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Visualizzazione dei post con l'etichetta tinariwen

Tinariwen - Hoggar (2026)

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 di Gianfranco Marmoro È una lunga storia, quella dei Tinariwen. Un racconto di guerre e sopraffazione che non sembra aver mai fine, un potente atto di resistenza del martoriato popolo tuareg. Sono i recenti scontri al confine settentrionale del Mali il fulcro di "Hoggar", decimo album del gruppo ed ennesima denuncia di diritti umani violati e di terre straziate dalla violenza e dalla sopraffazione. L'ultimo disco dei Tinariwen è anche l'occasione per un passaggio di consegne tra generazioni, sono infatti molte le nuove leve coinvolte oltre ai tre membri storici: Ibrahim Ag Alhabib, Abdallah Ag Alhousseyni e Touhami Ag Alhassane. "Hoggar" è stato registrato in Algeria, attuale residenza del gruppo nomade, a seguito del violento colpo di stato nel Mali che ha armato ulteriormente la mano assassina di seguaci di al-Qaeda, di mercenari russi e terroristi islamici. È un album che segna un ritorno alla natura più tribale degli esordi, contrassegnato inoltre dall...

Tinariwen - Amatssou (2023)

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 di Fabio Ferrara Lo spirito indomito con cui i Tinariwen hanno affrontato le vicissitudini del popolo Tuareg rivendicandone le istanze ha trasformato il collettivo musicale formatosi sulle sabbie del deserto in qualcosa di più di una semplice rock band. Le loro canzoni che inneggiano alla liberta, alla lotta e ai diritti civili sono diventate un formidabile megafono per le aspirazioni di una regione che solitamente si trova suo malgrado ai margini dell'attenzione mediatica occidentale. Il gruppo capitanato da Ibrahim Ag Alhabib non ha indietreggiato neanche negli ultimi anni, nonostante le continue minacce dei fondamentalisti islamici che si oppongono alla musica e a tutte le forme di espressione artistica. Il titolo del loro nuovo album, "Amatssou", è un invito in lingua tamashek ad andare avanti "oltre la paura". Per realizzarlo, i Tinariwen si sono avvalsi come di consueto di illustri collaborazioni. Il chitarrista degli Imarhan Hicham Bouhasse è praticament...

Tinariwen - Emmaar (2014)

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di Silvano Bottaro Dopo l'ennesimo ascolto di Emmaar, il parallelo con Tassili, ultimo lavoro uscito nel 2011, è inevitabile. Il gruppo maliano che ha fatto, e continua a far conoscere la cultura tuareg in giro per il mondo, con questo disco, non si discosta di molto dal suo predecessore. Due sono soprattutto gli elementi in comune: deserto e messaggio. Il primo è stato registrato nel deserto algerino, Emmar invece, in quello nord americano del Joshua tree. Il messaggio: la musica come strumento di ribellione. Il suono invece, pur restando nell'"area" del blues rurale, una delle massime espressioni della musica afro-americana, è leggermente più elettrico, a differenza di Tassili, più acustico. Titolari di un nuovo genere musicale chiamato Tishoumaren, ovvero la musica degli ishumar: ishumar, che significa disoccupato, si riferisce alla generazione di giovani esuli touareg che hanno abbandonato il loro territorio prostrati dalla siccità e dalla repressione del...

Tinariwen - Tassili (2011)

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di Silvano Bottaro In questo ultimo decennio parte degli stati africani si stanno ribellando a dittatori e governi non certamente democratici. Popoli per anni sottomessi cercano libertà e giustizia. A questa ondata di rivolta anche la musica ha dato e continua a dare il suo contributo, musicisti come Farka Tourè, Toumani Diabatè, Baaba Maal, Youssou N'Dour, Cheb Khaled, Salif Keita, Fela Kuti sono stati tra i principali esponenti a "sonorizzare", esportare e quindi a far conoscere al mondo intero questa situazione di disagio sociale. Oggi, una di queste realtà si chiama Tinariwen e sono probabilmente una delle band più interessanti nel panorama musicale internazionale. Ex soldati, hanno cominciato a combattere nei primi anni novanta nelle rivolte dei Tuareg in Niger e Mali,  alternando esibizioni musicali nei club e in spazi sociali. Fondendo tradizione nordafricana con il blues e il rock elettrificato, il gruppo ha poi man mano abbandonando il "potere" de...

Tinariwen – Amadjar (2019)

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di Alberto Campo Sarebbe inopportuno valutare le imprese discografiche dei Tinariwen come fossero quelle di una band qualsiasi: l’origine geografica, l’identità etnica e il percorso biografico definiscono non solo il contesto, bensì la natura stessa della loro attività artistica. Lo chiariscono preliminarmente sul proprio sito web, del resto: «Il migliore album dei Tinariwen non è stato ancora registrato. E forse mai lo sarà». La musica è altro, in questo caso: fierezza di popolo (Tuareg), cronaca politica (la situazione tuttora drammaticamente caotica nel Mali settentrionale), espressione di sentimenti profondi («Alla base di ciò che facciamo c’è l’assouf, una specie di lieta malinconia», ha raccontato a Les Inrockuptibles Eyadou Ag Leche, bassista e arrangiatore). Ottavo disco della serie, cui ne va aggiunto uno dal vivo, nell’arco di 18 anni (ma il gruppo, aggregatosi nel campo profughi di Tamanrasset, in Algeria, esiste da quattro decenni), Amadjar – vocabolo che in idioma...

Tinariwen – Elwan (2017)

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di Daniele Cestellini È pronto il nuovo album dei Tinariwen “Elwan”, registrato in modalità “nomade” tra il Joshua Tree e il Marocco. Segue una serie di album di grande successo – tra cui il live in Paris “Oukis N’ Asuf del 2015 e soprattutto “Emmaar” del 2014 – e sviluppa, in un contesto timbrico non nuovo fino in fondo, anche se con alcuni approfondimenti rilevanti, la linea solcata sin dall’inizio da questi musicisti straordinari. La scaletta è formata da dodici brani, accomunati innanzitutto da uno stile riconoscibile e riconducibile a qualche articolazione di desert blues (tanto per capirci), ma soprattutto da un atteggiamento di fondo che va diritto al nucleo delle questioni. Da un lato ci sono ovviamente le questioni di ordine sociale e politico, che sono state fin dall’inizio (questo è il nono album della band) rappresentate in modo molto esplicito nei racconti polverosi che si sono snodati da “The Radio Tisdas Sessions” del 2001. E dall’altro ci sono quelle musicali, di s...

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