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Visualizzazione dei post con l'etichetta 1962

Roland Kirk - We Free Kings (1962)

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 L'ultima storia musicale marzolina che racconta dischi di musicisti con una disabilità termina oggi con un musicista francamente eccezionale. A Roland Kirk, nato Ronald (e vi dirò presto perché cambia nome) la sua disabilità, la cecità, arrivò dopo una cura oftalmica sbagliata a soli due anni. La disabilità non gli impedì di studiare musica e di diplomarsi a pieni voti alla Ohio High School For Blind. È mentre frequenta la scuola che ha uno dei primi sogni "impositori" che segneranno la sua vita e la sua carriera di musicista: sogna a 14 anni infatti che uno spirito gli impone di dover suonare più sassofoni contemporaneamente. Quella che sarà una delle sue caratteristiche fondamentali, presentarsi cioè sul palco con vari strumenti al collo lo spingerà a imparare una tecnica di respirazione particolare, la respirazione circolare o respirazione continua: questa consiste nell'essere in grado di soffiare in uno strumento e di aspirare simultaneamente (usando le guance co...

Ray Charles - Modern Sounds In Country And Western Music (1962)

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di Silvano Bottaro Attivo, e con successo, già negli anni Quaranta, Ray Charles Robinson (con il tempo, nella musica il cognome è caduto) può contare su un'autonomia inaudita, per di piú per un artista di colore. Convinto, dall'incursione nel jazz di qualche mese prima (Genius + Soul = Jazz), di avere di fronte a sé possibilità praticamente infinite, decide di provare ad approfondire alla sua maniera il repertorio del country. La sua maniera consiste nell'utilizzare una big band di ascendente jazz, con - quando serve - una sezione d'archi e cori in controcanto. E la ricetta degli album che ha inciso sul finire degli anni Cinquanta e all'alba dei Sessanta, quelli che hanno fatto di lui il numero uno sul mercato americano e della sua Ray Charles Enterprises un'azienda in ascesa. E chiaro, però, che la nuova impresa, di fronte alla quale peraltro tutti cercano di scoraggiarlo («Perderai i tuoi fan e non ne guadagnerai di nuovi», gli dice il presidente dell'AB...

Bill Evans Trio - Sunday At Village Vanguard (1961) e Waltz For Debby (1962)

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La storia di oggi per una volta unisce due dischi. Due dischi leggendari che vennero registrati live lo stesso giorno, il 25 giugno 1961, una domenica, in uno dei templi del jazz newyorchese, il Village Vanguard di Max Gordon e sua moglie Lorraine. A suonare quella settimana, nella storica accoppiata pomeriggio-sera, da allora un must delle serate live del Greenwich Village, c’era un trio, un uomo al pianoforte, Bill Evans, un contrabbassista, Scott LaFaro, e un batterista, Paul Motian. I tre formavano il Bill Evans Trio, una delle più grandi espressioni della musica jazz del ‘900. Fulcro del progetto era William John “Bill” Evans. Evans è considerato una delle figura centrali del jazz del dopo guerra: di formazione classica, sin dagli anni ‘50 al college inizia a far parte di piccole band di jazz, spostandosi tra New York e l’Illinois. Nel 1950, viene scritturato come pianista per un tour con la leggendaria Billie Holiday, evento che gli permette di entrare nel giro del jazz che ...

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