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Visualizzazione dei post da ottobre, 2022

AA.VV. Deadicated - A Tribute To The Grateful Dead (1991)

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Quando, nel 1965, nella leggendaria Bay Area di San Francisco dove stava per nascere la controcultura americana, aprendo a caso un vocabolario per scegliere il nuovo nome della band, Jerry Garcia (voce e leggendaria chitarra solista), Bob Weir (voce e chitarra ritmica), Phil Lesh (bassista, uno dei più grandi di sempre), Ron “Pigpen” McKernan (voce blues e organo e tastiere), Bill Kreutzmann (batteria) e il paroliere Robert Hunter non pensavano probabilmente di iniziare a scrivere una mitica storica rock americana: Grateful e Dead divennero la sigla di una avventura trentennale (finita ufficiosamente nel 1995 alla morte di Jerry, ma in parte continuata dagli altri in suo ricordo) che segnerà non solo la musica ma persino la società di una certa parte di Stati Uniti. I Grateful Dead hanno attraversato probabilmente ogni genere musicale nello loro trentennale carriera: dal rock psichedelico e acido dei primi album, con l’aggiunta della seconda batteria di Mickey Hart, allo splendore dell

Thin White Rope

Guy Kyser (1960) nato a Austin, Texas, ma cresciuto a Ridgecrest, nel deserto Mojave in California, alla fine dei '70 si trasferisce a Davis per studiare geologia. Qui conosce gli Alternate Learning di Scott Miller e, con il loro batterista Jozef Becker, forma i Lazy Boys. Dallo scioglimento di questi ultimi nascono nel 1982 i Thin White Rope, che prendono il nome da un'idea di William Burroughs. Discografia e Wikipedia

AA.VV. Sweet Relief - A Benefit For Victoria Williams (1993)

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Uno dei live più belli che possiedo è un cofanetto di 7 cd dal titolo Live At The Gorge 05/06. Raccoglie le esibizioni tenute dai Pearl Jam il primo settembre del 2005 e il 22 e 23 Luglio del 2006 al Gorge Amphitheatre, un meraviglioso anfiteatro naturale che sta a George, non lontano da Seattle. Eddie Vedder prima di iniziare a cantare un brano dice: Questa è una canzone scritta da una donna chiamata Victoria Williams. E attacca una ballata malinconica che parla di una signora dagli occhi selvaggi e della vita della periferia americana, che parla dei sogni e delle premonizioni di morte, che esplode verso le fine in un clamoroso duello tra la chitarra di Mike McCready e l’organo Hammond di Boom Gaspar. La mia curiosità mi ha spinto a cercare chi fosse Victoria Williams. E ho scoperto una storia molto particolare, anche drammatica, che intreccia la musica con altro. Victoria Williams è una delle più promettenti cantautrici americane della fine degli anni’80. Meno arrabbiata di Ani di Fr

Sheena is a Punk Rocker - Ramones (1977)

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Sheena è stata la prima protagonista femminile di un albo a fumetti, prima ancora di Wonder Woman. Era bionda e sexy, abile e coraggiosa. A lei, o più correttamente, alla versione televisiva tratta dal fumetto, si ispirò Joey Ramone per scrivere Sheena Is a Punk Rocker, grande brano punk dei Ramones del 1977. Rispetto ad altre meraviglie della band, qui si avverte chiara l'influenza della surf music e anche della musica bubblegum. La genialità dei Ramones fu proprio nell'aver saputo piegare queste influenze decisamente popolari alle nuove istanze del punk. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Neil Young & Crazy Horse - Weld (1991)

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di Silvano Bottaro Neil Young è un artista imprevedibile, poliedrico, eclettico, dalle mille personalità.  Un musicista che non finirà mai di stupire. Così come alle sue produzioni più celebri degli anni settanta, dense di sapori e climi californiani, fece seguire musica sperimentale, uscendo poi con un disco di country nashvilliano e subito dopo con un episodio di hard rock, ora (siamo nel 1992) dopo "Freedom" (quasi interamente acustico) spiazza tutti con un doppio album dal vivo con il suo gruppo storico, i Crazy Horse, di tagliente, violento, sudatissimo rock americano. Da subito ci si accorge che il sound è tirato, tostissimo, con chitarre elettriche lancinanti accompagnate da una asciutta ma potentissima ritmica. Questa immediatezza comunicativa, questo mostrarsi nelle intenzioni fin dalle prime note, questo stravolgimento dei vecchi hits, questa personalissima interpretazione dei brani lo fa accostare in maniera inequivocabile al miglior Bob Dylan, dal quale

Lost in Transmission No. 83

Scala & Kolacny Brothers - Dream On (2004)

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L’ultima storia di Musica di Febbraio raccontava come un colpo di fortuna, cioè l’aver suonato con David Gilmour ad un matrimonio, abbia aiutato in maniera determinante la carriera degli Unicorn. Anche quella di oggi è una storia che per volare ha avuto un grande colpo di fortuna. Tutto inizia nella prima metà degli anni ‘90 quando in Belgio i fratelli Stijn e Steven Kolacny si laureano al conservatorio. Leggenda vuole che Stijn abbia dovuto fare due volte l’esame di Conduzione d’orchestra. Hanno un’idea davvero particolare: creare un coro di voci femminili per partecipare ai numerosi Festival del genere che si svolgono tra Belgio, Paesi Bassi e Germania. Si formano nel 1996,  coinvolgono nel coro decine di ragazze belghe che chiamano in omaggio al leggendario teatro milanese Scala, partecipano a numerosi concorsi: la loro particolarità è nel repertorio che comprende non solo i classici per coro, ma struggenti reinterpretazioni di grandi brani rock, con Steven al pianoforte e Stijn a g

The The

Singolare figura di poeta/rocker, Matt Johnson (1961) inizia la carriera alla fine degli anni '70 fondando con Colin Tucker e John Hyde, già nei Plain Characters, il gruppo dei Gadgets, ispirato al lavoro dei Throbbing Gristle, dei cabaret Voltaire e di certo rock elettronico di studio. Mentre conduce questo progetto, Johnson fonda una band parallela, The The, con Keith Laws, Peter Ashworth e Tom Johnstone, producendo diversi nastri con l'aiuto di Bruce Gilbert e Grahan Lewis dei Wire. Discografia e Wikipedia

Storia della musica #14

Il pop barocco Se folk-rock, psichedelia e country-rock sono fenomeni musicali nati principalmente dalle sperimentazioni e dalle ricerche dei musicisti, a metà degli anni ’60 si va affermando una tendenza ad affiancare o sostituire la line-up tradizionale con ensemble orchestrali, fiati ed archi ed i semplici arrangiamenti del rock con armonie complesse e sofisticate, che nasce in gran parte dalle ambizioni di produttori come George Martin, Van Dyke Parks, Brian Wilson, David Axelrod e Phil Spector . I primissimi esperimenti in tal senso possono essere ascoltati in “Rubber Soul”(1966) dei Beatles e in “Pet Sounds” dei Beach Boys(1966), prodotti rispettivamente da Martin e Wilson, capolavori assoluti del pop ma anche gioielli di equilibrio tra genio melodico e sperimentazione armonica. Con Wilson collabora anche Van Dyke Parks, autore di quell’audace tentativo di fondere pop e musica classica, bluegrass e ragtime, che prende il nome di “Song Cycle”(1968). Ancora più visionari gli esp

Unicorn - Blue Pine Trees (1974)

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Spero che chi leggerà la storia di oggi comprenda una piccola deviazione nel percorso di band che hanno nomi di animali preistorici: nell’impossibilità di trovarne una quarta tra i miei dischi, ho fatto una scelta sostitutiva sugli animali fantastici per raccontare una storia davvero interessante. Che inizia a metà anni ‘60 quando un gruppo di ragazzi del Surrey iniziano a suonare la musica beat che imperava all’epoca. Pat Martin che suona il basso, Pete Perrier cantante e batterista, Kenny Baker chitarra e tastiere e Trevor Mee, che è la chitarra solista, formano vari gruppi, e iniziano a suonare con successo nei locali con il nome di The Late, poi abbreviato con Late. Il loro repertorio è una antologia di cover del Mersey Sound di nuovi gruppi dei dintorni di Liverpool, che in quelli anni diventeranno iconici: hanno un buon successo e per anni sono una delle migliori pub band del Surrey. Nel 1967 vanno in tour in Danimarca, poi sono la band di apertura per un tour in tutta l’Inghilte

Point Blank - Bruce Springsteen (1980)

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E' finita l'era di Born To Ru, la corsa di due ragazzi verso qualcosa, un accenno di redenzione, uno straccio di possibilità. Quando arriva l'oscurità ai margini della città, su quella collina indicata da Bruce nella title-track del suo quarto album Darkness on the Edge of Town, si bruciano i sogni, i protagonisti si fermano e cominciano a rimpiangere quel che è stato o a capire che non tutto andrà secondo i piani immaginati. Se Born to Run  era movimento, Darkness on the Edge of Town è staticità. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Trilok Gurtu ‎– The Beat Of Love (2001)

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di Silvano Bottaro Trilok Gurtu è un sessantunenne percussionista di Bombay (India) molto richiesto come session man dagli esponenti del jazz e della fusion dall'Inghilterra e dagli Stati Uniti. Notevole quindi è la sua partecipazione ai dischi e ai concerti di grandi della musica degli ultimi quarant'anni, da Don Cherry a Charlie Mariano , da Lee Konitz ad Archie Sheep , da John McLaughlin a Ralph Towner , da Jan Garbarek a Nana Vasconcelos . Anche nei suoi dischi da solista, di solito alla testa di piccoli gruppi, Trilok Gurtu ha optato un mirabolante impasto sonoro dalle culture di svariati continenti. Basterebbe ascoltare la sua antologia " The Trilok Gurtu Collection (1997) " per constatare, attraverso una serie di brani incisi a suo nome tra il 1987 e il 1996, la vastità di spunti e l'efficacia del suo percussionismo. In questo disco però il leader torna alle radici, ossia guarda soprattutto all'India in cui è nato e cresciuto: lo fa però non

Lost in Transmission No. 82

Pixies – Doggerel (2022)

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  di Diego Ballani Facciamo brevemente il punto sulla seconda vita dei Pixies. Riunitisi nel 2004 per monetizzare lo status di progenitori del moderno indie rock, Black Francis e soci arrivavano all’album dieci anni più tardi, solo per mettere in campo una sconfortante mancanza di idee. Indie Cindy e Head Carrier erano gli stanchi output di una band dalla creatività inaridita, che parodiava se stessa e chiedeva ai fan uno sforzo di sospensione dell’incredulità: solo in questo modo era possibile immaginare di avere di fronte gli autori di classici come Doolittle e Surfer Rosa. Era andata meglio con il successivo Beneath The Eyrie: l’album del 2020 aveva fatto uscire i quattro dalla loro comfort zone e li aveva visti agire in una dimensione più folk e cantautoriale. Con un Paz Lenchantin finalmente integrata all’interno del collettivo, quei dodici brani sembravano il frutto di un serio processo di scrittura, piuttosto che pastrocchi composti con la mano sinistra il giorno prima di entrar

Joe Tex

Non dotato di grande estensione vocale ma di un timbro particolare e di feeling eccezionale, Joseph Arrington (1933 - 1982) è un esempio piuttosto singolare di cantante soul con tratti ironico-umoristici raramente presenti in altri. Cresciuto musicalmente coi canti religiosi e dotato di mimica come pochi (sono famose le sue imitazioni di vari cantanti), Tex da ragazzo vince alcuni concorsi amatoriali, il più importante dei quali è quello dell'Apollo a Harlem. Discografia e Wikipedia

T. Rex - Electric Warrior (1971)

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Nel 1968 nella recensione del loro secondo disco, il New Musical Express, che all’epoca era una delle bibbie inglesi delle riviste musicali, quando davvero facevano opinione e indirizzavano i gusti musicali forse più dei social network adesso, scrisse “Non preoccupatevi, non è il vostro giradischi, cantano proprio così male”. Una recensione così avrebbe stroncato la carriera di moltissimi, ma non del tipo della storia musicale di oggi, che apre quelle di Febbraio: nel giro di pochissimi anni da quelle parole quasi sprezzanti sarà in grado di creare un qualcosa che influenzerà un’intera generazione di musicisti. Ma andiamo con ordine. Marc Feld nasce nel 1947 nell’East London. Ama subito la musica, con una passione per i grandi del rock americano, in particolare Bill Haley e Little Richard, due dei papà del rock’n’roll; a ciò aggiunge una sorta di adorazione per l'eleganza dell'abbigliamento, che sarebbe stato una delle componenti fondamentali del suo successo; fin da adolescent

Who By Fire - Leonard Cohen (1974)

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Ogni rano di Leonard Cohen è un grano del mistero gaudioso di una voce che rimbomba nelle viscere e vale mille omelie. Sono canzoni che poniamo siul tavolo come fotografie e che non conoscono il danno del tempo. Cohen lucida la parola come feltro antico, intriso di simbolismi. canta l'amore terreno e il sacro mistero della bellezza femminile. le sue metafore navigano placide nelle acque ribollenti di banalità e nelle rime baciate degli altrui oceani. Cohen è stato poeta tra i musicisti, scrittore tra i cantanti, genio assoluto. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Massimo Zamboni - La mia patria attuale (2022)

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di Silvano Bottaro A nove mesi dall'uscita del disco e dopo ascolti su ascolti viene confermata la regola generale applicata ai dischi e quindi quella di ascoltare più volte le tracce prima di esprimere un giudizio.  “La mia patria attuale” ha bisogno di serenità d’animo, di silenzio e di un ascolto attento. E poi dopo, quando la musica tace, di una riflessione silenziosa. Più e più volte.  “La mia patria attuale” è un disco intellettuale, quasi letterario.  La scelta di pubblicato il 21 gennaio non è casuale: il 21 gennaio (1921) è nato il Partito Comunista d’Italia e il 21 gennaio (1924) è morto Lenin. Due riferimenti importanti per l’artista, ancora fedele alla linea dei CCCP e CSI, di cui coltiva la memoria collettiva. Se ci si ferma un attimo a riflettere non stupisce questa scelta. Zamboni è di Reggio Emilia, dove è nato il Tricolore e soprattutto terra resistente e partigiana. E i partigiani si definivano patrioti, senza vergogna: perché con il loro sacrificio hanno provato

Lost in Transmission No. 81

Dinosaur Jr - You’re Living All Over Me (1987)

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Sulla scia del T.Rex della scorsa settimana, oggi andiamo a scoprire una band che scelse come nome quello di un gigante preistorico, seppur generico. Ci spostiamo dall’Inghilterra degli anni ‘70 a Amherst, vicino Boston, dove nel 1983 Joseph D, Mascis, per tutti J Mascis, che canta e suona la chitarra, insieme a Lou Barlow, bassista e Patrick Murphy, per tutti Murph, che suona la batteria fonda una band, a cui dà il nome di Dinosaur. Con Barlow era già stato spina dorsale di una band hardcore punk famosa per la violenza del proprio suono, soprattutto in decibel, chiamata Deep Wound. A 18 anni con i Dinosaur Mascis vuole dare sfogo alle sue passioni: l’hardcore punk e in generale tutta la scena alternativa che qualche anno negli Stati Uniti stava prendendo piede, ma in cuor suo coltiva una passione per le melodie. Iniziano baldanzosi a fare concerti su concerti, e sono notati da due talent scout della Homestead Records, fondata nel 1983 da Gerard Cosloy, che fu decisiva nella promozione

Ten Years After

Tra i più famosi gruppo di hard-rock e blues, i Ten Years After nascono nel 1966, Alvin Lee (1944) e Leo Lyons (1943), suonano con dave Quickmyre nei Jaybirds, trio di r'n'r e r'n'b di Nottingham formatosi nel 1961 e forte di una piccola popolarità ad Amburgo. Nel 1965 Quickmyre viene sostituito da Ric Lee (1944) e il gruppo si evolve in Blue Yard e infine in Ten Years Sfter, con l'ingresso dell'organista Chick Churchill (1949). Discografia e Wikipedia

The Jimi Hendrix Experience - Are You Experienced? (1967)

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Il primo ottobre del 1966 sul palco del Central London Polytechnic di Regent Street stavano suonando i Cream di Eric Clapton, del bassista Jack Bruce e del batterista Ginger Baker, all’epoca la band clou del rock blues inglese. Quella sera Chas Chandler, ex bassista degli Animals che voleva diventare un manager di successo, presentò al gruppo un giovane chitarrista mancino di Seattle, che aveva visto suonare con il suo gruppo al Cafè Wha? al Greenwich Village di New York qualche mese prima. Chandler rimane folgorato e chiese a quel giovane chitarrista di andare con lui in Inghilterra. Il chitarrista acconsentì ad una condizione: voglio conoscere Eric Clapton. Clapton acconsentì al ragazzo di salire sul palco, e quando quest’ultimo iniziò a suonare Killing Floor di Howlin’ Wolf, Clapton fu travolto da un’abilità, una sensibilità straordinaria, tanto che leggenda vuole che allontanandosi dalla scena tutta dominata da quel tizio di Seattle disse a Chandler: “Cazzo, non mi avevi detto la v

Creep - Radiohead (1993)

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Un gruppo che suona a tratti come i Pink Floyd, che ha vocalità che ricordano a volte gli U2, la malinconia di fondo di Morrissey e Cobain, la predilezione per testi obliqui e mai immediati tipica di Michael Stipe, la grandiosa capacità di firmare melodie pop propria di Elvis Costello, il gusto di intorpidire le acque che riconosciamo in John Cale. Questo diceva la stampa britannica dopo aver scoperto i Radiohead, cosa che avvenne non quando uscì quello che poi sarebbe diventato un classico, il primo singolo Creep, ma quando Michael Stipe, durane il tour in cui i Radiohead aprivano per i R. E. M., disse una sera dal palco: "I Radiohead sono così bravi che mi fanno paura" (M. Cotto - da Rock Therapy) 

Caveman - Caveman (2013)

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di Silvano Bottaro Là, da qualche parte nella sconfinata metropoli chiamata New York City, incontriamo la musica di "Caveman", secondo disco del quintetto omonimo, bellissimo intreccio fra voce di intensità emozionale  e un tappeto sonoro le cui trame sono tese dagli efficaci e raffinati interventi delle chitarre e dal resto degli strumenti.  A differenza del loro primo sottovalutato album "Coco Beware" del 2011, disco con sfumature "folkeggianti", "Caveman" si sposta verso sonorità più indie-rock convincendo e dimostrando una maturità, per quanto ancora in fase di ossatura, molto più marcata. Gli uomini delle caverne non si sono ancora costruiti un vero e proprio "marchio estetico" ma la buona volontà è evidente nelle undici canzoni che compongono il disco. I brani sono ricchi di armonie chitarristiche a volte lente e caratterizzate da atmosfere malinconiche, a volte forti in un crescere lucido e lamentoso.  L'album è

Lost in Transmission No. 80

Vieux Farka Touré et Khruangbin - Ali (2022)

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di Lino Brunetti  Bisogna proprio ammettere che la musica dei texani Khruangbin, apparentemente unidirezionale e un po’ monocorde (non necessariamente una critica, in questo caso), questo nonostante il vastissimo spettro d’influenze, ben si presta a mettersi al servizio o quantomeno ad interagire con musiche diverse dalla loro. Lo abbiamo visto di recente coi due EP messi a punto col conterraneo soul singer Leon Bridges, lo notiamo oggi con quest’album registrato col musicista maliano Vieux Farka Touré, cantante e chitarrista autore negli ultimi quindici anni di diversi album, l’ultimo, Les Racines, uscito pochissimo tempo fa su World Circuit. Registrato tra il 2019 e il 2021, Ali è chiaramente un omaggio all’arte e alla musica di Ali Farka Touré, che di Vieux fu il padre. Per farlo, il musicista si è immerso nel catalogo dell’importante genitore, attingendo sia tra quelle che possono essere considerate le vette del suo repertorio, che da alcune B-sides, evitando così l’effetto “greate

10.000 Maniacs

Formazione americana di folk rock nata intorno al 1981 a Jamestown, nel nord dello Stato di New York, i 10.000 Maniacs all'inizio sono un quartetto con la cantante Natalie Merchant (1963) Jerome Augustyniak, Robert Buck e John Lombardo e un suono fortemente influenzato da certe band inglesi del dopo punk (Gang Of Four, Joy Divison). Poi il gruppo amplia organico con l'ingresso di Steven Gustafson e Dennis Drew e immette elementi di country, folk, pop rock, ma anche di musica caraibica e reggae. Discografia e Wikipedia

Storia della musica #13

 La riscoperta delle radici  Tra il 1967 e il 1968 il sogno del flower power e le spinte utopistiche dell’ala controculturale americana si sono infrante contro la dura realtà: con la psichedelia ormai ridotta a fenomeno commerciale e la sbornia delle mille sperimentazioni e novità degli anni ’60 ancora da smaltire, molti artisti decidono di ricondurre il rock alle sue rassicuranti origini. In un processo che comincia alla fine degli anni ’60 e che tende a consolidarsi sempre di più nei ‘70 la musica rock americana torna a bagnarsi nelle acque calde del country, del folk Appalachiano, del primo blues, del gospel. Il primo è Bob Dylan nel 1967 con “John Wesley Harding”, seguono a ruota tutti gli altri: dai Beau Brummels ai Grateful Dead, gran parte dei gruppi americani centrali degli anni ’60 riscoprono il piacere senza tempo del country. L’invenzione del country-rock va però attribuita fondamentalmente ai Byrds di “Sweetheart of the Rodeo” (1968), alla regia il nuovo frontman Gram Parso

E T I C H E T T E

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