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Willi Carlisle - Critterland (2024)

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 di Fabio Cerbone  Folksinger alla vecchia maniera, poeta, attivista, cantore di un american dream al contrario, che racconta il paese partendo dal basso, dalla gente comune, dai desideri infranti e dal dolore, ma anche dall’amore che li può riscattare, Willi Carlisle è un personaggio interessante sul proscenio dell’Americana di queste stagioni, per il suo rigore acustico, la fedeltà a un canone country folk che richiama i fantasmi di Utah Phillips, Pete Seeger o Ramblin’ Jack Elliott, ma li cala nella realtà americana di oggi, frammentata, ferita, bisognosa di trovare un senso di comunità. Le “creature” di cui va cantando Carlisle nel suo nuovo album, Critterland, terzo in carriera per questo ragazzone del Midwest ed esordio in casa Signature Sound, sono il frutto di storie autobiografiche nonché di incontri avvenuti lungo la sua esistenza di musicista itinerante, questa volta affiancato dalla produzione e dal contributo strumentale di Darrell Scott, nome importante della sce...

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