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Visualizzazione dei post da Aprile, 2012

Jackson Browne – Late for the sky (1974)

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di Silvano Bottaro
Con una splendida immagine di copertina esplicitamente dedicata a Magritte, l’album spinse al top la cosiddetta arte del riflusso. Il canzoniere dei disillusi della contestazione trova in Jackson Browne un interprete perfetto, che racconta la fatica di vivere con malinconica credibile vitalità. 'Late for the sky' esce nel dicembre del 1974. Non è un momento particolarmente fortunato. Jackson ha appena passato qualche guaio con “Redneck friend”, una canzone tratta dal suo precedente lavoro, 'For everyman', in cui si parla di masturbazione. Sua moglie però aspetta un figlio. E, infatti, nel retro della copertina di 'Late for the sky', Jackson dedica il disco a quell’Ethan (“che sta per arrivare”).
Il disco riceve i complimenti della critica, ma commercialmente è un piccolo disastro. Il suono morbido che viene offerto, le ballate profonde, il senso di vaga ma cosciente disperazione sociale attraggono e respingono allo stesso tempo. Di sicuro non s…

Stefano Bollani

Il jazz è il linguaggio dell'improvvisazione.

Billie Holiday

Cantante (1915 - 1959), al secolo Eleanor Fagan. "La voce del Jazz", come definiosce la copertina di una serie di sue incisioni discografiche, e una volta tanto non è una esagerazione. Con la possibile, parziale eccezione di Sarah Vaughan, nessuna cantante jazz si è mai avvicinata alla sua statura artistica. Il suo senso del tempo era impeccabile, come quello dei più grandi strumentisti, con molti dei quali, tra l'altro, ebbe modo di lavorare nella sua carriera.
Discografia e Wikipedia

Musica d'Africa #2/7

"I valori artistici africani e occidentali non sono la stessa cosa. In Africa "arte" è qualcosa che ha un significato del tutto diverso dalle idee occidentali sulla funzione artistica..."Artista" è già un concetto limitato: "creatore" è una parola più adeguata... L'arte, per gli africani, non esiste disgiunta dalla vita quotidiana".
Nel suo contesto tradizionale quella africana copre in realtà ogni aspetto della vita, dal lavoro all'amore, dalla nascita alla morte, dal matrimonio alla religione. Il mbalax, la musica di Youssou N'Dour si è sviluppata su quella dei tamburi wolof che accompagnavano le cerimonie tradizionali. La musica fuji della Nigeria ha le sue radici nelle feste musulmane del Ramadan mentre, ancora, quella di Mory Kante e di altri musicisti della Guinea e del Mali, è basata su melodie antiche di alcuni secoli. Diverse, invece, sono le fonti del soukous dello Zaire, del mbaqanga del Sudafrica, o dell'highlife del …

Pink Floyd Live a Pompei (1972)

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Nell'ottobre del 1971, i Pink Floyd scelgono il più antico anfiteatro romano ancora "in piedi" per registare questo capolavoro sonoro e visivo. Senza un pubblico dal vivo, con una serie di attrezzature di alta qualità e uno studio di registrazione progettato per "catturare" fedelmente ogni strato del loro suono, registrano questo filmato/disco.

Questo video del 2003 è l'ultima delle diverse versioni del film e comprende non solo le prestazioni della band a Pompei ma anche altro materiale inerente.

Otis Redding

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Blondie

Tra i gruppi più interessanti e di maggior successo della scena newyorkese dei secondi '70, i Blondie nascono dall'incontro artistico e sentimentale di Deborah Harry e Chris Stein. La harry si unisce fra il 1966 e il 1967 alla formazione dei First National Unaphrenic Church And The Bank, e in seguito, sino alla fine del 1968, partecipa al gruppo folk rock dei Wind In The Willows.
Discografia e Wikipedia

Soul Man - Sam & Dave

Sto arrivando da te su una strada polverosa
Ho un grosso carico d'amore
E quando sarò tuo, avrai qualcosa che vale.
Così non preoccuparti, sto arrivando
Sono un soul man.

E questo non è tutto
Quello che ho, l'ho ottenuto con fatica
Renderò le cose migliori ogni giorno che passa
Così, tesoro, non preoccuparti
Perché ancora non hai visto niente
Sono un soul man.

Sono stato allevato sul ciglio della strada, adesso ascoltami
E ho imparato ad amare ancor prima che sapessi mangiare
Sono stato educato a Woodstock
Quando comincio ad amare, oh, non riesco più a fermarmi
Sono un soul man.

Afferra una fune e io ti tirerò
Ti darò una speranza
E sarò il tuo unico ragazzo
Sto parlando dimun soul man
Io sono un soul man.

Ry Cooder - I, Flathead (2008)

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di Silvano Bottaro
“In un mondo in cui è difficile mantenere la soglia dell’attenzione oltre i tre minuti di un videoclip o di una news, pensare in termini di trilogia è già un atto coraggioso, estremo e ammirevole”. Marco Denti

Nonostante la sua non più tenera età, Ry Cooder è di nuovo in corsa per lanciarsi in una nuova avventura. La sua missione è: 'salvare quel che resta della musica tradizionale, il gioiello più prezioso della pietra verde' (Indiana Jones). Un gioiello che però sta rapidamente svanendo assieme ai suoni, ai modi di dire e di vivere delle comunità di cui è stata, e in certi casi è tutt’ora espressione.

Non a caso la fama di questo eclettico chitarrista e compositore californiano resta legata a memorabili riscoperte come quella dei nonnetti cubani del “Buena Vista Social Club” o come l’album "Talking Timbuctu”, favoloso compendio della tradizione maliana, rappresentata dal grande bluesman Alì Fraka Tourè.
Negli ultimi anni Cooder è tornato ad esplorare l…

Bjork

La musica non è questione di stile, ma di sincerità.

Dave Holland

Contrabbassista, violoncellista (1946). E' uno dei più originali e apprezzati bassisti delle ultime leve. Lo contraddistinguono soprattutto il timbro strumentale, assai originale e oggi molto imitato, che si serve a fini espressivi dell'amplificazione elettrica, e la solidità della pulsazione, rocciosa anche sui tempi più veloci. Il suo solismo è agile e maestoso, e a volte si apre in squarci di gusto quasi puntillistico.
Discografia e Wikipedia

Musica d'Africa #1/7

"Nel ritmo della musica d'Africa sono scritti i segni primordiali dei nostri alfabeti sonori. Quei suoni toccano il corpo dell'uomo, lo attraversano e lo animano".
Con molta probabilità la vera culla originaria dell'homo sapiens è l'Africa, a quanto pare discendiamo tutti da uomini e donne di pelle scura, quindi da un Adamo ed Eva africani. A parte questo localismo, di sicuro si può dire che tutte le musiche che hanno dominato il nostro tempo, dal samba al jazz, dal blues al rock, hanno tutte almeno qualcosa a che vedere con la Madre Africa. E' il continente nero che ha imposto al mondo alcuni elementi che si ritrovano ancora adesso, o meglio, tutto ciò che è ritmo, tutte le musiche in cui il ritmo ha una parte predominante, devono qualcosa alla antica origine africana. Tutto ha inizio nei secoli scorsi, quando le nazioni colonialistiche europee cominciarono a deportare in massa schiavi dell'Africa, verso il nuovo continente americano. Dall'incont…

Miles e Coltrane su YouTube: The Jazz Greats

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Un paio di clip jazz d'epoca su YouTube. Il primo è del repertorio di Miles Davis e John Coltrane. I due musicisti suonano "So What", il primo brano di Kind of Blue di Miles Davis datato 1959, Un album che si colloca in assoluto ai vertici del Jazz. 


Il secondo brano è di Coltrane che suona "My Favorite Things", brano dell'omonimo disco inciso nel 1960. Questa complessa rielaborazione è tra le sue più richieste. Il video (1961) mostra un Coltrane che, in senso letterale e figurato da nuova vita al sassofono soprano.

Giovanni Lindo Ferretti

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The Blaster

La band nasce nel 1979 a Downers, Los Angeles, su iniziativa dei fratelli Alvin: Phil, matematico di professione e cantante per hobby, e Dave, chitarrista e compositore. Cresciuti ascoltando Elmore James, Hank Williams e il r'n'r così come i Credence e il sound di New Orleans, i due si uniscono al bassista John Bazz e al batterista Bill Bateman: nascono i Blaster, che irrompono nel circuito punk di Los Angeles.
Discografia e Wikipedia

We shall overcome - Peter Seeger

Noi ce la faremo, noi ce la faremo
Noi ce la faremo, un giorno
Oh, nel profondo del mio cuore, io lo credo
Che un giorno ce la faremo

Cammineremo mano nella mano, cammineremo mano nella mano
Cammineremo mano nella mano, un giorno
Oh, nel profondo del mio cuore, io lo credo
Che un giorno ce la faremo

Vivremo in pace, noi vivremo in pace
Noi vivremo in pace un giorno
Oh, nel profondo del mio cuore, io lo credo
Che un giorno ce la faremo

Saremo fratelli, noi saremo fratelli
Noi saremo fratelli, un giorno
Oh, nel profondo del mio cuore, io lo credo
Che un giorno ce la faremo

La verità ci renderà liberi, la verità ci renderà liberi
La libertà ci renderà liberi, un giorno
Oh, nel profondo del mio cuore, io lo credo
Che un giorno ce la faremo

Non abbiamo paura, noi non abbiamo paura
Noi non abbiamo paura, oggi
Oh, nel profondo del mio cuore, io lo credo
Che un giorno ce la faremo

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