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Visualizzazione dei post con l'etichetta 2010

Cassandra Wilson - Silver Pony (2010)

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di Silvano Bottaro Grazie a Cassandra Wilson , si sta chiudendo molto bene questo duemilaedieci. Silver Pony, infatti, è un ottimo disco. L’album, il ventesimo per la cronaca, è composto da undici brani, alcuni dei quali sono registrati dal vivo durante il suo tour estivo del 2009. Figlia di un musicista jazz e di un’insegnante appassionata di rhythm and blues, la cinquantacinquenne Cassandra Wilson è tra le più brave e belle voci del panorama musicale internazionale. Dotata di tecnica impeccabile e di una grande comunicatività emotiva, questo Silver Pony ne conferma la veridicità. Il titolo dell’album prende spunto da un fatto successo alla cantante quando era piccola e lo racconta lei stessa: " Un giorno arrivò un uomo nel mio paese, a Jackson nel Mississippi, con un pony e una macchina fotografica " e continua " Pagando potevi farti fare una foto sul pony ". La Wilson riuscì a fare la sua foto nonostante la madre non fosse molto d’accordo " Sono c...

Neil Young - Le Noise (2010)

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di Silvano Bottaro Sorprendente, questo è l’aggettivo più appropriato o per lo meno il primo aggettivo che mi viene in mente dopo l’ascolto di “Le Noise” l’ultimo lavoro di Mr. Neil Percel Young. In questo disco il sessantacinquenne (il prossimo 12 novembre) cantautore canadese si fa aiutare per la prima volta dal produttore Daniel Lanois, canadese pure lui, che in questo caso è anche strumentista. Non è un’opera semplice, ovvia, "La Noise", ci sono otto brani, di cui due ballate e per l’esattezza; Love and War e The Hitchhiker, canzoni acustiche di rara bellezza, e altre sei decisamente elettriche, molto elettriche! Il disco è un fiume in piena, i suoni trasmettono la rabbia, la passione e l’amore di Neil per la vita. A voler marcare ancor di più questi sentimenti, Young scaraventa sulla sua chitarra tutta l’energia possibile, come voler raggiungere il più profondo, come volesse solleticare le viscere di ognuno di noi, il fatto è che ci riesce e ci riesce anche ben...

Laurie Anderson - Homeland (2010)

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di Silvano Bottaro Laurie Anderson con i suoi 40 anni di carriera, mancava dalla scena musicale da un decennio. L’uscita di un nuovo disco da parte dei suoi fans, come il sottoscritto, era quindi molto attesa. Per chi non conoscesse la sua musica e volendo catalogarla con dei generi, i tag: avanguardia e sperimentazione sono quelli più appropriati. Come sarà ovvio pensare, i suoi dischi quindi, non sono mai stati di facile ascolto ma, ascoltati diverse volte e soprattutto con un orecchio attento riescono a fare breccia anche agli ascoltatori più ostili. Anche questo suo ultimo “Homeland” rientra in questo “quadro”. Per semplificare in breve le canzoni di Homeland possiamo dire che sono una sommatoria di: parole, suoni, testi, polemiche, poesie e riflessioni. L’opera è assai altalenante. Momenti di profonda arte sonora vengono affiancati a “parlati” di marcata noia. Le liriche affrontano temi sociali assai attuali e importanti come la politica e le problematiche relat...

Mavis Staples – You Are Not Alone (2010)

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di Silvano Bottaro Il gospel è nel sangue di Mavis Staples ma “You Are Not Alone” non è un disco di solo gospel, anzi. Dopo il bellissimo " We’ll Never Turn Back " del 2007, disco prodotto dallo straordinario talento di Ry Cooder, la Staples per questo album si fa aiutare da Jeff Tweedy leader di quella formidabile band chiamata Wilco. Come successe con il disco precedente, anche Jeff Tweedy, estroverso e geniale chitarrista, non impone il suo suono e, come fece Cooder, accompagna solamente la cantante di colore, ricucendole attorno delle sonorità rock e blues per poi intrecciarle alla profonda e bellissima voce gospel della Mavis. A differenza di "We’ll Never Turn Back", dove la Staples recupera brani del periodo della lotta per i diritti civili e i testi parlano di lotta e di emancipazione, in questo suo ultimo lavoro le tredici canzoni si orientano verso un repertorio più classico e sacro. Un disco importante, bello e profondo.  

The Chieftains & Ry Cooder - San Patricio (2010)

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di Silvano Bottaro Per quanto riguarda la musica popolare, dal 1996 anno di uscita di quel meraviglioso disco che porta il nome di “Buena vista social club” niente è stato pubblicato di così bello e guarda caso anche in quel disco c’era la presenza di Cooder. In realtà non è un caso, nessuno meglio di lui sa raccogliere le radici storico musicali di un popolo. In questo disco il risultato è doppio visto che il suo collaboratore Paddy Moloney (leader dei Chieftains) è altresì un musicista sempre alla ricerca di perle sonore appartenenti al suo popolo d’Irlanda. Due mondi quindi, quello di Ry Cooder e una musica di base messicana e quello dei Chieftains con le loro ballate irlandesi, uniti per raccontare una storia che porta il nome di San Patricio, una guerra avvenuta nel 1846 tra messicani e americani alla quale parteciparono molti irlandesi. Il disco, che i due musicisti poco più che sessantenni hanno inciso, comprende diciannove brani. Tutte le canzoni sono ricche di sonorit...

Mary Gauthier – The Foundling (2010)

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di Silvano Bottaro Anche la Gauthier come Roky Erickson non ha avuto certamente una vita facile, infatti, The Foundling (Il Trovatello) altro non è che la sua biografia in musica. Abbandonata fin dalla nascita in un orfanotrofio ci rimane fino all’età di quindici anni e quando esce imbocca immediatamente la strada della droga. Queste esperienze com’è logico immaginare lasciano un segno profondo nella sua vita, The Foundling parla di questo. Un disco triste quindi, estremamente personale e catartico dove la cantautrice attraverso le canzoni racconta parte dei suoi ricordi delle sue vicissitudini e delle sue speranze. The Foundling è un concept album, dove le musiche bene s’intrecciano con le liriche che esplorano la sua identità, il lavoro, l’amore, la maternità e momento assai profondo e commovente la recente scoperta della madre biologica che ancora una volta per telefono le conferma il suo ennesimo addio. Un suono malinconico pervade per l’intero album, dove le atmosfere ...

The National - Hight Violet (2010)

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di Silvano Bottaro A tre anni di distanza da “The Boxer” è uscito “Hight Violet”, quinto disco dei The National, band originaria di Cincinnati. Il disco pur senza particolari originalità è senz’altro tra i più ascoltabili di questo ultimo periodo. La particolarità del suono “The National” è la bella voce baritonale di Matt Berninger che attraverso il suo modo di cantare ha creato un marchio di forza appiccicato al gruppo. “High Violet” è un disco molto piacevole, e volendo inquadrarlo in qualche stile sonoro, per quanto non sia facile, nel loro sound riecheggia un misto di New wave con qualche spruzzatina di folk il tutto innaffiato da un buonissimo easy-rock. Tutte le undici canzoni del disco sono di buona fattura, non ci sono quindi momenti di “stanca” e l’album si fa ascoltare dall’inizio alla fine. Ascoltandolo e riascoltandolo molte volte e in situazioni diverse, la cosa che si evidenzia è la peculiarità del suono che sembra appartenere effettivamente alla realtà de...

Roky Erickson with Okkervil River - True Love Cast All Evil (2010)

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di Silvano Bottaro Prosegue bene quest’annata musicale con Roky Erickson che insieme alla band texana degli Okkervil River pubblica "True Love Cast Out All Evil" disco che arriva dopo quindici anni da “All That May Do My Rhyme”. Per la comprensione dell’uomo e del disco è utile tenere presente che la vita di Erickson è stata particolarmente segnata da una serie di vicissitudini.  La lista è lunga, Roky, infatti, ha avuto problemi con la giustizia e la droga nei tempi passati e con la schizofrenia in tempi recenti. Ora completamente ristabilito e grazie a certi contatti: Will Sheff e Andrew Savage, manager degli Okkervil River, è ritornato in auge con questo nuovo album. Il disco è un’autobiografia in musica. Il male, la tristezza, la morte ma anche l’amore, la speranza la spiritualità sono i temi di cui parlano i testi delle sue canzoni. Dodici brani estremamente coraggiosi dove il nostro sessantatreenne cantautore mette a nudo tutta la sua vita. La sua voce intensa...

Peter Gabriel - Scratch my back (2010)

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di Silvano Bottaro E' noto che Peter Gabriel sia piuttosto parco nella produzione musicale, infatti l'ultima sua incisione risale a otto anni fa. Dopo quattro album intitolati con i numeri: 1, 2, 3 e 4 e altri tre con le sillabe: So, Us e Up, questo è il primo disco che ha un nome più comune: Scratch My Back che, non a caso, è un album di cover, quindi canzoni di altri musicisti. Gli stessi musicisti sono stati chiamati poi in causa per contraccambiare “il progetto" incidendo delle canzoni sue. Un album di cover fatto da Gabriel è però cosa diversa. I dodici brani presenti nel disco vengono completamente stravolti e arrangiati in maniera quasi irriconoscibile; pianoforte e archi sono il comun denominatore. Il disco che necessità di un ascolto non superficiale, fa però sentire subito la sua profondità. Ogni brano che Gabriel prende in considerazione viene sviscerato, scarnificato, pulito fino all’osso. Con attenzione ad ogni minimo particolare, ogni canzone vi...

Deftones - Diamond Eyes (2010)

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Il barbagianni in copertina, nella sua bellezza candida, ha una sua storia da raccontare: il suo nome scientifico è Tyto Alba (da τυτώ, la parola greca che traduce gufo, e dal latino alba perchè è bianco), il nome comune barbagianni, che usiamo solo noi in Italia, potrebbe derivare dal fatto che le piccole piume ricce attorno agli occhi possono sembrare una barba, oppure in maniera molto più fantasiosa, da barba, che in molte regioni soprattutto settentrionali vale "zio", e Gianni, ipocoristico di Giovanni, quindi "zio Giovanni", un nome parentale dovuto alla credenza che questo uccello abbia una funzione tutelare (è una versione che non mi convince, perchè anche al Sud si chiama solo barbagianni, la approfondirò).  La storia invece della band di oggi inizia quasi per caso nella seconda metà degli anni '80 con un incidente stradale: Stephen Carperter, mentre faceva skateboard, è investito da un'auto. Per questo, è costretto per un po' su una sedia a rote...

Black Country Communion - Black Country Communion (2010)

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Il mese delle storia degli album delle band con "black" nel nome si conclude oggi. Vorrei ringraziare i suggerimenti, alcuni davvero interessanti, come Federica che mi ha suggerito i Beast Of Black (un gruppo heavy metal scandinavo che ama inserire le tastiere stile anni '80 nelle loro canzoni, e fa cover di qualsiasi cosa, persino di Michael Jackson e non solo dei Manowar), ma ho scelto per chiudere questa carrellata, necessariamente parziale e soprattutto cercando di andare oltre le scelte più ovvie (i Black Sabbath, già protagonisti di questa rubrica, o i Black Keys) un gruppo che ritengo estremamente interessante. L'ultima storia riguarda un supergruppo, che i più attenti hanno già percepito essere un'altra di quelle piccole passioni musicali personali. Questo è uno dei più recenti, e soprattutto uno tra i meglio amalgamati e capace di cose, a mio avviso, davvero notevoli. Tutto nasce quando, per una serie di concerti, Glen Hughes e Joe Bonamassa iniziano a su...

Mingus Big Band - Live At Jazz Standard (2010)

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Chi e cosa è stato Charles Mingus? Le domande non sono così tautologiche come possono apparire. Nella storia dei grandi del jazz, porta agli estremi la ribellione culturale, l’esigenza di una riabilitazione personale, i problemi psichiatrici, una vitalità che molto spesso superava ogni eccesso nel cibo, nel sesso, nell’esternazione delle emozioni. Ma sopra ogni cosa Mingus è stato un genio creativo con pochi pari. Il burbero, scontroso, violento passa in secondo piano rispetto al musicista. È quello che successe poco dopo la morte, avvenuta nel gennaio del 1979: molti dei musicisti che avevano collaborato con lui, si strinsero intorno alla figura di Sue Mingus, la sua quarta moglie, e iniziarono a pensare a come omaggiare la sua musica. Tra l’altro, nonostante la debilitante malattia che lo stava progressivamente fermando, Mingus continuò a comporre e dettare musica, tanto che alla sua morte lasciò in eredità almeno 200 idee musicali tra spartiti, linee melodiche, idee sparse qua e là....

Mike Patton - Mondo Cane (2010)

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Il mese di storie musicali sulle cover e i dischi tributi ho deciso di concluderlo con uno dei dischi del genere più interessanti, inaspettati e deliziosi degli ultimi decenni. È un atto di amore e di ricerca di un’artista che definire poliedrico è dire poco, che come ha sempre detto in molte occasioni si è ritrovato ad avere metà cuore diventato italiano. Mike Patton a San Francisco, città dove è nato, verso la fine degli anni ‘80 sostituisce Chuck Mosely come cantante dei Faith No More, band fondamentale di quei primi avvisagli di mescolanze di genere e stili che verrà chiamato crossover: con 10 anni di vantaggio su quello che la critica definirà nu-metal, cuociono insieme, con la “delicatezza” di una pentola a pressione, metal, rock, rap, soul in un pietanza musicale che verrà poi provata da centinaia di band (penso a Epic, da The Real Thing, 1989, capolavoro del gruppo). Patton mostra subito delle doti canore straordinarie: capa...

Grinderman – Grinderman 2 (2010)

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di Silvano Bottaro Prosegue il progetto Grindermane dopo un primo disco ne esce un secondo che porta il titolo assai fantasioso di "2". Il lavoro non si discosta molto dal primo, il suono è più elettrico e chitarristico, del pianoforte neanche l’ombra. In quanto progetto, Grinderman è sperimentazione. Nelle nove canzoni Cave e soci sembrano cercare nuove forme sonore e frantumando la melodia in favore di schizzi punk, le canzoni diventano 'rumore', un rumore razionale sia chiaro, dove nulla è suonato a caso ma tutto appartiene ad un filo musicale ragionato. Il disco a molti potrà non piacere ma sarà solo per una questione di gusti e non di intelligenza. Cave rimane ancora un musicista e un interprete di prim'ordine e ancora una volta attraverso i Grinderman dimostra il suo essere ancora presente, per niente stanco ma ancora con molte cose da dire. 

Ali Farka Toure' & Toumani Diabate' - Ali and Toumani (2010)

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di Silvano Bottaro Fu grazie a Talking Timbuktu , il capolavoro inciso con Ry Cooder nel '94, che ad Ali Farka si apri una finestra nel mondo musicale mondiale.  Nel 2005 insieme con Toumani Diabate' incise il meraviglioso " In The Heart Of The Moon " un prezioso gioiello che si pensava fosse la sua ultima testimonianza, infatti l'anno dopo Ali Farka ci lasciò per un'altra vita. Ma a sorpresa, a cinque anni di distanza viene pubblicato questo " Ali and Toumani " ed è ancora solo ottima musica. Anche questo disco è stato registrato nel 2005 dopo il trionfo di " The Heart... " che vinse un Grammy ed ebbe una trionfale serie di concerti. Proprio per questo motivo, carico di entusiasmo, Toumani decise di registrare " Ali and Toumani " e in sole tre session pomeridiane il disco fu ultimato, anche perchè Ali era gravemente malato. Ancora una volta come per " In The Heart... ", i due musicisti del Mali, Ali grande c...

Peter Wolf - Midnight Souvenirs (2010)

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di Silvano Bottaro Bello il titolo e ancor più bello il disco di Peter Wolf “Midnight Souvenirs “. Non si può certamente dire che il nostro sessantaquattrenne cantautore non abbia rispettato il motto di “pochi ma buoni” perché infatti nei venticinque anni di carriera musicale la sua produzione discografica non ha riempito i scaffali dei negozi di dischi e neanche le tasche della sue case discografiche. Ha inciso infatti solo sette album, l’ultimo “Sleepless” risale a otto anni fa ed è considerato tra i primi 500 album di tutti i tempi per la rivista Rolling Stones. Il comun denominatore delle quattordici canzoni che compongono l’album è la semplicità. I brani in effetti non sono particolarmente elaborati o tecnicamente innovativi anzi, per la loro struttura a volte sembrano un po’ “easy” come dire “di facile ascolto”. Ed è proprio questo che aumenta il valore artistico dell’album: creare facili canzoni senza per questo scadere nelle canzonette commerciali e superficiali. La...

John Hiatt - The Open Road (2010)

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di Silvano Bottaro Con cadenza quasi biennale torna con un nuovo disco John Hiatt che alle porte dei sessant’anni ci regala questo The Open Road . Considero Hiatt uno dei migliori songwriter americani e la sua voce, insieme al compianto Willy de Ville , The Man e poche altre, tra le più belle in circolazione. Nella sua trentacinquennale carriera musicale John ha pubblicato una ventina di dischi, alcuni di poco valore, soprattutto i primi, alcuni capolavori; Slow Turning del ’88, l'irrinunciabile Bring the Family del ’87, disco che obbligo tutti ad avere nella propria collezione discografica e nel mezzo una serie di ottimi dischi; Perfectly Good Guitar , Crossing Muddy Waters , Master of Disaster e questo The open Road . Anche se al primo ascolto il disco non mi ha particolarmente colpito, un po' alla volta ha catturato le mie simpatie e, dopo la poco esaltante prova di Same old man del 2008, riporta John ancora in carreggiata, scongiurando così una sua possib...

Top Ten Musicale 2010

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1) Roky Erickson with Okkervil River - True Love Cast All Evil - Prosegue bene quest’annata musicale con Roky Erickson che insieme alla band texana degli Okkervil River pubblica "True Love Cast Out All Evil" disco che arriva dopo quindici anni da “All That May Do My Rhyme”. Per la comprensione dell’uomo e del disco è utile tenere presente che la vita di Erickson è stata particolarmente segnata da una serie di vicissitudini. Continua a leggere... 2) Ali Farka Toure' & Toumani Diabate' - Ali and Toumani - Fu grazie a Talking Timbuktu, il capolavoro inciso con Ry Cooder nel '94, che ad Ali Farka si apri una finestra nel mondo musicale mondiale. Nel 2005 insieme con Toumani Diabate' incise il meraviglioso "In The Heart Of The Moon" un prezioso gioiello che si pensava fosse la sua ultima testimonianza, infatti l'anno dopo Ali Farka ci lasciò per un'altra vita. Continua a leggere... 3) The Chieftains & Ry Cooder - San Patricio - Per...

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