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Marquee Moon - Television (1977)

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Proprio come un personaggio di una canzone di Johnny Cash uccideva un uomo a Reno solo per vederlo morire, Richard Meyers un giorno incendiò un campo in Alabama solo per vederlo bruciare. Quando lo arrestarono, diede quella come giustificazione. Con lui c'era Thomas Miller, personaggio egualmente strambo anche se più compassato e meno irruento. Qualche anno dopo, ad adolescenza già conclusa, si ritroveranno a New York per dare vita a un progetto pioneristico e stupefacente: i Television.   (M. Cotto - da Rock Therapy)  

Television - Marquee Moon (1977)

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Il Country Blue Grass Blues and Other Music For Uplifting Gourmandizers, conosciuto comunemente come CBGB’S, aprì nel Lower East Side di Manhattan all'indirizzo 315 di Bowery Street a New York. In pochissimo tempo il locale di Hilly Kristal si trasforma nel palco dove le band underground della città vengono ad esibirsi. Tra le primissime a calcare le assi del palco c’è un gruppo trio, i Neon Boys, formato da un batterista, Billy Ficca, e da due chitarristi, Richard Myers e un ragazzo del New Jersey dal collo cignesco innamorato così tanto della poesia francese maledetta che si dette come d’arte il nome di Tom Verlaine. Questo è il primo passo di una delle più geniali rock band americani del periodo, il cui suono divenne seminale per un’intera generazione. Ispirandosi alla psichedelia degli anni ‘60, sono gli apripista per quello che solo sommariamente può essere considerato il punk americano, che piuttosto vedrà suonare su quello stesso palco del CBCG’s future leggende come il P...

Television - Marquee Moon (1977)

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Un disco etereo, imperfetto, fragile e inclassificabile nella sua costruzione avant garde, con l'apoteosi dei suoni Fender (chitarre più amplificatori) cristallini e lancinanti a circoscrivere le canzoni dei Television. Un gruppo di jazzisti più che una rock'n'roll band: le chitarre di Tom Verlaine e Richard Lloyd si alternano secondo schemi ben organizzati, seguendo l'alternarsi dei temi, per poi divagare su assoli trascinanti e riff brucianti e intensi. Basso (Fred Smith) e batteria (Billy Ficca) hanno uno swing tutto loro, pulsante e minimale e l'insieme non ha paragoni se non, in parte, nei primissimi Talking Heads. D'altra parte Marquee Moon sarà importante e influente almeno quanto Horses di Patti Smith, anche se in modo più meno viscerale e più sottile. Dai R.E.M. ai Radiohead devono tutti moltissimo a Marquee Moon e, per estensione, ad Adventure. Qui vale la pena anche di sfatare l'opinione, largamente diffusa ma non per questo altrettanto credi...

Television - Marquee Moon (1977)

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Anche loro vengono dal giro del CBGB, dalla scena dark di Downtown Manhattan, ma certo considerarli punk risulta difficile. Accostarli ai Ramones, per esempio, è impossibile. Li si può avvicinare a Patti Smith, ecco, e per restare all'interno della mitologia newyorkese c'entrano di sicuro anche i Velvet Underground del decennio precedente. Ma gli anni non trascorrono invano e i Television di Tom Verlaine sono decisamente figli del loro tempo. Due chitarre acide, una voce stridula, assoli che si susseguono e strutture armoniche che si ripetono con piccole e sempre piú significative variazioni (ecco l'insegnamento del minimalismo dell'arte contemporanea applicato alla musica): in Marquee Moon, l'album d'esordio, i Television rovesciano su chi li ascolta lava chitarristica incandescente con una fede assoluta, e assolutamente anni Settanta, nella propria voce e nella necessità di darle spazio adeguato. Ritornati da alcune sessioni di registrazione con Brian Eno c...

Television – Marquee Moon (1977)

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di Stefano Puddu Concepito in un periodo storico che vide l’esplosione del punk generare l’eccitazione dei sobborghi su entrambe le sponde dell’Atlantico, la pubblicazione di Marquee Moon nel febbraio del 1977, arrivò nel momento in cui le attenzioni dell’industria discografica erano rivolte alla luminosa mediocrità dei ‘due minuti a pezzo’ e soprattutto alle produzioni levigate di band come gli Eagles e Fleetwood Mac. Distanziandosi dalla narrazione più dirompente azionata delle sonorità dei loro contemporanei britannici – Sex Pistols, Damned, Wire, The Vibrators – e dalle evoluzioni surf nel punk-rock statunitense dei Ramones, la band capitanata da Tom Verlaine (appellativo che ossequia il poeta decadente) intraprese un cammino rivoluzionario e audace, caratterizzato da un inventiva bruciante che rifiutava i confini stilistici. Combinando magistralmente elementi punk, garage, blues e jazz. Il linguaggio espressivo sopraffatto dall’alienazione metropolitana – come mostra ...

E T I C H E T T E

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