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Visualizzazione dei post con l'etichetta pixies

Pixies - Doolittle

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Pixies – Doolittle (1989)

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di Silvano Bottaro Era la fine degli anni Ottanta e non si pensi, musicalmente parlando, che le cose andassero male, tutt’altro. “ Come on Pilgrim ”, il mini album d’esordio del 1987, aveva fatto scalpore e più impressione ancora aveva suscitato il seguito, “ Surfer Rosa ” (1988) votato miglior disco dell’anno dai critici del settimanale Melody Maker. Ma, i Pixies scrissero il loro capolavoro con “ Doolittle ”, salutato dai fans e dai critici come un sublime artefatto di post punk. L’album è il risultato di varie influenze, un misto di note sonore inizialmente riprese da gruppi come gli Husker Du, Violent Femmes, Jesus and Mary Chain, e i Pere Ubu. Questo disco dalla musica incontenibile possiede, infatti, una freschezza ed una vitalità praticamente inesauribili. I Pixies con “ Doolittle ” hanno creato un disco meno devastante dei precedenti, più estroso, sottile.  Doolittle è una sorta di enciclopedia del rock americano in versione, naturalmente, molto riveduta e poco “corrett...

Pixies - The Night the Zombies Came (2024)

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 di Imma I Ma perché crescere, maturare, (e diciamolo) invecchiare dovrebbero far male se si riescono a mantenere integri la creatività, il talento, l’arte? Dopo l’ascolto di questo album a me sembra che almeno per i cantori di Boston proceda tutto veramente bene. Interpretare la musica alternative rock in chiave moderna, in un periodo in cui persino l’aggettivo ‘alternativo’ sembra essere desueto è oltre il coraggioso, più vicino all’eroico, all’epico, di classe. Ed è tutto ciò che scatena l’ascolto di questo nuovo album in studio dei Pixies, “The Night The Zombies Came”, che arriva a distanza di due anni dal precedente “Doggerel”. Si inizia con Primrose e si procede con le altre canzoni, fino alla sesta traccia ci si chiede: – “Ma insomma dov’è la beffa? La ripetizione? L’inganno? Datemi qualcosa che non mi piaccia, qualcosa per poter dire mmm… già sentito…” E invece no, fino alla fine delle tredici canzoni ogni attacco è uno stupore, nulla si ripete e tutto sembra perfettamente ...

Pixies – Doggerel (2022)

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  di Diego Ballani Facciamo brevemente il punto sulla seconda vita dei Pixies. Riunitisi nel 2004 per monetizzare lo status di progenitori del moderno indie rock, Black Francis e soci arrivavano all’album dieci anni più tardi, solo per mettere in campo una sconfortante mancanza di idee. Indie Cindy e Head Carrier erano gli stanchi output di una band dalla creatività inaridita, che parodiava se stessa e chiedeva ai fan uno sforzo di sospensione dell’incredulità: solo in questo modo era possibile immaginare di avere di fronte gli autori di classici come Doolittle e Surfer Rosa. Era andata meglio con il successivo Beneath The Eyrie: l’album del 2020 aveva fatto uscire i quattro dalla loro comfort zone e li aveva visti agire in una dimensione più folk e cantautoriale. Con un Paz Lenchantin finalmente integrata all’interno del collettivo, quei dodici brani sembravano il frutto di un serio processo di scrittura, piuttosto che pastrocchi composti con la mano sinistra il giorno prima di en...

Pixies – Beneath The Eyrie (2019)

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di Fabio Gallato Al di là della ormai stucchevole disquisizione sul fatto che i Pixies senza Kim Deal siano davvero i Pixies o no, i due dischi post-reunion della band statunitense non erano certo memorabili, e l’ammutinamento della storica bassista dalla solita operazione nostalgia c’entrava poco o nulla. “Indie Cindy” e “Head Carrier” suonavano semplicemente superflui e manieristi, come spesso accade a band un po’ in là con gli anni che si ritrovano dopo una lunga pausa. “Beneath The Eyrie” invece, la cui genesi mi è scivolata addosso in un’aura di insostenibile indifferenza, è un centro quasi pieno, non fosse altro perché al terzo tentativo i nostri mettono in fila una bella serie di pezzi credibili e per certi versi sorprendenti. Via le pose contratte dei due episodi precedenti, i Pixies si ripresentano sciolti e carichi ai blocchi di partenza, rimettendo in scena l’alt-rock dal piglio fortemente scenografico dei bei tempi e, senza farsi travolgere dal solito vortice nost...

Doolittle – Pixies

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L’illustratore Vaughan Oliver e il fotografo Simon Larbalestier ebbero il compito di tradurre in immagini i testi scabrosi e deliranti della band. Gli scatti che presentarono, 15 in tutto, furono accolti con favore perché trasmettevano un sentimento di fascinazione per la decadenza e la propensione al macabro.

Pixies - Doolittle (1989)

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«Stavo solo cercando di copiare i Pixies», dirà qualche anno dopo Kurt Cobain parlando di Smells Like Teen Spirit. Qualche anno prima, ha identificato in Surfer Rosa, il primo album vero della band di Boston, una delle ragioni per cui ha immaginato di fare il musicista. Pixies, la grande band che avrebbe potuto essere enorme (Gigantic è un pezzo del primo album), se solo i tempi fossero stati maturi, o se Black Francis e Kim Deal non si fossero detestati (amati/odiati?)... Stava solo copiando Debaser, il povero Kurt, con quell'attacco di basso, la chitarra lasciata libera di intessere la sua tela, la strofa quasi melodica, il ritornello quasi urlato. Per non parlare del testo, ugualmente surrealista, immaginifico e incomprensibile. Black Francis l'ha scritto pensando ai tempi dell'università, quando il professor Levine gli mostrava i film delle avanguardie storiche del Novecento. Ora canta, anzi, urla: «Non so tu, ma io sono un Chien Andalou» (lui dice «Andalucia», ma va...

Pixies – Head Carrier (2016)

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In un vecchio numero de “Il Mucchio Selvaggio” in versione settimanale, copertina coi Warrior Soul, primi anni Duemila, appariva un’intervista a Frank Black. Al tempo era ormai affermato autore solista, lontano dall’esperienza Pixies e impegnato nella promozione di Dog In The Sand, terza fatica assieme ai Pistoleros. In quella chiacchierata (e l’intervistatore mi perdonerà se non riesco a ricordare chi fosse: se un Guglielmi, un Vignola, un Cilìa o un Testani – sto andando a memoria) il buon Charles Michael Kittridge Thompson IV, alla domanda su quali fossero le cose belle e brutte del periodo con Kim Deal, Joey Santiago e David Lovering, rispondeva più o meno che aveva apprezzato i concerti pieni e i dischi ben recensiti, sottolineando però che per quegli anni provava un leggero rammarico per la mancanza di auto-editing. Come dire che, volendo essere maliziosi, la follia dei Pixies, quella cosa che li ha resi unici al mondo, era, più che un’idea, una spinta urgentissima, irrefrenab...

Where Is My Mind? - Pixies

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Dov'è La Mia Mente? Aaah Ooooooh - ferma - aah eei Con i piedi in aria e la tua testa a terra Prova questo trip e fallo girare, si La tua testa collasserà Se non c'è niente dentro E ti chiederai Dov'è la mia mente Dov'è la mia mente Dov'è la mia mente Una via d'uscita nell'acqua La vedo nuotando Stavo nuotando nei Caraibi Gli animali si nascondevano dietro gli scogli Eccetto il pesciolino Ma mi hanno detto di nuotare è per cercare di parlarmi, coy koi Dov'è la mia mente Dov'è la mia mente Dov'è la mia mente Una via d'uscita nell'acqua La vedo nuotando Con i piedi in aria e la tua testa a terra Prova questo trip e fallo girare, si La tua testa collasserà Se non c'è niente dentro E ti chiederai Dov'è la mia mente Dov'è la mia mente Dov'è la mia mente Una via d'uscita nell'acqua La vedo nuotando Ooooh Con i piedi in aria e la tua testa a terra Ooooh Prova que...

E T I C H E T T E

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