Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta 1996

Alice In Chains - Unplugged (1996)

Immagine
Per oltre 20 anni dagli inizi degli anni '80 la commercializzazione dei dischi ha avuto un nuovo componente: i videoclip dei singoli. Si avvicinarono tutti, persino artisti ben lontani dalla generazione MTV: ne ricordo due, il Peter Gabriel che con Sledgehammer fa uno dei video più belli di sempre (fatto con la tecnica della claymotion dalla Aardman Animations,  il prestigioso studio di animazione di Bristol che diventerà tra i più famosi del mondo) nel 1986 e l'anno successivo addirittura i Grateful Dead con Touch Of Grey. Ai videoclip MTV dedicherà un premio, gli MTV Video Music Awards, per premiare i migliori prodotti (creando anche quelli Europei e Latin Music man mano che il gruppo di broadcaster cresceva). Si stanzieranno fondi enormi per i videoclip, spesso girati persino da famosi cineasti, legati alle colonne sonore dei film, con la punta d'eccesso di Michael Jackson che per Scream, il suo tentativo musicale di tornare alla ribalta, spenderà quasi 10 milioni di dol...

Kula Shaker - K (1996)

Immagine
La storia del disco di oggi, che ha titolo con una sola lettera, racchiude anche degli archetipi della musica rock: un successo travolgente all'esordio, un momento di crisi dovuto a delle dichiarazioni e il relativo oblio. La storia di oggi inizia negli anni '90 in Gran Bretagna, quando sta per arrivare la grande onda del brit pop. Cripian Mills è un giovane musicista proveniente da una famiglia di artisti molto famosi in patria: suo nonno John e sua madre Hayley sono stati infatti attori di grande successo negli anni '50 e '60. Suona la chitarra in un piccolo gruppo, gli Objects Of Desire, che suonavano per lo più agli spettacolo della pista di ghiaccio di Richmond. Mills parte per un viaggio in India, che sarà decisivo per gli sviluppi futuri, e quando torna, nel 1993 scoglie gli Objects Of Desire e fonda i The Kays insieme a Alonza Bevan al basso e Paul Winterhart alla batteria (che erano con lui anche nel gruppo precedente) e al cugino Saul Dismont, che canta. L...

Massimo Bubola - Amore e Guerra (1996)

Immagine
di Silvano Bottaro In Amore e Guerra , Massimo Bubola unisce passato e futuro, infatti, reinterpreta alcuni brani che ha scritto per altri con rinnovata energia ed intensità e dà a queste canzoni una veste completamente rinnovata. Bubola mostra le sue qualità di interprete, la sua rilettura è infatti lucida e piena di forza e le canzoni, che vengono da diciotto anni (dal 1978) di scrittura conto terzi, ne escono rivestite a nuovo: un disco come questo copre un buco nella discografia italiana. La musica è sana, americana nello spirito, italiana nel corpo; non c’è, in queste canzoni, la solita italietta canora, la solita tiritera melodica, bensì un suono robusto e vibrante, che ci scuote e ci porta a gustare il disco, a risentirlo ed a risentirlo in continuità. Chitarre elettriche, batteria dura, basso pulsante, ogni tanto una fisarmonica o un violino al servizio di qualche aria folkeggiante. Musica dolce e forte al tempo stesso: Bubola è un cavallo di razza che sa dosare ...

AA.VV. - Romeo + Juliet (music from the motion picture) (1996)

Immagine
La serie maggiaiola di dischi colonna sonora volge al termine. Per mia scelta iniziale, non ho considerato i classici opere di quei grandiosi giganti che hanno fatto delle colonne sonore quasi un nuovo ramo artistico (penso a Morricone, Zimmer, Williams, Rota, Badalamenti per dire i primi che mi vengono in mente), ho considerato alcuni lavori dove l’uso del brano rock fosse alquanto innovativo, direi di costruzione delle scene e non di semplice accompagnamento, e che furono anche motore di successo sia per il film che per le canzoni che compongono la colonna sonora. La scelta di oggi è caduta sul film di Buz Luhrmann, Romeo + Juliet, del 1996, una ripresa quasi del tutto integrale del classico dramma di William Shakespeare: il regista utilizza in maniera quasi identica trama e dialoghi, cambiando solo l’ambientazione, spostando le vicende dalla splendida Verona italica a Verona Beach, sobborgo di Los Angeles, negli anni ‘90 del ‘900, dove Montecchi e Capuleti sono due potenti famiglie ...

Manic Street Preachers - Everything Must Go (1996)

Immagine
La storia di oggi nasce nel 1986 per un anniversario: i 10 anni dalla formazione dei Sex Pistols. Un gruppo di ragazzi di Blackwood, nel Galles, decide di formare una band nel ricordo delle gesta degli irriverenti paladini del punk. Si chiamano all’inizio Betty Blue, che non è propriamente un nome che fa pensare al punk, ma quando durante un pomeriggio da busker a Cardiff di James Dean Bradfield, leader, cantante e chitarrista, un tizio sentendolo suonare gli chiede: “What are you, boyo, some kind of manic street preacher?” decidono di cambiarlo. Nascono così i Manic Street Preachers, un gruppo che ha ormai oltre trenta anni di vita musicale e che ha una parabola pressoché unica nel panorama britpop, movimento che sinteticamente sto raccontando in queste domeniche maggiaiole. Quando nel 1988 pubblicano il primo singolo, autoproducendolo, Suicide Alley, sono un terzetto composto da Bradfield, Sean Moore alla batteria e Nicki Wire al basso e anche seconda voce. C’è però un quarto compone...

The Wallflowers - Bringing Down The Horse (1996)

Immagine
Lo spunto per scegliere il tema delle storie di musica di Settembre me l’ha data una notizia musicale britannica: a fine luglio al primo posto della classifica del dischi più venduti in Gran Bretagna c’è il disco di debutto di una band irlandese, gli Inhaler, che si intitola It Won’t Be Always Like This. Non mi ha colpito la notizia in sè, sebbene siano i ragazzi solo i terzi irlandesi negli ultimi 20 anni a debuttare in prima posizione, ma che il leader della band è il cantante e chitarrista Elijah Hewson, che è figlio di Paul Hewson, conosciuto nel mondo come Bono, leader degli U2. Prendo spunto da questo per raccontare a Settembre di bei dischi di illustri figli d’arte. Premetto subito che non ci sarà Grace di Jeff Buckley, apparso qualche mese fa nella serie dei dischi unici dei loro autori passati alla leggenda. Ma iniziamo con un altra storia niente male, che secondo me è paradigmatica di quello che un figlio di un grande musicista può fare nel mondo della musica. Perchè nel caso...

Tool - Ænima (1996)

Immagine
La letteratura è stata spesso fonte di ispirazione per la musica, e la lista di artisti che ne hanno tratto per fare rock è infinita: da Il Signore degli Anelli alla Bibbia, da Steinbeck alle saghe vichinghe. Ma nessuno si era spinto fino a tanto: prendere cioè uno dei punti centrali della teoria di Carl Gustav Jung, anima e animus (termini utilizzati dallo psicanalista svizzero nei suoi lavori sull’inconscio collettivo) e incrociarli con enema (che tra l’altro in inglese di pronuncia quasi come anima, e che vuol dire clistere) per creare una combinazione alquanto eccentrica del concetto di catarsi, cioè una evacuazione che oltre che spirituale è ovviamente necessariamente fisica. Forse mai nessuno come James Maynard Keenan, cantante e leader dei Tool, aiutato da musicisti straordinari quali Adam Jones (chitarra), Justin Chancellor (basso), Danny Carey (batteria, uno dei più grandi di tutti i tempi), si era spinto a tanto, e va sottolineato come tutto il dualismo sia sottilmente iro...

R.E.M. - New Adventures In Hi-Fi (1996)

Immagine
La storia musicale di oggi ha una valenza particolare per me che ne scrivo perché è stato questo il primo disco comprato da me allora adolescente in uno dei negozi di dischi più importanti d’Italia. Questo disco è stato un momento di svolta per quella che è stata considerata, nei precedenti 15 anni, il complesso più interessante e di maggior successo del rock indipendente americano, almeno fino all’arrivo del grunge. I R.E.M. (che prendono il nome dall’acronimo del rapid eye movement, la fase del sonno in cui si sogna) nascono ad Athens, in Georgia alla fine degli anni ‘70, quando Bill Berry (batterista), Mike Mills (bassista), Peter Buck (chitarrista) e Micheal Stipe (cantante) amici del liceo, formano il gruppo. Hanno in comune la passione per le melodie anni ‘60, per la musica psichedelica e per il Jingle Jangle alla Byrds.  Iniziano a suonare e subito hanno un certo successo, tanto che Peter Holsapple dei dB’s li aiuta a firmare il primo contratto discografico. Il primo si...

Beck - Odelay (1996)

Immagine
Beck si chiama David Campbell, è figlio di un musicista e un'artista. Suo nonno materno, con cui vive per un certo periodo in epoca adolescenziale, è un'artista del gruppo Fluxus, suo nonno paterno un pastore presbiteriano. Sua nonna è ebrea, lui è cresciuto in una famiglia che aderisce al culto di Scientology, che abbraccia lui stesso (come sua moglie, Marissa Ribisi, sorella dell'attore Giovanni). Un bel mix di religioni, talenti e punti di vista si agita dentro la vita di Beck, menestrello elettronico a cui il rock'n'roll del XXI secolo guarda con crescente attenzione e indefettibile speranza. Il tutto comincia nel 1994, quando il disc jockey di una radio universitaria lancia in California — e da li, nel mondo — le note sintetiche (però con steel guitar) di Loser. E un ritornello Sono un perdente, baby, perché non mi ammazzi ?») che diventa il sarcastico inno di una generazione. Beck è del 1970, di lui dicono che ama Bob Dylan e i Beastie Boys: l'affermazi...

E T I C H E T T E

Mostra di più