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Glen Hansard – All that was East is West of Me Now (2023)

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di Sara Fontana Poche sono le cose che mi entusiasmano. Arrivata a quarant’anni per quanto mi sforzi ho visto e sentito già davvero molto; alla mia età se avessi tante vite quante i gatti si potrebbe dire che una è andata, questo è ciò che penso adesso. Glen Hansard è uno di quei rari casi che crea entusiasmo in me. A distanza di quasi cinque anni e dopo collaborazioni con Eddie Vedder e Cat Power, poi il ritorno a performance dal vivo con The Frames e Markéta Irglová/The Swell Season, eccolo con “All that was East is West of Me Now”, album dal classico stile folk mischiato al rock ed al blues ma anche con parti noise alla Sonic Youth che mi hanno stupito e non poco. Sarà stata la sempre più vicinanza con Eddie Vedder, o l’aver riabbracciato la sua storica band The Frames, ma il suono di Hansard è sviluppato in questo rock che non si sentiva da decenni e, porca miseria se mi piace! Non sono una nostalgica, piuttosto credo che il periodo ’80/’90 di certe sonorità durò troppo poco, dunqu...

Eddie Vedder, Glen Hansard, Cat Power - Flag Day (O.S.T.) (2021)

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di Claudio Lancia Croce e delizia dell’essere figli d’arte. La fortuna di poter incorrere in aiuti genitoriali, il comfort di trovare porte aperte, ma anche l’onere del doversi scrollare di dosso il peso del proprio cognome, lottando per dimostrare di saper camminare anche da soli. Olivia Vedder supera la prova preliminare con classe e autorevolezza. Certo, diranno gli immancabili detrattori, facile con quel papà che ti scrive le canzoni, ma la sua voce, posta nell’iniziale “My Father’s Daughter”, e più avanti in “There’s A Girl”, fornisce inattese aspettative per il futuro. La prima su disco della maggiore delle due signorine Vedder è comunque soltanto uno dei numerosi motivi di interesse che ruotano intorno alla colonna sonora del nuovo film diretto da Sean Penn, “Flag Day”, presentato in anteprima al Festival di Cannes 2021. Rinviato per il secondo anno consecutivo il tour europeo dei Pearl Jam a supporto di "Gigaton", a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria da Covi...

Glen Hansard: Dall'Irlanda con amore

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A soli tredici anni, Glen Hansard decide di lasciare la scuola per seguire la sua unica vera passione, iniziando come busker a Grafton Street, Dublino, senza un soldo in tasca ma sospinto dal suo innato amore per la musica e dal costante appoggio della famiglia. Nel 1990 forma il suo primo gruppo d’ispirazione rock, The Frames, il loro album d’esordio Another Love Song è del 1991. Il cinema lo chiama subito: ha poco più di vent’anni quando raggiunge la fama per la sua interpretazione del chitarrista Outspan Foster nel film di Alan Parker The Commitments. Nel 2003 presenta il programma Other Voices: Songs from a Room, che si propone come trampolino di lancio per i giovani talenti musicali irlandesi. Il 21 aprile 2006 pubblica il progetto solista The Swell Season, in formazione con la cantante e musicista ceca Markéta Irglová, la violinista finlandese Marja Tuhkanen e il violoncellista francese Bertrand Galen. Passa anche parte del 2006 davanti la macchina da presa nei panni d...

Glen Hansard – This Wild Willing (2019)

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di Giacomo Starace Glen Hansard non si ferma mai, torna sulla scena con This Wild Willing, quarto album in studio, registrato nei France’s Black Box Studios. Come racconta in un video presente sul suo sito, l’album prende forma nell’intimità di una stanza dell’Irish Cultural Centre a Parigi. Un mese di tempo per trasformare idee in canzoni, una scrivania e un letto singolo. Il disco nasce anche da una serie incontri, come quello con la sua guida Nadia, che gli ha mostrato la città e lo ha incoraggiato, o quello con i tre fratelli iraniani Koshravesh, emigrati dall’Iran a Parigi per poter liberamente dedicarsi alla musica e che hanno dato un apporto fondamentale alla creazione dell’album, fondendosi perfettamente con lo stile e la musica di Glen. È un lavoro a cui hanno partecipato, oltre ai fratelli Koshravesh, più di una ventina di musicisti, tutti legati alla carriera di Hansard, siano essi membri dei The Frames, Marketa Irglova che era al suo fianco nel film Once e nel grup...

Top Ten 2018 #8

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Glen Hansard - Between Two Shores

Glen Hansard - "Let Me In"

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Glen Hansard – Between Two Shores (2018)

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di Claudio Lancia Aprire le date dei recenti tour dell’amico Eddie Vedder e condividere attivamente il palco con lui per lunghi tratti dello show è stata una vetrina che ha portato la notorietà di Glen Hansard ai massimi storici, più di quanto abbiano potuto fare in passato le esperienze di attore, di conduttore televisivo o il trionfo agli Oscar. Il cantautore irlandese deve ora tornare a dimostrare di saper brillare di luce propria: dopo l’avventura Frames e il progetto Swell Season, “Between Two Shores” rappresenta il terzo capitolo solista (senza dimenticare l’Ep “A Season On The Line”) che conferma al mondo grandi doti vocali e di songwriting. “Between Two Shores” è il disco “americano” di Glen Hansard, e non soltanto perché è stato in parte realizzato negli Stati Uniti, ma anche perché dal punto di vista musicale risulta il meno “Irish”, il meno aperto alle influenze tradizionali della terra natia, il meno folk. Sono invece gli arrangiamenti rigogliosi a caratterizzar...

Glen Hansard - Didn’t He Ramble (2015)

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di Stefano De Stefano A distanza di 3 anni dal primo album solista, Glen Hansard torna sulle scene con un lavoro che lascia interdetti al primo ascolto, per poi crescere solo successivamente. Sì perché, a dispetto dell’imponente produzione – quattro location diverse, ospiti come Sam Beam aka Iron & Wine e due produttori come Thomas Bartlett (The National, Sufjan Stevens) e il compagno di una vita nei Frames, David Odlum – Didn’t He Ramble non decolla al primo giro: sono pochi gli episodi che arrivano in modo diretto e subito riconoscibile all’ascoltatore abituato al precedente Rhythm’n’Repose (è il caso del singolo di lancio Winning Streak). Eppure, questo secondo disco del cantautore irlandese rivela la propria intima ed elegante filigrana solo a chi è capace di andare al di là dei facili colpi ad effetto: Didn’t He Ramble in questo senso non è un disco pop, piuttosto un messaggio di lucida bellezza da andare a recuperare scavando in superficie, esattamente come ha dichiara...

E T I C H E T T E

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