Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Mdou Moctar

Mdou Moctar – Tears of Injustice (2025)

Immagine
  di Paolo Panzeri Con "Tears of injustice" il chitarrista del Niger Mahamadou Souleymane, in arte Mdou Moctar, giunge a pubblicare il suo ottavo album. Un album che altro non è che la versione uplugged del precedente "Funeral for Justice", uscito nel maggio dello scorso anno. Storia vuole che il musicista fosse in tour negli Stati Uniti con il suo gruppo - il chitarrista Ahmoudou Madassane, il batterista Souleymane Ibrahim e il bassista americano Mikey Coltun – a presentare dal vivo "Funeral for Justice", quando una giunta militare ha messo in scena l'ennesimo colpo di stato impedendogli di tornare a casa in Niger. La band ha quindi pensato di utilizzare questo periodo di esilio forzato per recarsi in uno studio di registrazione newyorkese ed incidere una versione acustica delle canzoni di "Funeral for Justice" (tutte tranne una, "Djallo #1"), nel nuovo disco i brani sono infatti contraddistinti dalla dicitura Injustice Version. E ...

Mdou Moctar - Funeral For Justice (2024)

Immagine
di Gianfranco Marmoro Ci sono molte chiavi di lettura utili per comprendere la grandezza di "Funeral For Justice", settimo album, secondo per la casa discografica Matador, del chitarrista Mdou Moctar e della sua band. Per Mahamadou Souleymane (vero nome di Mdou Moctar) è stato complesso gestire il ruolo di musicista insieme a quello di cittadino di una terra, la repubblica del Niger (da non confondere con la vicina Nigeria), sconvolta da un colpo di stato che ha messo al comando, per la quinta volta, un regime militare dittatoriale di destra. Bloccati in America e turbati dalle sorti dei propri cari, Mdou Moctar e compagni hanno criticato il nuovo governo che ha spodestato Bazoum, ma non hanno lesinato critiche anche nei confronti della Francia e della politica coloniale - concentrata soprattutto sullo sfruttamento intensivo delle riserve di uranio - che ha portato il paese al tracollo finanziario. "Funeral For Justice" non nasce in seguito a questi recenti eventi -...

Mdou Moctar – Ilana The Creator (2019)

Immagine
di Fabrizio Zampighi È vero, il “Tuareg rock” ha tratti caratteristici piuttosto marcati – a cominciare dalle ritmiche, forse l’elemento più pregnante tra tutti – e le nostre orecchie spesso tendono ad appiattire le varie proposte che arrivano da questo angolo di mondo musicale in un unicum piuttosto indistinto. In realtà farlo è un errore, dal momento che spesso le formazioni africane salite alle cronache negli ultimi anni hanno saputo crearsi una identità più specifica della vaga definizione di “terzomondismo blues” che di solito gli affibbiamo. Tanto per citare qualche nome, gente come Tinariwen e Imarhan si è avvicinata molto ai suoni anglo-americani (pensiamo ad esempio a certe cadenze funk-disco dei secondi in album come Temet, o al desert blues poliritmico – ma il “deserto” è quello di Joshua Tree, in California – dei primi, magari in lavori come Emmaar), uno come Bombino ha saputo diversificare e arricchire enormemente la sua scrittura musicale rispetto ai canoni “suggeriti...

E T I C H E T T E

Mostra di più