quanto s...

Jonathan Wilson – Dixie Blur (2020)

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di Marco Boscolo Nell’arco di dieci anni avevamo imparato a conoscere e sempre più apprezzare Jonathan Wilson come il musicista/produttore che fa tutto da sé. Un vero e proprio autarchico del self-made che, da Gentle Spirit (2011) e Fanfare (2013), in perfetto equilibrio tra tradizione e sperimentazione, è definitivamente maturato nell’ultimo Rare Birds (2018). Era quello un disco che metteva a disposizione di un songwriting completamente a fuoco tutto l’armamentario tecnico accumulato producendo dischi per, tra gli altri, Father John Misty e Laura Marling, oltre che girando con l’ultimo progetto di Roger Waters, US+THEM. Qui le coordinate, invece, cambiano profondamente, nell’attitudine ma non nella sostanza. Su suggerimento, pare, di Steve Earle, uno che se ne intende di cantautorato e tradizione americana, Wilson ha lasciato la Los Angeles dove si è insediato quindici anni fa per raggiungere Nashville e registrare con i migliori turnisti sulla piazza. Ne salta fuori una ba...

Top Ten 2018 #1

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Jonathan Wilson - Rare Birds

Jonathan Wilson – Rare Birds (2018)

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di Carmine Vitale Continua inesorabile il processo evolutivo di Jonathan Wilson dopo le prime due ottime prove Gentle Spirit (2011) e Fanfare (2013), entrambe segnate dalla giusta mescola di tradizione e sperimentazione. Il musicista originario di Forest City è riuscito infatti a condensare nella sua proposta sonora il country e il folk, il rock desertico ed echi vagamente progressive con risultati sorprendenti. A cinque anni di distanza da quest’ultimo, Wilson mostra di non aver smarrito quella voglia di sperimentalismo e sana retromania, scoprendo ancora una volta una gamma variegata di suoni che parte da una produzione britannica 80s ma che finisce per esplodere in una pasta sonora che, traccia dopo traccia, diventa sempre più stratificata. Bypassando l’artwork tra The Sims, Second Life ed estetica vaporwave fuori tempo massimo (tra i peggiori di questo 2018), Rare Birds è straripante di magniloquenza. Un disco che sembra aver interiorizzato le esperienze in veste di produce...

E T I C H E T T E

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