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Visualizzazione dei post con l'etichetta eric clapton

John Mayall with Eric Clapton - The Bluesbreakers (1966)

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di Silvano Bottaro Erano trascorse a malapena un paio di settimane dalla separazione con gli Yardbirds che John Mayall ingaggia Eric Clapton con i Bluesbreakers (aprile 1965). Il gruppo comprendeva, allora, John McVie al basso e Hughie Flint alla batteria. Furono proprio i Bluesbreakers a portare dentro il british blues una briosità tecnica ed un virtuosismo sconosciuto prima. Dal vivo diventarono una autentica attrazione, ed a proposito di Clapton, non era inconsueto sentire nei concerti qualche fan gridare a Mayall: "give a God solo!" Il produttore Mike Vernon riuscì però a combinare la prima session di quella favolosa line-up solamente nel luglio del '66. E nell'agosto, quando il disco era pronto, Clapton non faceva già più parte del gruppo. "John Mayall with Eric Clapton" è un album seminale nel vero senso della parola. Esso rappresenta una piccola rivoluzione nel mondo del rock. La musica suonata era uno dei primi grandi e straordinari i...

Eric Clapton - Slowhand (1977)

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di Silvano Bottaro I settanta furono anni drammatici ma importanti per Clapton. Egli vinse la propria battaglia contro l'eroina e risorse a nuova vita con un album come "461 Ocean Boulevard", scoprendosi, poi, un redditizio hitmaker ed autore di ellepi che - minimo - divennero d'oro, per non dire di platino. "Slowhand" è uno di questi. Il titolo coincide con il nomignolo che gli avevano affibbiato i fans. Da tempo Clapton nutriva una passione speciale per JJ Cale. Almeno dal periodo di “After midnight”, che egli aveva portato in classifica nel ’70. Ed è proprio dall’ascolto della musica di quello schivo e solitario eroe dell’Oklahoma che egli si decide a dare una sterzata alla sua produzione incidendo “461 Ocean Boulevard”. Lo stile diventa leggermente più commerciale, ma mantiene sempre il feeling del blues, pur facendo a meno – talvolta – della sua struttura. Il gruppo che accompagna Clapton è collaudato e sa riservare al leader gli spazi n...

Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard (1974)

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 Qualche anno fa, in una intervista, disse che in fin dei conti fu un disastro personale che, poco più che ventenne, il suo nome fosse apparito sui muri di Londra ai tempi dei Cream in questo modo: Clapton Is God. Eric Clapton è uno dei più leggendari chitarristi di tutti i tempi. Al titolo ha contribuito, oltre che la sua maestria assoluta, anche una vita fatta di alti e bassi, spesso proiettata all'auto-distruzione. Ed è proprio da uno dei periodi più complicati e difficile che Clapton esce nel 1973. Sono passati solo tre anni dal suo esordio solista, dopo lo scioglimento dei Cream (omonimo Eric Clapton, 1970) e il suo ingresso in quella meteora luminosissima che furono Derek & The Dominoes, che regalarono alla musica Layla & Other Assorted Love Songs (stesso anno, 1970). Da quel momento, una discesa rovinosa nelle dipendenze, soprattutto alcool ed eroina: supportato da un gruppo di amici storici, tra cui anche immensi musicisti (e lo si scoprirà tra poco) riesce a disint...

John Mayall - Blues Breakers With Eric Clapton (1966)

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di Silvano Bottaro Nella storia di Eric Clapton è solo un passaggio, una fase di transizione, un momento. Ma, molti dicono, è il suo momento migliore. Fino all'anno prima è stato chitarrista degli Yardbirds, ma lui vuole di piú. Incontra John Mayall, un vecchio (ha 32 anni, 12 piú di lui) appassionato di blues, Robert Johnson, Freddie King, Otis Rush, Buddy Guy. Figlio di un musicista jazz, Mayall è cresciuto con il mito della musica dei neri americani. Non solo: ha una band, i Blues Breakers, e una ricca collezione di dischi. La leggenda vuole che Clapton si trasferisca a casa sua, gli saccheggi la collezione e ne esca trasformato. Per la seconda metà del 1965, i Blues Breakers fanno furore a Londra, soprattutto grazie al nuovo chitarrista, velocissimo — anche se già lo chiamano Slowhand, «Manolenta» — e dal timbro caldo. Modernissimo. Mayall canta e suona l'armonica, ma è lui, è Eric, è Manolenta, a conquistare la gente. Alla stazione della metropolitana di Islington qualcu...

Eric Clapton - Just One Night (1980)

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Due serate consecutive, il 3 e il 4 dicembre del 1979. Nello stupendo scenario del Nippon Budokan, il meraviglioso complesso costruito per le Olimpiadi del 1964 e diventato il regno delle arti marziali, anche nell’edizione di Tokyo 2020. Ma anche uno dei teatri più magici per i concerti, con decine di dischi registrati nella sala più grande del complesso, un gioiello di acustica da 14 mila posti. In quelle serate del dicembre 1979, uno dei miti del rock è in tour dopo l’uscita del suo ultimo disco, Backless, con una nuova formazione ad accompagnarlo. Quel mito è Eric Clapton. Quello è un periodo di ennesima rinascita per Slowhand (nomignolo che non ha nulla a che fare con la sua velocità di esecuzione delle note, che chiunque lo abbia mai sentito in uno dei suoi capolavori potrebbe capire al volo, ma per la maniacale cura con cui accordava le corde delle sue chitarre): dopo l’ennesimo periodo di dipendenza da alcool e droga, finalmente è disintossicato, sta bene fisicamente e ha un est...

Laila - Eric Clapton (1970)

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La prima domanda fu: "Quanto ti senti cambiato da quando sui muri londinesi scrivevano "Clapton is God?", e la risposta mi fece ridere: "Intanto la prima volta che vidi la scritta "Clapton is God" era in una fotografia sul giornale, e c'era un cane che pisciava contro il muro. Pensai che la fama porta con sé sempre un prezzo da pagare". Eravamo a Londra, in un hotel cinque stelle dove a un certo punto uscì dalle cucine un ratto gigantesco. Raccontò di Robert Johnson e del blues, ma soprattutto dei suoi demoni, alcool e droga. Alla fine, quando già avevo il giubbotto addosso, me ne uscii con: "Senza le droghe, pensi che avresti mai scritto Layla?. Clapton rimase in silenzio per un tempo che a me parve interminabile. (M. Cotto - da Rock Therapy)

Alcune canzoni del 1977 #9/16

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“Cocaine”, Eric Clapton L’aveva scritta e pubblicata J.J.Cale nel 1976, ma quella che poi è rimasta è la versione di Eric Clapton nel suo disco Slowhand del 1977 (e la versione dal vivo nel doppio Just one night). Uno dei più grandi pezzi rock da concerto della storia. Clapton ha sostenuto che fosse sottilmente contro la cocaina, ma non è che si capisse benissimo, quindi in più occasioni ha evitato di suonarla, per un po’.

Alcune canzoni del 1977 #9/16

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“Cocaine”, Eric Clapton L’aveva scritta e pubblicata J.J.Cale nel 1976, ma quella che poi è rimasta è la versione di Eric Clapton nel suo disco Slowhand del 1977 (e la versione dal vivo nel doppio Just one night). Uno dei più grandi pezzi rock da concerto della storia. Clapton ha sostenuto che fosse sottilmente contro la cocaina, ma non è che si capisse benissimo, quindi in più occasioni ha evitato di suonarla, per un po’.

Tears In Heaven - Eric Clapton

Ricorderesti il mio nome se ti vedessi in Paradiso? Sarebbe lo stesso se ti vedessi in Paradiso? Devo essere forte ed andare avanti Perché lo so, io non appartengo qui, al Paradiso Mi terresti la mano se ti vedessi in Paradiso? Mi aiuteresti a stare in piedi se ti vedessi in Paradiso? Troverò la mia via attraverso la notte e il giorno Perché lo so, io non posso restare qui, in Paradiso Il tempo può buttarti giù; il tempo può piegarti le ginocchia Il tempo può spezzarti il cuore, farti implorare pietà, implorare pietà Oltre la porta c'è pace ne sono sicuro E lo so non ci saranno più lacrime in Paradiso Ricorderesti il mio nome se ti vedessi in Paradiso? Sarebbe lo stesso se ti vedessi in Paradiso? Devo essere forte ed andare avanti Perché lo so, io non appartengo qui, al Paradiso Perché lo so, io non appartengo qui, al Paradiso

River Of Tears - Eric Clapton

Fiume Di Lacrime E'lontano tre miglia il fiume Che vorrebbe portarmi via E due miglia la strada polverosa Dove ti ho vista oggi E'lontana quattro miglia la stanza solitaria Dove nasconderò il mio viso E'lontano circa mezzo miglio il bar del centro Dal quale mi sono allontanato con disonore Signore, per quanto tempo dovrò continuare a correre Sette ore, sette giorni o sette anni? Tutto quello che so è che da quando te ne sei andata Mi sento come se stessi annegando in un fiume Annegando in un fiume di lacrime Annegando in un fiume Mi sento come se stessi annegando Annegando in un fiume Fra tre giorni lascerò questo paese E sparirò senza lasciare traccia A un anno da ora, forse sparito Dove nessuno conosce la mia faccia Spero di poterti abbracciare Ancora una volta per diminuire il dolore Ma il mio tempo sta per finire, devo andare Devo correre via ancora Sto ancora cercando di capire i miei pensieri Un giorno troverò il senso della mia vita to...

Eric Clapton

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E T I C H E T T E

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