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Visualizzazione dei post da Maggio, 2015

The Mothers Of Invention - Freak Out! (1966)

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Frank Zappa — di chiare origini italiane, suo padre è di Partinico, Sicilia — ha fatto qualche soldo come compositore di colonne sonore, ma è finito in galera dopo aver registrato un nastro Sexy-goliardico per un agente della buoncostume in incognito. Ha dovuto vendere lo studio, da lui ribattezzato Z: lo salvano dalla bancarotta chiedendogli di entrare nei Soul Giants, che poco alla volta modella a sua immagine e somiglianza. Erano un gruppo di rhythm and blues, con lui diventano una stranissima entità che prende i generi mainstream, dal rhythm and blues, appunto, al pop piú banale, li smonta e li rimonta in maniera tanto calligrafica da diventare inquietanti. I testi sono spesso allusivi e feroci, quasi sempre ironici. Sulle qualità musicali della band non sono ammesse discussioni: si ribattezzano Mothers il giorno della Festa della mamma del 1965, ma l'ambiguità sessuale c'entra poco o niente. Nell'ambiente dei musicisti Mother è l'abbreviazione di Motherfucker, un…

Genesis – Selling England By The Pound (1973)

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Bill Fay - Who Is The Sender? (2015)

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di Ricardo Martillos
Davvero sfortunata la storia musicale di Bill Fay. Dopo due ottimi dischi ad inizio degli anni settanta, "Bill Fay" e "Time of the last persecution", entrambi usciti per la Deram, è scomparso per lungo tempo dai radar per riapparire con l'avvento di internet e della rete. Se parliamo di musica certamente il web ha contribuito a riportare alla luce dei veri e propri gioielli nascosti. Quelli di Bill Fay appartengono a questa categoria ma, collezionisti e cultori di oscuri solisti folk a parte, furono pochi all'epoca del vinile quelli che tennero nella giusta considerazione i suoi primi lavori. La Dead Oceans ha avuto ottimo fiuto nel riportarlo alla luce tre anni fa, con il bellissimo "Life is people", a continuazione di varie antologie d'inediti e lost tracks. Come è già successo col disco di Ryley Walker, altro bravo artista della stessa etichetta, anche questo nuovo album di Bill è circolato liberamente in rete anche due…

Jaco Pastorius

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Buffy Sainte-Marie - Power In The Blood (2015)

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di Mauro Eufrosini
Il modo più semplice per provare a raccontare di questo Power In The Blood è far finta di credere che Buffy Sainte Marie sia, soltanto, una autrice e cantante. Di dimenticarci delle sue esperienze di artista multimediale e del suo impegno di pacifista e cooperatrice, a difesa e sostegno dei nativi americani, popolo al quale lei stessa appartiene. Ma anche così, pur essendo questo il modo più semplice, ridurre Power In The Blood alla sua sola dimensione fisica di album, non rende tuttavia semplice raccontarlo.
Perché la multidimensionalità, artistica e strumentale, attraverso la quale Buffy Sainte Marie ha giocato l’intera sua esperienza di donna e artista Cree è, ancora una volta, la chiave, la sola possibile, per provare a decodificarlo.
Power In The Blood sin dalla semplice scansione della scaletta dei 12 brani che lo compongono, si presenta paradigmatico dell’intero suo percorso di cantante e autrice. Non è certo per caso, infatti, che l’apertura sia affidata a I…

Dolly Parton, Vanity Fair, 1991

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Bitter Fruit - Little Steven

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Frutto Amaro

Dicono sempre che sono nato felice,
lavoro in questi campi di abbondanza,
sudo per la compagnia lontana,
la frutta che una volta era dolce adesso ha un sapore più amaro.

Mio padre era un sindacalista
molto fiero e onesto,
sono venuti e l'hanno portato via quando ero piccolo,
lotterò  fino a che il suo lavoro non sarà portato a termine.

E i miei figli sono affamati,
vogliono assaggiare la vita dolce,
benchè i miei occhi si siano stancati col tempo,
il loro desiderio mi tiene in vita.

Non raccoglierò piu' nessuno dei tuoi frutti amari.

Ho una sorella che ama sognare,
ora lavora proprio al mio fianco,
lavoriamo la terra che non potremo mai possedere,
un giorno raccoglieremo ciò che abbiamo seminato.

Non guardo a est, non guardo a ovest,
non capisco il loro accento,
se non sono soldati sono un debito straniero,
ma questo non l'hanno ancora vinto .

Presto dai campi arriverà il fuoco,
per pulire via le bugie da ogni parte,
le fiamme della libertà cresceranno più alte,
fino a che il desideri…

Depeche Mode

Originari di Basildon, Essex, amici fin dai tempi di scuola, Vince Clark (1960) e Andy Fletcher (1961) fondano agli inizi degli '80 il gruppo pop Composition of Sound. Con l'ingresso del cantante Dave Gahan (1962) e un deciso cambio di stile, ora orientato verso la new wave elettronica, diventano Depeche Mode. Partecipano all'antologia colettiva Some Bizzare.
Discografia e Wikipedia

Pink Floyd – A Saucerful Of Secrets (1968)

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Van Morrison - Inarticulate Speech of the Heart (1983)

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di Silvano Bottaro
Per fortuna questo è l'ultimo album in studio in cui compare Mark Isham, sempre più lanciato ad emulare Brian Eno e sempre meno impegnato a suonare la tromba. Per quanto l'album sia piacevole, sembra fatto con gli scarti del precedente. Troppi brani strumentali ed un suono che vorrebbe essere levigato e pulito ma rischia di cadere nella volgarità. L'inizio è scioccante, con i bassi pompati tanto da far pensare di aver preso per sbaglio un disco di Barry White. La voce emoziona come sempre, anche quando non canta ma recita, vedasi l'introduzione di "Rave on, John Donne". Per chi riesca, non è difficile, ad abituarsi al suono ammorbidito e plastificato, quest'album può rappresentare un piacevole diversivo nel catalogo dell'irlandese, o comunque un aromatico sedativo. Non mancano le belle canzoni, come "The Street Only Knew Your Name" che cerca di ripetere la "Cleaning Windows" dell'album precedente, ma nessuna …

Oh The Warm Feeling - Van Morrison

Oh the warm feeling
As we sat beside the sea
Oh the warm feeling as I sat by you
Like a child within the kingdom
As we sat beside the sea
Oh the warm feeling as I sat by you
And it filled with devotion
And it made me plainly see
And it healed all my emotions
As I sat by you
As we sat inside the sunshine
And we sat beside the sea
Oh the warm feeling, as I sat by you
And it filled me with religion
And it gave great comfort to me
Oh the warm feeling as I sat by you
Oh the warm feeling as we sat beside the sea
Oh the warm feeling as I sat by you.

...

Oh il caldo sentimento

Oh il caldo sentimento
Che ci prende quando siamo seduti sulla riva del mare
Oh il caldo sentimento, quando siedo accanto a te
Come un bambino all’interno del suo reame
Quando sediamo sulla riva del mare
Oh il caldo sentimento, quando siedo accanto a te
Che mi riempie di affetto
E mi fa vedere in modo chiaro
E guarisce tutti i miei turbamenti
Quando siedo accanto a te
Quando sediamo nella luce del sole
E quando sediamo sulla riva del mare

The Tallest Man On Earth - Dark Bird Is Home (2015)

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di Lorenzo Righetto
Giudicare un nuovo album di Kristian Matsson è più complicato di quello che si immagina in partenza. Svanito l’"effetto sorpresa" delle sue composizioni emozionanti, volitive, rimane sempre il dubbio, da qualche parte in fondo alla testa: ma queste canzoni non le ho già sentite? Il flebile tentativo di arricchire i propri arrangiamenti, inevitabile dopo tre Lp suonati sostanzialmente chitarra e voce senza produzione, non cancella questa sensazione, ma ha comunque il pregio di dare respiro alla scrittura dello svedese, lasciando spazio a reintepretazioni più impressionistiche della sua musica (la title track), diminuendo l’effetto ormai claustrofobico dei suoi pezzi.
Così questo “Dark Bird Is Home” è stato introdotto dal brano più prodotto e arrangiato della carriera di The Tallest Man On Earth, “Sagres”, il cui elemento più forte è appunto il tema d’archi, che si sostituisce a tutti gli effetti al ritornello del pezzo, per il resto di certo lontano dall’…

Eric Dolphy

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The Beatles - Revolver (1966)

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Non hanno ancora chiuso con i concerti dal vivo, ma stanno per farlo. L'anno prima, in Norwegian Wood, hanno introdotto il sitar, un tocco di India dentro al pop piú occidentale che c'è. Qualcosa va stretto, al gruppo piú venerato del pianeta. Sempre nel '65, Bob Dylan è diventato elettrico, e ha reso ancora piú evidente l'esigenza, condivisa da un'intera generazione, di raccontare qualcosa di piú autentico delle solite storie di ragazzi che si amano e che vogliono tenersi per mano. I Beatles sentono forte l'esigenza di trattare l'unico processo che li interessa davvero, quello della registrazione delle canzoni come un atto creativo in sé concluso, di sperimentare con tecnologie del tutto nuove e molto promettenti. L'orchestra, i nastri fatti girare al contrario, tecniche innovative che permettono di sovrapporre due parti vocali sulla medesima traccia: Revolver è il volume due, il lato B «elettrico» e orchestrale del folleggiante Rubber Soul ed è l'…

Michael Jackson, Vanity Fair, 1989

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Surfer Blood - 1000 Palms (2015)

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di Daniele Russo
Molto probabilmente, se fossi nato in Florida, in particolare a Palm Beach, in questo momento non sarei qui a scrivere né tantomeno passerei il mio tempo a recensire album o a fare musica. Rifacendomi a quell’immaginario collettivo che avvolge quasi tutti noi quando pensiamo alla Florida, a quest’ora sarei uno di quegli studenti dei college americani che abbiamo imparato ad apprezzare nei telefilm: perennemente in costume, con una lattina in mano e sempre pronto a fare surf. Per questo motivo apprezzo molto i Surfer Blood, ma solo per questo. Tre album in cinque anni non sono una cosa da tutti, soprattutto se si è giovani e si viene da Palm Beach! Per non parlare poi del fatto di aver cambiato tre etichette per altrettanti album, insomma: i ragazzi l’impegno ce lo mettono. Solo che, come direbbe la mia professoressa del liceo, “l’impegno non è tutto, ci vuole anche altro”.
A cinque anni dal loro debutto, i Surfer tornano con 1000 Palms: un album che cerca di ritrovare…

Clementine - Neil Young & Crazy Horse

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In una cava, in una gola
Scavando alla ricerca di una miniera
Dimoravano un minatore della generazione del ’49*
E sua figlia Clementine.Lei era la luce e simile a una fata
E le sue scarpe erano numero 9
Scatole di aringhe senza i coperchi
Erano sandali per Clementine.Clementine, Clementine
Oh mia cara, Clementine.Guidava gli anatroccoli all’acqua
Ogni mattina alle 9 in punto
Ha battuto il piede contro una scheggia
È caduta nell’acqua spumeggiante
Labbra di rubino sopra l’acqua
Soffiavano bolle, dolci e fini
Ma, ahimè, non era una nuotatrice
Così ho perso la mia Clementine.

Clementine, Clementine
Oh mia cara, Clementine.

Allora il minatore, della generazione del ’49
Ha cominciato a struggersi
Pensava di doversi ricongiungere a sua figlia
Adesso dorme insieme a Clementine.

Nei miei sogni lei mi ossessiona ancora
Vestita di bianco, fradicia di spuma
Anche se in vita la abbracciavo
Adesso è morta, tiro una riga

Clementine, Clementine
Oh mia cara, Clementine.

Quanto mi è mancata, quanto mi è mancata
Quanto mi è manca…

Deep Purple

Tra i padri fondatori dell'heavy metal, gli inglesi Deep Purple nascono nel 1968 dalle ceneri dei Roundabout, per volontà di Jon Lord (1941-2012) Ritchie Blackmore (1945) e Nick Simper (1946). Lord viene dagli Artwoods e, con Simper, dai Flower Men, gruppo inventato per promuovere Let's Go To San Francisco. Ai tre si uniscono Ian Paice (1848) e Rod Evans (1945).
Discografia e Wikipedia

In The Garden - Van Morrison

The streets are always wet with rain
After a summer shower when I saw you standin'
In the garden in the garden wet with rain
You wiped the teardrops from your eye in sorrow
As we watched the petals fall down to the ground
And as I sat beside you I felt the
Great sadness that day in the garden
And then one day you came back home
You were a creature all in rapture
You had the key to your soul
And you did open that day you came back to the garden
The olden summer breeze was blowin' on your face
The light of God was shinin' on your countenance divine
And you were a violet colour as you
Sat beside your father and your mother in the garden
The summer breeze was blowin' on your face
Within your violet you treasure your summery words
And as the shiver from my neck down to my spine
Ignited me in daylight and nature in the garden
And you went into a trance
Your childlike vision became so fine
And we heard the bells inside the church
We loved so much
And felt the presence of the youth of
Eternal summers…

Tom Waits suona un commovente inedito per l’addio del David Letterman Show

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Questo è uno di quegli eventi unici che fanno la storia della tv. Sul piccolo schermo (che ormai tanto piccolo non è viste le dimensioni delle tv casalinghe) si piange spesso e a sproposito, invece capita assai di rado che qualcosa tocchi genuinamente le corde emotive dei telespettatori.
Bene, ormai lo sanno anche i sassi che mercoledì 20 maggio David Letterman condurrà l’ultima puntata del suo Late Show, di cui è alla guida dal 1980. La prima volta in cui Tom Waits è stato ospite di Letterman è stata nel 1983.
Per l’occasione, Tom ha scritto una canzone dal titolo “Take One Last Look” e l’ha dedicata al celebre presentatore. Durante l’intervista, Tom ha scherzato “Non lo so quando rivedrò Dave. Dopo giovedì sera ci accontenteremo di trovarci a caso a fare pilates.”
Tom Waits: "Take One Last Look" - David Letterman


Fonte

Got to go back - Van Morrison

When I was a young boy
Back in Orangefield
I used to gaze out
My classroom window and dream
And then go home and listen to Ray sing
"I believe to my soul" after school,
Oh that love that was within me
You know it carried me through
Well it lifted me up and it filled me
Meditation contemplation too

Chorus:

Oh we've got to go back
Got to go back
Got to go back
Got to go back

For the healing go on with the dreaming
Well there's people in the street
And the summer's almost here
We've got to go outside in the fresh air
And breathe while it's still clear
Breathe it in all the way down
To your stomach too
And breathe it out with a radiance
into the nightime air
We've got to go back ...
Got my ticket at the airport
Well I guess I've been marking time
I've been living in another country
That operates along entirely different lines
Keep me away from porter or whiskey
Don't play anything sentimental it'll make me cry
I've got to go back my friend
Is there really any need t…

RIP

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Van Morrison - Beautiful Vision (1982)

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di Silvano Bottaro
Nei primi anni ottanta la musica era pesantemente plastificata ed anche Van non fu immune dalla moda del momento. Ciononostante riuscì a sfornare un capolavoro che non è affatto invecchiato a venti anni di distanza. Il suono è diverso da qualsiasi cosa egli abbia fatto prima, nonchè personalissimo. C'è la rinuncia all'intero bagaglio di trucchi vocali, eppure la voce rimane espressiva, bella ed emozionante come sempre. I sintetizzatori dominano fra gli strumenti, con apprezzabili contributi di fiati e, soprattutto, chitarra elettrica. Il giovane Mark Isham passa sempre più dalla tromba al sintetizzatore ed acquista un ruolo di primo piano, anche come arrangiatore e, verosimilmente, come contagiatore nei confronti del leader. Il brano "Scandinavia", in coda all'album, è il primo pezzo strumentale della carriera di Van, che nell'occasione si cimenta al pianoforte. I testi sono estremamente semplici, con descrizioni di scale che salgono in par…

Grace Slick and Janis Joplin

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Michael Jackson, Rolling Stone, 1987

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

Torres - Sprinter (2015)

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di Simone Zagari
Mackenzie Scott, Torres per gli amici, ha 24 anni, ma sulle spalle già un sontuosissimo debut (l’eponimo Torres) con cui ha contemporaneamente sfiorato il cuore e preso a pugni lo stomaco di molti, me compreso. Una chitarra, la leggenda vuole comprata dai genitori dopo molti sacrifici, e tante cose da dire con una voce tutt’altro che anonima. A distanza di due anni Torres si tinge i capelli di biondo ma la ricetta non cambia, e anzi si conferma pienamente in questo Sprinter grazie anche al contributo di personaggi quali Rob Ellis alla produzione e una band di supporto formata da Ian Oliver (già con PJ Harvey) e Adrian Utley (Portishead).
Si parte con Strange Hellos, un inizio che potrebbe richiamare tranquillamente i lavori pregressi, ma che subito svolta in territori più grezzi e schietti: le chitarre sature creano climax, la voce emerge, la batteria si fa metronomo di stop and go che mozzano il fiato; fiato che alla Scott non manca date le grida strazianti in chiusu…

Before We Run - Yo La Tengo

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Prima di scappare

Stringilo tra le braccia
Resta immobile, resta lì
Io ti stringerò tra le mie
Prima di scappare, possiamo iniziare a cantare
So che è difficile credere a tutto questo
E allora scappiamo, scappiamo via dalla fine
Scappiamo via dalla fine, scappiamo per restare
Nuvole arancioni prima che cada il cielo
Prima di perdere la nostra terra
Prima di fuggire, attraversiamo la linea tratteggiata
Troppo in fretta e con saggezza
Lentamente come la tempesta
Resta immobile, resta lìScappiamo via da lì
Scappiamo via da lì
Scappiamo finché siamo lì

Portami in quel luogo, il luogo solitario
Portami fuori, lontano dallo stress
Parlami con parole che non possiamo cancellare
Portami lì, siamo solo noi

Dead Can Dance

Formazione new wave australiana, centrata sul polistrumentista Brendan Perry e sulla cantante Lisa Gerrard, i Dead Can Dance si formano nell'agosto 1981 a Melbourne ed esordiscono col brano The Fatal Impact, incluso nella rivista sonora "Fast Forward". Lo scarso successo ottenuto in patria li spinge a Londra dove, nel 1983, un loro demo attira l'attenzione dell'etichetta 4AD che li scrittura pubblicando Dead Can Dance.
Discografia e Wikipedia

John Mayall - Blues Breakers With Eric Clapton (1966)

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Nella storia di Eric Clapton è solo un passaggio, una fase di transizione, un momento. Ma, molti dicono, è il suo momento migliore. Fino all'anno prima è stato chitarrista degli Yardbirds, ma lui vuole di piú. Incontra John Mayall, un vecchio (ha 32 anni, 12 piú di lui) appassionato di blues, Robert Johnson, Freddie King, Otis Rush, Buddy Guy. Figlio di un musicista jazz, Mayall è cresciuto con il mito della musica dei neri americani. Non solo: ha una band, i Blues Breakers, e una ricca collezione di dischi. La leggenda vuole che Clapton si trasferisca a casa sua, gli saccheggi la collezione e ne esca trasformato. Per la seconda metà del 1965, i Blues Breakers fanno furore a Londra, soprattutto grazie al nuovo chitarrista, velocissimo — anche se già lo chiamano Slowhand, «Manolenta» — e dal timbro caldo. Modernissimo. Mayall canta e suona l'armonica, ma è lui, è Eric, è Manolenta, a conquistare la gente. Alla stazione della metropolitana di Islington qualcuno scrive sul muro …

Led Zeppelin - Physical Graffiti (1975)

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The Weather Station - Loyalty (2015)

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di Gianfranco Marmoro
Che il profilo artistico di Tamara Lindeman fosse pregevole lo si capiva gia dalle buone frequentazioni della musicista canadese, le sue apparizioni negli album di Will Stratton e Barzin avevano stimolato l’attenzione di critica e pubblico, mettendo in luce un talento maturo e una ispirazione cristallina. The Weather Station sono la sua creatura discografica, dove si alternano amici e collaboratori diversi. Per il terzo capitolo, “Loyalty”, l’artista ha chiamato al suo fianco Afie Jurvanen e Robbie Lackritz (produttore gia di Feist), e ha scelto gli studi francesi La Frette per realizzare il suo album più intenso e ambizioso.
Ispirato dall’arte di Mary Pratt, celebre per i suoi dettagliati e iper-realistici quadri di vita domestica, il nuovo progetto mette insieme una serie di canzoni simili a cristalli di ghiaccio che si sciolgono lentamente col tepore della voce di Tamara, sempre più simile a un sussurro o a un respiro, smuovendo i pensieri più reconditi dell…

Armstrong, Newman and Ellington

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Louis Armstrong, Paul Newman and Duke Ellington on the Set of Martin Ritt’s “Paris Blues,” Paris 1960 (foto Herman Leonard)

Van Morrison - Common One (1980)

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di Silvano Bottaro
Ci vuole davvero coraggio per fare uscire, dopo il successo di "Into the Music", un disco tanto anti-commerciale. Siamo di nuovo fuori dal rock, per approdare ad un improbabile tipo di sperimentazione, prossima alla musica leggera in quanto a strumentazione ed arrangiamenti, eppure opposta nello spirito. Al posto dell'unico violino del disco precedente, qui c'è una orchestra intera, condotta dal vecchio compare Jeff Labes. La registrazione fu eseguita in pochi giorni, con largo spazio per l'improvvisazione. Il pezzo forte, "Summertime in England", durava mezz'ora, ma la Polygram pensò bene di rieditarlo in metà tempo. Le liriche sembrano l'indice di un testo di letteratura inglese, in quanto citano a raffica nomi di poeti e di luoghi. E' un lungo momento di meditazione filosofica, come tutto il disco, d'altronde. Il verso finale "Can you feel the Silence?" sarà ripreso, undici anni dopo, nel momento culminant…

Irlandese, capelli rossi, grassoccio...

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Irlandese, capelli rossi, grassoccio, carattere terribile, musicista formidabile. Questo è Van Morrison, da più di venti anni una bandiera per la musica d'autore. Su di lui si sono scritti fiumi di parole, ma pochi hanno saputo, o meglio potuto, avvicinarlo: Morrison ha una sota di idiosincrasia per i giornalisti e cerca dio evitare qualunque tipo di intervista. Non ha nulla da dire alla stampa, per lui parla la sua musica: "Io sono un musicista e faccio musica, questo è il pensiero dell'uomo Morrison. E, difatti, lui parla attraverso la sua musica. Ha inciso moltissimi dischi, più o meno uno all'anno dal 1968 ad oggi, e vi sfido a trovarne uno brutto: in ogni album c'è almeno una canzone strepitosa, anche più di una, ed una serie di composizioni d alto livello come cornice. Sa scrivere ballate, brani blues e folk, soul, jazz e rock: la sua musica non ha frontiere e non può venire etichettata. Morrison è un musicista totale. Ha creato, con "Astral weeks"

Stevie Wonder, Interview, 1986

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Le 101 copertine di musica più importanti di sempre

April Fool - Patti Smith

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Pesce d'Aprile

Vieni, sii il mio Pesce d’Aprile
Vieni, tu sei il solo
Vieni sulla tua bici arrugginita
Vieni, infrangeremo tutte le regole
Correremo come corrono gli scrittori
Né ricchi né al verde
Correremo per i vicoli
Con i nostri mantelli sbrindellati, perciò

Vieni, sii il mio Pesce d’Aprile
Vieni, infrangeremo tutte le regole

Bruceremo tutti i nostri poemi
Li aggiungeremo alle macerie di Dio
Pregheremo tutti i nostri santi
Icone del mistero
Vagabonderemo per il pantano
Quando le nostre anime si sentiranno morte
Con la risata le ispireremo
E poi torneremo di nuovo in vita

Vieni, tu sei il solo
Vieni, sii il mio Pesce d’Aprile
Vieni, vieni
Sii il mio Pesce d’Aprile
Infrangeremo tutte le regole

Dwight Yoakam - Second Hand Heart (2015)

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di Nicola Gervasini
Ha ormai ritmi da scafato veterano che non deve più dimostrare nulla a nessuno la produzione discografica di Dwight Yoakam, incontrastato re della country music che conta in termini qualitativi (sebbene anche come vendite il nostro spesso compete con le big star più commerciali di Nashville, come ad esempio quell'Eric Church che lui stesso ha appena seguito come spalla in un lungo tour). Second Hand Heart arriva tre anni dopo 3 Pears, che già chiudeva un lunghissimo periodo di silenzio, portandoci quaranta minuti di puro Yoakam-sound, dopo le piccole deviazioni pop imposte dalla produzione di Beck nel lavoro precedente. Qui invece è impossibile ravvisare grandi novità nel sound , forse solo più rock-oriented del solito, ma senza dubbio siamo di fronte ad uno degli episodi più freschi, energici e pienamente riusciti della sua carriera.
Yoakam non lesina sudore, sia quando lascia le chitarre a briglia sciolta per esaltare l'impatto di un brano perfetto nell…

Spencer Davis Group

Muff Winwood (1945) e il fratello Steve (1948) suonano sin dal 1962 in una orchestrina jazz semi-professionista di Birmingham. Nel 1963 al gruppo si unisce il batterista Pete York (1942) e il chitarrista Spencer Davis (1941) anch'egli musicista jazz. Nell'aprile 1963 nasce così lo Spencer Davis Rhythm and Blues Quartet, che ottiene il primo contratto ufficiale al Golden Eagle nell'agosto 1964.
Discografia e Wikipedia

Mikal Cronin - MCIII (2015)

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di Salvatore Setola
Non c’è niente di meno rock’n’roll della serenità, e Schopenhauer ha fatto più danni del proibizionismo. Quando scriveva che per condurre un’esistenza felice occorre abbandonare le passioni, i desideri e qualsiasi ambizione, praticamente stava affermando che la felicità non appartiene a questo mondo. Quindi tanto vale mettersi il cuore in pace e accontentarsi del suo surrogato sfigato: la serenità appunto. Grazie per la premurosa dritta, Arthur, ma se proprio dobbiamo viverla, questa cosa inspiegabile chiamata vita, allora vogliamo essere felici, non sereni. E non c’è niente di più rock’n’roll della felicità. Perché comporta il rischio dell’infelicità, il guasto di fallirla. Ecco, tra le insenature di quel guasto si inserisce Mikal Cronin con la sua musica fatta di malinconia gozzaniana per le rose non colte e slanci vitali che - quella malinconia - la inceneriscono sotto il sole di melodie power pop, chitarre basculanti surf-punk e una rabbia esistenziale (per la …

Sonic Youth – Goo (1990)

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The Beach Boys - Pet Sounds (1966)

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Da mesi Brian Wilson ha rinunciato a suonare e cantare dal vivo con il gruppo. Se ne sta a casa, in California, a scrivere e a meditare. L'uscita di Rubber Soul, dei Beatles, alla fine del 1965, gli dà la spinta finale. Torna in azione. I tempi sono maturi per scrivere, suonare e registrare album interi, non semplici raccolte di canzoni: opere complesse che si sviluppino come un racconto e che non abbiano un singolo momento di debolezza. L'hanno fatto i Beatles, lo possono fare anche i Beach Boys, ora che sono grandi (lui ha quasi 23 anni), hanno successo, un pubblico che accoglie con attenzione ogni loro novità. Quando gli altri - i suoi fratelli Carl e Dennis, il cugino Mike Love, l'ex compagno di scuola Al Jardine, ai quali si aggiungerà un nuovo cantante, Bruce Johnston - tornano da un tour in Giappone e alle Hawaii, Brian gli sottopone l'idea. Basta con le canzoni sulle spiagge, le ragazze in bikini, il surf, che poi nessuno di loro pratica: è venuto il momento d…

Jimi Hendrix

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