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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2016

13 grandi canzoni dei King Crimson #9

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Thela Hun Ginjeet (Discipline, 1981)
Adrian Belew sta camminando per le strade di Londra, prendendo appunti vocali sul suo registratore per una canzone sulla violenza urbana. All’improvviso si trova di fronte due rapinatori armati. Uno gli strappa il registratore e preme play: si sente Belew che parla di pistole e posti pericolosi (“this is a dangerous place, this is a dangerous place!”). I due si allarmano, pensano che sia un poliziotto, lui si avvita in una spiegazione senza fine sul fatto che in effetti è solo un musicista, e alla fine in qualche modo li convince. Tremante gira l’angolo, e si imbatte in due poliziotti oltremodo sospettosi a cui riesce con qualche difficoltà a spiegare la stessa cosa. Arriva finalmente allo studio, dove quasi isterico racconta agli altri l’accaduto; l’ineffabile Fripp, a sua insaputa, registra il tutto. Il risultato di questo gioco di specchi sonori è un pezzo frenetico e ansiogeno. “Thela Hun Ginjeet” è l’anagramma di “Heat in the Jungle”.

The Who - The Kids Are Alright (1979)

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“The Kids Are Alright” è la soundtrack del film documentario musicale dal titolo “Uragano Who (The Kids Are Alright)” che attraverso interviste, esibizioni dal vivo e video musicali presenta il gruppo rock inglese The Who dagli esordi nel 1965 fino agli ultimi concerti con il batterista Keith Moon del 1978. La foto di copertina è stata scattata dal noto fotografo Art Kane a New York e precisamente a Morningside Heights, mentre i quattro componenti della band dormono avvolti nella bandiera britannica ai piedi del monumento di Carl Schurz leader politico e rivoluzionario che divenne il primo americano di origine tedesca eletto al Senato degli Stati Uniti nel 1896.

Accadde oggi...

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1946: Nasce Marianne Faithfull. Scoperta, a soli 17 anni, dal manager dei Rolling Stones Andrew Loog Oldham, lanciata con un'immagine virginale e angelica, nel '66 lascia il marito per Mick Jagger. Dopo una lunga parentesi difficile con problemi di droga, torna e si impone con l'ottimo album 'Broken English' nel 1979.
1961: Nasce Jim Reid, voce e chitarrista dei Jesus and Mary Chain con il fratello William.
1963: Alle 12.50 la WMCA di New York è la prima radio americana a trasmettere "I want to hold your hand" dei Beatles e a dare il via alla Beatlemania.
1966: La Jimi Hendrix Experience si esibisce per la prima volta al programma televisivo inglese della BBC 'Top of the Pops' proponendo il singolo "Hey Joe".
Fonte

Graceland (1985) - Paul Simon

Il delta del Mississippi risplendeva
come una Chitarra National
sto seguendo il fiume
lungo l'autostrada
attraversando la culla della guerra di secessione

Sto andando a Graceland
Graceland
A Memphis nel Tennessee
sto andando a Graceland

Ragazzi poveri e pellegrini con le (loro) famiglie
e (tutti) stiamo andando a Graceland
il mio compagno di viaggio ha nove anni
è il figlio del mio primo matrimonio
ma ho ragione di credere
che saremo entrambi accolti
a Graceland

Lei è venuta per dirmi che era andata via
come se non l'avessi saputo
come se io non conoscessi il mio stesso letto
come se non lo avessi notato
il modo come scostava i capelli dalla fronte
e lei disse "perdere l'amore
è come una finestra (aperta) nel tuo cuore
ognuno vede il vuoto dentro
ognuno vede il vento soffiare"

Sto andando a Graceland
a Memphis nel Tennessee
Sto andando a Graceland
ragazzi poveri e pellegrini con le (loro) famiglie
e (tutti) stiamo andando a Graceland

E i miei compagni di viagg…

La mia Classifica del 2016

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1) Baaba Maal - The Traveller (Leggi)
2) Sidestepper - Supernatural Love (Leggi) 3) Bombino - Azel (Leggi) 4) Youssou N'Dour – Africa Rekk (Leggi) 5) Nick Cave and The Bad Seeds – Skeleton Tree (Leggi) 6) The Pines - Above The Prairie (Leggi) 7) Van Morrison - Keep Me Singing (Leggi) 8) Keaton Henson - Kindly Now (Leggi) 9) Radiohead - Moon Shaped Pool (Leggi) 10) Matthew and the Atlas - TempleLeggi) 11) Parker Millsap - The Very Last Day (Leggi) 12) Joseph Arthur - The Family (Leggi) 13) Alejandro Escovedo - Burn Something Beautiful (Leggi)
14) Daughter - Not To Disappear (Leggi) 15) Neil Young and Promise Of The Real - Earth (Leggi) 16) Okkervil River - Away (Leggi) 17) Bon Iver - 22 Million (Leggi) 18) Drive-By Truckers – American Band (Leggi) 19) Joe Bonamassa - Blues of Desperation (Leggi) 20) Aidan - Knight Each Other (Leggi) 21) Syd Arthur - Apricity (Leggi) 22) Simple Minds - Acoustic - (Leggi) 23) Lucinda Williams - The Ghosts Of Highway 20 (Leggi) 24) The Gloaming - 2 (Leggi) 2…

Willie Dixon

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Accadde oggi...

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1929: Nasce Chet Baker, trombettista influenzato da Miles Davis e interprete di un suo originale lirismo derivato dal cool jazz. Muore il 13 maggio 1988.
1964: Nasce Eddie Vedder, cantante e leader dei Pearl Jam.
2012: Lee Dorman, bassista degli Iron Butterfly, è stato trovato privo di vita nella sua abitazione. L'artista scompare all'età di 70 anni.
Fonte

U2 -The Unforgettable Fire (1984)

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Quello che ci vuole è un produttore, un produttore vero. E ciò che serve ai quattro ragazzi di Dublino per dare corpo alle speranze che il mondo del rock gli ha affidato. Arriva allora il migliore di tutti, accoppiato per di piú a colui che diventerà il fabbricatore di suoni piú ispirato degli anni Ottanta. Arrivano Brian Eno e Daniel Lanois e gli U2 non saranno piú gli stessi. Oppure cominceranno cosí a essere veramente loro, fino a diventare, parole di «Rolling Stone», «l'unica band che conti davvero qualcosa». Dentro The Unforgettable Fire ci sono tante cose, come vuole la loro irlandesità, per non dire della loro generosità, della pedanteria del loro leader e portavoce, un piccoletto che si fa chiamare Bono Vox, del loro sentirsi all'incrocio di tutte le strade che contano, in questa fervida metà degli anni Ottanta. Dentro The Unforgettable Fire, il primo dei loro album a cui mette mano — come produttore plenipotenziario — Brian Eno, ci sono Martin Luther King (in due can…

Buddy Guy

George Buddy Guy (1936) nei primi '60 è già tra i più apprezzati chitarristi blues, tenuto in considerazione anche nell'ambiente rock. il suo stile elabora con maestria le influenze di B.B. King e T-Bone Walker con il più puro stile di Chicago, e la sua voce ha spesso tonalità drammatiche di marca gospel-blues. Buddy Guy arriva a Chicago a ventuno anni, dopo aver imparato da autodidatta a suonare la chitarra e inciso un paio di brani per la Ace.
Discografia e Wikipedia

Accadde oggi...

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1978: I Cure pubblicano "Killing an arab", loro primo singolo per la Small Wonder, ispirato alla lettura di "Lo straniero" di Albert Camus. I versi della canzone, ripresi quasi alla lettera dal libro dello scrittore francese, suscitarono molte polemiche.
2002: Muore Joe Strummer, fondatore e leader dei Clash. Era nato a Ankara, in Turchia, 50 anni prima (vero nome: John Graham Mellor).
2014: Muore a 70 anni Joe Cocker, bluesman dalla voce roca. Ha successo nel 1968 con la sua versione della canzone dei Beatles "With a little help from my friends" che proporrà anche al festival di Woodstock nel 1969. Nel 1982 in duetto con Jennifer Warnes vince l'oscar con "Up where we belong", tema di "Ufficiale e gentiluomo". Nel 1986 incide "You can leave your hat on" per il film "Nove settimane e mezzo".
Fonte

Television - Marquee Moon (1977)

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Un disco etereo, imperfetto, fragile e inclassificabile nella sua costruzione avant garde, con l'apoteosi dei suoni Fender (chitarre più amplificatori) cristallini e lancinanti a circoscrivere le canzoni dei Television. Un gruppo di jazzisti più che una rock'n'roll band: le chitarre di Tom Verlaine e Richard Lloyd si alternano secondo schemi ben organizzati, seguendo l'alternarsi dei temi, per poi divagare su assoli trascinanti e riff brucianti e intensi. Basso (Fred Smith) e batteria (Billy Ficca) hanno uno swing tutto loro, pulsante e minimale e l'insieme non ha paragoni se non, in parte, nei primissimi Talking Heads. D'altra parte Marquee Moon sarà importante e influente almeno quanto Horses di Patti Smith, anche se in modo più meno viscerale e più sottile. Dai R.E.M. ai Radiohead devono tutti moltissimo a Marquee Moon e, per estensione, ad Adventure. Qui vale la pena anche di sfatare l'opinione, largamente diffusa ma non per questo altrettanto credibil…

23 grandi canzoni di Neil Young #23

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Ordinary people 
(Chrome dreams II, 2007)
Diciotto minuti di pezzone rock come li faceva quarant’anni prima (e in effetti risaliva a vent’anni prima), con aggiunta sensazionale di fiati che potrebbero andare avanti all’infinito. Ci sono quelli che da un certo punto in poi puoi star certo che non infileranno mai più un buon disco. Neil Young non lo sai mai.

Van Morrison - Into the Music (1979)

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Ci saranno ancora picchi creativi sparsi per buona parte dei due decenni successivi, ma non facciamo torto a nessuno se consideriamo Into the Music forse l'ultimo grande lavoro del periodo "storico" di Van Morrison, la summa artistica di un viaggio iniziato nei primi anni 70 e che aveva attraversato l'intera gamma dei colori, dal blue eyed soul al folk della verde Irlanda, che si compenetravano nel linguaggio musicale dell'autore di Astral Weeks. Irripetibile è soprattutto la coesione strumentale e la forza d'insieme dell'album, senza dubbio tra i più giocosi, brillanti e incantevoli registrati in carriera, simbiosi fra un ritorno alla spontaneità e una ricerca di trascendenza. Apparentemente più "leggero" se confrontato ad altre produzioni morrisoniane del decennio, è un disco a tratti semplicemente irresistibile, non fosse altro per l'incalzante armonica bluesy che apre le danze di Bright Side of the Road e il luminoso r&b di You Make…

40 copertine di dischi censurate #39

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The Beautiful South - Welcome to The Beautiful South (1989)
A causa delle polemiche scatenate dalla copertina originale il gruppo decise di realizzarne una alternativa con un orso di pezza e un coniglio.

Neil Young – Peace Trail (2016)

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di Michele Saran
Tramite la sbornia ecologista in compagnia dei giovani Promise Of The Real inaugurata da “Monsanto Years” (2015) e tradotta live dal doppio “Earth” (2016) e, soprattutto, un eccellente tour che ha toccato anche l’Italia, Neil Young ha confermato che una buona fetta della sua tarda parte di carriera ha preso la piega dell’attivismo. Così, il di poco successivo “Peace Trail”, stavolta creato soltanto con due sessionmen di sezione ritmica (uno scafato, Jim Keltner, e uno relativamente nuovo, Paul Bushnell), riattiva anche le sinapsi delle sorti del vivere associato con un approfondimento a tutto campo (discriminazioni, crisi, ritratti di antieroi etc).
Il problema rimane come sempre la mise-en-place. La title track sposta di una tacca lo standard degli anthem ansiosi (chitarra dapprima brumosa e poi affilata, shuffle Bo Diddley, lamento marziano), al contrario lo stomp di “Indian Givers” e il talking-blues di “John Oaks” espandono troppo gli orizzonti sulla base di spunt…

Yo La Tengo – Murder In The Second Degree (2016)

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di Silvano Bottaro
Nel 2006 usciva una compilation di cover intitolata Yo La Tengo Is Murdering the Classics, in cui la band di Hoboken aveva raccolto una serie di cover suonate dal vivo durante un evento di raccolta fondi per la stazione radio indipendente WFMU. In quell’occasione le canzoni erano a richiesta: gli ascoltatori ne chiedevano una via telefono e la band si cimentava nel suonarla a memoria, con risultati alterni. Ora, dieci anni più tardi, viene alla luce un secondo lavoro intitolato, appunto, Murder in the Second Degree, una nuova raccolta di cover improvvisate. Oltre alla pregevole copertina, di nuovo opera – veramente dark – di Adrian Tomine, il disco non è da meno. I brani "coverizzati" hanno la pregevole peculiarità di essere tutti "marchiati" Yo La Tengo, un suono, un marchio, una garanzia.

13 grandi canzoni dei King Crimson #8

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Elephant talk (Discipline, 1981)
Nel 1981 i King Crimson tornano a sorpresa, con l’album Discipline (in
realtà questo doveva essere il nome
del nuovo gruppo). Ancora Fripp e Bruford, più Tony Levin – poi de-
voto musicista di Peter Gabriel –
che suona lo stick, un nuovo stru-
mento a metà tra basso e chitarra; e soprattutto Adrian Belew, prove-
niente dal giro di Frank Zappa e
poi collaboratore di Bowie e Talking Heads. In “Elephant Talk”,
un elenco alfabetico dalla A alla E 289 delle forme di comunicazione orale, Belew non solo fa “parlare” la chitarra come tanti altri: la fa letteralmente barrire.

Accadde oggi...

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1937: Nasce il cantante e tastierista Art Neville, già nei Neville Brothers e membro fondatore dei Meters.
1958: Nasce Mike Mills, bassista dei R.E.M.
1962: I Beatles debuttano alla tv inglese. La formazione di Liverpool partecipa, per il compenso di 35 sterline, a "People and places" presentando, oltre ad alcune cover, "Love me do".
1971: David Bowie pubblica il suo quarto album dal titolo "Hunky Dory". Tra le canzoni contenute: "Changes" e "Life on Mars?"
1982: Muore Big Joe Williams, vero e proprio gigante del blues. Aveva settantanove anni. Al suo attivo decine di registrazioni con alcune delle etichette più prestigiose del genere.
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Johnny Cash – American IV: The Mans Comes Around (2002)

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Autore dello scatto presente sulla copertina dell’album “American IV: The Mans Comes Around” del cantautore americano Johnny Cash è il fotografo Martyn Atkins. L’album fu pubblicato nel 2002 ed è il quarto della serie “American Recordings” prodotti da Rick Rubin ed è l’ultimo pubblicato da Johnny Cash quando era ancora in vita, mentre altri in seguito furono pubblicati postumi. L’immagine rappresenta il volto di Johnny Cash avvolto dal buio mentre, sapendo di avvicinarsi alla morte, con lo sguardo rivolto verso il basso riflette sulla sua vita… un’immagine in cui Martyn Atkins riesce a contrapporre la forza con la debolezza dell’artista.

Hüsker Dü - Warehouse: Songs and Stories (1987)

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A smentire il trito adagio che vorrebbe convincerci che le rock band bruciano il meglio del proprio talento nei primi lavori, gli Hüsker Dü chiudono la loro avventura con uno dei dischi più importanti - né perfetto, né seminale: semplicemente importante - degli anni '80. Degli "altri" anni '80, naturalmente. Quelli dello spleen e della rabbia. Del ghiaccio che ti stringe il cuore e della rivoluzione che dovrebbe "iniziare al mattino, davanti allo specchio del bagno" (Bob Mould), ma che viene sempre procrastinata, giorno dopo giorno. Il contratto con una major fece gridare al tradimento (i Sonic Youth seguiranno l'esempio da lì a poco), e questo disco è la risposta migliore a tutte le accuse di essersi venduti. Basta l'accordo iniziale di chitarra di These Important Years a mandare tutto un decennio, con la sua cultura frivola e vuota, a sbattere contro il muro: ci pensano poi le deviazioni pop di Mould e gli esperimenti obliqui di Grant Hart a tene…

Le migliori 17 canzoni di Bob Dylan #17

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You belong to me 
(Natural born killers, 1994)
“See the pyramids along the Nile…”. L’aveva scritta Chilton Price nel 1952. L’ha cantata un sacco di gente, ma nessuno così bene come Bob Dylan nella colonna sonora di Natural born killers: nel cd è registrata con un dialogo del film sovrapposto alla coda. Il film è una baracconata retorica, ma la canzone è la fine del mondo.


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Cool Ghouls – Animal Races (2016)

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di Stefano Ferreri
Proprio vero che a volte il salto di qualità richiede la giusta spinta. Prendete i Cool Ghouls, uno dei quartetti più promettenti nella sempre vivacissima scena rock underground di San Francisco, fino a ieri etichettabile come interessante ma non certo tra gli indispensabili della categoria. A prefigurare una svolta, nel loro caso, è stata la scelta di affidare la produzione della loro opera terza – questo “Animal Races” – a uno dei padrini della Bay Area, Kelley Stoltz, che ha registrato il disco direttamente nel suo Electric Duck studio coadiuvato da quel Mikey Young (australiano, uno dei Total Control) che aveva già lavorato con loro per il notevole predecessore, “A Swirling Fire Burning Through The Rye”, oltreché con Twerps e Royal Headache. Completa il quadro dei debiti significativi l’artwork curato dall’amica Shannon Shaw, altra promessa ascesa al rango degli imprescindibili in un paio di mosse appena.
Dalle sonorità più sporche e psichedeliche à-la Black Lip…

New Indie Folk; October 2016

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Hüsker Dü - Zen Arcade (1984)

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Non sono solo veloci a suonare (il primo loro album, Land Speed Record, 1982, contiene 17 canzoni e dura 26 minuti), sono anche veloci a scrivere: nei giorni in cui esce il mini-Lp Metal Circus (7 pezzi per 19 minuti di musica), gli Hüsker Dü di Minneapolis sono già in un altro studio, in California, a registrare il nuovo album. Ci rimangono per poco: delle venticinque nuove tracce, piú di venti (ventuno? ventitre? il numero esatto nessuno lo sa per certo) sono buone al primo tentativo, in parte perché molto suonate dal vivo nei mesi precedenti, in parte perché l'ethos punk disdegna l'eccesso di rifinitura. Ancora un paio di giorni e — dopo una seduta di missaggio ininterrotta di circa quaranta ore — il nuovo album è pronto, per un costo totale di produzione di poco superiore ai 3 mila dollari. Hardcore, gli Hüsker Dü lo sono sul serio, come dimostra la storia dell'album che anche nelle loro intenzioni segna la maturità del gruppo. Ma non ortodossi, né banali: il punk, an…

Accadde oggi...

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1949: Nasce Tom Verlaine, leader dei Television e poeta.
1966: Jimi Hendrix esegue "Hey Joe" nel suo debutto televisivo nel programma inglese 'Ready steady go!'
1974: George Harrison è invitato alla Casa Bianca dal presidente Gerald Ford. L'ex Beatle ci va con Ravi Shankar e Billy Preston e regala al presidente un bottone con le parole OM per aiutarlo nella meditazione. Ford regala a Harrison un bottone con le parole WIN (Whip inflation now)
1983: Jimmy Page e Robert Plant si riuniscono per la prima volta dallo scioglimento dei Led Zeppelin tre anni prima durante il concerto di Plant all'Hammersmith Odeon di Londra.
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Tom Waits - Swordfishtrombones (1983)

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Registrato in piena estate 1982 a Los Angeles, il nuovo album di Tom Waits, a dieci anni dal primo, esce dopo un anno e un mese di attesa. Chi l'ha ascoltato in anteprima deve essere rimasto senza parole, il che spiega un'attesa cosí lunga: qua e là è ancora possibile ritrovare il vecchio Tom Waits, sbilenco romanticone seduto al pianoforte impegnato a raccontare strabilianti storie da bar e amori andati a male. Ma le nuove canzoni — se cosí ci si vuole ostinare a chiamare queste composizioni un po' minimaliste, un po' rumoriste — vivono in una dimensione parallela che ha in comune con il vecchio Tom Waits solo la voce, roca e abrasiva come sempre. Chi vuole fare il colto, oltre che con Kurt Weill e Nino Rota, trova un legame con Harry Partch, il compositore americano morto da una decina d'anni che rifiutava le scale cromatiche e gli strumenti della tradizione e che inventò macchine sonore bizzarre e innovative. Chi è dentro la storia del rock'n'roll non p…

Alejandro Escovedo - Burn Something Beautiful (2016)

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di Fabio Cerbone
Diavolo di un Alejandro! Ancora una volta salito in cattedra, Alejandro Escovedo dispensa una delle migliori lezioni rock'n'roll della stagione, e ci troviamo così a tessere le immancabili lodi di un autore mai troppo considerato, un punto fermo di quella classicità rock che sta diventando sempre più merce rara di questi tempi. Tutto ciò avviene quando meno te lo aspetti: al termine di un percorso di rinascita artistica e umana che nella trilogia elettrica concepita con il produttore Tony Visconti sembrava ormai avere detto tutto, toccando punte di ispirazione notevoli in Street Songs of Love e abbandonandosi divertito nella sarabanda di Big Station. Burn Something Beautiful è qualcosa di più e di meglio, forse sarebbe giusto dire di definitivo, nella descrizione dell'autore. Non solo si tratta di un potente, ispirato, livido disco di rock'n'roll, ma una sorta di manifesto dell'età matura di Alejandro Escovedo, una resa dei conti con se stesso,…

Rufus Thomas

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AllMusic Best of 2016

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1) A Tribe Called Quest - We Got It from Here... Thank You 4 Your Service
2) Agnes Obel - Citizen of Glass
3) Alejandro Escovedo - Burn Something Beautiful
4) Amos Lee - Spirit
5) Anderson Paak - Malibu
6) Andy Stott - Too Many Voices
7) Angel Olsen - My Woman
8) AIR - Astronoid
9) Aubrie Sellers - New City Blues
10) Beyoncé - Lemonade
11) Brandy Clark - Big Day in a Small Town
12) Car Seat Headrest - Teens of Denial
13) Chance the Rapper - Coloring Book
14) Charles Bradley - Changes
15) Danny Brown - Atrocity Exhibition
16) David Bowie - Blackstar
17) Donny McCaslin - Beyond Now
18) Drive-By Truckers - American Band
19) Esperanza Spalding - Emily's D+Evolution
20) Iggy Pop - Post Pop Depression

Fonte

Woody Guthrie

Woodrow Wilson "Woody" Guthrie (1912 - 1967) nativo di Okemah, Oklahoma, è il più grande folksinger della moderna storia USA, eccezionale cronista in musica del "quarto stato" americano, della sua lotta per il lavoro e la giustizia sociale, nei difficili anni della depressione e poi del New Deal. Vagabondo solitario con la chitarra, viaggiatore clandestino sui treni per tutto il territorio americano.
Discografia e Wikipedia

23 grandi canzoni di Neil Young #22

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It’s a dream (Prairie wind, 2005)
«Ho scritto “It’s a dream” e l’ho portata in studio il mattino seguente per registrarla: e ho detto a Ben Keith (il produttore diPrairie wind): “Ben, sai cosa? Qui ci starebbero bene degli archi, che ne pensi? Chiamiamo Chuck Cochran?”. Così chiamiamo Chuck, che ha curato gli archi perComes A Time e in due ore quello arriva. E non lo vedevamo da almeno 15 anni». Mentre registravano, a Nashville, a Neil Young fu diagnosticato un aneurisma cerebrale. Si fece operare, e tornò a finire il disco.

Neil Young & Crazy Horse - Rust Never Sleeps (1979)

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Il grande momento artistico di Neil Young era finito nel 1975 con Zuma, ma nel cassetto del canadese era rimasta una tale mole di materiale di scarto e album lasciati a metà che la sua discografia non finirà mai di vivere di rendita. Rust Never Sleeps uscì quando lui già aveva la testa immersa nei problemi di famiglia, e di fatto non si prese neanche la briga di registrarlo, visto che per l'occasione ripulì alcune registrazioni live. E sebbene fosse composto da avanzi provenienti da almeno altri tre progetti abortiti, Rust Never Sleeps è probabilmente l'unico album della sua discografia che lo rappresenta a 360 gradi, dove sono presenti tutte le sue anime, espresse in cavalcate southern-rock pensate per gli amici/nemici Lynyrd Skynyrd, inni rock che presteranno aforismi buoni per tutte le presenti e future stagioni rock (da Johnny Rotten a Kurt Cobain), indimenticabili ballate rurali, nuovi omaggi alle idealizzate civiltà perdute del Sud America e persino qualche ammiccamento…

The Police - Synchronicity (1983)

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Sulla copertina Sting legge Carl Gustav Jung, tanto per essere chiari: la sincronicità di cui parla il titolo dell'album è esattamente quel principio di connessione tra due eventi che prescinde dal rapporto di causa/effetto e che ha che fare con una «conoscenza assoluta» alla quale si accede solo tramite l'inconscio. Hanno letto qualche libro, e soprattutto non hanno mai fatto niente per rendersi simpatici, i tre finti biondi, guidati — tra mille contrasti, mai veramente taciuti — dall'ex insegnante di letteratura inglese che si fa chiamare Sting. Non fanno nulla per nascondersi neanche stavolta, e le citazioni colte e fintocolte abbondano (un pezzo si ispira al Tè nel deserto di Paul Bowles), cosí come certe piccole concessioni a una moderata dissonanza che fanno tanto avanguardia. I Police sono sempre stati diversi dai gruppi della loro stessa generazione (l'immediato post punk, diciamo): Sting cantava ispirato a certi vocalist jazz, gli altri sono due strumentisti …

40 copertine di dischi censurate #38

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Ozzy Osbourne - The Ultimate Sin (1986)

Youssou N'Dour – Africa Rekk (2016)

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di Silvano Bottaro
La carriera musicale di Youssou N'Dour inizia a sedici anni quando nel 1975 entra nell'orchestra Star Band di Ibra Kasse. Successivamente la sua esperienza maturerà tra le varie band di Dakar e del Senegal, collaborando con musicisti del calibro di El Hadj Faye e creando il suo primo gruppo denominato "Etoile". Sarà proprio da questo gruppo che nascerà e crescerà lo "Mbalax", l'ultima evoluzione della musica senegalese. Successivamente la collaborazione con Peter Gabriel e Neneh Cherry lo porterà alla fama mondiale. Ora il cinquantottenne cantante e compositore, diventato tra l'altro anche ministro della cultura e del turismo, si mette in evidenza pubblicando il suo 34° album. 
"Africa Rekk" significa in Wolof, la lingua nazionale del Senegal: "Solo l'Africa". Ed è probabilmente l'album più africano che Youssou N'Dour abbia mai lanciato sul mercato internazionale; i ritmi mbalax senegalesi in alcune…

Robbie Robertson – Testimony (2016)

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di Domenico Tiburzi
Tra coloro che hanno contribuito a scrivere la storia della musica popolare americana del Novecento, alcune pagine di rilievo spettano certamente a The Band. Giunti alla celebrità come gruppo di supporto di Bob Dylan (col quale composero e suonarono l’imprescindibile “The Basement Tapes”) a partire dal disco d’esordio “Music From Big Pink” (1968) – che vanta la partecipazione del riluttante neo premio Nobel in veste di autore in tre canzoni, tra cui la celebre I Shall Be Released – la loro cangiante miscela di contry-rock, folk, blues e soul li portò a diventare una delle band più rispettate e influenti d’oltreoceano. I loro album sono considerati dei classici e canzoni come Tears Of Rage, The Weight, Life is a Carnival e The Night They Drove Old Dixie Down vanno considerate quale patrimonio della musica moderna. Per testimoniare l’importanza rivestita da The Band è sufficiente elencare alcuni dei musicisti che il 25 novembre 1976, in occasione dello scioglimento d…

13 grandi canzoni dei King Crimson #7

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Starless (Red, 1974)
Nel consueto vortice di defezioni, i King Crimson rimangono in tre. E producono un album teso, inizialmente poco apprezzato da pubblico e critica, ma rivelatosi nel tempo tra i più influenti. “Starless” riprende il titolo di un pezzo dell’album precedente, Starless and Bible Black, una citazione da Dylan Thomas che significa in sintesi “buio pesto”. Da molti è ritenuto, non a torto, il brano più bello dei King Crimson: una melodia struggente, Wetton che canta riflessioni amare sul “cruel twisted smile” di certi vecchi amici, e quando la canzone potrebbe essere finita, partono sette minuti di crescendo mozzafiato, con Fripp a esasperare la tensione tramite un incredibile assolo di due note ribattute. Brividi, ed ennesimo sipario.

Accadde oggi...

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1932: Nasce Little Richard, prima rockstar di colore. Tra i suoi successi, "Lucille", "Tuttifrutti" e "The girl can't help it".
1938: Nasce J.J. Cale, cantautore e autore di "Cocaine", portata al successo da Eric Clapton. Muore d'infarto il 26 luglio 2013.
2009: Muore a Filadelfia Jack Rose, stroncato da un infarto a 38 anni.
2012: All'età di 91 anni è spirato il grande jazzista Dave Brubeck. Nato in California il 6 dicembre 1920, il pianista e compositore ha attraversato la storia della musica influendo specialmente col suo Dave Brubeck Quartet che aveva fondato nel 1951.
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Simple Minds – Acoustic (2016)

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di Blackswan
Sarà anche una locuzione un po’ consunta e banale, ma è indubitabile che i Simple Minds stiano vivendo una sorta di seconda giovinezza. Arrivati sul baratro dell’oblio, dopo aver prodotto per quasi trent’anni dischi di imbarazzante pochezza, hanno ritrovato l’ispirazione due anni fa, con Big Music, full lenght pimpante e vitale, in grado di rinverdire almeno in parte i fasti della loro migliore stagione. Per battere il ferro finché è caldo e rinfocolare così un’inaspettata attenzione mediatica, Jim Kerr e soci tornano sul mercato con un greatest hits interamente acustico, che non è certo una novità assoluta nel panorama musicale attuale (vengono in mente, da ultimo, i due capitoli unplugged dei rigenerati Status Quo o il live MTV dei Placebo datato 2015) ma rappresenta comunque un modo meno banale per celebrare quasi quarant’anni di (onorata) carriera. In scaletta, ci sono più o meno tutti i cavalli di battaglia della band, dalle hit mondiali di Don’t You Forget About Me …

David Gilmour – Rattle That Lock (2015)

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A rappresentare il nuovo album di David Gilmour che verrà pubblicato in tutto il mondo il 18 settembre 2015 dal titolo “Ratte That Lock”, è una suggestiva foto scattata da Rupert Truman degli Storm Studios con la direzione artistica di Dave Stansbie sotto la guida Aubrey Powell dello studio Hipgnosis. Inizialmente Dave propose a David una copertina attraversata da uccelli del paradiso, ma l’ipotesi anche se piaceva fu scartata perché troppo colorata visto le diverse canzoni oscure e profonde presenti nell’album. A questo punto Dave gli propose di inserire dei Corvidi, meravigliosi uccelli scuri e introspettivi su una foto scattata da Rupert Truman ad un bellissimo paesaggio in Galles. Dave fece questa sovrapposizione di immagine con appunto dei Corvidi neri che escono da una gabbia.

Accadde oggi...

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1944: Nasce Chris Hillman, bassista che ha militato nei Byrds. Poi fondatore dei Flying Burrito Brothers.
1944: Nasce a Hawthorne, California, Dennis Wilson. Con i fratelli Brian e Carl fa parte dei Beach Boys, dei quali è il batterista e l'unico ad avere un vero interesse per il surf. Nel 1983 morirà annegato.
1951: Nasce Gary Rossington, chitarrista dei Lynyrd Skynyrd. E' rimasto l'ultimo componente della line up originale ancora nel gruppo.
1955: Nasce Cassandra Wilson, cantante jazz di buon livello.
1980: I Led Zeppelin annunciano il proprio scioglimento.
1993: All'età di 52 anni, Frank Zappa muore di cancro. Autore, compositore, chitarrista, praticamente un genio prestato alla musica. Sarcastico, irriverente ed esilarante il personaggio, eclettico e sperimentale il musicista. Lascia in eredità un'opera ponderosa, sia con i Mothers Of Invention sia come solista.
2014: Muore all'età di 77 anni Bob Montgomery. Cantante, produttore ma soprattutto autore di ca…

Le migliori 17 canzoni di Bob Dylan #16

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Sweetheart like you 
(Infidels, 1983)
“Cosa ci fa un bocconcino come te in una topaia come questa?”. Solo con questo verso, uno può entrare nella storia della musica. Lui c’era già, e non a caso. Quelli che suonano le chitarre, lì dietro, sono Mark Knopfler e Mick Taylor. “Sweetheart like you” ha tutta una sua filologia di metafore e riferimenti al mondo e all’America. Dice anche: “sai, una volta conoscevo una ragazza come te, che voleva un uomo tutto intero, non solo una metà”. Già, ma quell’uomo non era lui, babe.


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The Black Crowes - Amorica (1994)

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Disarticolato, obliquo, sghembo, irregolare, mai prevedibile. Mai prima di allora una band aveva preso in blocco il rock'n'roll più classico e l'aveva centrifugato con sprazzi di chitarre veementi, aromi soul e gospel, viaggi interstellari e acidi e con una complessità ritmica fino ad allora inedita per la band della Georgia. Già con il precedente The Southern Harmony and Musical Companion, i Black Crowes si erano proposti come la più originale e significativa rock'n'roll band classica degli anni Novanta, ma è con Amorica che raggiungono il proprio climax artistico, proprio nel momento in cui la tensione interna fra i membri del gruppo era giunta a livelli insostenibili. Potenza del rock'n'roll, dei riff feroci di Rich Robinson, del solismo lirico e psichedelico di Marc Ford, di una sezione ritmica potentissima e metronomica e della voce ora suadente e sexy, ora disperata di Chris Robinson. Insomma, un turbinio elettrico e confuso, che dall'elettricità…

Le migliori 17 canzoni di Bob Dylan #15

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Hurricane (Desire, 1976)
“Hurricane” è una gran canzone, incalzante, con la stessa progressione di “All along the watchtower”, ed è anche uno degli ultimi singoli di successo di Dylan. Racconta del pugile Ruben Carter, accusato ingiustamente di omicidio. Il grosso del lavoro lo fa il violino di Scarlet Rivera. Il caso Carter fu chiuso dieci anni dopo, quando l’accusa decise di ritirarsi dopo che una sentenza aveva annullato le precedenti condanne. Nel 1999 venne anche il film con Denzel Washington.


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Accadde oggi...

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1944: Nasce John Densmore, batterista dei Doors.
1951: Nasce Jaco Pastorius, virtuoso del basso elettrico. Dopo essere diventato una star all'interno dei Weather Report, verrà assassinato in una rissa fuori da un locale il 21 settembre 1987.
1976: Gli sconosciuti Sex Pistols appaiono a un talk-show condotto dal presentatore Bill Grundy: lo riempiono di parolacce, e in un attimo sono il gruppo più noto d'Inghilterra.
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Crosby Stills Nash & Young - 4 Way Street (1971)

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Non è impresa da poco recensire in poche righe un album di questa portata, per di più doppio. A tutela personale non citerò nessun pezzo, dato che tutti possiedono l'aura del capolavoro. E poi la magia di questo live non la fanno soltanto i brani musicali, acquerelli intimisti o cavalcate elettriche che siano, reciprocamente funzionali come raramente capita. Anche gli applausi, impazienti, sinceri, irrefrenabili sono musica; anche gli intermezzi verbali dei quattro pards, gli start sbagliati e le ripartenze divertite sono poesia; anche la pronuncia liquida di Young nel presentare l'amico-rivale Stiven Steals è melodia. Nell'anno 1971, periodo torrido per la coscienza civile americana, 4 Way Street sarà il canto del cigno di questo irripetibile assemblaggio di personalità fuori standard, poi ognuno per la sua strada. Ma intanto consegnano alla storia questo stratosferico live, che concentra la miglior produzione di ciascuno fino a quel momento. Capirete allora perché, oltr…

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