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Visualizzazione dei post con l'etichetta brian eno

Robert Fripp & Brian Eno - No Pussyfooting (1973)

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di Silvano Bottaro Due per due. Due musicisti macchina. Due tracce di venti minuti di composizioni spontanee. Due periodi di impressionante ricerca sonora per uno dei lavori più importanti di sperimentazione elettronica mai realizzati. Inizia così il sodalizio artistico tra Robert Fripp e Brian Eno, due personaggi tra i più enigmatici della musica rock. No Pussyfooting è il primo di una serie di collaborazioni che porteranno incredibili strategie sonore e un mutamento radicale all'interno della musica rock. Registrato in casa di Eno in un solo pomeriggio, questo disco crea un precedente per intere generazioni di sperimentatori e minimalisti del suono. L'eclettismo di Fripp e il suo cinismo maniacale per lo strumento trovano il giusto complemento con il rigore introspettivo di Eno. Una sequenza imprevedibile di assolo liberi che si dribblano in giri frenetici, si aggrovigliano tra le traiettorie dei sintetizzatori manipolatori di Eno, modificati, rallentati, filtrati in...

Brian Eno & David Byrne - My Life In The Bush Of Ghosts (1981)

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di Silvano Bottaro Quando uscì Remain In Light dei Talking Heads nel 1980 si disse: " Non è un disco del passato né del presente. Viene dal futuro ". Ecco, questo giudizio va esteso a My Life In The Bush Of Ghosts . Pietra miliare per la musica degli anni Ottanta, concepito da Eno e Byrne prima di Remain In Light e uscito dopo per problemi di natura legale. Brian Eno prima di inventare l' ambient music e di contribuire in misura decisiva alla trilogia berlinese di David Bowie, ha suonato con i Roxy Music. David Byrne è il leader dei Talking Heads, con i quali ha appena finito di girare il mondo per il tour post Fear Of Music . Insieme lavorano a un'idea: scomparire per un po', e tornare a New York dicendo di aver trovato per caso l'album di musica etnica in un Paese che non c'è, e che solo loro conoscono (cit.) L'idea di partenza è che il rock'n'roll sia diventato conservatore e noioso, e che forse sia necessario un balzo i...

Lo spaziale “My Life in the Bush of Ghosts”

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L’album con cui Brian Eno e David Byrne spinsero avanti la musica Uno dei dischi più avventurosi, sperimentali, ma anche influenti, della storia. È un viaggio sonoro, per i tempi, da fantascienza. Ai comandi, David Byrne e Brian Eno, che dei Talking Heads è in quel momento il produttore: dopo aver abbellito i Roxy Music di soluzioni stravaganti e fascinose, Eno ha intrapreso un percorso di purezza sonora in quell’area che verrà denominata “ambient”, e ha collaborato con Jon Hassel in un album, “4th world/Possible Musics”, altro lavoro pionieristico nella fusione fra etnico e jazz/musica d’avanguardia. Con Byrne sta lavorando già da due anni sugli Heads spostando la direzione da una new wave intelligente e obliqua verso obiettivi molto più visionari. “Fear Of Music”, “I Zimbra” in particolare, è il primo, geniale, passo verso la fusione di Occidente e Africa. Il prodotto definitivo verrà alla luce un anno dopo, nel 1980, con Remain In Light. Questo album nasce lì in mezzo. ...

Brian Eno – Reflection (2017)

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di Emanuele Brunetto Pochi musicisti hanno dato un senso così profondo alla definizione di “avanguardia” come Brian Eno, artista talmente e costantemente “avanti” da risultare imprendibile per chiunque. La sua ultima mossa si intitola Reflection ed è qualcosa che va ben oltre il concetto di musica ambient di cui Eno è portatore sano, ben oltre il concetto stesso di album. “Reflection” è in primis un’applicazione per Apple TV e iOS, realizzata da Eno selezionando suoni e sequenze da mischiare poi fra loro in un’infinità di combinazioni dettate da algoritmi. Un lavoro liquido e quindi impossibile da cristallizzare, che si plasma e modifica a seconda di ciò che gli sta intorno e per questo dal difficile inquadramento. La versione fisica di cui qui parliamo, dunque, altro non è che una delle possibili ricostruzioni operate da Eno ma non l’unica, né tantomeno l’ultima: 54 minuti per un’unica traccia in cui il compositore inglese ripercorre le costanti di un’intera carriera fondend...

Brian Eno - David Byrne - My Life In The Bush Of Ghosts (1981)

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Prima di inventare l'ambient music e di contribuire in misura decisiva alla trilogia berlinese di David Bowie, Brian Eno ha suonato con i Roxy Music. David Byrne è il leader dei Talking Heads con i quali ha appena finito di girare il mondo per il tour post Fear Of Music, Insieme (all'inizio c'è anche Jon Hassell), lavorano a un'idea: scomparire per un po', e tornare a New York dicendo di aver trovato per caso l'album di musica etnica di un Paese che non c'è, e che solo loro conoscono. Oppure vogliono solo staccare per qualche mese, e andarsene in California a prendere il sole e registrare musica che nessuno vorrà ascoltare. Infatti in California ci vanno, e incontrano Toni Basil, la coreografa, e immaginano che il loro album possa diventare la colonna sonora di un suo spettacolo. L'idea di partenza è che il rock'n'roll sia diventato conservatore e noioso, e che sia necessario un balzo in avanti, o forse di fianco, per creare con piú libertà. L...

Brian Eno - Just Another Day

Oh, è solo un altro giorno, E' solo un altro giorno sulla Terra Oh, è solo un altro giorno, Solo un altro giorno, E 'solo un altro giorno sulla Terra Oh, è solo un altro giorno sulla Terra E' solo un altro giorno sulla Terra Un giorno, metteremo tutto alle spalle, Diremo, quello era solo un altro tempo, Diremo, che era solo un altro giorno sulla Terra Diremo, quello era solo un altro tempo, Un giorno, metteremo tutto alle spalle, Diremo, che era solo un altro giorno sulla Terra Solo un altro giorno, E' solo un altro giorno, Oh, è solo un altro giorno sulla Terra E' solo un altro giorno sulla Terra

Brian Eno - The Ship (2016)

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di Mariangela Macocco Non ha bisogno di particolari presentazioni Brian Eno. Ex componente dei Roxy Music, il suo nome è associato a quello di artisti altrettanto prolifici, sperimentali e brillanti: basti ricordare David Bowie, Robert Fripp, David Byrne e James Blake, fra gli altri. The Ship, suo nuovo lavoro, uscito a fine aprile, arriva quattro anni dopo l’acclamato Lux e appare, sin da un primissimo ascolto, un album estremamente interessante ed elaborato, tanto a livello musicale quanto a livello concettuale. “Wave After Wave After Wave”. E’ così che si chiude The Ship, la prima delle quattro parti che compongono l’album. Lunga più di 20 minuti, è una canzone straniante ispirato dalla tragica vicenda del Titanic (1). Allo stesso tempo minimalista, elegante ma complessa, combina voce e suoni trasportandoci fino alle profondità degli abissi, variando a più riprese prospettiva sonora e impegnando all’ascolto chi si mette alla sua scoperta. Va riascoltato più volte per apprezzare...

David Bowie and Brian Eno

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Brian Eno

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On Some Faraway Beach - Brian Eno

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Se avessi scelta morirei come un bambino in qualche spiaggia lontana a stagione finita Difficilmente sarò ricordato come la marea lava la sabbia nei miei occhi scivolerei via. Gettato su un altopiano con un solo ricordo una singola sillaba oh nasconditi, nasconditi  (rimani fuori dalla vista)

Accadde oggi...

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15 maggio 1948: nasce Brian Eno. Dopo aver fatto parte della prima formazione dei Roxy Music, intraprende la propria strada di solista, produttore, artista visivo (le famose "installazioni") e più in generale di venerato intellettuale del rock. Oggi compie 66 anni.

Brian Eno

La nuova tecnologia crea sempre un nuovo tipo di artista. Io stesso non sarei mai stato musicista, prima dell’avvento dello studio di registrazione. Raffaello non sarebbe mai stato un pittore, prima dell’avvento della tecnica della pittura ad olio. Ogni nuova tecnologia crea nuovi artisti, che si muovono al suo interno e che magari non sanno fare le cose come le facevano coloro che li hanno preceduti. In quel caso c’è sempre qualcuno che salta fuori e dice: “Non sanno fare niente!”. Ma in realtà possono fare qualcosa di nuovo. La cosa bella nell’essere i primi ad usare una nuova tecnologia e che nessuno può dirti: “Non la stai usando bene”. Quando si comincia sei tu che fai le regole.

Brian Eno: Imaginary Landscapes

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Imaginary Landscapes è un video su Brian Eno creato da i due documentaristi: Duncan Ward e Gabriella Cardazzo. Un ritratto impressionista di un artista poliedrico che é: produttore discografico, artista visivo, collaboratore con artisti del calibro di U2 e David Bowie, creatore/inventore di ambient-music, "sintetista," dei primi membri dei Roxy Music e co-creatore di altre strategie oblique. Questo breve documentario combina interviste di Eno con immagini di lui che lavora nel suo studio di lavorazione "sonora". Si intrecciano così, segmenti di un viaggio attraverso le città americane come Los Angeles, San Francisco e New York, poi di nuovo al Woodbridge, Suffolk (della sua gioventù), poi a Venezia, uno dei luoghi del mondo che lo attira irresistibilmente con la sua acquosità.

Brian Eno

Quando si ascolta Miles Davis, quanto di quello che si sente è musica, e quanto invece è contesto? Il contesto è tutto ció che non si trova fisicamente contenuto nei solchi del disco. Comprende il fatto di sapere che tutti gli altri lo considerano eccezionale: questo necessariamente dovrebbe modificare il nostro modo di ascoltarlo. Che era un uomo bello e affascinante, un membro di una minoranza romantica, che suonava con Charlie Parker, che abbracciava intere generazioni, che attraversó diverse dipendenze, che sposó Cicely Tyson, che si vestiva con gusto, che Jean-Luc Godard lo adorava, che indossava occhiali da sole ed era uno giusto, che disse ben poco del suo lavoro, e via dicendo. Di certo tutto questo incide su come lo si ascolta: voglio dire, sarebbe stata la stessa cosa se si fosse trattato di un ingegnere idraulico sovrappeso di Oslo? Quando si ascolta la musica, non si sta forse anche "ascoltando" tutta una serie di situazioni attorno ad essa?

Brian Eno

Gli ammiratori possono rappresentare una gigantesca forza verso il conservatorismo.

Brian Eno

La musica in realtá è una combinazione contingente di suoni la cui risonanza emotiva dipende interamente dalla personalitá del pubblico e dalle storie che gli ascoltatori riescono a condividere.

E T I C H E T T E

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