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The Byrds - Mr. Tambourine Man (1965)

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di Silvano Bottaro «C'era uno spazio enorme tra i Beatles e Bob Dylan. Noi ci siamo piazzati proprio nel mezzo», razionalizzerà anni dopo Chris Hillman parlando dei Byrds, che molti americani considerano infatti una sorta di risposta alla British Invasion di quegli anni. I Byrds sono tutti, per quanto giovani, ex musicisti cresciuti nel folk che hanno capito in quale direzione ha preso a soffiare lo spirito del tempo. Bene, l'idea è giusta: dare al rock'n'roll della nuova era, quella post Beatles, un'energia prettamente americana; ma come? La prima intuizione, decisiva, ce l'ha Roger McGuinn, che nella vita precedente suonava il banjo, quando ascoltando A Hard Day 's Night scopre dai Beatles (in particolare da George Harrison) che cosa è possibile ottenere da una chitarra Rickenbacker. Adotta quella a dodici corde, che diventerà l'elemento piú caratteristico del suono dei Byrds. Non basta ancora: qualcuno, alla casa discografica Columbia, mette le mani...

Turn! Turn! Turn! - The Byrds (1965)

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 L'ispirazione (qualcosa di più di una semplice ispirazione) venne leggendo il Libro dell'Ecclesiaste: "C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, / un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. / Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, / un tempo per demelire e un tempo per costruire. / Un tempo per piangere e un tempo per ridere, / un tempo per gemere e un tempo per ballare. / Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, / un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. / Un tempo per cercare e un tempo per perdere, / un tempo per serbare e un tempo per buttar via. / Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, / un tempo per tacere e un tempo per parlare. / Un tempo per amare e un tempo per odiare, / un tempo per la guerra eun tempo per la pace". Il testo dell'Ecclesiaste venne adattato quasi letteralmente da Pete Seeger, figura centrale nel folk revival americano, in Turn! Turn! Turn!, e inciso nel 1962...

The Byrds - Sweetheart of the Rodeo (1968)

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Mai aggettivo fu più appropriato (e abusato) di seminale per descrivere un disco come Sweetheart Of The Rodeo, cuore della questione country rock e a ben vedere anche precursore di tutto il discorso del cosiddetto rock delle radici. Come giustamente sottilinea il critico David Fricke, nelle note della ristampa di qualche anno fa, questo non fu certamente il primo disco a inventare l'affascinante ibrido del country rock, ma certamente risultò il più influente e profondo, anche per la nomea di paladini del nuovo suono californiano che i Byrds si trascinavano appresso. Quelli di Sweetheart Of The Rodeo sono però una band completamente rivoluzionata: l'uscita di scena di David Crosby e Micheal Clark apre la strada alla collaborazione (e alle continue tensioni, i due dureranno pochi mesi insieme) fra Roger McGuinn e Gram Parsons, quest'ultimo vero fulcro della svolta tradizionale. Musicista sudista dall'educazione country e bluegrass, Parsons apre la band alle gioie di Na...

The Byrds - Younger than Yesterday (1967)

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Seminali e anticipatori di suoni e tendenze, i Byrds più che una vera band furono un grande laboratorio musicale dove alcune tra le più illuminate menti (Roger McGuinn, Gene Clark, David Crosby, Gram Parsons, Chris Hillman) della giovane scena rock americana mossero i primi passi per poi fuggire ed affermarsi altrove, rendendo impossibile ai Byrds di cementare una propria identità di gruppo, ma consentendo alla band di assorbire influenze e contributi diversi rendendo la propria opera sempre innovativa. Il miglior esempio di questo melting pop musicale è per l'appunto Younger Than Yesterday, quarta opera della band che seguì la svolta psichedelica di Fifth Dimension. Reduci dalla fuoriuscita di Gene Clark, realizzarono un album maturo in cui le idee e le intuizioni dei due fuoriclasse, McGuinn e Crosby, si integrano alla perfezione raggiungendo un punto di equilibrio unico. Se pezzi quali Have You Seen your Face o Renaissance Fair sono stupendi esempi del classico folk rock psic...

Accadde oggi...

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26 giugno 1965: "Mr. Tambourine Man" dei Byrds arriva al numero uno delle classifiche americane. La canzone è stata scritta da Bob Dylan e qualcuno nel testo ci vede un esplicito inno all'uso di sostanze stupefacenti.

Eight Miles High - The Birds

Otto miglia d'altezza e quando scendi giù Scoprirai che è più strano di quanto credevi I segnali per strada ti dicono dove seu diretto Sono da qualche parte proprio per svolgere il loro ruolo Da nessuna parte si trova il calore Di coloro che hanno paura di perdere il loro terreno Città grigia e piovosa nota per il suo rumore Qua e là pochi volti liberi In giro per le piazze la gente ammassata sotto le tempeste Qualcuno ride, altri sono forme senza contorno Scene da marciapiede e limousine nere Qualcuno che vive, altri che restano da soli.

So you want to be a rock'n'roll star - The Byrds

Così vuoi diventare una rock'n'roll star Così vuoi diventare una rock'n'roll star Allora ascolta cosa ho da dirti Prenditi una chitarra elettrica Un pò di tempo per imparare a suonarla E quando i capelli saranno della lunghezza giusta E i pantaloni ben stretti Allora sarà tutto a posto Sarà il momento di scendere giù in città Dall'agente che non ti deluderà Venderà la tua anima alla casa discografica Che sta solo aspettando di vendere i dischi di plastica E in un paio di settimane, se salirai le classifiche Le ragazze vorranno trascinarti con loro Ma hai dovuto pagare per diventare ricco e famoso Non è stato tutto così strano? Stai diventando un pò pazzo Soldi che arrivano e l'acclamazione della gente Non dimenticare chi sei Sei una rock'n'roll star.

E T I C H E T T E

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