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Mavis Staples – You Are Not Alone (2010)

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di Silvano Bottaro Il gospel è nel sangue di Mavis Staples ma “You Are Not Alone” non è un disco di solo gospel, anzi. Dopo il bellissimo " We’ll Never Turn Back " del 2007, disco prodotto dallo straordinario talento di Ry Cooder, la Staples per questo album si fa aiutare da Jeff Tweedy leader di quella formidabile band chiamata Wilco. Come successe con il disco precedente, anche Jeff Tweedy, estroverso e geniale chitarrista, non impone il suo suono e, come fece Cooder, accompagna solamente la cantante di colore, ricucendole attorno delle sonorità rock e blues per poi intrecciarle alla profonda e bellissima voce gospel della Mavis. A differenza di "We’ll Never Turn Back", dove la Staples recupera brani del periodo della lotta per i diritti civili e i testi parlano di lotta e di emancipazione, in questo suo ultimo lavoro le tredici canzoni si orientano verso un repertorio più classico e sacro. Un disco importante, bello e profondo.  

Mavis Staples - We'll never turn back (2007)

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di Silvano Bottaro E’ un doppio filo quello che percorre questo ottimo disco. Il primo è quello di Mavis Staples: il gospel, il soul, la lotta, Dr. King (Martin Luther King) e la sua splendida voce. Il secondo è quello di Ry Cooder: la produzione, il suo talento, la sua musica e il suo essere straordinario. L’unione di questi due “fili” che tra loro si intrecciano, come la trama e l’ordito, formano un tappeto sonoro unico e inimitabile. Questo “tappeto sonoro” provoca e trasmette dei segnali che vanno a stimolare anche quelle “zone” più latenti del nostro cervello, creando così nuove sensazioni, nuove emozioni, che credevamo perdute. Mavis Staples è una cantante di colore di 67 anni, è una leggenda del gospel. Possiede una delle voci più belle della musica soul, una delle voci più preziose della musica contemporanea. E’ stata cantante solista per tantissimi anni negli Staple Singer assieme al padre Roebuck Pops. Incide questo, che probabilmente, è il più bel disco della sua ...

Mavis Staples - One True Vine (2013)

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di Silvano Bottaro A sei anni dall'ottimo Well never turn back e a tre dal buon You are not alone, ritorna Mavis Staples con "One True Vine", quattordicesima incisione della sua ultra quarantennale carriera. Da cantante gospel qual'è, è ancora la fede il comune denominatore dei suoi testi, ma è sempre la sua meravigliosa voce a renderli superlativi. A fronte dei suoi settantaquattro anni, la Mavis non mostra segni di decadimento ma anzi, come i migliori vini rossi, migliora col tempo. Continuando la collaborazione artistica con Jeff Tweedy leader dei Wilco, iniziata con "You Are Not Alone" nel 2010, di cui è produttore, anche questa volta la Staples riesce a dare il meglio di sé. Fin dalle prime note è palpabile la passione religiosa per il Vangelo e il suo credo incrollabile ma è poi la sua voce e il feeling che riesce a creare che sanno rendere grandi le canzoni e farle apprezzare anche ai più atei ed agnostici. E' proprio questa la grandezza...

Mavis Staples e Levon Helm - Carry Me Home (2022)

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di Gianni Del Savio  2011, Woodstock, NY. Là dove abitava e aveva i suoi studios (The Barn) Levon Helm, con tanto di locale e palco per prove, concerti e reunions. Forti della loro amicizia, scattata durante la collaborazione per The Last Waltz, l'addio della Band (al gioiello filmico, a cui contribuirono anche i leggendari Staple Singers, ci pensò Martin Scorsese nel '78), Levon e Mavis, poco più che settantenni, s'incontrano per celebrare anche la momentanea, ritrovata salute del grande batterista e cantante – da tempo operato per un tumore diagnosticato una dozzina d'anni prima -, purtroppo scomparso l'anno dopo di queste registrazioni. Con loro, uno stuolo di strumentisti e coristi delle rispettive band: undici componenti per quella di Helm, tra cui la figlia Amy ai cori; sette quelli della Staples, che tra le voci di supporto annovera la sorella Yvonne, di due anni più anziana (nata nel '37). Il tutto porta alla realizzazione di questo brillante album, riev...

Mavis Staples – We Get By (2019)

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di Lejla Cassia Nel tentativo di individuare cosa renda così forte l’immagine di Mavis Staples si corre il rischio di vincere le Olimpiadi dell’ovvio. Una voce straordinaria, una risata sorniona e contagiosa, il soul, il blues, il gospel e l’r’n’b, l’impegno sociale, profondamente radicato nell’American Civil Rights Movement, un intuito spiccato nel ricercare o accettare le collaborazioni che le vengono proposte o forse, alla fine di tutto, la sua potenza in qualità di trasmettitore di un messaggio ancora troppo urgente. In We Get By, dodicesimo album dell’artista di Chicago e primo in collaborazione con Ben Harper, la credibilità della comunicazione si regge più sulla magnificenza della Staples che sulla co-produzione/scrittura di Harper che, per astuzia o per ansia da prestazione, consegna alla Staples e alla sua band una manciata di demo scheletriche, sufficienti a tirare su un disco e su cui costruire ciò che gli riesce meglio. “We Get By”, è un patto di sangue tra Mavis S...

Mavis Staples - Livin’ On A High Note (2016)

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di Bruno Conti Mavis Staples (con Bettye LaVette) è rimasta, tra le grandi voci della soul music ancora in attività, quella in grado di regalarci emozioni e bei dischi: in teoria ce ne sarebbero altre, ma Aretha Franklin non fa più un disco decente da oltre trent’anni, Diana Ross pure, Tina Turner pare essersi ritirata, ma anche lei campava a furia di duetti con Ramazzotti, Gladys Knight e Dionne Warwick continuano a fare album di onesto crossover tra pop e blanda musica soul, ma non erano mai state tra le vessillifere del R&B più sanguigno. Quindi torniamo a Mavis Staples, 76 anni compiuti, in attività con gli Staple Singers dal lontanissimo 1950, e come solista. in diverse fasi della sua carriera, nel 1969, poi negli anni ’80 e ’90 (anche un paio di album prodotti da Prince), ma, a parte l’attività nel gruppo di famiglia che le ha dato fama e gloria imperitura, ha iniziato a produrre musica di qualità solo negli anni 2000. Prima con Have A Little Faith, bellissimo disco pubb...

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