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Vera Sola - Peacemaker (2024)

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 di Gianfranco Marmoro All’inizio erano ombre (“Shades”, anno di grazia 2018), in un attimo messe a fuoco con un’intensità poetica che toglie il fiato: l’America di Vera Sola è uno spaccato inedito, il racconto gothic-noir di una Nashville selvaggia e oscura, che in pochi hanno avuto il coraggio di raccontare. Per “Peacemaker”, la cantautrice americana Danielle Ackroyd (in arte Vera Sola) ha assoldato il co-produttore Kenneth Pattengale (Milk Carton Kids) e uno stuolo di musicisti coi quali scolpire un immaginario sonoro non più circoscritto al dialogo del passato fatto di voce, chitarra e poche sparute vestigia malinconicamente dream-pop che stavano in bilico tra la sensibilità di Marissa Nadler e la solitaria drammaturgia di Leonard Cohen. La scelta di ampliare la struttura strumentale, con band al completo e annesse sezioni d’archi e fiati, va a tutto vantaggio dell’autenticità dei personaggi e delle storie di solitudine, amore e violenza che fanno da sfondo all’album.  Pur...

E T I C H E T T E

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