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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Franz Ferdinand - You Could Have It So Much Better (2005)

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Il riferimento artistico della copertina del disco di oggi (il filo rosso che lega gli album di Febbraio) si rifà ad un famoso ritratto opera di Alexander Rodchenko, padre del costruttivismo, che ritrae nell'originale Lilja Jur'evna Brik, scrittrice, attrice e scultrice sovietica, musa ispiratrice di Vladimir Majakovskij. L'opera originale è del 1924, e 80 anni dopo fu usata da una emergente band scozzese per il suo secondo lavoro in studio. Il gruppo di oggi si forma a Glasgow, ad inizi anni 2000, quando il chitarrista Nick McCarthy, dopo aver studiato musica in Germania, tornò in Scozia e incontrò Alex Kapranos. Nel maggio 2003 firmò per la Domino Records e verso la fine dello stesso anno pubblicò il suo primo EP, intitolato Darts of Pleasure, che arriva persino in classifica. Il singolo vinse il Philip Hall Radar Award agli NME Awards del 2004. Ai due si aggiungono Robert Hardy (voce e basso) e Paul Thomson (batteria), e con questa formazione, forte del contratto di McCa...

Clash, guida per principianti

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“Il punk è uno spirito molto più ampio della musica grezza e semplice che solitamente si identifica con quella parola. Abbiamo mischiato reggae, soul e rock and roll, tutte le musiche primitive, in qualcosa di più della somma dei singoli elementi.” Per spiegare chi sono stati i Clash non c’è niente di meglio che partire dalle parole del leader, cantante e chitarrista Joe Strummer. I Clash sono stati il gruppo punk che più di tutti è riuscito a portare il genere a livelli altissimi, arricchendolo con inedite e stravaganti influenze. In dieci anni di carriera hanno pubblicato 6 album, dal 1976 al 1986. Una band che in ogni singola canzone ha curato suoni e testi dando ricchezza e profondità. Nascono alla fine degli anni settanta, quando il punk viveva la sua età dell’oro. Cominciano a provare le loro canzoni nel Rehearsal Rehearsals, un edificio abbandonato. Il primo concerto lo tengono nel 1976 a Sheffield, aprono ai Sex Pistols. Il concerto non è indimenticabile, ma chi h...

David Crosby - Croz (2014)

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di Silvano Bottaro David Crosby non ci ha abituato a frequenti uscite discografiche, a oltre quarant'anni da If I Could Only Remember My Name del '71, in mezzo ci sono stati solo due dischi: Oh Yes I Can del '89 e Thousand Roads del '93. Se è facile pensare che questo sia il suo commiato musicale le canzoni non lo sono affatto. Undici brani quasi tutti a sua firma, l'aiuto del figlio Raymond, di Mark Knopfer e di Wynton Marsalis, danno un tocco di notevole presenza ad alcuni pezzi dell'album. Quello che fa "grande" Croz è il suo "spiazzare" che, ancora una volta, è parte integrante della sua vita. David Crosby abituato a continue cadute e continue rinascite non poteva anche questa volta sorprendere critica e fan. L'album infatti, non era previsto e se poteva sembrare come un'operazione commerciale il risultato è invece tutt'altro. " ...avevo ancora delle cose da dire " è la sua affermazione all'uscita del...

50 fatti interessanti su Pink Floyd #4/10

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16. Pink Floyd also played as The Tea Set in their earlier incarnation. This moniker was settled upon for a while at least after a plethora of name changes, which included: Sigma 6, Meggadeaths, the Abdabs and the Screaming Abdabs, Leonard's Lodgers, and the Spectrum Five. 17. A film of their 1967 Alexandra Palace show - part of the legendary ‘14 Hour Technicolor Dream’ - still survives and is available on DVD. Yoko Ono is there performing an art installation, and John Lennon is captured among the crowd, although at the time the pair had not met. 18. In 1968, Pink Floyd headlined the first ever free gig in Hyde Park with Tyrannosaurus Rex and the Bonzo Dog Doo-Dah Band in support. Not a bad bill... and nada as well! 19. The 1970 album name ‘Atom Heart Mother’ was apparently inspired by a newspaper headline about a woman being fitted with the first ever atomic pacemaker. 20. The cow on Pink Floyd’s ‘Atom Heart Mother’ album had a name too, which was L...

Rod Stewart - A Night On The Town (1976)

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Il dipinto famoso a cui si ispira la copertina del disco di oggi è un capolavoro di Pierre-Auguste Renoir, dal titolo Bal Du Moulin De La Galette, dipinto nel 1876 e conservato oggi al Museo D'Orsay di Parigi. Nella versione della copertina, il famoso performer del disco di oggi compare proprio al centro, sorridente, vestito come un gentiluomo della Parigi di fine '800. Eppure Rod Stewart non ha avuto certo natali borghesi, essendo figlio di un idraulico scozzese e di una operaia inglese, nato nel 1945 nei sobborghi di Londra, ad Highgate, dopo che i genitori si traferirono dalla Scozia a Londra. Ma del suo essere scozzese ne ha fatto sempre un vanto, dalla pronuncia, al tifo sportivo, alle dichiarazioni. La sua infanzia fu a sua detta felicissima e segnata da cose davvero particolari: lasciata la scuola a 15 anni per tentare la carriera da calciatore, Stewart lavorerà in un setificio, come ragazzo dei giornali ma soprattutto, per qualche anno, nei cimiteri, dove si specializza...

We Insist! - Max Roach

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Jackson Browne - Late For the Sky (1974)

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Nel cercare sempre nuove sfide sui legami dei dischi di ogni mese, stavolta ho pensato che visto il Febbraio carnevalesco, sarebbe stato bello presentare dei dischi che "mascherano" le copertine rifacendosi a famosissimi dipinti o opere d'arte. Pertanto per questo mese si parte dalla copertina. In questo caso, l'omaggio è al dipinto di René Magritte, L'Empire des lumières (L'Impero della luce), del 1953-1954; la fotografia originale della nostra copertina fu stata scattata su South Lucerne Avenue, appena a sud di West 2nd Street a Windsor Square, circa 10 miglia a sud-ovest della casa d'infanzia dell'autore del disco di oggi, a Highland Park, California, ad opera del designer e fotografo Bob Seidemann. Jackson Browne nacque in Germania dove il padre lavorava in una delle basi americane nella ex Repubblica Federale tedesca. Si sposta in California e la sua carriera inizia prestissimo: a 18 anni fa parte della Nitty Gritty Dirt Band, e sfoggia già una na...

Chet Baker, Guida per principianti

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Intimista, seduttore, malinconico. Se dovessimo descrivere con tre aggettivi Chet Baker lo delineeremmo così. Genio e sregolatezza, il trombettista fu (come Miles Davis) tra i più conosciuti della musica jazz, in particolar modo del filone “cool jazz” -più fresco e rilassato- tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’50. Chi era Figlio di chitarrista, nacque nel 1926 nello stato americano dell’Oklahoma. Si avvicinò alla musica in tenera età frequentando i cori della chiesa. Approcciò ad uno strumento musicale quando il padre gli regalò un trombone, ma era di dimensioni enormi per il piccolo Chet, si optò a quel punto per una tromba dalla quale non si staccò fino alla fine dei suoi giorni. Carriera Entrò a far parte delle fila di Gerry Mulligan, tra il 1952 e il 1954, nella formazione del pianoless quartet in cui venne a crearsi un’affinità di dialogo tra sax baritono (Mulligan) e tromba (Baker), ma ben presto i litigi spezzarono il legame: Mulligan si se...

Hüsker Dü - Warehouse: Songs And Stories (1987)

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di Silvano Bottaro Prima dei R.E.M., dei Sonic Youth e dei Nirvana, un altro grande gruppo del circuito alternativo a stelle e strisce fu ingaggiato da una major, per provare a dimostrare che certo rock nato e maturato nei bassifondi poteva diventare un business: si trattava di un trio originario di Minneapolis, con un nome assurdo - "ti ricordi?" in svedese - e trascorsi di rilievo nell'ambito dall'hardcore più feroce e senza compromessi, la cui leadership era divisa tra due compositori e cantanti impegnati anche alla chitarra (Bob Mould) e alla batteria (Grant Hart). Finì nel peggiore dei modi, quel sodalizio che pure aveva fruttato sette album e mezzo, di cui due doppi, in appena sei anni: con furibondi litigi e tanta amarezza. E finì, ironia del destino, poco dopo l'uscita del capolavoro che ne rappresentò lo zenit qualitativo e che quindi, suo malgrado, interpretò il ruolo un po' sinistro dell'epitaffio. Secondo lavoro marchiato Warner, dopo...

50 fatti interessanti su Pink Floyd #3/10

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11. ‘See Emily Play’ was their first song to crack the top 10 in 1967, and they didn’t manage another until ‘Another Brick in the Wall’ topped the charts in 1979. As a “serious” albums band in the 70s, singles were considered low priority to a group like Pink Floyd (Led Zeppelin, for instance, never released a single). 12. During the second part of the 60’s, The Pink Floyd (as they were known then) became regulars at the Roundhouse in Camden as well as the legendary UFO Club. 13. The name The Pink Floyd was used right up to the late 60’s - the ‘The’ disappeared not long after the departure of Syd Barrett. Syd’s acid-induced schizophrenia got so bad that the band had no option to go on without him, and they parted company on the way to a show in 1968 14. Syd moved back in with his parents in Cambridge and became a recluse. He recorded two solo albums with the help of his replacement, David Gilmour: ‘The Madcap Laughs’ and ‘Barrett’. 15. Barrett famously ...

Alice In Chains - Unplugged (1996)

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Per oltre 20 anni dagli inizi degli anni '80 la commercializzazione dei dischi ha avuto un nuovo componente: i videoclip dei singoli. Si avvicinarono tutti, persino artisti ben lontani dalla generazione MTV: ne ricordo due, il Peter Gabriel che con Sledgehammer fa uno dei video più belli di sempre (fatto con la tecnica della claymotion dalla Aardman Animations,  il prestigioso studio di animazione di Bristol che diventerà tra i più famosi del mondo) nel 1986 e l'anno successivo addirittura i Grateful Dead con Touch Of Grey. Ai videoclip MTV dedicherà un premio, gli MTV Video Music Awards, per premiare i migliori prodotti (creando anche quelli Europei e Latin Music man mano che il gruppo di broadcaster cresceva). Si stanzieranno fondi enormi per i videoclip, spesso girati persino da famosi cineasti, legati alle colonne sonore dei film, con la punta d'eccesso di Michael Jackson che per Scream, il suo tentativo musicale di tornare alla ribalta, spenderà quasi 10 milioni di dol...

Blues & Roots - Charles Mingus

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Backstreet Boys - Millenium (1999)

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 Spero che gli aficionados non storcano il naso, ma per parlare di MTV bisogna parlare anche di questo. E vi dirò che a distanza di oltre 25 anni, la musica pop di questo disco suona decisamente meglio che quella di adesso. Ma andiamo con ordine. Una delle novità che porta MTV a metà anni '80 è la nascita di gruppi di giovani personaggi musicali: li definisco così perchè soprattutto all'inizio sanno solo canticchiare, ma hanno un'estetica interessante che in mani sapienti diviene vincente. Il prototipo è una band maschile che a metà degli anni '80 inizia a furoreggiare, i New Kids On The Blocks. Che sono la scintilla che accende un personaggio che diverrà fondamentale in questo percorso, con un finale drammatico, Lou Pearlman. Pearlman lavorava per i dirigibili Goodyear ed era addetto all'affitto di piccolo aerei di lusso. Quando si accorse che un gruppo di giovani ragazzi, i New Kids On the Blocks appunto, poteva permettersi di affittare un jet privato, intuisce ch...

Frank Zappa, guida per principianti

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“Nella vita sii regolare e metodico, così potrai essere originale e sfrenato nella tua opera”. Niente meglio di questa citazione dello scrittore francese Gustave Flaubert racconta chi è stato e come ha lavorato Frank Zappa. Morto a Los Angeles nel 1993, a soli 52 anni, Zappa non ha mai smesso di creare musica, pubblicando 60 album in vita. Ha suonato di tutto, dal rock al jazz, dalla musica classica al progressive; senza mai perdere per un momento il suo sguardo acuto e dissacrante sull’attualità. Chitarrista impeccabile e musicista geniale è stato fonte di ispirazione continua per molti artisti, restando a tutti gli effetti inimitabile. Una guida introduttiva di Zappa è impossibile. Nella sua lunghissima discografia, accanto alle sue opere più immediate, ce ne sono alcune che necessitano di un ascolto più attento come si conviene a un compositore classico. Per tracciare a grandi linee il suo genio, senza appesantire ascolto e lettura, crediamo allora sia più utile restrin...

The Traveling Wilburys - Omonimo (1988)

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di Silvano Bottaro Questo improvvisato quintetto nato quasi per gioco, altri non sono che Bob Dylan, Jeff Lynne, Tom Petty, Roy Orbison e George Harrison. Un disco nato per scherzo, un nome creato ad arte, ed i protagonisti che non vogliono apparire nella loro reale identità: infatti, si fanno chiamare Lucky, Nelson, Otis, Lefty e Charlie T. Junior. Disco divertente e poco prevedibile, mette a confronto il lavoro di grandi talenti che, una volta tanto, caso abbastanza raro, funziona molto bene. L'album è bello e molto godibile, con arrangiamenti ad hoc e grandi voci, tra le più belle del panorama "rock classico". Forse il suono della band richiamerà alla memoria stagioni passate da molte lune. Gli anni '50 si mischiano ai rivoluzionari sixties: voci esili e coretti doo-woop insieme ad atmosfere liverpooliane. Rock, calipso, fifties, beat ed altre meraviglie è quello che questo disco propone insieme ad un moderato uso di chitarre elettriche. Vediamo le canzo...

50 fatti interessanti su Pink Floyd #2/10

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6. Pink Floyd recorded their first album ‘The Piper at the Gates of Dawn’ in Abbey Road studios while a band of Moptops toiled next door making ‘Sgt Pepper...’ The latter Beatles record blew minds on its release, though it could be said that the former was even further out there... 7. ‘Arnold Layne’ - their first single and a minor hit at the time (it has subsequently achieved classic status) was based on a real life person Roger Waters knew who would steal women’s clothes and knickers from washing lines. 8. The b-side to ‘Arnold Lane’ - the psychedelic ‘Candy and a Currant Bun’ - was faithfully covered by Mars Volta and given away free with ‘The Bedlam in Goliath’ album via the mildly pointless VinylDisc format (vinyl on one side, CD on the other). 9. Pink Anderson and Floyd Council, the two Americans who inspired the band’s title were both early blues singers. Both musicians died within a year of the release of Pink Floyd's seminal album, ‘Wish You Were H...

Michael Jackson - Thriller (1982)

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 Quando iniziò a trasmettere, MTV fece una scelta editoriale piuttosto precisa: trasmettere solo video di artisti rock bianchi. Questo fece la fortuna di molti gruppi europei che iniziarono subito a intuire il potenziale enorme della diffusione dei videoclip (tipo i Duran Duran, gli Spandau Ballet, i Police), che seppur strumento molto più antico del network della musica (i primi video girati per promuovere musica sono degli anni '30) trova una piena e autentica consegna di senso su MTV. Un artista che ne aveva intuito le possibilità in quegli stessi anni, l'inizio degli anni '80, inizia la sua carriera solista nel modo più straordinario di sempre e diventerà decisivo e fondamentale nell'evoluzione sia di MTV sia nella piena affermazione del canale come mezzo privilegiato di promozione.  Michael era uno dei 5 fratelli Jackson che come Jackson 5 sono stati protagonisti della musica afroamericana per tutti gli altri '70. I loro dischi per la Motown ebbero un grande su...

Open Sesame - Freddie Hubbard

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The Buggles - The Age Of Plastic (1980)

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 Mentre si brindava all'arrivo del 2026, una grande ma oggi dimenticata storia finiva: MTV cancellava in Europa i suoi canali musicali. Nacque 45 anni fa, il 1° Agosto 1981, cambiando la fruizione della musica: non si ascoltava soltanto, ma si guardavano i videoclip delle canzoni. È stata una rivoluzione formidabile, che ha cambiato la cultura, il costume e molte parti dell'economia planetaria, e le nuove evoluzioni della fruizione musicale ne hanno scritto il destino (già da anni MTV non si concentrava più sulla diffusione di contenuti musicali a favore invece di intrattenimento generale). Ho pensato che sarebbe stato bello "discuterne" attraverso dei dischi che hanno caratterizzato questa parabola, che ha avuto il suo apice tra metà anni 80 e 90. Il primo videoclip (così si chiamavano) trasmesso della neonata emittente negli Stati Uniti alla prima trasmissione fu un  singolo del disco di oggi, clamorosamente anticipatore di cose che avverranno. I Buggles si formano ...

Franco Battiato, Guida per principianti

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Nel panorama della musica italiana nessuno (né prima né dopo) più di Franco Battiato è riuscito a fondere, e innalzare, la cultura alta con quella bassa. Dagli anni ’70 fino ai giorni nostri, Battiato ha scritto, cantato e arrangiato centinaia di brani (sono più di 40 i dischi pubblicati). I risultati per forza di cose sono stati altalenanti, ma ha sempre mantenuto, in ogni pezzo, la sua impronta e la sua classe. Il cantautore catanese (nato nel 1945 a Giarre-Riposto) ha saputo raccontare quasi mezzo secolo di storia italiana, con eleganza, divertimento e poesia. Ripercorrere la sua lunga carriera non è semplice, bisognerà trattarla per forza per sommi capi. Ma di ogni periodo dell’artista si possono segnalare le tracce che meglio lo riassumono. Del primo periodo, all’inizio degli anni ’70, si devono ricordare gli album sperimentali. Tutti pubblicati per l’etichetta indipendente Bla Bla: Fetus, Pollution, Sulle corde di Aries e Clic. Le influenze vanno da Brian Eno a Stock...

Warpaint - Warpaint (2014)

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di Silvano Bottaro Ci sono voluti ben tre anni per pubblicare questo secondo lavoro dal titolo omonimo, il loro debutto "The Fool" infatti, risale alla fine del 2010. Le Warpaint sono quattro ragazze che si sono formate a Los Angeles nel 2004. Fin dai primi ascolti il sound trasmesso, per usare degli aggettivi poco efficaci, è un mix psichedelico e ipnotico. Le voci sono sicuramente il loro punto di forza ma anche la vivace base ritmica e le esplosioni di chitarre non sono da meno. Per certi aspetti il suono che ne deriva è più adatto ad atmosfere notturne che alla luce del sole. Il non essere facile a paragonare le Warpaint ad altri predecessori sta a significare che il loro stile è abbastanza unico e originale. Le atmosfere a volte serene e volte inebrianti riescono a far breccia ascolto dopo ascolto. Se i testi si focalizzano su tribolazioni amorose e relazioni complicate, la peculiarità sonora è proprio quella di adattarsi a questi contesti, e quindi il crea...

E T I C H E T T E

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