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Roy Harper: un uomo e un mito

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Un grande individualista della scena Brit tornò a registrare dopo aver scelto la pensione. Si tratta di uno dei più bei dischi del 2013 di Riccardo Bertoncelli  A volte la definizione «artista di culto» assume sfumature beffarde. Roy Harper è un artista di culto: il suo nome non manca mai nei tomi di musica alternativa, è stimato amico di potenti rocker come Jimmy Page, McCartney, David Gilmour; eppure fece passare tredici anni da quando pubblicò l’ultimo cd, di cui non dico il nome perché sfido i lettori, anche uno solo, a ricordarne il titolo. Per fortuna è cresciuta una generazione di musicisti che hanno davvero amore per il passato, specie se minore ed eccentrico, e dei cult artists sanno cosa fare. Così uno di loro, Jonathan Wilson, venerato maestro di futuro remoto, ha travolto Roy con il suo entusiasmo, lo ha portato nel suo studio a Laurel Canyon e lo ha convinto a riprendere il discorso interrotto nel 2000. L’album uscito nel 2013 si chiama «Man And Myth» e solo due spunti...

Roy Harper - Stormcock (1971)

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Ci sono state delle figure nella storia della musica inglese la cui vita, privata e professionale, avrebbe potuto essere raccontata in un romanzo di avventura. E che hanno lasciato delle testimonianze musicali immense. Uno dei rappresentanti più influenti di questa stirpe è Roy Harper. Originario di Manchester, rimane orfano di madre. La sua matrigna, dispotica, è fervente seguace dei testimoni di Geova, e il rapporto così conflittuale con lei gli provocherà un profondo odio verso ogni forma di religione. Per sfuggire alla famiglia si arruola nella RAF a soli quindici anni, scoprendo però ahimè che la vita militare è altrettanto impraticabile per lui. Per ottenere il congedo si finge pazzo: è costretto a subire ripetute sedute di elettroshock e viene internato in manicomio, e passa anche del tempo in prigione. Scappa da un ospedale psichiatrico di Manchester e girovagando senza un soldo e psicologicamente a pezzo arriva a Londra, siamo nel 1964. Impara a suonare la chitarra, scopren...

E T I C H E T T E

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