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Visualizzazione dei post con l'etichetta 1999

Backstreet Boys - Millenium (1999)

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 Spero che gli aficionados non storcano il naso, ma per parlare di MTV bisogna parlare anche di questo. E vi dirò che a distanza di oltre 25 anni, la musica pop di questo disco suona decisamente meglio che quella di adesso. Ma andiamo con ordine. Una delle novità che porta MTV a metà anni '80 è la nascita di gruppi di giovani personaggi musicali: li definisco così perchè soprattutto all'inizio sanno solo canticchiare, ma hanno un'estetica interessante che in mani sapienti diviene vincente. Il prototipo è una band maschile che a metà degli anni '80 inizia a furoreggiare, i New Kids On The Blocks. Che sono la scintilla che accende un personaggio che diverrà fondamentale in questo percorso, con un finale drammatico, Lou Pearlman. Pearlman lavorava per i dirigibili Goodyear ed era addetto all'affitto di piccolo aerei di lusso. Quando si accorse che un gruppo di giovani ragazzi, i New Kids On the Blocks appunto, poteva permettersi di affittare un jet privato, intuisce ch...

The Magnetic Fields - 69 Love Songs (1999)

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Nella smorfia napoletana, il 23 è “o scem”. Probabilmente, è una traduzione errata de Il Matto dei tarocchi, da cui la smorfia prende in parte, in parte crea da sè e in parte riorganizza i misteri cabalistici biblici di una città che fa della magia uno dei suoi pilastri. Quello che mi ha ispirato il 23 è la scelta di album strani e particolari per iniziare il nuovo anno di questa rubrica. Ovviamente ci sono molti modi di definire “strano” un lavoro artistico, e casomai le scelte possono essere un momento di confronto e di stimolo rispetto all’idea che porterò avanti. Quella di oggi nasce a New York, quando un musicista, autore e paroliere, Stephin Merritt, ha in mente di scrivere un musical: da quello che racconta, l’idea gli viene in un gay bar di New York, quando il pianista del locale suonava le musiche di Stephen Sondheim, figura fondamentale del musical di Broadway (uno che ha scritto i testi di West Side Story e composto le musiche per successi clamorosi come Company, Follies o S...

Steve Vai - The Ultra Zone (1999)

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Il sogno di ogni fan è di avere un contatto con il proprio idolo. Questo pensò un giovanissimo ragazzo di Long Island verso la fine degli anni ’70. Steven Siro Vai, figlio di immigrati del pavese, provetto e spericolato chitarrista, manda una registrazione amatoriale e la trascrizione di alcune complesse partiture per chitarra a Frank Zappa, suo mito: tra queste, trascritta nel 1978, quando aveva solo 18 anni, quella leggendaria di The Black Page ("la pagina nera" dovuta al fatto che la partitura presenta una incredibile concentrazione di segni musicali). Il genio di Baltimora, incuriosito ed impressionato da quel tipino, prima lo chiama a sé come trascrittore ufficiale, poi invece lo ingaggia nella sua band, a cui affida le leggendarie e super complicate parti di “Impossible guitar” o le famose “Strat Abuses” nei suoi dischi da Tinseltown Rebellion (1981) a Jazz From Hell (1986). In Them Or Us (1984) Zappa addirittura dedica un intero e iper sofisticato brano a Steve, l’icon...

Michel Petrucciani\Steve Gadd\Anthony Jackson - Trio In Tokyo (1999)

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Le Olimpiadi giapponesi a Tokyo sono un’occasione troppo ghiotta per non scrivere di musica che ha a che fare con la capitale nipponica. Perchè c’è un legame profondo e singolare con certi posti per i musicisti, e Tokyo e il Giappone è uno di questi. Vuoi perchè c’è sempre l’aria esotica del Paese del Sol Levante, ma soprattutto perchè il pubblico giapponese è meraviglioso e competente, sia che ci sia da pogare sotto le transenne di un concerto rock sia che ci sia da rimanere in silenzio in un meraviglioso teatro ad ascoltare un concerto jazz. Uno dei più famosi, se non il più famoso album del rock, il mitico Made In Japan dei Deep Purple, è solo la punta dell’icerberg del rapporto musica popolare-Giappone, iniziato tra l’altro con una formidabile tournee dei Led Zeppelin nel 197, piena di leggende (tra cui un litigio sul palco tra Plant e Bonzo Bohnam, e una serie di registrazioni che Page non considerò di qualità e che furono scartate). Ma voglio iniziare la serie dei dischi di Agost...

Sigur Rós - Ágætis byrjun (1999)

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Il post rock ha avuto un ruolo particolare nella storia della musica degli ultimi 25 anni. Mi basta ricordare qualche avventura in breve: quella di Jim O’Rourke, ex Sonic Youth, e dei suoi esperimenti con i Gastr De Sol; il grande David Pajo, che dopo la fine dei leggendari Slint ha continuato a costruire il genere con i Tortoise (Millions Now Living Will Never Die del 1996 è considerato un capisaldo del genere), con gli Zwan e anche come solista con il curioso nome di Aerial M; alcuni gruppi fenomenali, come gli scozzesi Mogwai, dal suono portentoso, l’ensemble dei Godspeed You! Black Emperor (dai componenti vari, che prendono il loro suggestivo nome da un documentario giapponese in bianco e nero del 1976 diretto da Mitsuo Yanagimachi, che tratta la vita di una biker gang giapponese, i Black Emperors) oppure gli americani Explosions In The Sky, dal successo elevatissimo e dal suono più “rock”, caratteristica che gli ha permesso un successo più ampio e trasversale. Ma voglio chiudere ...

Moby - Play (1999)

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Qualcuno se lo ricorda per GO, che nel 1991 rimescola con un certo successo i suoni della colonna sonora di Twin Peaks. Poi, di lui si sono perse le tracce. Come il suo antenato, che omaggia obliquamente nel nome d'arte (Hermann Melville, autore di Moby Dick), Moby è un intellettuale newyorkese dai saldi principî e dalle granitiche convinzioni. E vegano, non mangia né indossa prodotti di origine animale. Campiona senza limiti e registra in casa, in uno stanzino che è tutto ciò di cui ha bisogno per realizzare i suoi dischi. Con Play, mette a frutto un colpo di genio: i suoi campionamenti sono presi da canti della tradizione americana, quasi tutti pescati nella raccolta storica dello Smithsonian Institute. Il che lo libera dal vincolo della richiesta di liberatoria ad autori e interpreti e al tempo stesso dà al suo stile una profondità di accenti che i suoni sintetici della modernità non possono avere. In tal modo, non ha neppure bisogno di cantare (non è esattamente la sua speci...

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